Internauti e bloggers: per Time la “Persona dell’anno 2006” siamo noi !

Amico che stai leggendo questo wine blog, che consideri Internet come uno strumento di conoscenza e d’informazione di cui non potresti fare più a meno, che sei abituato a cercare in Rete notizie e magari posti commenti o conduci a tua volta un blog, forse non lo sai ancora, ma per Time sei, anche tu, la “Persona dell’anno 2006” !

Esemplificando, come meglio non potrebbe, la propria scelta con questa eloquente copertina che ritrae una tastiera di p.c. ed uno schermo in forma di specchio dove ognuno può vedere riflessa la propria immagine, la celebre rivista americana che in questo periodo sceglie un personaggio che meglio di altri abbia simboleggiato l’anno che sta per chiudersi, ha proclamato "Person of the yeartutte le persone che hanno partecipato all’esplosione della democrazia digitale, usando Internet per diffondere parole, immagini e video”.

Nell’ampio articolo che correda la copertina il giornalista Lev Grossman spiega che “lo strumento che rende tutto questo possibile è il World Wide Web, strumento che mette insieme i piccoli contributi di milioni di persone per trasformarli in un fenomeno dalle conseguenze notevoli”. Uno strumento che forse non cambierà il mondo, ma che sicuramente determina il modo in cui il mondo può cambiare.

Ed è per questo, come compartecipi, co-autori, co-protagonisti di questa silenziosa “rivoluzione democratica”, di questo modo, che nasce dal basso, di fare informazione, di comunicare, di fare sentire la nostra voce, che non possiamo che essere felici per una scelta di Time, che premia la nostra azione, il nostro essere tutti, ognuno con il proprio piccolo contributo, con articoli, post, commenti, riflessioni, interventi, discussioni, maglie di questa saldissima Rete che è il Web.

0 pensieri su “Internauti e bloggers: per Time la “Persona dell’anno 2006” siamo noi !

  1. Che tristezza, Franco. Perchè pensaci un po’, questo è probabilmente un segnale molto negativo, indicante che ormai la blogosfera ha già cessato di essere attuale ed è già dépassée. Se ne parla Time e se vi partecipano in modo massiccio i giornalisti e le testate tradizionali, temo che è molto probabile che le cose stiano proprio così, ahimè. Un po’ come la musica hip-hop, appena fu co-optata dalle grandi case discografiche, perse ogni “relevance” sociale ed oggi è pura melopornografia. La nostra democrazia è gia populismo?

  2. Eh si’, mi sa che il “pessimismo” di Mike vede giusto. Se non proprio depassee, forse i “nuovi” strumenti di comunicazione (che nuovi in effetti erano cinque anni fa, si’ parlo anche proprio del blog, magari sotto falso nome) non sono piu’ avanguardia. Sono anzi ormai talmente mainstream che una testata come Time deve tenerne conto se non vuole veder perdere di audience il suo sub-brand “person of the year”. Direi anzi che piu’ che alludere specificamente a internet, piu’ in generale Time (che possiamo assumere a campione del corporate thinking dei beni immateriali) e’ costretta ad adottare la tesi dei “mercati” (nell’accezione piu’ ampia possibile) come “conversazioni”. Deve dare segno talmente forte di essersene accorta (quasi un “oops..sorry”) da celebrare il fruitore (“you”), anzi addirittura sussumerlo sotto il proprio brand. E’ il cerchio che si chiude: vogliono dirci che il brand siamo noi. Fuoco fuochino.

  3. Filippo, pensavo anch’io al concetto di brand. Per TIME questa celebrazione tardiva del quasi defunto neo-medium dei blog altro non è che un modo di fagocitarlo e riaffermare la propria dominazione dell’informazione. L’impatto dei blog viene esagerato al massimo, ma in fondo l’intera blogosfera rimane una cosa talmente diffusa e spezzata che nessuno ha un vero impatto anche minimo, salvo proprio quei blog che emanano dalle testate tradizionali o da coloro che già dominano l’informazione. Si parla di networking, ma alla fine siamo tanti individui col microfono in mano e ogni tanto ascoltiamo, ma sentiamo solo quelli più vicini al palcoscenico e il rumore di fondo è terribile, lo schiamazzo del microfono del vicino insopportabile.

    La verità è che il mondo dei blog crea delle microcomunità molto interessanti ma che rimangono totalmente marginali, tante reti locali con poca interazione fra loro. Io leggo il tuo blog, tu leggi il mio, bene e sono molto contento di queste piccole comunità simpatiche e conviviali, ma da lì a dire che siamo influenti o che creiamo democrazia, bisogna essere veramente arroganti o naif per credere nell’importanza della blogosfera. Poi quando si comincia a credere nelle statistiche di traffico, è cosa talmente tragica che diventa comica.

    Notare poi che i blog ormai vengono usati dai politici, ancor più furbi che i media. Il candidato X si da arie di essere collegato, in rete, fine alle grassroots, col popolo. Ma il dialogo è talmente asimmetrico che il concetto rimane pura propaganda populistica. Come fa il candidato X a rispondere a tutti quei commenti, se non delegando a un vero e proprio call center? E’ questa la blogosfera?

  4. Ha ragione Mike. E’ ben noto in America che, quando suona Time la tromba, il soggetto e’ ormai banale e spesso co-optato.

    Non ha da fare con You. Solo con i soldi. Cosa vuoi, e’ l’Amerika.

  5. Gentile autore,
    ti comunichiamo che il tuo post è visibile all’indirizzo http://www.cattolicaeracleaonline.it , nella sezione: news della blogsfera. Perché ritenuto particolarmente valido dal nostro Staff.

    Nel caso tu fossi contrario a quest’iniziativa, il cui fine è quello di segnalare ai nostri lettori i contenuti più validi rintracciati nella blogosfera, ti preghiamo di segnalarcelo via e-mail chiedendo la rimozione del tuo post dal servizio. Procederemo immediatamente.

    Per suggerimenti e critiche, non esitare a contattarci a questo indirizzo e-mail: info@cattolicaeracleaonline.it

    Ringraziandoti per l’attenzione, ti porgiamo i nostri più cordiali saluti

    C.E.O Staff

  6. Amici cari, non e’ che siamo un po’ troppo severi? Va bene, tràttasi di riconoscimento tardivo e molto marketing-oriented. Cosa cambia? Almeno Time capisce l’aria che tira. Vogliamo parlare della stampa italiana, che ancora pisola quetamente? Per quanto mi riguarda, l’info dal basso continua ad essere privilegiabile; il fatto che i canali mainstream si stiano appropriando del mezzo, con risultati spesso comici, non fa che qualificare ancora di piu’ la restante blogpalla. Poi va bene, e’ pure vero che siamo ininfluenti. Ma tra un’autoflagellazione e l’altra, vi confessero’: non so voi, ma io non ho gran che voglia di influenzare nessuno. Al massimo ho voglia di raccontare qualcosa.

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