A Dogliani un vecchio ristorante- albergo da salvare

Dall’amico e collega Luciano Scarzello, attento cronista in terra di Langa, mi arriva questo grido d’allarme per la salvaguardia di un edificio storico, dove ha sede un valido ristorante, il cui futuro desta serie preoccupazioni. Ecco il puntuale e accorato intervento di Luciano.
f.z.

 

Dopo il caso dell’hotel in costruzione in mezzo ai vigneti a Serralunga d’Alba e che ha sollevato, lo scorso mese, diverse polemiche e di cui ha parlato anche la Tv, adesso fa capolino un altro caso che rientra nel discorso di tutela dell’ambiente e di salvataggio delle testimonianze del passato. Accade a Dogliani – patria indiscussa dell’omonimo Dolcetto che di recente ha ottenuto il riconoscimento della   “Docg”- dove non pochi esprimono preoccupazioni per il futuro del vecchio ristorante “Albero Fiorito”, situato nel cuore del centro storico del paese e luogo di ritrovo di raffinati gourmet che amano la cucina tipica del territorio. L’attuale gestore e chef, Claudio Dalmasso (nella foto), ha annunciato che prima dell’inizio della primavera lascerà il ristorante per trasferirsi in un altro locale nelle vicinanze, ma c’è preoccupazione per quel che sarà dell’edificio dove si trova attualmente il ristorante. Un edificio che in qualche modo – pur non avendo vincoli – si può considerare a tutti gli effetti “storico”. Risale, difatti, al 1840, quando venne fondato dal bisnonno dell’attuale proprietario dei muri, il geometra Giovanni Viglione, e nella grande sala arredata con mobili e specchiere d’epoca hanno sostato – seduti a tavola – personaggi importanti, a partire da Luigi Einaudi, secondo presidente della Repubblica che della zona di Dogliani (era nato nella poco distante Carrù, patria del bue grasso) era nativo e i nipoti, tuttora proprietari della nota azienda vinicola.

L’ “Albero Fiorito” era nato anche originariamente come albergo e le camere sono rimaste tali e quali. Al pian terreno si trova tuttora il vecchio e caratteristico bar di un tempo, che durante il giorno e alla sera diventa il luogo di ritrovo per epiche partite a scopa o a tresette. O dove moltissimi, nel giorno di mercato, vanno a prendere il caffè. La notizia sull’incerto futuro del locale, abbellito negli anni Cinquanta dalla vetrata a colori che dà sulle colline circostanti, si è appresa ad inizio novembre, nel corso della manifestazione dedicata al Dolcetto docg e ai 25 anni dell’Associazione “Vinarius”. Spiega il sindaco Clemente Gallo : “Salvare questo locale nella sua integrità sarebbe importante, ma tutto dipende dal proprietario. Probabilmente ci saranno dei lavori di ristrutturazione da fare, ma c’è da augurarsi che esso rimanga tale e quale”. Lo stesso Claudio Dalmasso, che pure sta per lasciare, la pensa allo stesso modo ma dal proprietario Giovanni Viglione arriva una doccia fredda che pone seri interrogativi: “L’edificio – spiega –  l’ho messo in vendita e attendo risposte. Posso solo anticipare che la cucina necessita di essere ristrutturata e che mancano le barriere architettoniche previste dalle legge”. Le voci che girano in paese sul futuro dell’edificio sono probabilmente arrivate anche alle orecchie del geometra Viglione, ma la risposta alla nostra domanda è eloquente: io passo la mano, stabiliranno i nuovi proprietari cosa fare.
Luciano Scarzello

0 pensieri su “A Dogliani un vecchio ristorante- albergo da salvare

  1. Mi associo al grido d’allarme…e dico anch’io SALVIAMO L’ALBERO FIORITO!!!!!!
    Il locale dove un langarolo come ha riscoperto i sapori del tempo che fu…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *