E’ ufficiale: Valentino Borzi nuovo direttore del Consorzio Vini Valtellina

Non cercatene traccia, perché non c’è ancora mentre scrivo, sul sito Internet del Consorzio tutela vini di Valtellina, ma come avevamo già anticipato circa due settimane fa, il Consorzio stesso ha provveduto alla nomina del suo nuovo direttore, nella persona di Valentino Borzi, ventottenne nativo dell’Aprica, da otto anni dipendente del Consorzio con responsabilità per il piano dei controlli e da un paio d’anni, dopo il passaggio di Carlo Alberto Panont, ex direttore, al Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, nominato coordinatore.

La notizia, che evidentemente non è ritenuta abbastanza importante da essere comunicata sul sito Internet del Consorzio, e che, ovviamente, a me non è stata comunicata tramite i canali ufficiali, la si può invece leggere sul portale Internet valtellinese Valtellina on line che con il titolo di “Valentino Borzi nuovo direttore del Consorzio vini” comunica al popolo del vino valtellinese e agli interessati la novità e l’importante incarico assegnato, “nel segno della continuità” viene detto, “dopo un periodo di riflessione” e di vacatio che in verità è durato alcuni anni…

A Valentino Borzi, che non conosco, il sincero augurio di buon lavoro e di inaugurare, come nuovo direttore del Consorzio, un nuovo più trasparente e aperto stile di comunicazione. Rivolta anche a chi, relativamente al Consorzio e all’andamento del mondo del vino valtellinese, non si allinea a ripetere in maniera rassicurante che “tutto va bene, madama la marchesa”…

0 pensieri su “E’ ufficiale: Valentino Borzi nuovo direttore del Consorzio Vini Valtellina

  1. “…a me non è stata comunicata tramite i canali ufficiali…”

    Ma come? Nessuno le ha mandato un paggetto con pergamena autentica e ceralaccata, oltre alla testa di Maule su un vassoio d’argento?! Che offesa!

  2. Ridere fa bene alla salute, ma a mio modesto parere qui di ridicolo c’è solo l’ammuìna-nomina del giovin Borzi. Non lo conosco e spero che non sia così… ma secondo me gli alti papaveri della Valtellina se lo mangiano. Anzi, se lo bevono.

  3. Attenzione! I papaveri sono quelli che credono di conoscere la Valtellina e il suo consorzio di tutela vini, ma che in realtà non conoscono nemmeno il coordinatore del consorzio stesso. E’ come parlare di calcio senza saperne le regole. O come parlare di calcio quando si tifa inter.

  4. Se Borzi è cresciuto all’ombra di Panont qualcosa avrà pure imparato e se il Consiglio lo ha scelto sarà perché, in anni di lavoro, ha saputo pesare le sue qualità: lasciamolo quindi lavorare, di certo non sarà istrionico e vulcanico come il suo predecessore, ma al fianco ha uomini che possono aiutarlo a non sbagliare (e di sicuro spenderà anche meno). In più, mi sembra un’altra positiva mossa di quello svecchiamento dell’apparato che era già cominciato con la nomina dell’ultimo direttivo. Quindi se è questa la via intrapresa dal presidente Maule, ben venga: piena fiducia sul suo operato (e lo dice un viticoltore valtellinese e non uno che pontifica dal suo scranno di legno di rovere)

  5. Complimenti per i commenti che confermano come nel mondo del vino valtellinese siano tutti (o quasi) allineati e coperti.
    Quando in un Consorzio normale si verifica un evento tipo la nomina di un nuovo direttore, il Consorzio normalemente emette un comunicato e lo diffonde alla stampa. A tutti, non scegliendo amici e “nemici”. Volevo dire che a me, ovviamente, non é stato inviato alcun comunicato e non so nemmeno se sia stato invitato ad altri giornalisti… tutto qui

  6. Franco, se avessero scelto un ragazzo di 28 anni per poterlo manovrare hanno forse fatto un errore. Non conosco direttamente Borzi, ma quando uno si e’ occupato di controlli per otto anni ha certamente una mentalita’ non incline facilmente ai compromessi ed agli inciuci. E poi viene dall’Aprica. Sei stato qualche volta su al passo? Hai visto dove abita la gente lassu’? Puoi ben immaginare come si viva duramente lassu’ e cosa significhi fare il pendolare, quindi penso che il ragazzo le palle dovrebbe averle al posto giusto. Io un po’ di speranza non la butterei via, percio’ unisco anche i miei ai tuoi sinceri auguri di buon lavoro. Una forte stretta di mano come buon viatico dunque a Valentino Borzi, con tante speranze. Della Valtellina dove abito io se ne parla molto, moltissimo, c’e’ un forum aperto da pochi giorni con gia’ una quarantina di interventi (ma e’ privato, percio’ dall’Italia non hai accesso, comunque il giornale e’ http://www.gazeta.pl) di importatori e negozianti, percio’ dobbiamo davvero sperare.

  7. Ma perchè quelli non allineati non alzano la mano e non si schierano al suo fianco, dottor Ziliani? Se qualcuno c’è (e non lo fa) vuol dire che non ha il coraggio che, a sentirla, proprio a lei non è mai mancato. Ma in Valle, di gente con lei, per adesso non pare esserci ombra.

  8. A seguito della nomina a Direttore del Consorzio, Borzi afferma: “…spero di soddisfare le esigenze degli associati e di dare continuità all’iter che ha portato ad una progressiva crescita dell’immagine dei vini a Denominazione d’Origine Valtellina”. Piccola ricerca di mercato autogestita: se parli di Valtellina Superiore fuori dai confini lombardi ti guardano strano. Parlo del consumatore indefinito, della “gente”, non degli addetti ai lavori. E all’estero? Non ne parliamo. Anzi, non ne parla nessuno. Mentre conoscono bene il Barolo, il Brunello, perfino il Franciacorta! Il Nero d’Avola e il Sirah hanno più “brand awarness” del Valtellina. E mi sa anche il Bardolino. Il Bardolino!! Egregio Direttore Borzi, l’immagine del Valtellina Superiore è ancora tutta da costruire. Tutta. Quindi, in bocca al lupo (inteso come augurio, non riferito a situazioni specifiche…).

  9. Dall’ “estero” escluderei gli svizzeri, che di Valtellina Superiore sono formidabili ingollatori e conoscitori (nel disciplinare hanno – o avevano – addirittura diritto a una menzione speciale, Stagafassli, espressamente per il loro mercato).

  10. Buonasera,
    in realtà in Valtellina sono molti non contenti di parte dell’operato del consorzio di tutela, ed il fatto che non si espongano in questo blog è perchè non pensano che così facendo si possa risolvere qualcosa. La chiusura del consorzio alla discussione e l’esclusione del Sig.Ziliani da possibili incontri di chiarimento sulla questione la testimonianza.
    Avendo a cuore il futuro dei vini di Valtellina, invito il Sig.Ziliani ad approfondire ulteriormente la questione, questo perchè non vada a morire la speranza d vedere un VERO ringiovanimento con un conseguente radicale cambiameto della cariche consortili. Ma per approfondire la questione non bisogna perdere di vista che cosa è il consorzio, da chi è formato NELLA SUA TOTALITA'(Viticoltori associati:1070, Aziende vitivinicole: 12, Case Vinicole: 15, Cantina cooperativa: 1), chi dovrebbe rappresentare, come dovrebbe farlo(si guardi a come si elegge il consiglio-vedi deleghe).

    Un sincero augurio a Valentino Borzi: di rimanere al di sopra delle parti, almeno lui, lavorando durante il suo mandato prima sull’uva..poi sul vino.

  11. precisazione doverosa per “ab” e per quanti altri leggono. E’vero che c’é stata una sorta di chiusura difensiva del Consorzio alla discussione con il sottoscritto, ma non sono stato escluso “da possibili incontri di chiarimento sulla questione” vino in Valtellina. Sinora, come ho già scritto, é solo accaduto che l’invito a partecipare ad una degustazione organizzata da un produttore valtellinese mi venisse revocata, perché diventato improvvisamente “persona sgradita” (non si capisce bene se a quel produttore oppure ad altra persona che in tal modo si voleva compiacere..). Può darsi che in futuro, nel caso in cui venga invitato a partecipare a qualche dibattito, o convegno, qualcuno decida di fare pressioni su altri invitati perché non diano la loro disponibilità a partecipare nel caso io sia presente alla discussione, sempre nel tentativo di isolarmi, ma non credo che questi tentativi, veramente squalificanti, avrebbero grande successo. Quantomeno su persone serie e dotate di orgoglio e dignità, non su quaraquaquà pronti ad obbedire agli editti bulgari di qualche “emiro”…

  12. credo che l’accostamento di Borzi a Panont, anche se solo come suo ex collaboratore, sia veramente fuori luogo per formazione, capacità comunicative e immagine. Mi piacerebbe davvero sapere il commento di Panont su questa nomina che tra la’altro in provincia di Sondrio non riscuote quasi nessun interesse e pochi commenti favorevoli (sinceri) tra le case vinicole

  13. …certo che l’accostamento di Borzi a Panont è veramente fuori luogo:
    il primo è uno che lavora in silenzio mettendoci l’anima e portandosi a casa le briciole lasciate dal faraone..
    Il secondo beh..cacciato dalla Franciacorta, strapagato in Valtellina e voluto dalla solita cricca, venditore di fumo per eccelenza con tanto di ufficio stampa per farsi correggere e scegliere le sue foto da pubblicare.
    Detentore assoluto di perle come: io vi do scatole vuote da riempire! (vedi Provinea)
    Per carità non paragoniamo l’uomo della “voragine” con chi cerca di metterci una pezza con serietà.

  14. sarà…
    Panont ha al suo arco alcune “garantite” portate a casa e un sicuro talento. Che talenti può vantare Borzi? E la sua formazione? Suvvia non siamo ridicoli. Comunque girano voci che Maule questa nomina l’abbia osteggiata il più possibile quindi, se son rose fioriranno

  15. Concordo con Manu: lasciamo lavorare Borzi in pace e se avrà carattere, personalità, capacità, come si dice, bene, allora queste qualità emergeranno sicuramente. Io gli ho fatto sinceramente, e non conoscendolo di persona, i migliori auguri di buon lavoro e penso che non si aiuti Borzi a farlo tirando in ballo Panont, che ha avuto i suoi pregi e i suoi limiti nella sua azione alla direzione del Consorzio. Panont rappresenta un momento della storia del Consorzio speriamo che a Borzi le circostanze consentano di inaugurarne e di segnarne, con un lavoro serio e non spettacolare, un altro importante

  16. Concordo con Lei Ziliani. Lasciamolo lavorare, ma far guidare un cieco in autostrada, purtroppo non può che causare incidenti.

  17. ..meglio un cieco che va tutti i giorni avanti e indietro dal passo dell’Aprica con la punto che un agronomo che sta in albergo a nostre spese.

  18. Speriamo che adesso gli diano pero’ un’auto di rappresentanza un po’ piu’ solida, veloce e di moda, visto che per fare il Direttore di un Consorzio simile va bene sia il carattere montanaro che la capacita’ di fare sacrifici, ma bisogna anche aprire molto gli orizzonti mentali, avere una grande ambizione sia a vantaggio del consorzio che proprio, comportarsi con grande signorilita’ ad alto livello. Si puo’ iniziare a farlo anche in punto, senza lussuosi doppiopetti e cravatte, perche’ soprattutto occorre onesta’ intellettuale, ma poi conta sempre di piu’ anche una certa presentabilita’ della persona (il nome ce l’ha gia’… Valentino!), perche’ apre molte porte anche degli ambienti dove purtroppo ti giudicano ancora per la macchina che parcheggi sotto la finestra del titolare di un’azienda e da quello vieni gia’ pesato prima ancora di ottenere un colloquio…

  19. Lasciando perdere, perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa, la presentabilità delle persona richiesta dall’incarico ricevuto, non mi è chiara una cosa delle considerazioni di Manu, che sta perorando con convinzione la causa del Borzi.
    Manu infatti accusa Panont di essere “l’uomo della voragine”, “venditore di fumo per eccellenza con tanto di ufficio stampa” (che immagino sia lo stesso che oggi affianca il neo direttore), ma lo stesso Borzi cita la professionalità di Panont come elemento positivo nello scarno, e ritardato fino all’ultimo, comunicato che annuncia la nomina, tra l’altro all’interno di un comunicato di servizio (forse l’ufficio stampa non condivide del tutto la nomina?) dicendo: “E’ un incarico importante, non facile, ma con l’esperienza acquisita nel corso degli anni lavorando a fianco del dottor Panont, spero di soddisfare le esigenze degli associati” quasi a volere rassicurarli che non è stato nominato il signor nessuno, ma uno che è stato vicino a Panont ed ha imparato da lui.
    Quindi o Panont è quello che dice Manu e Borzi non può che essere una sua copia in miniatura, o Borzi mente perchè non avendo nessun elemento di merito e talento particolare in generale doveva pur inventarsi qualcosa per giustificare la decisione del Consiglio che nasconde qualcosa (magari proprio il ritorno di Panont), oppure la dichiarazione di Borzi è stata inventata (sempre l’ufficio stampa?). Comunque Manu nella suo commento non si è accorta che il Borzi la sta contraddicendo.

  20. IN VALTELLINA, NEL VERSANTE OROBICO MEN VOCATO ALLA VITICOLTURA, SI USA DIRE CHE > DI CONSEGUENZA CERCHIAMO DI FAR PASSARE QUESTO PRINCIPIO, SOTTO FORMA DI DETTO POPOLARE, ANCHE PER L’ALTRO VERSANTE, QUELLO VOCATO ALLA PRODUZIONE DELL’UVA E DIAMO TEMPO AL BUON BORZI, CHE… NON SARA’ DI SICURO UN GRAN ORATORE ED UN UOMO D’IMMAGINE MA E’ SICURAMENTE UNA PERSONA PREPARATA ED IN QUESTA DIFFICILE FASE I CHIACCHERONI E LE PRIME DONNE NON SERVONO E FORSE NON SERVIVANO NEMMENO IN PASSATO, QUANDO SEMBRAVA CI FOSSERO LE VACCHE GRASSE ED INVECE SI MUNGEVANO GLI ASINI.
    CREDO CHE L’OPERATIVITA’ SILENZIOSA DEL VALENTINO NAZIONALE SIA NECESSARIA PER RAMMENDARE E RIDARE CREDIBILITA’ AL CONSORZIO…PERCIO’CARO VALENTINO LAVORA SENZA PAURA E NON CALARE I PANTALONI A NESSUNO !!!!!
    INOLTRE SPERO CHE NEL GIRO DI BREVE IL CONSORZIO SI DOTI DI UN VERO UFFICIO STAMPA E CHE SI FACCIA PULIZIA DI QUEI LOSCHI FIGURI CHE SI SPACCIANO PER COMUNCATORI ED INVECE L’UNICA COMUNICAZIONE CHE AMANO FARE E’ QUELLA SUSSURRATA A MODI RUFFIANISTICI NELLE ORECCHIE DEL PRESIDENTE…

    P.S MANU PREPARA LA BOTTE CHE VOGLIO L’ASSAGGIO.

    UN SALUTO AL DOTT. ZILIANI CHE HA SFIDATO IL GIGANTE E L’HA AZZOPPATO….SPERO CHE LA DELUSIONE LE PASSI E CHE RITORNI A PARLARE DELLA VALTELLINA E DEI VALTELLINESI ,COME HA GIA’ FATTO, ANCHE PER LE COSE BUONE CHE SANNO PRODURRE.

  21. SI USA DIRE CHE “LE PIANTE SI CONTANO IN FONDO AL BOSCO”…..
    IL BLOG SI E’ MANGIATO IL PASSAGGIO CHIAVE…

  22. amo il rocce rosse (anche se ama un pò meno l’italiano corretto) conferma le voci di un dissidio – invidia tra il neo direttore e l’ufficio stampa. Se son rose fioriranno

  23. Forse ‘Amo il Rocce Rosse’ espone qualche sfilacciatura grammaticale, però parla chiaro: “SPERO CHE NEL GIRO DI BREVE TEMPO IL CONSORZIO SI DOTI DI UN VERO UFFICIO STAMPA E CHE SI FACCIA PULIZIA DI QUEI LOSCHI FIGURI CHE SI SPACCIANO PER COMUNCATORI E INVECE L’UNICA COMUNICAZIONE CHE AMANO FARE E’ QUELLA SUSSURRATA A MODI RUFFIANISTICI NELLE ORECCHIE DEL PRESIDENTE…” Parla chiaro e beve bene. Quindi l’auspicio è che voglia intervenire ancora sulle valtellinose questioni per aggiornare la variegata platea zilianiana (sabato ho acquistato un Grumello Rocca De Piro 2000 Ar.Pe.Pe e resistendo alla tentazione di berlo a Pasqua l’ho cantinato… dicono che possa invecchiare anche più di 10 anni… benedetta Isabella!).

  24. CARO FABIO,
    A PARTE QUALCHE VIRGOLA DIMENTICATA E LE “MASTICATE DELLA TASTIERA”,OLTRE ALLA FRETTA DI ESPRIMERE IL MIO PARERE, NON VEDO GROSSI ERRORI GRAMMATICALI. MI PARE DI AVER CHIARITO, CON IL SECONDO POST, IL CONCETTO.
    MI FA PIACERE CHE TU SIA ATTENTO NELLA CORREZIONE DELLE BOZZE …PERCHE’ NN TI PROPONI PER L’UFFICIO STAMPA DEL CONSORZIO??!!!
    COMUNQUE, SCHERZI A PARTE, NON MI PARE DI AVER DETTO CHE IL VALENTINO NAZIONALE NON VADA A NOZZE CON L’ATTUALE ADDETTO STAMPA….QUESTA E’ UNA TUA DEDUZIONE……IO HO SEMPLICEMENTE ESPRESSO IL PARERE DI MOLTI.

    CARO POLDO WINE COMPLIMENTI PER L’OTTIMA SCELTA, CONSIDERA CHE AR.PE.PE HA “TIRATO IL COLLO” A BOTTIGLIE CHE AVEVANO 60 ANNI (VEDI RECENSIONI DI ZILIANI)INOLTRE AGGIUNGEREI BEATO MANUELE VISTO CHE ANCH’ESSO SI OCCUPA ATTIVAMENTE E CON DEDIZIONE ALL’AZIENDA.

  25. effettivamente, anche se il territorio provinciale non eccelle per la professionalità degli uffici stampa, quello del consorzio vini forse è il meno brillante

  26. come il prossimo convegno del 10 di maggio dove il consorzio dovrebbe esserci ma non c’è nonostante lo abbia organizzato il suo presidente, che dimostra tutta la sua considerazione verso il proprio direttore

  27. come ho chiaramente spiegato nel post il convegno é organizzato dal Gruppo Italiano Vini e dalla Nino Negri e non dal Consorzio Vini Valtellina. Che sono cose nettamente distinte, non é forse chiaro a tutti ?

  28. Sbaglio o si è riacceso il fuoco (sacro?) della Valtellina?… nuovi ed interessanti contributi stanno animando la discussione. Tanto per soffiare sulla brace io direi che al di là di tutto, direttori con la Punto o presidenti con la Mercedes, produttori più o meno bravi, vendemmie più o meno valide, chi ne uscirà vincitore già si sa. Il Gruppo Italiano Vini. Che lavorando bene, con scaltrezza magari, con qualche furbitudine forse, sta approfittando dell’inerzia degli altri per far volare il fatturato. E i nuovi vinelli come il Diaul, bella etichetta, bel nome (si vede che dietro c’è qualcuno che sa comunicare) sono prodotti gradevoli, sia nel prezzo che sulla tavola. Quando vado a cena da amici non particolarmente intenditori, con i vini Nino Negri vado tranquillo. Certo che poi in cantina tengo il Rocce Rosse, ma queste sono scelte personali e anche un po’ filosofiche. Giv Nino Negri si distingue per la modernità dell’approccio comunicativo e imprenditoriale, diciamo così. Ar.Pe.Pe si distingue per il coraggio, la tradizione, la qualità, la cura, la storia, etc. Mentre tutti quelli che stanno nel mezzo tra Nino Negri (1 milione di bottiglie) e Ar.Pe.Pe (trentacinquemila) non si distinguono proprio. Non me ne voglia il Mamete o il Rainoldi… qualcosa di valido c’è. Ma di fatto non si “vede”. Valtellina specchio della piccola Italia? Manca il coraggio. Forse la voglia. Di fatto quando vai in altre realtà come l’Alto Adige, zona di Termeno, e assaggi vini splendidi, a prezzi onesti, vedi una voglia di lavorare, di confrontarsi, di sperimentare sia pure nella tradizione, e vedi le cose che funzionano e una vitalità ammirevole, il cuore si apre. E vien voglia di bere, di assaggiare, di parlare con i produttori, di vivere il vino con gioia.
    Ecco, mi sembra che in Valtellina manchi la gioia del vino. La gioia di vivere.

  29. Concordo in pieno con il signor Farina. Probabilmente il sacro fuoco(della polemica)si è impadronito del signor Poldo, altrimenti non mi spiego come potrebbe scrivere certe assurdità. Scusi la domanda, ma dove avrebbe conosciuto, in Valtellina,queste persone che lei sostiene abbiano perso la gioia di vivere?

  30. Gentile Sara, non voglio offendere nessuno, sono stato più volte in vacanza in Valtellina e ho girato l’Italia, l’Europa e buona parte del mondo… ma senza scomodare il globo terracqueo, tra le genti emiliane o toscane e le genti veltellinesi, ad esempio, vi è una certa differenza per quanto riguarda, diciamo così, l’empatia, o se vogliamo l’intelligenza emotiva di cui l’esperto Goleman scrive. Ma di questo non se ne fa colpa a nessuno. Piuttosto in Valtellina vedo inerzia, che si concertizza ad esempio con i pali vecchi e consumati delle viti, con le case non restaurate, con una certa sensazione (mia, per carità, e forse erronea) di malinconia (non saudade, malinconia), di abbandono (non lascivo, bensì depresso), di “vecchio” (non classicità e tradizione, proprio di vecchio), di disamore, insomma. Ho visto un po’ di tristezza nell’anima e nei volti. Il vino è anche allegria. E’ un mio parere e lo espongo, spero, senza offendere nessuno, perchè non è mia intenzione.

  31. Anche se lei non ha intenzionalmente voluto offendere nessuno – e non ho motivo per non crederle – deve convenire che si è servito di un’espressione poco felice, affermando che in Valtellina la gente abbia perso la gioia di vivere; è un’espressione molto forte e che fa, secondo me, di tutta l’erba un fascio. Niente di personale, dal momento che non vivo in quella zona, ma di valtellinesi ne ho conosciuti anch’io e posso assicurarle – davvero in tutta sincerità e onestà e anche con gioia, dal momento che sono state proprio queste persone a farmi innamorare di una terra tanto meravigliosa – di aver trovato in essi una tale ricchezza di pensiero, d’animo e di sentimenti, che mi costringe a farle notare quanto la sua affermazione faccia loro torto. E poi non è possibile che, tra tutte le persone che ha conosciuto, non ci sia nemmeno un’eccezione. Non ci credo.
    Cordiali saluti, Sara.

  32. ecco i primi frutti del nuovo corso: sito nebbiolo grapes oscurato.
    ma non aveva maturato esperienza lavorando a fianco di Panont? poveri associati

  33. non attribuite colpe a chi sicuramente non ne ha. Penso che le responsabilità per scelte così sventate vadano attribuite a ben altre persone…

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