Amarone della Valpolicella 2003 in anteprima sabato 10 a Verona

Importante e interessante appuntamento, sabato 10 febbraio e domenica 11 febbraio a Verona, per gli appassionati di uno dei più importanti e particolari vini rossi italiani, l’Amarone della Valpolicella. Presso il Palazzo – Verità – Poeta di vicolo San Silvestro al 6, poco distante dall’Arena e da Piazza Bra, sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle 18, è prevista la presentazione in anteprima, con degustazione ai banchi d’assaggio (presenti i produttori) dell’annata 2003 del celeberrimo vino veronese prodotto con la tecnica dell’appassimento.
L’accesso alla degustazione è possibile solo dietro presentazione di invito (che si può ottenere contattando il Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella a questo indirizzo e-mail e allo 045 7703194), ed il momento riservato al pubblico degli appassionati e dei consumatori sarà abbinato, sabato dalle 10.30 alle 15 e dalle 15 alle 18 in saletta riservata con servizio svolto dai sommelier, ad una presentazione riservata alla stampa specializzata.

La presentazione dell’Amarone della Valpolicella 2003 (che chissà perché nell’invito stampato dal Consorzio viene definito tout court Amarone e basta, come se un convegno organizzato dallo stesso Consorzio alcuni anni non avesse evidenziato – vedi articolo – la necessità di sottolineare in ogni contesto l’origine del vino, la provenienza dai terroir della Valpolicella, lo strettissimo, inscindibile legame tra Amarone e Valpolicella…) verrà preceduta, nella giornata di venerdì 9 febbraio, da un convegno, che si svolgerà presso l’Auditorium del Palazzo della Gran Guardia di Piazza Brà.

A partire dalle 15.30 sul tema “Modello Valpolicella: sostenibilità e sviluppo di un terroir” (allora un terroir Valpolicella esiste, perdiana, e perché non ribadirlo parlando sempre e soltanto di Amarone della Valpolicella ?), si confronteranno diversi relatori.

Ci saranno il presidente del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella Emilio Pedron, Cristina Mottironi, docente dell’Università Bocconi di Milano, l’importatore tedesco Eberhard Spangenberg, il giornalista neozelandese Paul White, il sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Guido Tampieri e, soprattutto, e va sottolineato il coraggio, l’originalità, l’indipendenza che è sottesa alla decisione del Consorzio di dare finalmente voce a questa Associazione e ai suoi rappresentanti, che ben raramente è possibile ascoltare nel corso di convegni e manifestazioni, saranno presenti il portavoce ed il presidente del movimento Slow Food (do you know?) Giacomo Mojoli e Carlo Petrini.

Una scelta davvero illuminata, quella di coinvolgere Slow Food nell’organizzazione di questo convegno (l’associazione figura insieme alla Camera di Commercio di Verona, alla Banca Popolare di Verona, a VeronaFiere, alla Regione Veneto tra gli enti collaboratori), che dimostra come al Consorzio Valpolicella si sfugga alla logica del déja vu e del risaputo e si sappiano percorrere vie autonome nell’innescare un dibattito sui vini di questa magnifica zona vinicola e su quell’Amarone che costituisce il fiore all’occhiello, la chicca preziosa di questa denominazione…

Se siete interessati a sentire quello che verrà detto nel corso del convegno sul “Modello Valpolicella” beh, non perdetevi l’appuntamento di venerdì 9. Se invece, come farà il sottoscritto, volete invece limitarvi a capire quale Amarone (della Valpolicella, ça va sans dire) abbia saputo esprimere un’annata caldissima come quella 2003, quali le differenziazioni stilistiche, quali le interpretazioni dei produttori, quali il livello medio dei vini, beh, allora potrete limitarvi ad arrivare a Verona solo domenica 10. Per farvi un’idea della situazione basteranno il vostro palato ed il vostro spirito critico, la vostra attenzione e la disponibilità a capire…    

0 pensieri su “Amarone della Valpolicella 2003 in anteprima sabato 10 a Verona

  1. ” il coraggio, l’originalità, l’indipendenza che è sottesa alla decisione del Consorzio di dare finalmente voce a questa Associazione e ai suoi rappresentanti, che ben raramente è possibile ascoltare nel corso di convegni e manifestazioni, saranno presenti il portavoce ed il presidente del movimento Slow Food (do you know?) Giacomo Mojoli e Carlo Petrini.”

    C’e’ forse (ma forse mi sbaglio) un filo d’ironia ?

  2. Buongiorno.
    Ironia:
    anche se ti leggo da diverso tempo, e credo di saper interpretare i tuoi scritti, sarebbe più facile leggere le cose come sono, e non doverle…… interpretare !….
    Comunque ne parleremo (se vorrai) domenica, visto che ci sarò anch’io a presentare il mio Amarone della Valpolicella DOC C L A S S I C O 2003.

    In mezzo ai Big della Valpolicella ci sarà anche il mio posticino!!

    Penso che anche il convegno sia interessante.
    Infatti è il seguito di una ricerca svolta dal professor Eugenio Pomarici,dell’ Università di Napoli :” Analisi economica della filiera vitivinicola della Valpolicella”.
    I risultati, già enunciati in altri precedenti convegni, pongono l’accento sul successo sel “modello Valpolicella”.

    In questi tempi difficili per l’enologia nazionale ed internazionale, spiegazioni scientifiche, articolate e documentate, penso portino ad un arricchimento di conoscenze e strategie per tutto il settore.

    Carlo

  3. Scusate la mia ignoranza. Lo premetto così mi sento tranquillo. Ma l’Amarone non è da considerarsi di fatto un vino di serie B? Mi spiego. Pur senza volergliene all’Amarone e pur non essendo un intenditore, prima dell’Amarone (se non sbaglio prodotto con Corvina e Corvinona), per qualità e piacevolezza e storia e cultura e territorio etc etc non vengono vini come Brunello, Chianti, Barolo (e fin qui, che scoperta), ma anche come lo Sforzato della Valtellina che COSTA MENO ed è prodotto con il vitigno Nebbiolo? Se l’Amarone, almeno per il momento, viene dopo lo Sforzato e altri, perchè non viene “dopo” anche come prezzi? Forse, ditemi voi, è questo il principale errore che frena lo “sviluppo” di questo vino.

  4. Il Recioto e l’Amarone vengono da uve appassite, con una resa finale attorno al 40 %, e senza contare la selezione dei grappoli migliori da destinare all’appassimento e quelli che si guastano durante tale processo!
    Diciamo che il prezzo corretto (Secondo tanti produttori della Valpolicella Classica, non secondo me) di un buon Amarone e’ attorno ai 20 euro!
    Diciamo che Sforzato della Valtellina a parte, ci sono molti altri vini, anche di alto lignaggio, ad avere prezzi assolutamente fuori mercato.
    Diciamo che per me’ e’ indecente vedere vini fatti normalmente, magari da vitigni internazionali, che costano piu’ di Baroli, Amaroni o Brunelli, solo perchè sono appena più buoni di quelli del produttore confinante che li vende a prezzo equo!
    Max Pigiamino

  5. Secondo me a volte si guarda più all’etichetta che non al contenuto. Molte volte è l’etichetta che fa il prezzo. Io è da un pò di tempo che bevo l’Amarone dei Fratelli Vogadori, è molto buono anche se non sono molto conosciuto. Altro prodotto forte di questa azienda è un buonissimo Valpolicella Classico, ha dei profumi e un gusto introvabile.
    Matteo

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