Dal legno il calore: l’esempio di Cetica in Casentino

Dato il mio conclamato, appassionato, indiscutibile, anche se recente, amore per il Casentino, testimoniato dalla partecipazione alla rassegna Sapori del Casentino e dalle cronache in diretta dalla manifestazione fornite da questo blog, oltre che Esalazioni etiliche e Imbottigliato all’origine, i lettori di Vino al Vino mi “perdoneranno” se torno a parlare di Casentino, la magnifica zona montagnosa ricca di foreste in provincia di Arezzo (e a soli cinquanta chilometri scarsi da quella Rufina dove pensano di costruire un mega inceneritore), anche senza occuparmi degli squisiti, prosciutto in primis, prodotti agroalimentari locali. Questa volta voglio segnalare un’iniziativa varata dal comune di Castel San Niccolò – Cetica (patria delle celeberrime patate rosse), in materia di utilizzazione intelligente delle risorse naturali.

Si tratta della presentazione di un impianto di teleriscaldamento alimentato a cippato di legno che figura tra le azioni pilota del progetto di cooperazione transnazionale “Sviluppo della filiera foresta-legno-energia attraverso il rafforzamento dell’associazionismo forestale”.

Il GAL Consorzio Appennino Aretino, in qualità di partner del progetto di cooperazione, ha promosso la realizzazione dell’impianto attraverso la Comunità Montana del Casentino, che è anche il soggetto attuatore locale dell’impianto pilota di teleriscaldamento, grazie al co-finanziamento dell’ARSIA, della Provincia di Arezzo, del Comune di Castel San Niccolò e della Proloco di Cetica.

La caldaia installata, che verrà presentata nel corso di un convegno previsto per la mattinata del 29 novembre presso la sala della Pro Loco di Cetica, è caratterizzata da elevati standard di affidabilità e sicurezza, nonché da alta efficienza nella combustione del legno cippato. L’impianto riscalderà gli ambienti e l’acqua sanitaria della Pro loco, del Museo del carbonaio, della Pieve e di 15 utenze private (la minirete di teleriscaldamento è lunga 460 metri).

Il progetto è nato dopo un’attenta valutazione della sostenibilità tecnico-economica della locale filiera foresta-legno-energia, “in quanto l’approvvigionamento del cippato per l’alimentazione dell’impianto di teleriscaldamento è ampiamente assicurato dal legname proveniente dall’ordinaria gestione forestale dei boschi esistenti, la cui cura selvicolturale è essenziale per la loro stabilità e continuità nel tempo”.

Al convegno parteciperanno oltre ad amministratori locali e responsabili della Comunità Montana del Casentino, al presidente della Provincia di Arezzo e dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali, dirigenti del Settore Patrimonio agroforestale della Regione Toscana (che interverranno sul tema Sviluppo della filiera foresta-legno energia attraverso il rafforzamento dell’associazionismo forestale), tecnici, progettisti, oltre a Susanna Cenni Assessore Agricoltura e Foreste, Regione Toscana.

Agli amici casentinesi, che confermano, con questa iniziativa, la loro sensibilità e attenzione per le tematiche ambientali e per un utilizzo intelligente delle risorse naturali, i miei complimenti ed il mio saluto.

0 pensieri su “Dal legno il calore: l’esempio di Cetica in Casentino

  1. Ringraziando Franco per la sensibilità che dimostra sempre per i temi ambientali e di salvaguardia del territorio, invito tutti voi che mi leggete ad approfondire questa esperienza e a proporre ai vostri amministratori (soprattutto se di piccole realtà) di verificare la possibilità di produrre energia localmente: questo aspetto ci renderebbe meno dipendenti dal mercato (dalle multinazionali dell’energia e tutto quello che si portano dietro) e soprattutto molto più sostenibili rispetto all’impatto ambientale… visto che non possiamo più vivere senza energia, cerchiamo di produrla con rispetto…per l’ambiente e conseguentemente anche per l’uomo!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *