Mas Comtal Rosé 2005: Rosat de Llàgrima dal Penedès

Una settimana circa al Natale ma io continuo imperterrito a bere vini rosati, per il mio personale piacere, ma anche, in questo caso, per continuare ad ottemperare all’impegno, preso con il mio amico blogger di Barcellona Joan Gomez Pallarès, latinista insigne e ottimo blogger con il suo De Vinis Cibisque, di scambiare i nostri reciproci pareri, in tema di rosati, su tre rosati spagnoli scelti da lui e tre italiani da me selezioniati.

Joan, che è un tipo molto preciso, oltre che un bravissimo scrittore e appassionato di vini italiani e di storia e cultura italiana (si veda il suo diario italiano tenuto nel corso di una lunga permanenza in Italia tra ottobre e novembre), ha già svolto, egregiamente, ça va sans dire, il suo compito, dicendo la sua sul Teres di Burlotto, sul Cirò rosato di Librandi e sul Ponte della Lama di Cefalicchio.

Io sinora avevo raccontato solo l’eccellente Quinta Clarisa ed eccomi ora a rendere conto dell’assaggio, fatto proprio in questi giorni, di un rosato che viene da quella zona del Penedès, non molto lontana da Barcellona, universalmente più nota più per la produzione di vini spumanti, i Cava, e da un’azienda da moltissimo tempo proprietà della famiglia Mila, Mas Comtal, che non casualmente Joan ha scelto, perché costruita attorno ad una torre romana del 12mo secolo.

Mas Comtal Barcelona, il nome che l’azienda ha assunto dal 2000, ha adottato la coltivazione biologica e ha bandito l’uso di erbicidi dal lontano 1982, conta su 40 ettari di vigneto, di età variante tra i dieci ed i trent’anni, posti su suolo calcareo gessoso, e si trova in una zona che gode di un clima secco mediterraneo, con estati calde, ma vista la poca distanza, 20 chilometri, dalla Costa di Garraf, temperate dalle brezze marine.

In azienda vengono proposti, oltre ad uno spumante, sia da uve autoctone che internazionali, sia vini bianchi che rossi, vini dove i vitigni bordolesi hanno un ruolo importante, ma questo rosato, da uve Merlot in purezza, provenienti da un vigneto del 1983, si è rapidamente affermato come uno dei vini di punta, con 75 mila bottiglie mediamente prodotte, dell’azienda, e ha ottenuto nella sua storia produttiva diversi riconoscimenti, dal Premio Sumiller come miglior rosato spagnolo a medaglie, come uno dei migliori rosati del mondo nell’ambito del Mondial du Rosé del 2004 e medaglia d’oro, con l’annata 2005, all’edizione di quest’anno.

Prodotto con una tecnica che prevede dodici ore di macerazione a contatto con le bucce e una fermentazione di 15 giorni a temperatura moderata e nessun invecchiamento in legno, il Mas Comtal rosé 2005, Rosat de llàgrima, come recita l’etichetta dove compare l’invito, redatto anche in latino – Voluptates commendat rarior usus – a bere moderatamente è indubbiamente un bel rosato, anche se a mio modesto parere, molto probabilmente a causa dell’uva utilizzata, il Merlot, che non mi sembra la migliore uva possibile da rosati, privo di quelle sfumature, di quella finezza, soprattutto da un punto di vista olfattivo, che caratterizzano alcuni dei migliori rosati italiani.

Il colore è spettacolare, “rosáceo frambuesa”, dicono gli spagnoli, io direi rubino cerasuolo corallo splendente tendente al granato, vivo, integro e squillante nel bicchiere con il suo gioco di riflessi, ma al profumo prevale, compatto, intenso, caldo, forse un po’ unidimensionale per il mio naso (riserve condivise da qualche osservatore spagnolo) abituato alla panoplia aromatica dei Montepulciano cerasuolo abruzzesi, dei Negro amaro salentini, dei rosati di Librandi, un piacevolissimo, ma un po’ statico aroma di frutta ben matura, fragola, ciliegia, una leggera nota di ribes, e di caramelle di frutta, che apre appena, ma senza metterla troppo in evidenza, ad una dimensione che più che i fiori richiama l’erbaceo.

La bocca è notevole e nel quadro di quella compattezza che caratterizzava il profumo, con una grande pienezza e ricchezza, un frutto ben polputo e succoso, una salda struttura tannica, quasi da vino rosso, una notevole persistenza e lunghezza gustativa, senza fratture e senza cedimenti, ma (sempre e solo a mio parere, caro Joan, perché la tua scelta è stata comunque ottima, trattandosi di un Rosat de Llàgrima di primario valore, nel quale sto cercando il pelo nell’uovo per un puro esercizio eno-filologico) un po’ carente di freschezza, di vivacità, di nerbo – l’impressione è difatti di un alcol (13,5°) equilibrato, ma di un’acidità leggermente carente, che fa risaltare la morbidezza e la rotondità – tale da rendere il vino forse più adatto all’abbinamento da carni bianche che a quella gamma di antipasti a base di verdure, grigliate o umidi di pesce, zuppe marinare, alla quale chez nous, siamo soliti abbinare i nostri migliori rosati.

0 pensieri su “Mas Comtal Rosé 2005: Rosat de Llàgrima dal Penedès

  1. Mio caro Franco,
    e sì, è stata veramente una esperienza bella e rica per me, questa dello scambio di vini rosè. Io ho conosciuto bellssime e ricchissime realtà italiane e spero che lo scambio sia stato positivo anche per te. Purtroppo hai raggione nel sense che questa mia scelta è stata fata a partire di monovarietali, e il monovarietale di merlot per i rosé, cioè il Mas Comtal, ha poco da fare, in termi di vivacità e di nervo, davanti una syrah o una tempranillo o, anche, una garnacha.
    Speriamo di poter fare, nel futuro, anche nuovi sperimenti per fare crescere ancora di più la mutua connoscenza tra i nostri lettori dei vini delle nostre belle terre.
    Tante belle cose,
    Joan

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