Barolo 2002 Elio Grasso

Manca ormai pochissimo all’entrata in commercio dei Barolo espressione della caldissima annata 2003 e anche se parte della critica, soprattutto quella statunitense più marketing oriented, ovvero impegnata a fornire all’appassionato consumatore ragioni valide per acquistare comunque l’annata che va sul mercato, si stia impegnando nello spiegare che, nonostante il caldo torrido e la maturazione tutt’altro che ottimale del Nebbiolo alcuni produttori sono ugualmente riusciti ad ottenere grandi vini, molti osservatori continuano a nutrire molte riserve sul reale valore, per il Barolo, di un millesimo come il 2003.

Riesce difficile pensare, difatti, che in situazioni estreme come quelle che si verificarono lungo tutta l’estate e l’autunno 2003, con temperature altissime, difficoltà di fermentazione, vigne in pieno stress idrico, un’uva delicata come il Nebbiolo possa comunque arrivare ad esprimere vini che presentino quelle sfumature aromatiche, quelle caratteristiche di eleganza, di equilibrio tra frutto, acidità e tannini, che rendono grande, e inconfondibile e unico, un Barolo.

Pronto a rivedere le mie posizioni se i 2003 si dimostreranno, alla prova assaggio (ma ne ho già provati in anteprima diversi), realmente all’altezza, continuo a pensare che, tutto sommato, finiranno con il rivelarsi più equilibrati e più rispettosi dello “stile” Barolo i vini della tanto discussa annata precedente, quel 2002 che se é vero che porta il marchio della rovinosa grandinata che il 3 settembre colpì Barolo, Novello, La Morra, Castiglione Falletto e con minor violenza le altre località della denominazione quali Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba e Verduno, ha comunque offerto vini di sorprendente integrità, equilibrio e piacevolezza.

E’ questo, ad esempio, il caso del Barolo 2002, nato dal mix delle migliori uve normalmente destinate ai cru Vigna Chiniera, Vigna Casa Maté e Runcot (non prodotti in questa annata), che Marina, Elio e Gianluca Grasso hanno messo a punto nella loro cantina posta nella splendida frazione Gavarini di Monforte d’Alba (vedi foto sopra), da cui escono ogni anno vini tra i più veri e ricchi di personalità che la Langa del Barolo esprima.

Non c’è da aspettarsi, é ovvio, la panoplia di sfumature aromatiche che un 2001 o un 1999 regalano, ma non si può, assaggiando oggi, che rimanere sorpresi dall’intensità e vivacità del colore rubino violaceo, dalla notevole espressività dei profumi, fitti, densi, inconfondibilmente nebbiolosi e avvolgenti, dove prevale un carattere terroso selvatico, con liquirizia e spezie in evidenza, ed un fruttato caldo dove é la prugna, con sfumature anche di frutta secca, a prevalere sul lampone o la ciliegia.
Molto bene anche la fase gustativa, davvero ricca e soddisfacente, con tannini ben sostenuti e mordenti, ma non aggressivi, la conferma della terrosità e del carattere selvatico, un frutto nitido anche se non di grandissima espansione, una struttura salda, piena, senza cedimenti e un’acidità spiccata che rende il vino vivo, piacevolissimo, gustoso e di buona persistenza.       

Azienda agricola Elio Grasso
Loc. Ginestra 40 12065 Monforte d’Alba CN
Tel. 0173 78491
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0 pensieri su “Barolo 2002 Elio Grasso

  1. Il mio amico, compagno di viaggi enoici, Bianchin me ne ha portata una bottiglia,sottolineando la serietà dell’azienda nel decidere di non uscire con le riserve e di abbassare il prezzo dell’annata 02. Ero indeciso se stapparla questo natale o aspettare ancora un po’, ma dopo la descrizione di Franco entra di diritto nella lista di vini che allieteranno il mio pranzo di Natale 06.
    Grazie Franco e buone feste.

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