Alla Feudi di San Gregorio si chiude l’era Ercolino: nuovi responsabili e nuovi programmi

Riceviamo dalla direzione della celebre casa vinicola irpina Feudi di San Gregorio e volentieri pubblichiamo. Nessun commento, per carità di patria, la fine della discussa, controversa era Ercolino alla testa dell’azienda di Sorbo Serpico, é già chiaramente sancita e attestata da questo comunicato stampa (altri dettagli da questo articolo del bravissimo collega napoletano Luciano Pignataro pubblicato sul suo sito Internet) e non penso, dopo quello che ho già scritto il 28 agosto, ci sia bisogno di affondare i colpi, di infierire e maramaldeggiare. Non é necessario ricorrere al vigliacco e canagliesco calcio dell’asino per dichiarare conclusa un’epoca… f.z.

“Oggi, 9 novembre 2006, il Dottor Edoardo Narduzzi è stato nominato Presidente della Feudi di San Gregorio. Il Dottor Narduzzi subentra al Dottor Vincenzo Ercolino che l’Assemblea della Società ha ringraziato per l’appassionata opera da lui svolta fin dalla fondazione dell’azienda. La nomina del nuovo Presidente completa il rinnovo del team di guida aziendale, avviato nell’agosto scorso con la nomina del Dottor Marco Gallone ad Amministratore Delegato. L’Assemblea ha affidato al nuovo management il compito di perseguire con sempre maggior impegno la missione della società: realizzare vini di altissima qualità armonizzando al meglio il complesso rapporto tra territorio e prodotto; il tutto nella costante attenzione ai bisogni e ai gusti dei consumatori e alla crescita professionale dei propri dipendenti e collaboratori".

"Feudi di San Gregorio crede nel lavoro tenace, condotto senza arroganza e con grande lealtà verso gli altri; crede nei tempi lunghi perché è convinta che solo in un’ampia prospettiva temporale e con umiltà si possono concepire e attuare progetti veramente innovativi; crede che il successo di un’impresa non vada misurato con il solo metro del profitto, pur nella convinzione che i conti economici devono essere costantemente in ordine.

Feudi di San Gregorio vuole, in particolare, contribuire a dare chiarezza al mercato del vino con un modello produttivo volto alla valorizzazione dei vini di territorio, non solo nelle scelte genetiche (varietà campane) ed agronomiche ma attraverso un importante progetto in collaborazione con alcune Università italiane, per preparare tecnici ed operai capaci di interpretare le risorse dei terroir del Mediterraneo e per razionalizzare l’impianto e la gestione dei vigneti, utilizzando le tecniche della cosiddetta viticoltura di precisione e sviluppando metodi diagnostici di valutazione della qualità con innovativi strumenti.

“Il mercato del vino è ormai globale e la competizione è significativa in tutti i segmenti del mercato pur restando molto frammentata l’offerta” ‑ ha dichiarato il neo Presidente Narduzzi ‑ “i prodotti del made in Italy, se capaci di ben valorizzare i propri vitigni autoctoni ed i propri territori, hanno un vantaggio competitivo specifico. La sfida ora è quella di dar vita ad imprese che per dimensione del fatturato, capacità di innovazione, professionalità, conoscenza specialistica accumulata e apertura all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione sappiano affermarsi come protagonisti internazionali. Feudi vuole essere di questa partita dimostrando che con una valida strategia anche giovani imprese italiane possono, in pochi lustri, diventare casi di eccellenza e di studio a livello mondiale”.

Questo il comunicato. Al nuovo management l’augurio, sincero, di buon lavoro perché davvero alla  Feudi possano finalmente “realizzare vini di altissima qualità armonizzando al meglio il complesso rapporto tra territorio e prodotto”, alla luce di “un modello produttivo” davvero “volto alla valorizzazione dei vini di territorio”. Il modello di tutti questi anni trascorsi all’insegna dell’ercolinismo rampante era tutt’altra cosa…

0 pensieri su “Alla Feudi di San Gregorio si chiude l’era Ercolino: nuovi responsabili e nuovi programmi

  1. Che silenzio assordante, da parte della stampa di regime, su questa vicenda ! Nessuno ha da dire nulla sulla fine di quest’epoca di lussi, sfarzi, proclami, esagerazioni, ostentazioni, pacche sulle spalle e amichevoli sinergie (ci sarebbero molte cose interessanti da raccontare a questo proposito) tra il “satrapo” in uscita e larghissima parte della stampa e delle guide ?
    Spero davvero che il nuovo management porti aria nuova, pulizia, trasparenza, correttezza a Sorbo Serpico e dintorni…

  2. non sono della stampa specializzata, ma un appassionato di vino. Sul “satrapo” in questione non so molto, anzi, se devo basarmi su quanto qui scritto, direi che non so nulla. Immagino però che, al pari del suo amico Ricci di AIS/Bibenda, il sig.Ercolino sia riuscito a fare cose buone e cose meno buone, cose forse geniali e errori grossolani e di dubbio gusto, altrimenti sarebbe difficile spiegare il successo della Feudi San Gregorio e, a parer mio, la gran qualità dei prodotti (ho assaggiato tutta la gamma in una recente degustazione peraltro ottimamente guidata da uno dei responsabili vendite, molto ben preparato e sicuramente bravissimo nel suo lavoro, sengo che l’azienda è stata attenta al personale). Se vorrà spiegarmi chi era Ercolino e il perché di quello da lei scritto ne sarei lieto e le sarei riconoscente; tuttavia credo che un personaggio così famoso e importante meriti un grazie per quanto fatto.
    saluti

  3. ho conosciuto Ercolino durante una degustazione a roma un paio di anni fa, e devo dire che mi è sembrato uno con la testa sulle spalle…anzi!
    Portare ai vertici,possiamo dire mondiali senza timore di essere smentiti?, l’enologia Campana, sicuramente è un merito che gli va riconosciuto.
    Ora la regione ha 3 DOCG, e questo nel giro di una decina d’anni circa, faccio ammenda riconoscendo che il lazio non ne ha nemmeno una e si dice che il Frascati sta per diventarlo da circa 40anni o giù di li.
    I vini non saranno proprio al 100% lo specchio del terriotorio, ma non possiamo negare la qualità dei vini prodotti.
    Poi un uomo molto in vista attira a se tante invidie da parte di molti, ma questo, si sa è lo scotto che richiede il successo, FEUDI da tempo mette in ombra Mastroberardino, altro colosso del vino campano, ma tant’è.
    Feudi esercita più fascino ed a saputo vendere meglio i suoi vini, il suo marchio, il suo tutto.
    Chi ha visitato la sede dell’Azienda, mi ha sempre detto che “pareva essere a New York” e non in uno sperduto paesino dell’Irpinia.
    Ora il suo cammino all’interno dell’azienda termina, vediamo che corso saprà dare chi gli succede.
    Cmq, per quanto possa essere rilevante, anche da parte mia giungano i migliori in bocca al lupo alla nuova compagine societaria.

  4. Al contrario dei precedenti commenti io non giudico le (sicuramente ottime) mosse mediatiche ma l’operato sul vino: ma che razza di vini erano quelli dei Feudi di S.Gregorio dell’epoca appena conclusa? Alla guida di un’azienda campana forse era meglio fare bene vini campani piuttosto che vendere bene concentrati di vini internazionali.

  5. Sono un adetto ai lavori, conosco questa AZIENDA, AVEVO SEMPRE UN BUONA IMMAGINE ,FINO A QUANDO DA POCHI ANNI I VOSTRI VINI SONO SUL MERCATO, UN Pò DAPERTUTTO ANCHE NEI SUPERMERCATI… COSI O PERSO UN Pò DI CREDIBILITà, COMUNQUE FACCIO IL MIO IN BOCCA AL LUPO AL S.Ziliani

  6. Scusate se ho capito male; ieri facendo delle ricerche sul vostro sito parlava dei f. san gregorio di aver cambiato gestione… e anche progammi,e che lei era il responsabile.

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