A proposito di Piacere, Barbaresco: riflessioni di un produttore

Dopo il mio recente intervento sull’annunciato progetto di Piacere, Barbaresco era lecito attendersi repliche e commenti da parte dei soggetti chiamati in causa, ovvero l’Enoteca Regionale del Barbaresco ed i suoi responsabili che, come detto, saranno i promotori della nuova iniziativa.

Da quel fronte, invece, tutto tace e continua a tacere (mah !), mentre invece cominciano ad arrivarmi riflessioni da parte del mondo produttivo, che prende atto di questa nuova manifestazione e comincia a dire come la vorrebbe, con quale taglio e quali obiettivi da perseguire.
Pubblico pertanto, ritenendolo un utilissimo contributo al dibattito, questo intervento di un amico produttore, che dice chiaramente la sua, con lucidità e idee ben chiare.
f.z.

Per il discorso di Piacere Barbaresco in teoria fare una manifestazione per celebrare e far conoscere un po’ il Barbaresco non credo sia sbagliata…ad una sola condizione però…. non scimmiottare le altre 1000 manifestazioni sul vino che ci sono!!!  Evitare di fare un doppione di Alba Wines Exhibition in primis…

Non mi dispiacerebbe che a questa manifestazione si unissero anche eventi culturali che coinvolgessero anche la gente del posto con tavole rotonde, dibattiti, che venissero invitati anche personaggi della cultura e dello spettacolo che possano descrivere il loro rapporto col vino… insomma: fare qualcosa di diverso. Cercare che questa manifestazione non finisca come al solito SOLO con le classiche degustazioni degli esperti ( che ci vuole, e siamo tutti d’accordo) e  con le gambe sotto ai tavoli stellati di questo o quel  ristorante!!! ( anche se unire il vino alla gastronomia è una cosa imprescindibile…è chiaro!!)

Ma se la manifestazione si elevasse anche a livello culturale, sarebbe una cosa di portata assai maggiore. Immaginati se dopo questa "tregiorni" sul Barbaresco uscisse un reportage, un video sull’evento…non sarebbe poi così male…!!!

Così come se si riuscisse a istituire una borsa per fare ricerche storiche sul Barbaresco…. sempre all’interno della manifestazione….( sarebbe davvero bello) e per storia non vuol dire sempre e solo parlare del buon Domizio Cavazza…. la storia sono tutte le persone che ogni giorno lavorano nelle vigne e nelle cantine… perchè la storia è il nostro passato…e non esiste grande vino senza una storia più o meno importante e grande….( anche se bisogna chiedersi cosa vuol dire storia più o meno importante!!!!) Il lavoro fatto da tanti agricoltori negli anni ’60 ’70 ’80 ’90 e fino ai giorni nostri rientrano per me a pieno diritto nella nostra storia nella storia del nostro amato Barbaresco.
Comunque non so quale direzione prenderà codesta manifestazione… Magari alcune idee in ambito culturale sono già state prese in considerazione ( come spero)… Spero di poter dare anche il mio contributo alla buona riuscita della manifestazione… e spero che questa manifestazione diventi un bel punto di riferimento nel panorama del vino.
Ho alcune perplessità sul periodo scelto…( è un po’ presto per assaggiare al meglio i nuovi Barbaresco!!!!) e forse un periodo un po’ pieno di impegni ..tra il Prowein prima ed il Vinitaly dopo… ma se non si inizia e non si fa un po’ di rodaggio come si può pretendere di fare bene qualcosa?

0 pensieri su “A proposito di Piacere, Barbaresco: riflessioni di un produttore

  1. Illuminato questo produttore!
    davvero una bella riflessione con tanti spunti utili.
    In particolare, a mio parere, il suggerimento sulla borsa di studio per una ricerca sulla storia, una storia fatta di persone che lavorano e vivono il Barbaresco.
    saluti

  2. Pingback: Vino al vino

  3. la svista, per quanto clamorosa, ci sta presso un’esselunga vendevano un barbaresco prunotto a due prezzi diversi, sui 23 e sui 27 euro e vi garntisco che era la stessa bottiglia, stesso anno etc. direi quindi che è un mancato controllo del sistema qualità….

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