Donne giudici unici in un concorso enologico al femminile in California

Dal 13 al 15 marzo a Santa Rosa in California si é svolto un Concorso enologico destinato a segnare una svolta nel costume e nella storia dell’apprezzamento del vino negli Stati Uniti. E’ già ben noto che le donne acquistano una larga percentuale del vino che quotidianamente viene comprato in negozio negli Stati Uniti, ed è notorio che negli States, come nel resto del mondo, con l’unica eccezione del Regno Unito, dove numerose donne sono master of wine e influenti opinion leader (da Jancis Robinson a Serena Sutcliffe a Rosemary George) sono critici del vino uomini ad influenzare mercato e appassionati, ma è la prima volta che ci si trova di fronte ad una National Women’s Wine Competition, ad un cimento enologico riservato alle donne.

In questo concorso a giudicare i vini in gara, 1800 provenienti da tutti gli States, sono state esclusivamente esperti e giudici donne, all’insegna dello slogan “Wine Women Want”, i vini che vogliono le donne. Nella National Women’s Wine Competition era prevista anche la presenza di una categoria di vini prodotti da donne winemaker. Gli organizzatori hanno dichiarato tra gli obiettivi di questa manifestazione quello di dare coraggio e consapevolezza alle donne al loro approccio al vino e di segnare una svolta per il mondo della produzione e dell’apprezzamento del vino che continua ad essere profondamente maschile. “Le donne vogliono un riconoscimento – affermano gli organizzatori – e vogliono esprimere un loro punto di vista sul vino e contribuire”, con iniziative come questa, cui farà seguito ad aprile a Monaco un Concorso enologico internazionale femminile, “alla formazione e affermazione di una nuova categoria di donne critici del vino”.

Ma esiste davvero una differenza sensibile tra palato maschile e palato femminile ? Linda Bisson, professore presso il wine department della University of California, a Davis, afferma di non aver mai riscontrato nei suoi anni d’insegnamento una vera differenza tra gusto maschile e gusto femminile, anche se concorda sull’opportunità di portare un numero sempre maggiore di donne a giudicare i vini. Anche Leslie Sbrocco, autrice del celebre volume Wine for Women, non si spinge a parlare di un palato diverso a seconda del sesso, ma non nega che tra uomini e donne ci siano differenze: “non è il palato diverso, è la prospettiva femminile nei confronti dei vino a differenziarsi”.

L’idea del Concorso enologico al femminile, come ricorda una delle organizzatrici, Lea Pierce, membro dell’Associazione Women for Wine Sense, è nata durante una conversazione sul vino e dalla consapevolezza di quante donne siano effettivamente coinvolte, a diverso titolo, nel mondo della produzione vinicola negli Stati Uniti. Sin dall’annuncio del Concorso i consensi, da parte delle donne, non sono ovviamente mancati, a tal punto che nell’organizzazione dello stesso sono state coinvolte personalità di spicco quali Margrit Biever Mondavi, moglie del celebre produttore californiano Robert Mondavi, e Kathryn Walt Hall, nominata nel 1997 dal presidente Bill Clinton ambasciatrice americana in Austria e produttrice nella Napa Valley. Siamo curiosi di sapere, a concorso effettuato, quali saranno i risultati conseguiti e se l’obiettivo primario di dimostrare “che quello che le donne pensano sul vino è giusto e che esistono tantissime donne dotate di ottimi palati in grado di consigliare vini ad altre donne” sarà stato perseguito.
Una cosa è certa: le donne del vino vogliono un riconoscimento e “tanta gente desidera sapere quello che le donne del vino pensano e desiderano”. Soprattutto gli uomini…

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