Turisti per cibo. Utili indicazioni golose di Martino Ragusa

Non nutro una particolare simpatia per la coppia di turisti itineranti Patrizio Roversi e Syusy Blady protagonisti di trasmissioni televisive come Turisti per caso e Velisti per caso proposte, per gli amanti del genere e della comicità non sempre trascinante del duo, agli spettatori di Rai Tre.

Eppure nonostante la scarsa predilezione per il duo bolognese, voglio ugualmente consigliarvi un libro che li vede come coautori, perché nonostante la presenza all’interno del volume, Turisti per cibo, edito da Calderini (431 pagg. 15,90 euro sito Internet) anche di cronache e raccontini di argomento gastronomico redatti, in giro per il mondo, da Roversi & Blady, questo “grand tour del buon mangiare” merita interesse e considerazione grazie alla presenza di una cospicua parte firmata da qualcuno che l’enogastronomia la mastica e la capisce, e che medico e psichiatra di formazione è poi diventato giornalista, autore televisivo, commediografo, umorista e scrittore.

Sto parlando di Martino Ragusa, il terzo autore di questo libro scritto a sei mani, che ci propone un’Italia del cibo golosa, curiosa, ricca di sapore, di straordinari artigiani, di fedeli custodi delle migliori tradizioni culinarie, di materie prime, squisitezze, attraverso una serie di lettere, ben documentate, con tanto di indirizzi, recapiti telefonici ed e-mail, inviate, dalla Valle d’Aosta sino alla Sicilia, ai due amici vagabondi in altri continenti.

L’itinerario che Ragusa ci propone è di quelli che gli eno gastroviaggiatori golosi prediligono, composto com’è di altrettante tappe ed excursus dedicati alla fontina, alla mocetta, al Blanc de Morgex valdostani, al pesto ligure, al pannerone di Lodi, al formaggio puzzone di Moena, al prosciutto di Sauris in Friuli, allo squisito strolghino al fiocchetto e alla vera coppa di Parma, ai pici senesi, al pecorino di fossa marchigiano, all’olio di Cartoceto, ai limoni d’Amalfi,alla giuncata di Andria, alla caciotta del Pollino, al caciocavallo silano, alla cipolla rossa di Troppa, al pane carasau o guttiau sardo, ai malloreddus, al passito di Pantelleria, ecc. ecc.

Ci sono poi tappe dedicate a singoli piatti tipici, dalla pappa col pomodoro toscana ai carciofi alla giudia laziali ai pansotti e alla cima alla genovese liguri, al brodetto marchigiano e altre ancora dove Ragusa ci propone, con il suo stile arguto, attento, divertito e simpatico, bei posti dove mangiare, (ristoranti e trattorie), dove dormire (quasi sempre agriturismi), dove effettuare gli acquisti delle cose buone che ci fa scoprire.

Se volete girare l’Italia non perdendo, regione per regione, l’incontro con le cose più tipiche da gustare, questo Turisti per caso è davvero un baedeker, una guida, una fonte di consigli pratici di quelli utili.

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