Barbaresco Boito 2001 Cantina Rizzi

In un post scritto una settimana fa, testualmente, mi sia consentita l’autocitazione, mi chiedevo” se la creazione di “Piacere, Barbaresco”, vetrina autonoma per questo altro grandissimo vino base Nebbiolo albese preluda ad un disimpegno dei produttori di Barbaresco nei confronti di Alba Wines Exhibition o se dopo aver presentato i loro vini in marzo nella capitale della Docg li ripresenteranno in assaggio due mesi dopo ad Alba” nel corso di Alba Wines Exhibition. Ai responsabili dell’Enoteca Regionale del Barbaresco, organizzatori di questa nuova manifestazione prevista per marzo 2007, chiedevo testualmente se fosse “troppo sperare in una sinergia e in una collaborazione – staffetta tra Alba Wines Exhibition e Piacere, Barbaresco”.

Trascorsa una settimana, nonostante fossero stati direttamente rivolti loro questi interrogativi, sia mediante l’articolo sia mediante messaggi e-mail loro direttamente indirizzati, i responsabili inspiegabilmente, misteriosamente, tacciono, ragion per cui non posso che riproporre loro l’interrogativo, sperando in una maggiore attenzione e cortesia – non voglio dire buona educazione – nei confronti di un giornalista che chiede loro lumi.

Nell’attesa, confermando il plauso alla loro iniziativa e gli interrogativi sui dettagli organizzativi sollevati nel mio articolo, non posso che ribadire la mia convinzione che per perseguire gli obiettivi prefissi e per potersi “staccare dal binomio Barolo – Barbaresco e valorizzare il nostro prodotto in modo che il Barbaresco cresca e costruisca la sua precisa identità, senza essere accompagnato da nessun altro”, il mondo del Barbaresco debba dedicarsi ad una “riprogettazione”. E che dovrà riscoprire le sue ragioni profonde e finirla, come accade in troppi casi, di pensare che la via giusta consista nel realizzare muscolari, strutturati, legnosi, che vorrebbero “imitare” certi Barolo deteriori per apparire più grandi e importanti di quel che sono.

In attesa che questo accada, mi piace presentare come mio ideale modello di Barbaresco, un vino proposto da un’azienda seria, la cantina Rizzi a Treiso, che da certe guide come Duemilavini e Vini buoni d’Italia assurdamente, con decisione stravagante, non viene recensita, nonostante sia una delle realtà maggiori (per numero di ettari e per qualità) della Docg.

Due i Barbaresco proposti da Rizzi, che diventeranno tre con l’uscita dell’annata 2004, e l’esordio del Pajoré, il più fragrante, elegante, profumato, fresco Fondetta, ed il più strutturato, ma sempre elegantissimo e suadente, Boito, che come recita il sito Internet aziendale “nasce dalle uve prodotte nei vigneti “Bricco Boito – Vigna Grande del Boito”, all’interno del grande cru Rizzi. Il vigneto Boito è situato al di sopra della strada provinciale dei Rizzi, che attraversa a mezza costa la più maestosa collina vitata di Treiso, che ha inizio dalla cascina Boito ed abbraccia alcuni dei più famosi vigneti e sottozone del Barbaresco, Boito, Rizzi, Nervo, Fondetta, Bernardot”.

Un vigneto di 4 ettari e mezzo esposto a sud ovest, a 250-310 metri d’altezza, su terreni argilloso calcarei dominati da marne bianche alternate a sabbia e un vino prodotto in maniera del tutto tradizionale, con le uve a contatto con le bucce per 15, 20 giorni, due anni di affinamento in grandi botti di rovere da 25 a 50 ettolitri, e riposo in bottiglia per un anno prima dell’entrata in vendita.

In questo momento, anche se potrebbe restare ancora qualche anno in cantina, il Barbaresco Boito 2001 (grande annata, come lo sarà con ogni certezza il 2004) ha raggiunto una splendida maturità e si propone alla nostra attenzione con un colore rubino intenso brillante, un naso fitto, compatto, di grande tessitura e densità dove dominano note di sottobosco, prugna, lampone, polvere da sparo, marron glacé, liquirizia, cuoio, mazzetto odoroso, e uno spiccato carattere minerale (un netto sentore di grafite) dovuto al terroir, che vanno a comporre un bouquet nitido giocato su sfumature chiaroscurali e autunnali. In bocca l’attacco é ben sostenuto, terroso, ampio, con tannini ben sottolineati ma non mordenti, un frutto vivo e succoso, una magnifica verticalità e plasticità d’espressione, una classicità e un’ampiezza che ricordano una sinfonia di Johannes Brahms, un perfetto equilibrio tra tutte le componenti, che rende il vino importante ma piacevolissimo, facile da capire, finissimo, ma ricco di nerbo e carattere.
Fossero tutti così i Barbaresco la parola “crisi” a Barbaresco, Neive, Treiso e dintorni sarebbe del tutto sconosciuta

Azienda vitivinicola Rizzi
Localita’ Rizzi 15
12050 Treiso CN
Tel. 0173 638161
Sito Internet
E-mail

0 pensieri su “Barbaresco Boito 2001 Cantina Rizzi

  1. Proprio a proposito di Rizzi, parlando con Enrico, mi diceva che hanno già non pochi problemi a presentare i loro Barbaresco a maggio, per Alba Wines Exhibition (non a caso ne presentano uno o nessuno), figuriamoci a marzo!
    Capisco che l’Enoteca Regionale desideri proporre la nuova manifestazione in anticipo rispetto ad Alba, ma con quale criterio? Possibile che, sentiti i produttori, nessuno le abbia detto che è decisamente troppo presto? Fra l’altro marzo-aprile sono periodi intensi per i giornalisti, rischiano quindi di perderne parecchi per strada. Al posto loro, approfittando della novità, avrei dato un segnale preciso: i vini si presentano quando sono in bottiglia già da qualche mese! Almeno così si possono apprezzare…

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