Spumanti d’Italia a Roma: banco d’assaggio comune per prodotti profondamente diversi

Mi spiace tanto, visto che motore e anima di questa e altre iniziative analoghe è un amico carissimo, uno dei più grandi professionisti e conoscitori di cose vinicole che abbiamo oggi in Italia, l’ottimo Giampiero “Ninetto” Comolli, indimenticato direttore del Consorzio Franciacorta, quando la Franciacorta era altra cosa rispetto ad oggi, ma come posso fare finta di niente e ratificare come sensata, ragionevole, fondata su basi solide, un’iniziativa dedicata alle bollicine di casa nostra che ancora in pieno 2006 si presenta con il titolo di “Spumanti d’Italia” ?

Vista la straordinaria diversità che esiste tra prodotti di origine, tipologia, metodologia produttiva, caratteristiche organolettiche, modalità di utilizzo a tavola, mercati e consumatori cui si rivolgono, come diavolo si può ancora, carissimo Comolli, tentare di racchiudere in un unico contenitore denominato “Spumanti d’Italia” , anche se corredato dal sottotitolo un pò criptico di "Oltre e dintorni", e presentare insieme, come accadrà sabato 21 ottobre alle 16.30 a Roma presso il Grand Hotel Parco dei Principi, vini distanti tra loro come sono i Franciacorta Docg, il Trento Doc, il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, l’Alta Langa, l’Asti Docg, l’Oltrepò Pavese Doc, il Brachetto d’Acqui e, tenetevi forte, quello che resta di un tentativo andato a male e ormai defunto come il Talento ? Come direbbe Mughini: "ma dai !"….

Il Forum Spumanti d’Italia, creato da due anni a Valdobbiadene (patria del vero Prosecco Doc, non delle turbate anonime in lattina) da Comolli la pensa diversamente, ed ecco pertanto, con l’avallo bipartisan della Veronelli editore e dell’A.I.S. Roma, questo “grande festival dei banchi d’assaggio delle Case Spumantistiche Italiane”, con gli charmat ed i metodo classico allegramente e confusamente mischiati, aperto dalle 16.30 sino alle 21.30, inframezzato da iniziative varie, un “dibattito spiritoso tra seduzione ed emozioni, con personaggi, amici, imprenditori”, la consegna dei premi del Concorso Enologico Nazionale Spumanti d’Italia, un’asta con ricavato devoluto in beneficenza.

Belle cose, ma figlie, inutile negarlo, di un equivoco, perché effervescenza e bollicine a parte (ma a questo punto si potevano anche invitare produttori di Lambrusco, acque minerali e la nota bibita gassata multinazionale che fa rima con ola), si tratta di vini che non hanno nulla in comune, che necessiterebbero di promozioni e presentazioni separate, e che dalla confusione/commistione, nel nome degli Spumanti d’Italia, non hanno nulla da guadagnare, anzi…

0 pensieri su “Spumanti d’Italia a Roma: banco d’assaggio comune per prodotti profondamente diversi

  1. Bisogna un attimino elevare pero’ la qualita’ delle bottiglie/aziende presenti.Se sono le stesse di valdobbiadene poche erano le bolle che si stagliavano nettamente.L’area Franciacorta,per esempio, e’ scarsamente rappresentata.

  2. Caro Franco,
    “ma dai!!” come direbbe “l’autorevole” Mughini.
    Continuiamo a vivere di divisioni e di provincialismi! Spumanti è un termine che, “all’intellighenzia” piaccia o no, fa parte del patrimonio linguistico italiano e identifica un prodotto italiano nel mondo. Perchè non riqualificarlo? Perchè invece di aumentare termini che aggiungono confusione alla confusione già esistente, non spiegare che esiste una riposta italiana allo Champagne ed al Cava con al suo interno una diversità ricchissima di prodotti con uguale dignità , seppur con mercati e momenti di consumo diversi?
    Credete proprio che al consumatore finale tutta questa diatriba interessi? O interessa soltanto alla cosiddetta cerchia di “esperti di vino”, unti magari da chi mette il proprio interesse particolare davanti al buon senso?
    Bene, continuiamo così! Poi scopriamo e magari, anche ci indigniamo, se tra un pò qualche furbo esperto di marketing straniero, come già successo per altri prodotti italiani, ha pensato bene di utilizzare nel mondo un termine ed un’immagine italiana che solo noi piccoli provinciali italiani consideriamo negativa.
    E’ giusto dare a tutti i produttori di vino con seconda fermentazione o Spumante (il termine bollicine l’ho sentito l’ultima volta ieri sera guardando Bugs Bunny con mio filgio e non riferito al vino) il diritto di spiegare, promuovere e tutelare il proprio prodotto ma è anche saggio tutelare un patrimonio italiano che facilita la comunicazione di tutti.
    Viva lo Spumante italiano.
    Cordiali
    Massimo

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