Brunello di Montalcino 2002: numeri che non tornano

Lo svolgimento di Benvenuto Brunello, l’annuale presentazione alla stampa e agli operatori italiani ed internazionali della nuova annata del Brunello di Montalcino, ha nuovamente riproposto all’attenzione un duplice interrogativo che da qualche tempo sta facendo discutere analisti e commentatori di cose vinicole. Qual’è il reale livello del millesimo 2002 che sta ora affrontando il giudizio dei mercati internazionali ? E inoltre, visto l’andamento non certamente felice dell’intera annata 2002, valeva davvero la pena, visto la prevedibile tiepida risposta da parte dei mercati, ai quali certa stampa specializzata aveva provveduto a comunicare che il 2002 era un anno da dimenticare, presentarsi sul mercato con questa annata ?

La partecipazione a Benvenuto Brunello ha offerto a chiunque che sia stato a Montalcino ed abbia assaggiato un considerevole numero di vini espressione del millesimo 2002 tutte le possibili chiavi di risposta ad entrambe le domande.

Le ha offerte anche a chi a Montalcino, in questa festosa occasione, non c’è stato, come ad esempio il responsabile dell’ufficio europeo della rivista statunitense Wine Spectator James Suckling, il quale reduce dalla degustazione dei Brunello 2002 tenutasi, ci racconta nel suo blog compreso nell’edizione on line della rivista, nel suo ufficio di San Giustino Valdarno in provincia di Arezzo dove vive, dichiara di “aver compiuto una delle peggiori degustazioni fatte per la rivista da lungo tempo a questa parte”. Una degustazione, così la definisce “scioccante. Molti dei vini erano diluiti e privi d’interesse e anche grandi nomi hanno ottenuto poveri risultati. Non mancano alcune eccezioni, ma in generale i circa 100 vini che ho avuto modo di assaggiare erano molto deboli”. Suckling riserva a questa annata uno score variante da 84 ad 89 centesimi, ed insiste sul fatto che i risultati siano stati per niente soddisfacenti. La sua conclusione è che la maggior parte dei produttori “venderanno i loro 2002 ad un prezzo inferiore al 2001 (che è stata una grande annata), ma non credo che molti riusciranno a farlo, a qualsiasi prezzo propongano i vini” e considerando che un Brunello di Montalcino attualmente viene venduto tra i 60 ed i 100 dollari sul mercato Usa. Secondo il giornalista pertanto “i più onesti produttori di Brunello sono stati coloro che hanno scelto di non imbottigliare e commercializzare i loro 2002. Perché mai i consumatori dovrebbero spendere quando la qualità è così povera ?”.

Questo il punto di vista di Suckling, ma in attesa di dire anch’io la mia sulla qualità dei Brunello di Montalcino 2002 (che purtroppo, per motivi di tempo, sono stato a Montalcino solo sabato 24 febbraio e qualche ora la domenica 25, non ho potuto assaggiare nella loro totalità preferendo concentrare la mia attenzione su tutti i Brunello riserva 2001 disponibili in degustazione), vorrei proporre, a corollario dell’interrogativo se bisognava o meno produrre o rinunciare a produrre il Brunello 2002, un altro, credo più importante, interrogativo, molto meno filosofico e più concreto: ma quante bottiglie e da parte di quali aziende sono state effettivamente prodotte ? La risposta al momento attuale sembra avvolta nel mistero. Anche se il comunicato stampa ufficiale della manifestazione testualmente afferma che “Il Brunello annata 2002 sarà un Brunello quantitativamente “dimezzato” (-50%),. Prodotte circa 3 milioni di bottiglie (poco più della metà del potenziale produttivo di Montalcino). Molte, infatti, le aziende, tra le circa 146 che parteciperanno all’edizione di “Benvenuto Brunello” 2007, che hanno deciso di non produrre il Brunello 2002, unanimemente riconosciuto come un millesimo difficile (due stelle su cinque, secondo il rating del Consorzio del Brunello di Montalcino)”, la realtà dei fatti appare diversa.

Al banco d’assaggio del Benvenuto Brunello 2006 sono state difatti ben 110 su un totale di 146, ovvero una percentuale del 73 per cento, le aziende che hanno presentato in degustazione e quindi hanno prodotto Brunello di Montalcino dell’annata 2002. Un risultato sorprendente e superiore a qualsiasi aspettativa e alle dichiarazioni fatte in diverse occasioni dal Consorzio e dal mondo produttivo, dichiarazioni che lasciavano legittimamente pensare che alla prova del mercato con il Brunello 2002 si sarebbe presentata una minoranza e una larga maggioranza di aziende.

Ma quante sono, accidenti, in totale le bottiglie prodotte ? Il comunicato stampa parla di circa tre milioni di bottiglie, ma a Montalcino, domenica mattina, a questa precisa domanda il direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino Stefano Campatelli ha risposto parlandomi di “quattro milioni e trecentomila bottiglie”, cifra poi confermata via sms, che sarebbero addirittura di più, 4 milioni e seicentomila, secondo quanto mi ha dichiarato un altro produttore, Adriano Rubegni del Podere La Vigna, che fa parte del Consiglio direttivo del Consorzio.

In attesa di vederci chiaro attraverso questi numeri discordanti e di avere il numero ufficiale delle bottiglie di Brunello di Montalcino annata 2002 effettivamente prodotte, ho pensato di offrire un contributo alla verità e di aiutare gli appassionati di Brunello a capire il legittimo orientamento delle aziende in questa particolare occasione, facendo un conteggio empirico basilare e basandomi su un documento ufficiale, ovvero il numero di bottiglie di Brunello 2002 dichiarato da ognuna delle aziende che l’hanno prodotto e presentato in degustazione compreso nel catalogo del Benvenuto Brunello 2007.

La tabella che pubblico a corredo e che ho disposto in ordine decrescente per numero di bottiglie dichiarate mi ha dato un totale di 2.693.027 pezzi, una cifra sensibilmente inferiore ai circa tre milioni assicurati nel comunicato e soprattutto ai quattro milioni e trecentomila di cui mi ha parlato, confermandomelo via sms, il direttore Campatelli. All’appello mancano un milione e seicentomila bottiglie, non una bazzecola.

Ma chi le ha prodotte, tutte aziende (potremmo conoscere i loro nomi, per favore ?) che non hanno ritenuto presentare i loro vini a Benvenuto Brunello ? Aggiungiamoci pure le seimila potenziali bottiglie di un 2002 davvero fantastico, ovvero l’equivalente della botte dove Gianfranco Soldera sta ancora facendo riposare, a Case Basse, il suo fantastico, incredibile, perché completamente diverso e fuori sincrono rispetto a tutti i 2002 che ho avuto modo di degustare, Brunello annata 2002, ma il milione e mezzo e rotti di bottiglie mancanti all’appello a chi vanno attribuite, ci sono davvero, che fine hanno fatto ?

Una sola cosa appare chiara e indiscutibile, ovvero che 14 aziende che dichiarano una produzione minima di almeno cinquantamila bottiglie totalizzano da sole oltre 1,6 milioni di pezzi, che Banfi si conferma, anche con l’annata 2002, il produttore quantitativamente più importante, seguito a distanza da Col d’Orcia, Cantina di Montalcino e Tenute Silvio Nardi e che le aziende che hanno prodotto un numero di bottiglie ridotto, inferiore ai diecimila pezzi, sono circa una sessantina su 146.

Per concludere, discutiamo pure, se la cosa ci diverte, se riteniamo sia la cosa più importante, del livello effettivo dell’annata 2002, interroghiamoci se valesse davvero la pena, da un punto di vista commerciale e d’immagine, produrre anche nel 2002 non un vinello qualsiasi, ma un vino del blasone e della notorietà internazionale del Brunello di Montalcino, ma prima, per favore, fateci sapere a quante bottiglie di questo Brunello 2002 ci si trovi di fronte e soprattutto, cari amici produttori e amici del Consorzio del Brunello di Montalcino, fateci conoscere i numeri esatti, please, fate tornare i conti

Azienda Bott. dichiarate

Banfi

324000

Col d’Orcia

210000

Cantina di Montalcino

194930

Tenute Silvio Nardi

140000

Barbi

120000

Casigliano

120000

Castelgiocondo

110000

Il Poggione

100000

La Lecciaia

64000

Canneta

62373

Casisano Colombaio

58000

Argiano

56000

Agricola Centolani Tenuta Friggiali

51000

Tenimenti Angelici

50000

La Poderina

44100

Bartoli Giusti Tenuta Comunali

40000

Ciacci Piccolomini

35000

Altesino

30000

La Velina

30000

Marchesato degli Aleramici

30000

Poggio Il Castellare

26600

Tenuta Caparzo

23000

Tenuta Oliveto

23000

Tenuta Vitanza

22496

Castiglion del Bosco

22000

Agricola Centolani Pietranera

20000

Cantine Bonacchi

20000

Collosorbo

20000

La Togata

20000

Il Marroneto

19627

Quercecchio

19000

La Pescaia

18000

San Filippo

18000

Fanti

17000

Abbadia Ardenga

16000

La Fiorita

16000

Sesti

16000

Villa a Tolli

15000

Tenuta di Sesta

15000

Crocedimezzo

13500

Agricoltori Chianti Geografico

13000

Castello Romitorio

13000

La Gerla

13000

Pinino

12900

Pietroso

12800

Agostina Pieri

12000

Poggio San Polo

11500

Scopone

10900

Caprili

10666

Casanuova delle Cerbaie

10500

Il Colle

10000

La Mannella

9000

Canalicchio di Sopra

8926

Il Palazzone

8458

Terralsole

8333

Baricci

8000

Belpoggio

8000

Pacenti Franco Canalicchio

8000

Terre Nere di Campigli

8000

Il Forteto

7900

Capanna

7816

Uccelliera

7700

Pian delle Querci

7640

Brunelli

7500

Tizzi

7330

Pentolaio

7000

Il Paradiso di Manfredi

7000

Tenuta San Giorgio

6832

Citille di Sopra

6700

Il Poggiolo

6300

Lucani

6200

Il Paradiso di Frassina

6100

Palazzo

6000

Pian dell’Orino

6000

Salicutti

6000

San Carlo

5866

Fossacolle

5749

Ferrero

5400

Ferro

5333

Tenuta Le Potazzine

5333

Villa Le Prata

5000

Cupano

5000

Villa I Cipressi

5000

Maté

4800

Solaria

4800

San Polino

4700

Innocenti

4500

La Serena

4500

Padelletti

4500

Pecci Celestino

4400

La Colombina

4133

Capanne Ricci

4000

Collemattoni

4000

Fornacella

4000

Sesta di Sopra

4000

Talenti

4000

Poggio dell’Aquila

3800

Verbena

3500

Lambardi

3333

SassodiSole

3333

Podere la Vigna

3200

Fattoi

3000

Le Gode

3000

Tenuta La Borraccia

3000

Tornesi

2600

Collelceto

2500

Lazzaretti

2000

La Fornace

1900

Belluria

1500

L’Aietta

720

Totale

?

0 pensieri su “Brunello di Montalcino 2002: numeri che non tornano

  1. Ciao Franco,
    non nego che avrei avuto il piacere di incontrarti in quei due giorni che sei stato qua, sono più bravo a voce che a scrivere.
    Hai fatto una bell’analisi in questo articolo ma tieni presente due cose una che i numeri nel catalogo sono forniti dalle singole aziende e il consorzio non le può verificare, non dipende dagli ettolitri in cantina ma da quello che uno ha intenzione di produrre(l’eventuale eccedenza o mancanza è giustificata dal fatto che puoi ho comprare vino o venderlo) e l’altra cosa è che anche qua ci sono ditte che imbottigliano e basta e in un’anno come il 2002 hanno fatto man bassa ha prezzi ottimi.
    Ciao Luciano

  2. Immagino che il consorzio sia in grado di valutare quante siano le reali bottiglie prodotte, almeno dagli affiliati e da chi ha presentato l’annata in degustazione.
    Io so, ad esempio, che Podere Paganico che non c’era ha prodotto circa 2000 bottiglie di 2002 (fra l’altro molto buono).

  3. Come nei anni precedenti, ho trovato dei sbagli di vario genere sul catalogo ufficiale del Benvenuto Brunello che erano decifrabili durante gli assaggi dei singoli vini(anche se sono riuscita a “curiosare” soltanto tra le Riserve 2001 lasciando ai altri le feroci discussioni sui Brunelli 2002). Comunque complimenti per la tenacia nella ricerca della verità (in quel mondo pieno di meravigliose bugie alle quali spesso siamo costretti di credere, per non impazzire).
    Joanna

  4. il consorzio non può non sapere quante bottiglie di vino vengono imbottigliate, perchè almeno un giorno prima di imbottigliare, ciascun produttore, deve comunicargli il numero e la pezzatura delle stesse e, conseguentemente a gennaio del 5° anno dalla vendemmia “dovrebbero” esserci le fascette DOCG rispondenti a ciascuna dichiarazione fatta in precedenza se sono stati fatti i giusti calcoli; se il consorzio non sà quante sono………….

  5. Qualche considerazione sull’interessante articolo del Sig. Franco a proposito dei “conti che non tornano”; effettivamente credo si faccia un po di fatica a conoscere l’esatto numero delle bottiglie di Brunello immesse sul mercato, visto che i cosiddetti “imbottigliatori” non consorziati, si danno assai da fare con la distribuzione. Se consideriamo che nella sola provincia di Verona, i supermercati pullulano di bottiglie di Brunello ascrivibili ad aziende che non risultano consorziate (fra tutte l’Alessandro III di Cecchi e il Brunello Melini, ma non dimentichiamo ad es. Baroncini di San Gimignano anche se quest’ultimo non lo si trova nei supermarket) ci si rende facilmente conto come la distribuzione di Brunello da parte di cotali realtà debba per forza di cose ammontare a svariate decine di migliaia di bottiglie….Cosa ne pensate? Saluti Davide

  6. Chiedo venia ma, a seguito di ulteriore verifica, il Sig. Baroncini da me citato, non è un imbottigliatore ma un produttore con l’etichetta Poggio Il Castellare.In realtà, in quel di San Gimignano esiste un vero imbottigliatore, di cui non rammento il nome, che utilizza bottiglie con etichetta nera e scritta dorata (invero molto elegante). Avevo anche acquistato dei prodotti ma sinceramente sono trascorsi molti anni. A proposito del Brunello Solaria di patrizia Cencioni; qualcuno lo ha assaggiato? Me ne hanno parlato molto bene!! Davide

  7. salve, l’ articolo in se non è male, ma se io fossi un giornalista, invece di porre domande cercherei di dare delle risposte,
    punto1
    se invece di andarsi a bere le riserve del 2001 (oltretutto ancora cosi chiuse che non so cosa uno ci possa capire) si fosse preso la briga di andarsi ad assaggiare qualche brunello 2002, avrebbe trovato delle chicche veramente interessanti con il vantaggio che costando meno vale la pena di mettersele in casa, sicuramente non a lungo termine, ma per i prossimi 3/5 anni è sempre un bel bere
    punto 2
    tornando a quello scritto da davide, è verissimo che in giro per l’ italia ci sono delle etichette di brunello praticamente sconosciute a montalcino, per cui la differenza delle bottiglie a cui non si sa dare
    la risposta è semplicissima, molti produttori hanno preferito non mettere in vendita il brunello con le loro etichette, ciò significa che lo hanno prodotto e poi venduto con regolare certificato a delle aziende che vendono poi il brunello con nomi di fantasia, ecco la risposta che il giornalista deve dare.
    piccolo consiglio, nella fascetta del consorzio sulla bottiglia di brunello ci sono i numeri di serie tipo AAA 76858548 con questo numero è possibile rintracciare nel sito
    consorziobrunellodimontalcino.it l’origine del brunello
    punto 3
    ormai molte “riviste specializzate” ed “esperti”
    pseudoenologici trovano molto divertente criticare a tempo perso invece di spiegare alla gente cosa valga la pena di bere, il consumatore finale deve
    cominciare a capire, non puoi pretendere di pagare fiat e guidare mercedes, tutti vogliono spendere il meno possibile e bisogna passare prima dalle fregature per stare poi più attenti,
    ciao a tutti e buone bevute
    p.s. per davide
    la signora baroncini e il produttore di san gimignano sono la stessa azienda, il brunello di solaria è tra quelle chicche che dicevo prima
    ciao
    pietro

  8. Ma dai… Il Consorzio non sa quante bottiglie di Brunello escono sul mercato? E chi dovrebbe saperlo? Ziliani? E chi dovrebbe comunicarlo? Mia nonna? Il gatto con gli stivali? Lo smemorato di Collegno? Contiamo le fascette DOCG? La rintracciabilità? Ma per favore… Siamo peggio dei turchi che non vogliamo in Europa. Peggio.

  9. ALLORA…. CERCO, E RIBADISCO IL CERCO, DI VENDERE VINI DI ALTO LIVELLO E SOPRATTUTTO QUELLI “NON FIGLI DELLA PROPAGANDA” O DELLE “FALSE MODE”, MA….E’ DURA!
    I MOTIVI, ALMENO ALCUNI, SONO PIU’ O MENO A ME COMPRENSIBILI, CIO’ CHE PERO’ MI FA DAVVERO SPECIE E SE VOGLIAMO “RABBIA” E’ CHE , TANTI SITI, TANTI BLOG(COMPRESO QUESTO), TANTI CONOSCITORI O PSEUDO TALI E POI…..BOOOHH!!!
    CERCHI UNA COSA E NE TROVI 1000 ALTRE E NON QUELLA!
    GIUDIZI/DEGUSTAZIONI ETC, SU VINI O CANTINE E….SEI NEL LIMBO DELL’INIZIALE INGNORANZA( E TU SPERAVI DI ESSERE ILLUMINATO DA QUESTI”ESPERTI”!!!)
    INSOMMA, TEMPO PERSO, CRITICA DA PENSIONATI(SU BLOG E SITI INTENDO), CASALINGHE MEGLIO INFORMATE(DIO LE RINGRAZI DI ESISTERE) , ….NULLA DI “V E R A M E N T E” UTILE!
    GRAZIE DELL’ATTENZIONE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *