Ordinanze anti-chips come espediente di marketing ? Ancora sul caso Torrecuso

Ricordate l’iniziativa demagogica del Sindaco di Torrecuso in provincia di Benevento, da me già denunciata, di dichiarare per ordinanza comunale il proprio paese comune “anti-chips”? Bene, da una mail che mi è arrivata oggi, inviatami da un giornalista che dichiara di aver seguito l’iniziativa del primo cittadino e studiato la relativa “strategia di comunicazione” (sic !), pare di capire che non solo si é trattato di un’iniziativa orientata ad un basso populismo (alla Di Pietro, tanto per capirci) e da una facile ricerca di popolarità ottenuta con largo uso di demagogia, bensì una sorta di espediente di marketing, per rendere commercialmente più appealing e per aiutare a vendere meglio i vini – no chips -prodotti dalle aziende del paese.

Di seguito, nella loro interezza, le riflessioni del giornalista beneventano.
Da parte mia, di fronte ad iniziative ad effetto, (come ad esempio l’approvazione da parte della Camera dei Deputati di una mozione bipartisan per fermare la direttiva Ue che "ammette l’uso di trucioli di legno al posto del tradizionale passaggio nelle piccole botti di rovere") per fare parlare di sé, a "strategie di comunicazione", studiate a tavolino, programmate e preannunciate, per far conoscere le trovate dei primi cittadini (e magari per renderli popolari e far guadagnare loro voti alle prossime elezioni) non posso che commentare una sola cosa: povera Italia, a quali mani è affidata, in troppi casi, la cosa pubblica !

"Caro Ziliani, sono il collega giornalista del vino che ha seguito l’iniziativa di Torrecuso sul divieto ai trucioli. Devo dirti che l’iniziativa da me studiata relativamente alla strategia di comunicazione si fonda su un dato ineccepibile: Il sindaco nel proprio territorio comunale è l’autorità suprema, assolutamente riconosciuta, in materia di tutela della salute pubblica e dell’ordine pubblico. Considerato che purtroppo non ci sono ricerche scientifiche pubblicate sulle riviste riconosciute che dimostrino la non dannosità dei trucioli per la salute dei cittadini, un sindaco per la tutela della salute dei propri cittadini può eccome emettere un’ordinanza, senza chiedere (così è stato per Torrecuso) né alla giunta né al consiglio comunale; l’ordinanza è un atto monocratico! Se un sindaco ha buoni motivi per presupporre anche un minimo paventato danno alla salute pubblica può eccome ordinare il divieto di qualsiasi pratica che sia enologica o di altro genere….E paradosso dei paradossi, tale ordinanza supera anche una direttiva europea…. Il sindaco è l’autorità sanitaria locale del suo territorio. Le autorizzazioni sanitarie per l’apertura ad esempio di un ristorante o di una qualsiasi attività commerciale, non le firma l’Asl ma .… il Sindaco.

L’iniziativa ha avuto un grande successo.
Intervista del sindaco alla CNN, Le Monde e tutti i giornali italiani. Ne hanno parlato tutte le televisioni nazionali italiane, perfino 7 minuti su Radio Vaticana… e 15 minuti su RadioUno (Baobab). Risultato: Le aziende di Torrecuso, tutte favorevoli all’ordinanza del sindaco, hanno registrato un incremento di clientela nell’ultimo mese pari a +40%; hanno finito il vino. Molta gente vuole la certezza di non bere il vino di “Pinocchio”, fatto con la segatura.
Una cosa è sicura: dovunque giro in Italia molti sanno che per avere la certezza di bere un vino senza trucioli è necessario acquistare un vino prodotto a Torrecuso…. Questo si che è un sindaco che pensa alla salute dei propri cittadini ed all’economia delle aziende vinicole…. Tanti produttori vinicoli di altri comuni italiani, vorrebbero tanto che a firmare la prima ordinanza trucioli-free fosse stato il loro sindaco… Troppo tardi….
Il tuo commento, ha aumentato notevolmente la visibilità dell’iniziativa. Il sindaco di Torrecuso entro qualche mese farà un’altra iniziativa che a mio avviso avrà un clamore molto maggiore, sempre in favore della salute e delle aziende vinicole.
Gerardo Antelio".

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