Carte dei vini ? Ai ristoratori cremonesi non gliene può fregare di meno…

Come già segnalato, la scorsa settimana, lunedì 13 novembre, su cortese invito dell’amica Patrizia Signorini, vice presidente dell’associazione di enoteche Vinarius e responsabile dell’Enoteca Cremona, ho partecipato, a Cremona Fiere, nell’ambito del Salone enogastronomico Il Bontà, ad un dibattito sul tema Gestione della cantina e carta dei vini: una equazione professionale.

Insieme alle opinioni del sottoscritto, che in fondo possono interessare o meno, erano previsti gli interventi di Luca Bandirali, presidente dell’A.I.S. Lombardia, Riccardo Isetti, responsabile commerciale del Gruppo Aleandri – Abbazia di Rosazzo, Omar Bertoletti titolare della Trattoria dell’Alba a Vho di Piadena, eppure, anche se, nonostante l’ora prevista, le 15, non proprio l’ideale per un dibattito (per di più al lunedì pomeriggio), il salone era pieno di gente, che si muoveva tra stand riservati a vini e prodotti alimentari (stranamente, visto che si trattava di una fiera dell’agroalimentare cremonese, molti di tutt’altre regioni..) il dibattito si è svolto di fronte a pochi intimi (eufemismo…).

Ed i ristoratori, che almeno teoricamente, secondo logica e buon senso, avrebbero dovuto essere interessati, essendo loro a gestire e realizzare carte dei vini, all’argomento ?
Salvo rarissime eccezioni, nonostante fossero presenti in fiera e siano poi accorsi in massa, alle 16.30, presso la stessa postazione dove si è svolta la nostra discussione, per la presentazione di una guida dei ristoranti della provincia di Cremona, hanno latitato, non si sono fatti vedere, hanno girato alla larga.


I casi, evidentemente, sono tre:
delle carte dei vini, della loro organizzazione e gestione, sanno già tutto e non hanno quindi “tempo da perdere” con l’ennesimo dibattito e con un confronto con degli “esperti” di diverse sensibilità, provenienze ed esperienza;
delle carte dei vini e di come dovrebbero essere organizzate e pensate non gliene può fregare di meno;
di partecipare a quel dibattito, visto che non era stato organizzato dai soliti potentati, da personaggi vari al quale l’Ente Fiera ha affidato, bontà sua, momenti di animazione legati all’agro alimentare, non ci pensavano affatto.

Come non ci hanno pensato, dimostrando quale sia il loro concetto di ospitalità e soprattutto di buona educazione, i responsabili dell’Ente Fiere di Cremona, nessuno dei quali si è minimamente sognato di venire a fare un saluto a quei quattro "fessi" che erano venuti appositamente a Cremona ad animare un dibattito all’interno della loro manifestazione e alla persona, Patrizia Signorini, che si era presa la briga, con grande entusiasmo, di coinvolgerci e di cercare di dar vita ad un momento che volasse più alto del clima di kermesse e di festosa sagra di paese che si è respirato nel padiglione 3 che ha ospitato il Bontà.

Ma queste salvo lodevoli eccezioni, sono la ristorazione italiana, la sua cultura, la sua intelligenza, la volontà e disponibilità a crescere, la capacità di andare al di là del proprio naso e oltre una logica del massimo profitto con il minore sforzo possibile: perché stupirsi dunque?

0 pensieri su “Carte dei vini ? Ai ristoratori cremonesi non gliene può fregare di meno…

  1. Ma no, Sig. Ziliani, non è proprio cos’ì. E’ che molti di noi ristoratori, insieme a pasticceri e panificatori, a quell’ora eravamo impegnati nello stand del gruppo Ascom a preparare e servire (e poi a rimettere tutto in ordine) un pranzo per i giornalisti dove abbiamo cercato di valorizzare e mettere in risalto i prodotti e la cucina di una volta della terra cremonese.

    Un cordiale saluto,

    Monica Torrisi

    p.s. se i ristoratori cremonesi facessero parte di quelli che vogliono avere “il massimo profitto con il minore sforzo possibile” non riuscirebbero a sopravvivere in una provincia cos’ì piccola e densamente “abitata” da tanti locali, alcuni molto validi. Ogni tanto qualcuno ci prova, ma non va oltre l’anno.

  2. beh, se allora le cose stanno come lei dice Monica, dobbiamo “complimentarci” con gli organizzatori che hanno programmato il dibattito proprio nel momento “migliore” quando gli interessati, ovvero i ristoratori, erano impegnati nello stand del gruppo Ascom… Resta il fatto che non appena abbiamo finito la nostra discussione tra pochi intimi sono arrivate un sacco di persone, tra cui molti ristoratori, per la presentazione della guida. non era possibile arrivare prima e confrontarsi sul tema proposto ?

  3. E’ vero, i vari eventi non sono stati coordinati nel modo giusto. Questa edizione del Bontà è stata la terza e, mi creda, nonostante tutto, qualche passo avanti rispetto agli anni scorsi è stato fatto ma occorrerà ancora molto lavoro e soprattutto scelte attente per evitare che si scivoli nell’effetto sagra di paese. Sono sicura che col tempo tutto migliorerà. L’importante, secondo me, è procedere per gradi cercando di tenere conto delle critiche senza considerale degli affronti personali, come troppe volte succede (mi ci metto anche io).

    Per quanto riguarda la latitanza dei ristoratori, l’orario del nostro evento si è protratto molto più del previsto. Ma ho riflettuto su questo e adesso mi rendo conto che “sgambettando” di più forse (…forse), saremmo riusciti a essere presenti al dibattito organizzato da Patrizia. E’ che poi, in queste occasioni, ci si perde in chiacchere più o meno utili, ci si diverte e si!, si disperde parecchio tempo. Ma mi sono tanto divertita a lavorare con i colleghi!

    Adesso però, ripensandoci, mi rendo conto di avere perso un’occasione. Tra l’altro, Patrizia e Ferdinando mi hanno insegnato tanto e sono sempre una preziosa fonte di consigli per tutto ciò che riguarda il mondo del vino (e non solo).

    Cordiali saluti,

    Monica Torrisi

    p.s.
    lo so, lo so, tanti colleghi si sono regolarmente presentati all’adunata per la presentazione della guida; io non ero tra loro 🙂
    Ma non andiamo su questo argomento, altrimenti vado avanti a scrivere fino a domani mattina e poi divento acida. Comunque, nulla toglie il merito e il riconoscimento ai miei colleghi che sono stati giustamente premiati, tanto più che la mia opinione in merito alla guida e alle guide in generale, è solo personale.

  4. Eccomi. Sono quella che ha tirato in ballo tutti quanti per creare il dibattito a Bontà. Io mi sento comunque onorata poer aver contribuito in qualche modo a fare qualcosa per l’Ente Fiera di Cremona. E’ evidente che mi sono trovata davanti ad un “sistema” pensato in un’altra dimensione, al punto che aver creato un momento di riflessione professionale e non di spettacolo è sembrato fuori luogo e non è stato affatto capito ( ma neanche rispettato) dai dirigenti della Fiera. Non faccio invece una colpa ai ristoratori perchè so bene che si era creata una situazione al di sopra tutti noi per cui era diventato di fatto impossibile fare le cose per bene.
    E’ chiaro che avrei gradito almeno una mossa di normale educazone nei confronti di chi si è precipitato a Cremona persino dal WineFestival di Merano ma non basta certo questa caduta di stile a farmi demordere dal lavorare con un certo criterio in questo mondo della ristorazione e del vino cercando di portare un contributo serio e costruttivo. Al prossimo anno: sto già affilando le armi. Patrizia Signorini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *