Timorasso in degustazione a Milano alla “beveria” Mismas

Mercoledì 29 novembre alle 20 presso la “beveria” Mismas (viale Pasubio 3 – angolo corso Como) a Milano si svolgerà una degustazione dedicata ai vini dei Colli Tortonesi, Timorasso, Barbera e altro, delle aziende Walter Massa e Claudio Mariotto.

La degustazione sarà seguita da un buffet e da una presentazione di nuovi accessori per la conservazione del vino e degli alcolici progettati da Vin Design, progetti, prototipi e prodotti appositamente ideati da venti designer italiani e stranieri. Alcuni di questi oggetti unici potranno essere acquistati nell’occasione.

Mismas, enoteca con cucina, è aperta a Milano da qualche mese e vuole essere un punto di riferimento per gli appassionati e cultori del vino e offrire spunti di dibattito e approfondimento sul tema vino e alcolici anche grazie ad una biblioteca appositamente allestita e disponibile per i frequentatori del locale.

Prenotazione obbligatoria a questo indirizzo e-mail telefono 339 6878347
Costo di partecipazione 20 euro.

0 pensieri su “Timorasso in degustazione a Milano alla “beveria” Mismas

  1. Bravissimo Franco a dare notizia di questa serata.
    Ormai il Timorasso si è fatto conoscere anche all’estero e domani sera ci saranno i due produttori più qualificati (Massa ha riscoperto questo vitigno autoctono).
    Da non sottovalutare anche Vin Design, che ho avuto occasione di vedere a Pavia mi pare il mese scorso: ci sono degli oggetti per il vino davvero interessanti e bellissimi.

  2. Grazie per la segnalazione.
    Il Timorasso in effetti è una lieta sorpresa, che ho scoperto anni fa sposandomi una tortonese (il vino della nostra prima cena assieme era proprio un Timorasso di Massa).
    Ottimo anche Mariotto di Vho (il paese dove vive e che dà il nome ad uno dei suoi vini), che peraltro pratica (a differenza di Massa) dei prezzi assolutamente onestissimi, che spero rimarranno tali nonostante i 3 bicchieri di quest’anno.
    ciao

  3. Enyo avrà le sue ragioni per essere così tranchant. Dovrebbe però quantomeno renderle note, altrimenti è come sparare sul pianista.

  4. Concordo con l’intervento di Luciano. La critica è sempre ben accetta, se supportata da considerazioni logiche e intelligenti.
    Comunque sul Timorasso si può dire che le produzioni sono assai diversificate in termini di risultati forse perché è vitigno “giovane” e di non facile gestione (dal punto di vista del lavoro in vigna). Ad ogni modo sarei curioso di conoscere, e pronto a rispettare, le ragioni di Enyo.
    Cordiali saluti

  5. Avete ragione. Molto semplice: IMHO vitigno dalle scarsissime qualità organolettiche proprie, tipo pignoletto per intenderci, tipo “se lo avevano abbandonato un motivo ci sarà”, spacciato per “grande” grazie a robuste iniezioni di barrique. Rispetto Massa e gli altri, ma il timorasso senza barrique sembra acqua fresca e con barrique sembra una spremuta di barrique. Ottima operazione di marketing grazie alla forza di Slow Food Piemonte, e molti gonzi ci sono cascati. Curioso che sulla materia Ziliani e il Gambero siano in sintonia…

  6. Senza entrare nel merito del valore del vino ,essendo nato e cresciuto poco lontano dai colli tortonesi,
    posso assicurare che il timorasso e’ stato spiantato
    (a favore del cortese) per :
    quantita’ di lavoro in vigna maggiore rispetto a tutti gli altri vitigni;
    scarsa resistenza alle malattie;
    produttivita’ ridotta rispetto al cortese;

  7. Qualcuno mi spieghi cosa è IMHO? Il resto sono opinioni di Enyo. Personalmente, proprio per aver assaggiato tanti vini, non mi sentirei mai di essere così sicuro e di affermare “sembra acqua fresca senza barrique e con barrique una spremuta di barrique (facevi prima a dire legno). Sarebbe infine interessante conoscere come fai ad affermare che si tratta di una operazione di marketing targata Slow Food?
    Anche questa una tua opinione o puoi dimostrarlo?

  8. Visto che non sono ancora andato a letto per un’altra questioncella, noto che Enyo non ha replicato e, quel che è peggio, che nessuno mi ha chiarito cosa significa IMHO. Già che ci sono, oltre a essermi sentito dire che non capisco niente di vini mi andrebbe di leggere che nemmeno di vitigni capisco gran che.

  9. Caro Luciano, su un punto posso tranquillizzarla io. Ho scoperto cosa vuole dire IMHO:
    IMHO = In My Humble Opinion / In My Honest Opinion
    Insomma una forma abbreviata derivata dalla lingua inglese. Così dice la ricerca fatta su Google.
    Cordiali saluti
    Roberto

  10. Nonostante i miei pochissimi assaggi sul tema penso che uno dei punti fondamentali riguardi, come sempre, specificare produttori ed etichette.

    Mariotto e Massa sono, secondo me, un’altra categoria senza voler offendere con ciò gli altri produttori impegnati su questo vitigno.

    Solo in questo modo riesco a decifrare le parole di Enyo…

  11. Gentilissimo Enyo, una domanda:
    iniezioni di barrique?
    Non è che si confonde con la barbera?
    Io ho sempre assaggiato il Timorasso da ben altri contenitori prima di esser imbottigliato.

    Riguardo poi alla qualità media, mi trovo in disaccordo con alcuni di voi, infatti, ritengo che, pur essendo Massa e Mariotto una spanna sopra gli altri, Boveri, Mutti, Pomodolce e altri, diano prodotti di elevata qualità media che stanno a significare un vitigno, e un “protocollo di cantina,” che funzionano.

    Parlo di “protocollo di cantina” perchè è noto a chi frequenta quei produttori, l’interazione, lo scambio di idee, che fra essi esiste.
    Soprattutto tra Walter e chi si è affacciato alla produzione di questo vino negli ultimissimi anni.

    Detto ciò, che non si pensi a vini uguali, ma solo al tentativo comune di migliorare un comprensorio e un vitigno.

  12. Dieci e lode al commento di deruj. E la seconda volta che su questo blog qualcuno non ci azzecca (si scrive così?) sul “passato in legno”.
    Luciano

  13. La serata è andata molto bene: i vini sono piaciuti e di legno se ne è visto poco.
    Quel poco che si è visto era dalle parti delle Barbara, integrato nelle annate.
    Un plauso all’organizzatrice Antonia Mealli.

    Questi i vini degustati:
    Sterpi 2004
    Pitasso 2004
    Derthona Massa 03
    Derthona Mariotto 01
    Vho Barbera 03
    Vho Barbera 00
    Monleale 99
    Monleale 98

    A cui aggiungere, sul finire della serata, il fuori lista Bigolla 96.

  14. veramente l’unico che usa la barrique per il timorasso è Franco Martinetti.
    credo che il sig. enyo non ne abbia mai assaggiato, oppure capisca poco di vino…

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