Due Brunello di Montalcino riserva e single vineyard 2001 100/100 di Wine Spectator

L’uomo del monte, alias James Suckling, colpisce ancora…

Clamoroso al Cibali, pardon, a San Giustino Valdarno, provincia di Arezzo, dove risiede il deus ex machina, l’artefice di gran parte dei successi, mediatici, dei vini italiani negli Stati Uniti, il mitico James Suckling, responsabile dell’ufficio europeo (e quindi anche degli assaggi di vini italiani) di Wine Spectator.

L’uomo del monte ha pronunciato il fatidico sì e nell’ambito di una speciale edizione del Wine Spectator Insider, news letter quindicinale riservata agli abbonati della rivista statunitense, dedicata alla proposta in anteprima, rispetto all’uscita della rivista, dei giudizi riservati ai Brunello di Montalcino riserva e single vineyard annata 2001, due vini, il Cerretalto di Casanova di Neri (azienda che si era aggiudicata con il Tenuta Nuova 2001 il titolo di miglior vino dell’anno espresso dalla Top 100 di fine 2005 della rivista vedi e vedi ancora), e la riserva Madonna del Piano della Tenuta Valdicava ottengono, per la prima volta nella storia del Brunello e delle valutazioni da parte di Wine Spectator di questo vino, un punteggio magico, perfetto, quasi irreale, di 100/100, ponendosi anche come i primi vini a base Sangiovese a ricevere questa valutazione altisonante.

Non sorprenda la scelta di Suckling di premiare proprio questi Brunello e non altri, perché il wine writer la difende anche sul suo blog che appare sull’edizione on line della rivista, rigettando come superficiali i rilievi di chi ritiene che vini del genere siano vini troppo moderni e che non offrono un’immagine fedele di Montalcino e dei suoi terroir e delle caratteristiche più genuine del Sangiovese, descrivendo i suoi campioni come concentrati, super strutturati, fruttatissimi e dai tannini vellutati.
Così come la rivista aveva ritenuto che un Brunello 2001 new wave potesse aggiudicarsi la classifica dei Top 100 2005, altrettanto ritiene ora che questi Brunello e non altri, più vicini alla tradizione e all’identità storica del vino, possano per la prima volta ottenere una valutazione mirabolante che decreta la “perfezione” di questi due vini e li rende i migliori Brunello di Montalcino mai giudicati dalla rivista.

Non sono però solo questi vini “speciali” ad avere ottenuto il consenso di Suckling, che per questo speciale del Wine Spectator Insider ha degustato 50 Brunello riserva 2001 e cru attribuendo solo a cinque di loro un punteggio inferiore ai 90 centesimi. Oltre ai due 100/100, troviamo un vino, il Santa Caterina d’Oro riserva di Ciacci Piccolomini ricevere 98/100, un altro, il Castelgiocondo Ripe al Convento riserva 2001 dei Marchesi Frescobaldi ottenere 97/100, la riserva 2001 di Donatella Cinelli Colombini 94/100, mentre cinque campioni ottengono un punteggio di 93/100, cinque 92/100, quattro rispettivamente 91 e 90 centesimi.

Nel commento a corredo delle note di degustazione di questi 2001 riserva e cru pubblicato sul Wine Spectator Insider il Brunello di Montalcino viene definita “la denominazione top della Toscana”, sul blog di Suckling il “numero uno dei premium wine venduto negli States”, e Suckling afferma che alcune riserve 2001 sono “tra i migliori vini mai arrivati da Montalcino, notevoli per la loro struttura, personalità ed equilibrio” e rivolgendosi ai lettori dice loro testualmente “se dovete acquistare solo un tipo di vino italiano quest’anno, dovrà essere il Brunello di Montalcino riserva 2001”.

Ribadito che il 2001 é una grande annata per la Toscana Suckling sostiene che diversi Brunello riserva 2001 sono “tra i rossi giovani più eccitanti degustati da lungo tempo a questa parte”. Come molti dei Brunello base commercializzati nel corso del 2006, “le riserve ed i cru da singoli vigneti del 2001 mostrano un’impressionante ricchezza e potenza oltre che meraviglioso equilibrio e lunghezza. Sono vini estremamente aromatici, setosi e strutturati. Alcuni necessitano ancora di due o tre anni in bottiglia per raggiungere il loro meglio”.

Sul suo blog Suckling polemizza poi con la scelta del Consorzio di attribuire solo quattro stelle e non il massimo di cinque all’annata 2001 – “non conosco un solo produttore a Montalcino che non sostenga che quella 2001 è stata una delle migliori annate di sempre” sostiene – e rivela che il presidente del Consorzio avrebbe confessato essersi trattato di un grosso errore.

Tutto bene dunque, a due settimane dall’appuntamento di Benvenuto Brunello, quando anche noi normali cronisti del vino potremmo farci un’idea, assaggiando alla cieca, sul livello complessivo dei Brunello di Montalcino riserva 2001, oltre che del Brunello della tanto discussa annata 2002 e dei Rosso di Montalcino 2005, per il Brunello 2001 riserva ?
Niente affatto, perché i vini, anche se ottengono punteggi mirabolanti che aiutano e “motivano” (o “drogano” ?) il lettore-appassionato-consumatore, devono poi essere venduti e con certi prezzi, pur con tutto l’entusiasmo possibile per il Brunello di Montalcino negli States, non sarà facilissimo.
I due vini da 100/100 presentano difatti un prezzo, elevatissimo, di 160 e 175 dollari, rispettivamente per il campione di Casanova di Neri e di Valdicava, che dichiarano una disponibilità per il mercato Usa ridotta a 185 e 500 casse, ma anche altri vini oggetto degli alti punteggi di questo speciale dichiarano prezzi finali mirabolanti: 100 dollari per i Brunello riserva di Casisano Colombaio, Marchesi Frescobaldi e Podere Brizio – Roberto Bellini, 110 per quello di Collosorbo, 136 per il vino di Conti Costanti, 107 per Fattoi, 105 per Ciacci Piccolomini d’Aragona, 120 per Canalicchio di Sopra, 95 per la Fattoria dei Barbi, anche se fortunatamente non mancano alcuni esempi con prezzi, più contenuti, nell’ordine dei 60 dollari, come i vini di Caprili, Castiglione del Bosco, Cortepavone e Tenuta la Fuga, e dei 50 dollari per la riserva 2001 della Fornacina.

0 pensieri su “Due Brunello di Montalcino riserva e single vineyard 2001 100/100 di Wine Spectator

  1. Mettiamola così: Suckling NON è italiano, dovesse abitare in Toscana tutta la vita, Suckling ragiona come un americano, cioè come uno che il vino lo vede come un giocattolo, abituato ad una realtà senza regole dove il vino si “inventa”.
    Il vero problema è che qui, in terra italiana, ci sono fior di guidaioli e giornalisti “italiani” che hanno assecondato gli americani, perché come sempre l’orgoglio nazionale non aleggia neanche nel custodire con forza la nostra lingua e la nostra storia, la nostra cultura e la nostra terra. Al massimo per la squadra di calcio (ma anche lì ormai…).
    E allora, con chi ce la vogliamo prendere? Come mai noi non diamo 100 punti ai Brunello di Soldera o Poggio di Sotto? Come mai noi facciamo regole e disciplinari che guardano sempre più alle uve internazionali e a pratiche un tempo non ammesse?
    Cominciamo a ragionare con la nostra testa e vediamo se i vari Suckling e Parker continueranno a far finta di niente.

  2. Gentile Franco;
    D’accordo , O non d’accordo, ormai e fatta, e il peggio e che si stanno comprando anche le vigne, e mi viene da piangere quando penso ai nostri poveri mezzadri che hanno sudato tutta la vita per noi !!
    Il problema del costo oltreconfine non lo vedo, perche sai quanti cowboy saranno pronti a sborsare petrodollari pure di averli sotto il lavandino della cucina come trofei!
    In Italia chi li compra farebbe bene prima ad assagiarli, senno fanno come l’amico di Radda in Chianti che mi diceva del gran sbaglio che ha fatto, perche non hanno niente a che fare con l’onesto Brunello.
    Seguo il Suckling blog da qua giornalmente, e il senso non fa piu senso, ma solo il ridicolo si mette in evidenza.
    Pero Franco, guardando l’altra faccia della medaglia, penso ai Fratelli Casella, proprietari di Yellow Tail, che hanno venduto qualcosa come 25 milioni di casse, sai quanti giovani hanno lasciato la Coca Cola e si sono avvicinati al mondo del vino !
    Potevano questi giovani cominciare con un Brunello ? NO !
    Ma bevendo, bevendo, si stancheranno di quel sciroppo, e cominceranno a seguire Suckling, e si stancheranno di questi punti dati in aria, e comincieranno a fare le loro ricerche, scoprendo la vera faccia del Brunello, Barolo, Chianti ecc.
    Comunque spero che avrai la possibilita’ di essere alla Fortezza la settimana prossima, e a noi comuni mortali non resta che leggere i riscontri.
    Grazie
    Angelo

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