Piacere, Barbaresco: gli organizzatori si spiegano

E’ con grande piacere che ricevo e pubblico questa chiara precisazione, a proposito delle intenzioni e dei programmi dell’annunciata nuova manifestazione interamente dedicata al Barbaresco, Piacere, Barbaresco, inviatami dal presidente e dal vicepresidente dell’Enoteca Regionale del Barbaresco. Se le cose verranno fatte in questo modo, mi sembra, (periodo scelto a parte, non certo il più adatto per assaggiare al meglio i vini) che lo spirito e l’impostazione siano davvero quelle giuste. Agli organizzatori di Piacere, Barbaresco gli auguri, quindi, di buon lavoro ! f.z.

Egregio Signor Ziliani, Le scriviamo in riferimento ai suoi interventi sulla manifestazione "Piacere, Barbaresco" che si terrà il 24-25-26 marzo nel territorio di Barbaresco. Volevamo, innanzitutto, precisare che se c’é stato un ritardo nel risponderle, non é stato per "misteriosi" motivi, bensì, molto più semplicemente, perché il comitato organizzatore (composto quasi interamente da produttori della zona di Barbaresco) che prenderà ufficialmente in mano le redini di questa manifestazione, si é riunito solo giovedì sera, ed abbiamo ritenuto opportuno rispondere a lei ed ai numerosissimi giornalisti ed appassionati che ci chiedevano maggiori spiegazioni solo dopo averne discusso insieme in questa sede.

La prima cosa che ci sentiamo di precisare, poiché abbiamo notato che é l’interrogativo comune a tutte le lettere e mail arrivate, é che "Piacere, Barbaresco" non sarà una copia di Alba Wine Exhibition, manifestazione che riteniamo di ottimo livello per quanto riguarda la promozione e la valorizzazione dei vini di Langa nel mondo; al contrario, nelle lettere che stiamo per inviare nei prossimi giorni ai produttori per spiegare meglio e per raccogliere le adesioni, li inviteremo TUTTI, anche quelli che per svariati motivi non vi hanno mai partecipato, ad essere presenti anche ad Alba Wines Exhibition. Questo perchè "Piacere,Barbaresco" vuole essere, e sarà, un evento molto differente da tutti quelli esistenti in zona.

Ma ci permetta, per essere più chiari, di fare un passo indietro. Nella scorsa primavera, un gruppo di produttori di Barbaresco ha incominciato a maturare l’idea che la zona avesse bisogno di un evento che non si limitasse solo ad una valutazione dell’annata o dei singoli produttori; bensì, che comunicasse, insieme ad esse, il territorio, la storia, i motivi delle differenze tra una sottozona e l’altra, la grande tradizione gastronomica, e, non ultimi, i personaggi che l’hanno resa grande.In una parola, anche se molto inflazionata ultimamente, il suo TERROIR.

A questo scopo, sono stati coinvolti i Sindaci, entusiasti all’idea di poter lavorare fianco a fianco, per una volta, con i produttori per questa importante causa, fornendo tutto l’aiuto logistico e, soprattutto, l’immenso patrimonio di notizie storiche racchiuso nelle biblioteche e negli archivi comunali. In seguito si é chiesto l’appoggio dei ristoranti della zona e non, che hanno aderito di slancio, ad accompagnare con le loro preziose preparazioni i vari eventi che avranno luogo durante questi due giorni.

La manifestazione si svolgerà nei giorni domenica 25 e lunedi 26 marzo; le persone accreditate a partecipare, giornalisti di settore e non, ristoranti, enoteche, wine bar, o anche solo semplici appassionati, avranno un’occasione unica per assaggiare non solo i vini dell’annata 2004 (una delle più grandi degli ultimi vent’anni) alla presenza di tutti i produttori, dai più grandi e storici fino agli "emergenti", ma anche di conoscere meglio la storia, da Cavazza passando per Soldati e Veronelli, di ascoltare le testimonianze di persone che hanno reso grande il territorio, di scoprire i motivi che rendono diversa una sottozona dall’altra, attraverso degustazioni e "seminari" contestualizzati ad una nuova cartina, di ispirazione borgognone, che é in cantiere in questi giorni. A tutto questo faranno da splendida cornice eventi in collaborazione con i più grandi ristoranti della zona, che prepareranno i piatti tipici a volte dimenticati della nostra grande tradizione, e che, in occasione della cena di gala di benvenuto di sabato 24 marzo, accompagneranno i vini dei grandi produttori storici della zona, in una serata esclusivamente dedicata a loro. Naturalmente, si darà l’occasione ai partecipanti di assaggiare anche altre annate meno recenti di ogni produttore.

Carlin Petrini, durante il suo lucido, appassionato, (…e pungente…) intervento alla presentazione del progetto, ha detto, tra le altre, una cosa che ci è rimasta impressa: un grande vino é veramente tale solo se possiede una storia. Bene, é proprio questo quello che vogliamo comunicare, le nostre radici!

Un’ultima nota sul periodo scelto; in Borgogna, nel Rodano, a Bordeaux, da sempre si presentano le nuove annate in questo periodo.

Giancarlo Montaldo, presidente dell’Enoteca Regionale del Barbaresco

Andrea Sottimano, vicepresidente dell’Enoteca Regionale del Barbaresco

0 pensieri su “Piacere, Barbaresco: gli organizzatori si spiegano

  1. Bene, il chiarimento ci voleva. Ora la manifestazione ha un aspetto molto più chiaro e condivisibile. Mi rimane solo la perplessità su quanti produttori di Barbaresco si potranno permettere il lusso di mettere a disposizione un congruo numero di vini in due manifestazioni contingenti, tenendo conto poi di tutte le altre a cui già partecipano. Penso ovviamente ai numerosi piccoli produttori che pure fanno parte della storia di Langa.

  2. Resto incantato a sentir formulare questi concetti: “l’idea che la zona avesse bisogno di un evento che non si limitasse solo ad una valutazione dell’annata o dei singoli produttori; bensì, che comunicasse, insieme ad esse, il territorio, la storia, i motivi delle differenze tra una sottozona e l’altra, la grande tradizione gastronomica, e, non ultimi, i personaggi che l’hanno resa grande.” Perfetta esplicazione della “parola inflazionata” che segue.
    “scoprire i motivi che rendono diversa una sottozona dall’altra,”… “una nuova cartina, di ispirazione borgognone”.
    Eccolo il genius loci. Eccolo l’intelletto collettivo.
    Ah, perche’ non son’io coi Barbareschi?

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