Cchiù pilu pe’ tutti ! Il presidente di Saperi e Sapori dice la sua

Avete presente lo strepitoso personaggio di Cetto La Qualunque, l’esilarante ed immaginario uomo politico calabrese, (vedi video) quello che promette “cchiù pilu pe’ tutti”, inventato qualche tempo fa da Antonio Albanese ? Bene, mi è venuto in mente leggendo la seguente replica al mio post sulla presentazione degli oli di Calabria che il presidente dell’Associazione Saperi e Sapori / Primolio, bontà sua, mi ha inviato e che propongo alla vostra attenzione senza commenti, errori grammaticali, strafalcioni e insulti vari compresi…

“Gentilissimo Dr. Franco Ziliani, ho letto il suo “stucchevole” blog sulla manifestazione relativa alla presentazione degli oli di Calabria che l’Associazione Saperi e Sapori /Primolio con un grande ed “appassionato” sforzo organizzativo propone per l’11 dicembre 2006 presso i Frantoi Celletti a Milano. Intanto è necessara una dovuta precisazione: a promuovere l’evento non è un Ente pubblico che sborsa ingenti quantitativi di Euro a scapito della collettività, ma un gruppo di tecnici e appassionati operatori unitamente a tante aziende del settore agrolalimentare, operanti in tutto, si ribadisce in tutto, il territorio regionale che hanno accolto con entusiasmo l’idea.

Avrebbe fatto bene, prima di sproloquiare a sproposito e molto “cattivamente”, di chiedere delucidazioni ed informazioni in merito. Il suo non è stato un semplice giudizio “sommario” la riteniamo la “vera” caduta di stile, ammesso che Lei ne abbia. I suoi “strampalati e vergognosi giudizi” non ci offendono assolutamente anzi, di danno invece più forza e convinzione per andare avanti nel tentativo e con la convinzione di contrastare quelli che come Lei, hanno una visione distorta e forviante della nostra pur difficile realtà. La sua leggittimità a sostenere determinate “idiozie” non la da la semplice e fugace partecipazione ad un convegno. Quanto verrà in Calabria la prossima “apra il suo cervello” in tutti i sensi scoprirà un altro mondo e apprezzerà le tantissime cose buone che si stanno facendo con tanto sacrificio e soprattutto lavoro, duro lavoro.

Cordialmente
Ass. Saperi e Sapori/Primolio
Il Presidente”

0 pensieri su “Cchiù pilu pe’ tutti ! Il presidente di Saperi e Sapori dice la sua

  1. BEN TI STA!

    e ti perdi pure la ciliegina finale:
    Marta J ed il suo quartetto jazz che esalteranno gli abbinamenti!

    P.s.: scommetto che ignorante come sei non sapevi che il jazz è la musica tipica calabrese!

  2. Mi sono davvero divertito nel leggere la risposta del Cetto La Qualunque di turno. Pensa, Franco, a tutti quelli che avrebbero voluto scriverti cosi nel corso di questi ultimi anni, perche’ riguardo a te la pensano allo stesso modo indipendentemente dal tema e dai contenuti che sollevi, ma solo perche’ prevenuti, e che pero’ non hanno mai avuto la spudoratezza di farlo! Questa testa di corbezzolo secco l’ha avuta. Forse gli servirebbe un peperoncino piccante ficcato bene in profondita’ la’ dove non gli batte il sole. Smetterebbe di sputare sentenze da quel posto, che e’ quello da cui escono le sue parole. Segui il consiglio del vate Virgilio al nostro Dante: “Non ti curar di lor, ma guarda e passa…”

  3. Ma vedi tu come va il mondo: uno ti invita ed invece di dire si grazie/no grazie, ti inalberi per : (a) come ti ha invitato (b) dove ha preso i soldi per invitarti (c) se l’ invito corrisponde ai crismi dello stile e del galateo dell’ invitare (d) gli errori ortografici (e) la mancata esperienza nel sapersi destreggiare nel mondo PR (f) l’avere esteso l’ invito ad altri tuoi colleghi.

    Uno scenario alternativo (A) poteva essere: ringraziare, andare a constatare di persona ( imperativo categorico di ogni giornalista), cogliere magari l’ occasione per fare presente in privato tutto quello che si é fatto presente nel blog, mettersi a disposizione professionalemente magari per evitare triste figure in futuro, assaggiare quanto IN OGGETTO saltando o meno la sontuosa cena, scriverne nel blog. Cosi´facevi un vero e fruibile servizio di informazione, il che non guasta mai.

    Scenario (B) : ringraziare scusandosi di non avere tempo e facendo
    presente sempre in privato le stesse critiche e invitando il padron di casa, nell’ interesse suo e di tutti, di rivolgersi ad un ufficio PR
    lombardo ben qualificato, risparmiando magari qualche euro sulla sontuosa cena.

    Quello che sarebbe stato interessante leggere in un blog : i risultati
    dei due scenari e non – ripeto non – le reazioni tue, un po´saccenti e bacchettanti a quello che a fine giornata e´pur sempre stata una gentilezza, anche se maldestramente porta, da parte del padron di casa.

    Peraltro: se ciapen piu´mosc chi i miel che con l’azet.

  4. Azzardo una spiegazione per questo imbarazzante incidente. Ritengo non improbabile che un equivoco linguistico sia all’origine dell’indispettimento di Ziliani, e quindi della successiva reazione sostenuta da parte del presidente di Saperi e Sapori. Credo che quel “sontuoso” (complice il suo essere un vocabolo desueto, e per lo piu’ logorato dalle frasi fatte) possa essere stato pronunciato (facendosi prendere un po’ la mano) in un senso traslato (di banchetto-cornucopia rappresentativo a pieno campo dell’alma terra calabrese) diverso da quello che primariamente ed etimologicamente ha (di banchetto costoso) e che, ci scommetto, e’ quello invece colto da Ziliani il quale, offeso da quella che ha percepito come una cafonata (non si invita a un pranzo “costoso”), non ci ha piu’ visto quando ha visto come organizzatore dell’evento la Regione, l’Assessorato regionale all’agricoltura, l’agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura… Parimenti gli organizzatori, credendo di aver fatto una cosa gradita, e vedendosi una simile critica, e magari non riuscendo a capire perche’ Ziliani se la prendesse tanto con quell’attributo che in buona fede veniva considerato sinonimo di “esaurientemente ampio”, hanno avuto una reazione anche piu’ risentita.
    Direi che piuttosto che continuare a ravanare in questo buco velenoso del “salto” linguistico, una cosa resta da chiarire con gli organizzatori: se l’organizzatore dell’evento non e’ un Ente pubblico ma un gruppo di tecnici e appassionati operatori unitamente a molte aziende, perche’ sono la Regione, l’Assessorato agricoltura e l’ARSSA ad apparire come principali “produttori” dell’evento (in genere e’ il produttore di un film che “presents” eccetera)?
    Forse sarebbe stato meglio comunicare in altro modo la benedizione, l’alto patrocinio, quel che si vuole, delle istituzioni, e individuare piu chiaramente la produzione e la regia dell’evento. Rivolgendosi a dei giornalisti, soprattutto.

  5. Adesso sono scesi in campo i SAPERI.
    Benissimo, ma forse erano meglio i SAPORI, QUANTOMENO ERANO PIU’ IMMEDIATI.
    s l u r p by Luciano.

  6. ORA BASTA!

    Avete giustificato il “Bonarda style” e guarda nell’ultimo post che sfacelo!
    Avete giustificato il vino di Porelli-Amnesty come se fosse una svista
    State adesso giustificando questa operazione di bassa macelleria della Regione Calabria!

    Ma il vostro livello di indignazione dova sta, sotto i piedi?

    Ma uno per meritarsi la vostra indignazione deve mettersi a stuprare le suore di clausura?

    Non c’è niente che vi faccia effetto!

    Ho raccontato in un altro post di Franco di quando io pugliese, ho dovuto bere il Prosecco di Valdobbiadene e coca cola ad un buffet di prodotti tipici organizzato dal locale Gal: so bene quanta ignoranza e approssimazione ci sia dietro queste operazioni organizzate dai politici di ogni latitudine.

    Il guaio è che lo fanno con i nostri soldi! SI CHIAMA SPRECO

    Quando il buon Ziliani linKa una pagina, fate la cortesia di andarvela a leggere e scoprirete così di quanti sponsor istituzionale ha bisogno l’Associazione Sapori e sapere per sprecare il denaro pubblico in “sontuose cene” rivolte ai “giornalisti lombardi”

    Eppoi “giornalisti lombardi” che cos’è, una categoria dello spirito?
    Sono invitati anche i redattori di cronaca nera e quelli che scrivono i necrologi?
    Qui si spara nel mucchio, tanto a rendere conto di come è andata la serata c’è tempo e poi chi controlla se nella rassegna stampa c’era l’articolo del Corriere della Sera o della Squilla di Bergamo Alta?

    Improvvisazione, ignoranza, provincialismo, cattiva fede: queste le armi usate per promuovere i prodotti della Calabria!

    Una domanda: pensando allo stile e preparazione con cui si muovono certe altre regioni, non è che vi fa comodo che la Calabria si muova in certo modo?

    Ho conosciuto anch’io i Librandi, gente di signorilità e stile grandissimi, ma a voi mi sa che vanno bene i Sapori ed i Saperi(sic!) di un altro tipo di Calabria
    Vi piacciono gli stereotipi guai a rovinarli

    A me no, e quando uno è idiota è idiota.
    A prescindere.
    Come diceva un grande filosofo del Sud

  7. Antonio, toglimi una curiosità: uno dovrebbe indignarsi perché lo dici tu? Sicuramente il presidente ha usato qualche parola pesantuccia, ma anche Franco, a parer mio, ha fatto un errore con quella critica a priori così dura.

  8. Mi e’ capitato e mi capitera’ di indignarmi e di accalorarmi. Una cosa che pero’ ho sempre cercato di onorare, quando cio’ accade, e’ di guardare chiaramente nelle palle degli occhi coloro con cui me la prendo. Se non altro per togliermi per bene la soddisfazione, e per porre il destinatario nella condizione di poter/dover rispondere. Chi sia il “voi” implicito nell’invettiva di Antonio non mi e’ dato saperlo.
    Peraltro ho imparato per esperienza diretta che non sempre basta aver ragione e dare un primo link da cui volenterosamente si puo’ anche ricostruire la storia. Un link, fra l’altro, puo’ risultare gia’ abbastanza indigesto dalla homepage per indurre a cercare ulteriormente. Il lavoro di scavo lo fa il segugio, quello che ha fiutato qualcosa e che intende dissotterrarlo per mostrarlo al pubblico. Si dissotterri, si esponga, si spieghi bene per quale motivo il distratto cittadino dovrebbe scegliere questa e non mille altre ragioni di indignazione, col fegato che gia’ si ritrova. E se la ragione c’e’ ed e’ rilevante, non dubitare, Antonio, che lo sdegno e l’esecrazione delle masse arriveranno. Anche la denuncia segue le regole del marketing, come tutta l’informazione. Dal punto di vista della deprecabilita’ dell’iniziativa calabrese, tu capisci che il fatto che ti sia gia’ imbattuto in una analoga manifestazione pugliese che ti ha fatto cascare le braccia per motivi che ritieni affini ai presenti del caso calabrese, in realta’ non e’ di grande rilievo. Altrimenti questo sarebbe cadere nel meccanismo perverso dell’ industria della notizia, per cui si va a stagioni di sensibilizzazione: ora e’ il momento di sculacciare un settore, o un comparto, o un contesto particolare, e allora giu’ dai, non ce ne dev’essere per nessuno che porta i segni o i colori di quel contesto.. No, mi spiace ma non ci sto a questo tipo di maxicampagne stile rivoluzione culturale: la responsabilita’ e’ sempre una cosa individuale e personale. Piuttosto che prendermela ogni giorno con il malcostume “diffuso”, o “regola generale”, preferisco riservarmi l’indignazione e aspettare, fino a che non posso prendermela con qualcuno o qualcosa di ben preciso e individuato.

  9. Tra l’altro, nessuno è ancora sicuro del fatto che l’evento calabrese sarà come il buffet a coca cola in cui s’è imbattuto Antonio. Cosa gli fa supporre così lucidamente che l’esperienza sarà desolantemente analoga?

  10. E’ inutile insistere: certi colleghi non si accorgeranno mai né vorranno accorgersi, dell’assurdità di determinate situazioni e comportamenti. A loro, avvolti come sono in un conformismo giustificazionista e buonista, va tutto bene. Pretendere che si indignino, che prendano posizione, che protestino, é del tutto inutile. Anche perché così facendo potrebbero farsi dei nemici… Meglio tenersi buoni tutti dunque !

  11. Fortunatamente non è questo il mio caso. Mi occupo anche di cronaca, e, scrivendo di politica o di attualità, il colmo per me sarebbe aver paura di qualche produttore di vino o di altro, o, peggio che mai, di qualche collega (soprattutto se del ramo enogastronomico).
    Ma Franco, non ti è mai capitato di contemplare l’ipotesi che qualcuno non protesti semplicemente perché non ha nulla di cui protestare e non vede “assurdità” di sorta (peraltro pochissimo spiegate nel tuo post, se me lo concedi)? Qui si sta facendo baruffa su un evento che non c’è ancora stato, lo ricordo a tutti. Ma io voglio ancora capire cosa avesse di così schifoso e spregevole l’invito ricevuto da te via email. Il fatto che fossero genericamente invitati “giornalisti lombardi”? Ribadisco che qualche invito “mirato” è stato spedito (a me, per esempio), e probabilmente i cartacei non sono stati buttati a ripetizione nelle caselle postali di tutti gli iscritti all’Ordine di Milano.

  12. Va bene rispondo a tutti, ma prima fatemi andare nell’armadio delle cose perdute chè devo tirar fuori un paio di parole in voga tanto tempo fa….eccole sullo scaffale in alto, mamma mia quanta polvere….fffuuu ffffuuu…oh ecco adesso va meglio …PROFESSIONALITA’…mmmhhh è quasi cancellata ma si legge ancora….ONESTA’ invece è piena di incrostazioni, mi ci vorrà qualcosa per lucidarla…

    Allora, vediamo:

    Tutto comincia quando Franco Ziliani segnala un paio di avvenimenti:

    Nel primo si tratta del caso Bonarda e tutto parte da un invito un tantinello curioso che gli arriva.
    Tutti ci stupiamo, qualcuno difende ma come avete visto la realtà ha ampiamente superato la fantasia e siamo oramai all’incubo delle mutande Bonarda-Style.
    Cintolesi in un suo intervento su di un altro post pone giustamente un dubbioche riporto qui pari pari chi dovrebbe indignarsi se il consorzio del(la) Bonarda compie delle scelte d’immagine criticabili?

    Risposta: i carabinieri, la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza!
    Perchè, vi chiederete?
    Semplice: TUTTI I CONSORZI legalmente costituiti percepiscono un contributo statale in misura del 50% di quanto da loro speso durante l’anno per iniziative promozionali.
    Ora se una iniziativa è discutibile, discutiamola: non so voi ma io sono curioso di conoscere i criteri con cui si è scelta la giovane “stilista Erika Zafferani” autrice delle mutande del Bonarda Style!
    Se non esce fuori che è la “nipotina” di qualcuno, avremo la certezza che “trattasi di idiozia allo stato puro” che per metà è stata pagata con i nostri denari, altrimenti…
    Cintolesi Carissimo, se il Consorzio del Chianti vuole CASTRARSI ed aprire a vitigni meno tipici, prende una decisione “privata” e non mi chiede una lira: coglie la differenza?

    Ok, la parola onestà possiamo rimetterla a posto: quarto scaffale, a destra…ricordiamoci.

    Problema numero due sollevato da Franco (man non c’hai gnente da fà? impiccione che non sei altro)

    L’associazione Saperi e Sapori organizza un “Simposio riservato ai giornalisti lombardi”.
    Pare niente ma anche qui le sorprese non mancano: clicco sul link e l’impressione è devastante: VENTI enti promotori (tra cui il MIPAAF) per un’impressione di tristezza e scarsa professionalità da far paura.
    Non siate pigri visitatevi il sito http://www.Qoco.it per vedere la differenza e capire in quanti modi si possono spendere i soldi pubblici.

    Qoco è una bella iniziativa, patrocinata dal Comune di Andria, che coinvolge ogni anno decine di cuochi da tutto il mondo in un concorso con una giuria degna di questo nome che ogni anno premia le migliori ricette realizzate con l’olio d’oliva

    Grande professionalità, grosso richiamo internazionale, e vera promozione dei prodotti: una manifestazione che ogni anno PORTA IN PUGLIA centinaia di operatori del settore da tutto il Mediterraneo.

    E Andria non è la Regione Calabria!

    Per concludere: Franco ha fiuto, da pochi elementi ha capito che qualcosa non andava e i fatti via via gli stanno dando ragione: ha visto la punta dell’iceberg e ha capito che sotto c’era il grosso del problema.
    Liberi voi di schiantarvi come il capitano del Titanic: io e Franco c’abbiamo il salvagente del buon senso e ci tuffiamo prima.

    P.s. per Cintolesi: siamo su di un blog enogastronomico, di cosa dovremmo dovremmo indignarci? delle mezze stagioni che, come noto non ci son più?

    Saluti

  13. Ho detto via via…
    La Bonarda ha già fatto i suoi danni e secondo me Saperi e Sapori non mancherà di stupirci, date le PREMESSE che a me ed a lui dicono già tanto: San Tommaso invece……

  14. Fai pure come ti pare. A me continua a parere strano il giudicare a priori qualcosa (ancorché comune) a freddo, basandosi su un’impressione (oltretutto non motivata). Ma se a te sta bene, non sarà un tapino come me a cercare di farti mancare le certezze da sotto i piedi.
    In effetti, faccio fede al mio nome (anche se il mio onomastico cade il giorno di San Tommaso di Canterbury, non di San Tommaso Apostolo), e, forte della convinzione che non in queste cose ci saranno le radici di un’eventuale beatitudine, nel mondo vinicolo e cibicolo preferisco disciplinatamente assaggiare e provare prima di giudicare. E’ solo una preferenza personale, naturalmente.
    Poi, dopotutto, tu stai dalla parte del buon senso, come già ci hai informato.

  15. Carissimo Antonio, le ritorno il lei ma non sono nella condizione di poterle ritornare il cognome, mi scusera’ dunque la rudezza di chiamarla per nome. La ringrazio della spiegazione che finalmente si e’ degnato di dare, e a questo proposito le dico subito che le battute sull'”onesta’” sarebbe carino se avesse il garbo se non la correttezza di andarle a fare con qualcun altro (su “professionalita’” lascio dire al Nanni Moretti di Palombella Rossa); faccio presente anche che la differenza che io dovrei notare, a proposito dell’esempio del Consorzio Chianti Classico, e’ esattamente la differenza che io le ho presentato sul modellino prestampato per cavarle fuori la risposta, almeno in forma di tick nel box giusto (noto che ha glissato sull’altro corno dell’ambivalenza dell’esempio.. non che fosse particolarmente in tema, eh). In altre parole avevo messo i cartellini con la didascalia ed e’ anche grazie a quei cartellini, mi pare, se ha smesso di fare solo dello spirito e si e’ spiegato.
    Ora e’ piu’ chiaro perche’ ci si dovrebbe incazzare. Avevo capito benissimo che Ziliani e lei avevate fiutato qualcosa. Il mio era un invito ad essere piu’ espliciti, nel caso non si fosse colto.
    Il dettaglio che qualunque consorzio riceve il cofinanziamento pubblico addirittura per il 50%, non lo sapevo. Visto che io da un lato non sono un “collega”, dall’altro coi consorzi ci bazzico poco, spero mi potrete scusare, in fondo e’ proprio a voi “colleghi” che spetta informare, e informarmi. Direi che la cosa di cui scandalizzarsi e’ proprio questa del finanziamento, della collusione continua fra pubblico e privato, e’ questa cripto-nazionalizzazione per cui finisce che lo Stato deve mettere bocca istituzionalmente in mille beghe tecniche di giochi privati (en passant, ho trovato ignominioso che la magistratura si sia dovuta occupare di calcio). Io almeno mi scandalizzo di queste cose qui. Il resto, la cosa che fa scandalizzare voi altri, a me non fa particolarmente impressione, perche’ la vedo gia’ insita nella prima, annunciata quasi. Non importa l’esempio positivo dell’una o delle dieci Andrie. Ci scommetto che chi e’ bravo a usare i finanziamenti pubblici sarebbe altrettanto bravo a farne a meno. In compenso chi non e’ capace di usarli forse imparerebbe, se si facesse sparire la certezza che “tanto ci sono gli aiuti”. Mica si lascia solo nessuno. Si tratta soltanto di investire un po’ piu’ “a monte”, come si sarebbe detto al tempo che si cominciava a dire “professionalita’”.

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