Do you remember Buffet ? Il fallimento ora é effettivo e ufficiale

Anche se la cupola, la parrocchietta ed il sinedrio di amici e protettori ha cercato di stendere pietosissimi e conformistici veli in quantità e di questa vergognosa, spiacevolissima vicenda, che ha visto protagonista un noto gastronomo, che per anni si è piccato di presentarsi come il massimo esperto di ristoranti in Italia, il “Savonarola della buona tavola”, non ha più parlato, ad eccezion mia, di Antonio Tombolini di Paolo Massobrio e non mi ricordo più di chi, praticamente nessuno, la triste avventura di quella che si era proposta di essere una rivista “dalla parte della gente” e con tanto di “garante”, si è conclusa. Lo ha fatto nel peggiore, nel più desolante – ma prevedibile – dei modi.

Qualche giorno fa ho ricevuto, come l’hanno ricevuta tutti gli altri collaboratori, in larghissima parte giornalisti, che il “garante”, alias Edoardo Raspelli, aveva coinvolto chiedendo loro, da amici, di collaborare, una raccomandata da parte di Paola Belelli, dottore commercialista in Bologna.

L’oggetto della raccomandata è eloquente ed esplicito: fallimento Europress srl. n°85/06
La comunicazione informa che “il Tribunale Civile di Bologna, con sentenza in data 19.10.2006, ha dichiarato il fallimento della società Europress Srl. nominando la dottoressa Anna de Cristofaro quale Giudice Delegato ed la sottoscritta (Paola Belelli) quale Curatore. La sentenza di cui sopra ha fissato per i creditori (quorum ego) la data del 3 febbraio 2007 quale termine perentorio per la presentazione presso la Cancelleria Fallimentare del Tribunale di Bologna delle domande di ammissione al passivo, mentre l’adunanza dei creditori per l’esame dello stato passivo è fissata per il giorno 5 marzo 2007 ad ore 11.30”.
Seguono le istruzioni per presentare la “domanda di ammissione al passivo”.

Per chi non ricordasse, ma un veloce salto a questa pagina del sito Internet nella cui home page comicamente si legge “le pubblicazioni sono momentaneamente sospese”, (da molti mesi a questa parte) aiuterà a capire tutto, la Europress era la casa editrice della rivista mensile Buffet, lanciata in pompa magna, con 120 mila copie di tiratura il 23 settembre del 2005, che prevedeva l’impegno di Edoardo Raspelli come “garante” e regista di una banda di sciagurati collaboratori che lo stesso invitò personalmente a collaborare al suo progetto.

Persone che oggi, dopo la chiusura dopo solo 4 numeri, scarsissime pagine pubblicitarie, visibilità pari quasi a zero, tonfo e insuccesso da andarsi a nascondere per sempre, e dopo la rapida scomparsa del “garante”, (che pensava a torto di essere un guru) che non ha fatto niente per tutelare gli interessi dei suoi collaboratori e amici (nel mio caso assolutamente ex), vantano tutti dei crediti. Che nel mio caso ammontano a 2000 euro, ma per altri, per quelli che andarono a provare ristoranti secondo la formula Raspelli, pagare il conto e farsi poi rimborsare (sino a 100 euro massimo) dall’editore, possono essere anche cifre superiori. Cifre che a noi, che da fessi accettammo di collaborare, e senza nulla di scritto a tutelarci, con “l’amico” Raspelli, con ogni probabilità, non verranno mai riconosciute e versate, nonostante la fissazione del “termine perentorio per la presentazione presso la Cancelleria Fallimentare del Tribunale di Bologna delle domande di ammissione al passivo”.

Ho già detto quello che penso di questa vicenda e ho invitato il barbuto, corpulento conduttore della trasmissione televisiva di Retequattro Melaverde, a nascondersi in convento e ad avere il buon gusto di tacere, dopo un tale insuccesso del suo progetto editoriale ed il suo inqualificabile modo di comportarsi con noi ex collaboratori.

Questo post solo per ricordare, a chi vorrebbe far passare tutto sotto silenzio (scurdammoce ‘o passato), che il fallimento di Buffet, che era già nei fatti, nella scarsissima attenzione dedicatagli dai lettori, dagli inserzionisti pubblicitari, dagli acquirenti della rivista, è ufficiale. E resta come una data fondamentale, incancellabile, di quel curriculum vitae di Raspelli che, a questo punto, meriterebbe di essere aggiornato.

Mi chiedo solo con quale gigantesca, clamorosa, sesquipedale faccia di tolla il “garante” possa presentarsi, come niente fosse accaduto, in televisione, rilasciare interviste, presentarsi come "massimo esperto di gastronomia e ristoranti" e come gli amici che lo circondano, alcuni dei quali sono stati gabbati come me e come me non sono stati pagati per il lavoro che hanno fatto, possano ancora considerarlo come una persona degna di fiducia e di essere frequentata.

Ma aveva ragione il povero caro Germano Pellizzoni: con questa masnada di “giornalosti” dalla faccia di bronzo, senza dignità né orgoglio non c’è da stupirsi di niente. Nemmeno che piaccia loro continuare a fare comunella con chi ha dimostrato, nei fatti, di non essere serio e attendibile ed è fallito non solo come “garante” di un giornale, ma soprattutto come uomo

0 pensieri su “Do you remember Buffet ? Il fallimento ora é effettivo e ufficiale

  1. Due cose, due.
    Uno, personalmente non ho mai avuto un “feeling” con il modo e lo stile di informazione di Raspelli, quindi poco l’ho visto, per nienete l’ho letto.
    Due, non sarei così pessimista sul recupero del credito, fermo restando la sostanza della società fallita e la responsabiltà limitata dei soci, comunque mi iscriverei al passivo, aldilà della presenza di accordi scritti, lasciando al giudice il compito di valutare.
    Buona giornata

  2. Francamente mi sembra un pochino pesante dare a Raspelli del “fallito” dal punto di vista umano. Mi pare un insulto gratuito, . Meglio restare nel merito, e riconoscere le manchevolezze dell’editore, che con me è sempre stato simpatico: ma ahimé non è con la simpatia e l’affabilità, sia pure gradite, che si manda avanti un’impresa editoriale del genere. I contenuti erano ottimi, il materiale cartaceo e (soprattutto) il supporto pubblicitario molto meno.
    Quanto a Pellizzoni, non era lui quello che aveva fatto anni fa pubblicità occulta sulla sua rivista? Quantomeno prenderei con le pinze un simile tribunale.

  3. Tommaso Farina é uno di quelli che sono stati coinvolti nell’avventura Buffet dal “garante”. A lui va bene aver lavorato gratis et amore deo ed essere stato trattato come siamo stati trattati noi collaboratori dal suo amico, che evidentemente, da quel che scrive, non ha nessuna colpa. Contento lui… Se poi non é un fallimento dal punto di vista umano essersi comportato come si é comportato il “garante” con i collaboratori, come vogliamo definirlo ?
    Che vergogna !

  4. Mai detto niente del genere, anzi mi sembra di aver espresso proprio il contrario, anche se forse in maniera troppo blanda. E non sono contento, per nulla, della fine di questa vicenda.
    Comunque, secondo me, se tu pensi che quello di Raspelli sia un “fallimento umano”, padronissimo. Io non lo penso, ma anche se così non fosse, quella frase messa in fondo al tuo post ha lo stesso un sapore gratuito.
    Chiudo poi chiedendoti approfondimenti sul “Che vergogna” finale, rivolto non so se a me, a Raspelli, a entrambi o a chissà chi altro.

  5. A parte il fatto della storia di un progetto editoriale andato male (come altri mille purtroppo) condito commenti dovuti a beghe personali, a mio avviso è un utile segnale, il popolo di mela verde nulla ha a che fare con il popolo di gourmet che acquista in edicola.

  6. Un dubbio: Raspelli non era l’editore della testata, a meno che questa Europress non fosse una sua società. E’ stato semplicemente ingaggiato come testimonial illustre, non come direttore… qual era allora il suo ruolo? Lui è stato pagato? Eppoi suvvia, il Raspe vi aveva definiti la “nazionale italiana giornalisti gastronomici”, siamo campioni del mondo…

  7. Sono molto dispiaciuto per i colleghi giornalisti che sono stati vittime di questa vicenda ma allo stesso tempo, io che lo ero, sono contento di non esserlo più;
    Mi permetto di lasciare un breve commento…
    più volte contattai la società Europress srl per comunicare che stavano utilizzando, indebitamente, il nome di una testata giornalistica esistente ed attiva, registrata presso il Tribunale di Massa-Carrara il 22-11-1989 al n. 255; http://www.europress.net;
    nessuno si degnò di rispondere: i prepotenti ignorano i diritti degli altri.
    Allora lanciai, quasi involontariamente, un pensiero ad un antico proverbio cinese che non ha mai tradito……beh adesso, visto come sono andate le cose, sono certo che la saggezza, e la verità umana risiede nei proverbi 😉
    un saluto e un augurio di buone feste unitamente all’auspicio che il 2008 sià un anno migliore nel rispetto del prossimo.
    Fabrizio Buffa – Direttore Responsabile Europress, periodico di informazione dal 1989.

  8. Caro Fabrizio, grazie, perché leggendo questo suo commento, come diciamo a Milano, “me se slarga el coeur”, perché, altro proverbio milanese San Gioann fa minga ingann. I cialtroni, perché tali mi sento di definirli, l’editore, che non ha fatto nemmeno la ricerca per vedere se il nome della testata fosse già depositato e che ha fatto orecchie da mercante quando lei ha rivendicato i propri diritti, ed il suo grasso consigliere, “dalla parte dei lettori” ma non da quella dei collaboratori, hanno avuto quello che si meritavano. Ha proprio ragione quel proverbio cinese: più che incazzarsi, come mi sono incazzato io, sedersi tranquilli sulla sponda del fiume… Il tempo, che é galantuomo, finirà per darti ragione. Anche se nel contempo ci hai smenato dei soldi. Ma scoprendo che di certa gente non ci si deve proprio fidare… Auguri anche a lei!

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