Né marionette né burattinai: io scrivo solo quello che penso

A proposito della situazione in Valtellina e dei miei interventi

In merito ai miei ripetuti interventi (che potete facilmente trovare, postati negli ultimi dieci giorni, su Vino al Vino) sullo spinoso tema della gestione del Consorzio tutela vini Valtellina, sui rapporti tra il Consorzio ed una singola, seppur importante, azienda, qualcuno, non in maniera diretta, rispondendo alle mie osservazioni qui sul blog, ma in maniera anfibia, obliqua e sotterranea, ha pensato bene di “replicare” e di “difendersi” facendo girare ad arte la voce che questi miei interventi sarebbero in qualche modo teleguidati. E che io dunque, proprio come un killer prezzolato, scriverei per conto terzi, facendomi imbeccare e suggerire quello che devo scrivere, eseguendo, come un volgare scribacchino qualsiasi, il compito assegnatomi.

La volgarità di una simile insinuazione si commenta da sola e testimoniando lo stile dei suoi autori non necessiterebbe di alcun commento. Ciononostante voglio dire a chi vorrebbe farmi passare per un esecutore al soldo (perché questi servizietti ovviamente non si fanno gratis, ma solo dietro lauto compenso) di misteriosi burattinai senza nome e senza volto, che non solo si sbaglia di grosso, ma che l’intera mia storia professionale e l’abitudine a parlare schietto senza nascondermi dietro ad un dito ma assumendomi in prima persona le mie responsabilità è lì a dimostrare come sia mia abitudine e costume professionale scrivere unicamente quello che penso e condurre solo le battaglie (e battaglia di chiarezza, di onestà, di correttezza considero questa sulle vergognose vicende valtellinesi) in cui credo e che ritengo vadano combattute.

Mi si dia pure del Don Chisciotte, dell’idealista, o dell’ingenuo se si vuole, o del giornalista che “non sa stare al mondo” e non ha capito niente della vita, ma che non ci si permetta di agitare intorno alla mia persona qualsivoglia sospetto sulla mia correttezza. Io burattinai e marionette, se non quelli che si possono vedere a teatro, non ne conosco e non eseguo ordini per conto di nessuno.

Mi auguro davvero, anzi voglio esprimere la certezza, che la stessa identica cosa si possa dire delle persone che pensano di minimizzare e neutralizzare la portata di quanto chiaramente e liberamente, secondo coscienza, scrivo, facendomi passare come un burattino manovrato chissà da chi. Vergogna !

0 pensieri su “Né marionette né burattinai: io scrivo solo quello che penso

  1. Di Franco Ziliani e´ bello parlar male, che ha la coda di paglia, che nella paglia e nel pagliaio cerca gli aghi, che ha una soglia di permalositá alquanto bassa e che tra l’ altro e´anche interista: ma che venga manovrato da qualcuno, puo´essere scritto solo da persone in malafede o in situazione di ignoranza dei casi.

    Ed infatti mi permetto queste due righe non tanto per difendere l’indifendibile
    (nel senso che si difende da solo) Franco Ziliani, ma perché come consumatore e amante del vino ANCORA NON HO LETTO uno straccio di risposta qualificata da qualcuno responsabile che controbatta punto per punto le ragionevolissime critiche mosse e circostanziatamente spiegate.

    Ma il Consorzio non ha un addetto stampa, un presidente o qualcuno che “firmi” pubblicamente quello che si fa e sappia se non rispondere a tono, almeno darne conto in modo semplice e diretto ?

  2. Benchè l’essere interista deponga a suo sfavore, l’indipendenza e l’onestà intellettuale del nostro ospite sono fuori discussione. Bene dice Carlo Merolli: l’assordante silenzio del Consorzio vale più di cento conferme.

  3. Caro Antonio,
    A me piu’ di 40 Anni di DC ne hanno insegnato 60 di Cooperative Rosse. Come ha scritto qualcuno(dal giorno 24 Febbraio in edicola): Cooperative Rosse :il piu’ grande conflitto d’interessi del dopoguerra. Se non sbaglio il GIV fa parte del Mondo cooperativo rosso in quanto il capitale sociale e’ detenuto da Unipol e da altre cooperative.
    Ma cosa volete pretendere la trasparenza in un Consorzio da gente che non trasmette neppure agli addetti ai lavori i dati dei bilanci!
    Vedi sito: http://www.inumeridelvino.it/2007/01/gruppo_italino_vini.
    Poiche’ io sono un fissato visionario invito tutti coloro che frequentano questo blog ad andarsi a rileggere la “polemica” sul Tavernello di qualche mese fa.
    Niente di nuovo sotto il sole poiche’ la matrice e’ la stessa.

  4. Anche io, francamente, non mi spiego il silenzio di Maule, ma ancora più preoccupante è l’immobilismo di quanti compongono quel Consiglio: probabilmente, se la cosa va bene a loro, non conviene nemmeno far battaglie

  5. Maule non risponde perchè il Ziliani l’ha già pesato, visto che qualche sua perla in Valtellina l’ha lasciata. Non è lo stesso che è salito per una degustazione a casa Pellizzatti (l’antico marchio) salvo poi fare grande confusione tra la famiglia che lo ha ospitato per una sontuosa degustazione e l’Arpepe del povero Arturo, facendo tornare alla memoria ricordi sgradevoli? Non è quello che, convinto il Contini a mettere in tavola normalissimi bianchi spagnoli, poi non si è fatto nemmeno vedere? E con la degustazione di tagli bordolesi cone la mettiamo? E’ arrivato con tanti cartoni di casa (tri)veneta e poi, a dimostrazione di quanto le volesse bene, a premesso che lui non ama il taglio bordolese e via con una bella lezione su barolo e brunello… Suvvia ragazzi, basta con la polemica che a un territorio come la Valtellina fa solo male: se non si vuole rimanere qui con le nostre poche e piene botticelle mettiamo da parte i rancori e non facciamoci dare lezioni da nessuno, recuperando un po’ di umiltà. Maule, a mandati abbondantemente scaduti, avrebbero potuto mandarlo a casa da un pezzo. Se non è stato fatto, è perchè nessun altro ha mai avuto voglia e tempo di prendersi l’incarico

  6. Rispondere? Ma cosa volete che rispondano “queste persone”? Per “queste persone” intendo questo modello sempre uguale a se stesso di uomini (o donne) di potere, quelli e quelle che sanno sempre in quale posto stare, cosa dire e soprattutto cosa non dire. Cosa volete che rispondano? Meglio, molto molto meglio che non “rispondano”. Vorreste forse una bella “risposta” che di tutto parla fuorche’ dei punti che la vostra domanda o denuncia ha sollevato? Sono reduce da una chermesse (kermesse? ch e k s’intercambiano, come in marchette e in market) vinicola in cui argomenti non vinicoli ma pure strettamente attinenti sono stati messi sul tappeto. Autocelebrazione e’ le mot du jour. Critica (ancorche’ costruttiva)? Salutare cultura del dubbio (non di quello socratico vo parlando, ma di quello piu’ terra terra, il dubbio di star facendo una strunzata, per esempio)? Ma non scherziamo…Anzi, come diceva il De Curtis: ma mi facci il piacere! Non mi facci ridere! Guardi, lo vede? Rido! Ah Ah!

  7. La malafede del commento di Annibale, che crede di “bombardarmi” con le sue sciocchezze, é incredibile. Non è affatto vero, evidentemente il sor Annibale non sa leggere, che io abbia fatto “grande confusione” tra i Pellizzatti che hanno organizzato la degustazione cui sono stato invitato e la famiglia di Arturo Pelizzatti, che oggi continuano l’esperienza di produttori come Arpepe, ovvero Pelizzatti Perego. Ho solo detto che in occasione di quella bellissima degustazione la famiglia organizzante ha dimenticato di dire che quello stile di vini valtellinesi autentici continua oggi con i vini di Pellizzatti Perego. Per quanto riguarda la degustazione dei bianchi spagnoli è vero che non mi sono fatto vedere in occasione della degustazione che il delegato A.I.S. di Sondrio Natale Contini ha organizzato su mia proposta, ma per un motivo molto semplice che sanno tutti, tranne il sor Annibale, ovvero che mia madre in quei giorni era stata sottoposta ad un intervento chirurgico e dovevo rimanere ad assisterla in ospedale. Quanto alla degustazione dell’11 gennaio dei vini di San Leonardo ai partecipanti alla serata, e a Natale Contini un commento sulla degustazione e sulle cose che ho detto. In quella occasione ho anche detto cose che qualche persona presente, magari legata a nota azienda valtellinese, non hanno fatto piacere e oggi ecco qui il Sor Annibale(che credo proprio di aver capito chi possa essere….) a cercare di buttare fango sul sottoscritto. Si vergogni e si riveli e non si nasconda dietro ad uno pseudonimo, “signore” !

  8. Caro signor Annibale, mi permetta di dirle che mi sembra alquanto banale la motivazione che lei accampa per giustificare il silenzio di Maule: se veramente il presidente del Consorzio non avesse nulla da nascondere, cosa gli costerebbe rispondere alle accuse di Ziliani – anche se, come dice lei, “l’ha già pesato” – per dimostrare chiaramente e una volta per tutte la loro falsità? Al contrario, questo prolungato silenzio, da parte di una persona più volte chiamata a dare delle spiegazioni e a cimentarsi in un confronto nel quale esporre la propria versione dei fatti, fa supporre che le accuse che le sono state rivolte abbiano colto nel segno. Ci si nasconde solo quando si è nel torto: infatti, come può vedere, il signor Ziliani non ha avuto difficoltà a ribattere alle insinuazioni da lei fatte sulla sua presunta scorrettezza. Infine vorrei chiederle se davvero ritiene possibile che Ziliani abbia fatto confusione tra la Pelizzatti e l’ar.pe.pe; io credo invece che lei abbia letto con troppa fretta e con superficialità l’articolo riguardante la degustazione, cosa che la invito ancora a fare con un po’ più di attenzione, per non farsene nuovamente sfuggire il senso.

  9. Né “bombe” né “bombardieri”: caro Ziliani cerchi altrove la mia identità, tra quelle persone che da una vita lavorano la terra, che magari non hanno fatto le scuole grandi come lei (che adesso se la critico o se le dico che ha sbagliato verità si arrabbia e da permaloso mi dirà di vergognarmi) e che, senza vergogna, ogni volta sperano sempre di conferire l’uva a un prezzo giusto per vivere. La porto da Negri, ve lo dico subito anche se con il passare delle stagioni devo sempre star lì a contrattare con capo, capetti e “bombardieri”. Insomma non è facile far di conto perché tutto quello che ho devo faticosamente guadagnarmelo. Vengo però al problema vero, quello della successione di Maule come lei spera. A chi lo diamo questo consorzio? Ai giovani che sono entrati in consiglio, che non alzano un dito contro il presidente e che quindi non hanno intenzione di cambiare? No, bocciati. Stesso discorso per il Meco che è già dentro la Provinea e che ha il suo bel da fare per convicere i colleghi che non l’ha fatto per vendere di più il suo vino agli italiani e agli svizzeri. No al Peppino che ha già lasciato parecchio in mano all’Aldo e che quindi, come gli altri giovanotti, non ha fatto una piega (è quello che è successo anche a Sandro Fay, grande amministratore cittadino ma incapace di guadagnarsi i consensi per l’elezione). E allora, signor Ziliani, che facciamo? Ce lo dica lei, dal suo trono fuori provincia ma da lì, per cortesia, non ci porti nessuno perché ne abbiamo già abbastanza dei nostri grandi e piccoli produttori per ingabolarci con qualche solone che il vino se lo fa regalare invece di comprarlo. Non se la prenda con me e non s’arrabbi, sono un umile coltivatore della terra e piegarsi tutti i giorni a lavorarla (lei forse non lo sa) è pesante. Un po’ di comprensione, un po’ di umiltà e qualche “vergogna” in meno visto che io di quel che faccio non mi vergogno.

  10. Sor Annibale, massimo rispetto per questo suo intervento che entra nel vivo dei problemi e corregge il tiro rispetto a quello precedente, dove (é per questo che le avevo risposto di vergognarsi) aveva cercato di mettere in dubbio la mia credibilità e fatto affermazioni che non rispondevano a verità.
    Ho grande rispetto per il lavoro dei viticoltori valtellinesi, per la loro dura fatica e penso che si meritino di essere rappresentati meglio da un Consorzio che faccia gli interessi di tutti e non solo di qualcuno. Ora al Consorzio, dopo un paio di anni di vacatio, hanno, così si dice, un direttore. Vedremo se le cose potranno cambiare, ma i problemi, come dice bene lei, dovete risolverli voi in Valtellina, senza attendere miracolistici interventi esterni che non servirebbero a nulla.

  11. Ma la nomina di Valentino Borzi a direttore e il ripescaggio di Pietro (?!?) Nera quale vicepresidente sono mosse pro o anti Maule?

  12. pro o anti Maule? Purtroppo finiranno per essere solamente (si fa per dire) mosse anti vini e consorzio tutela vini di Valtellina… rivogliamo Panont!

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