La morte di Ernest Gallo, pioniere del vino californiano

Come informano oggi le cronache è scomparso ieri a quasi 98 anni, nella sua casa di Modesto, in California, Ernest Gallo, creatore, con il fratello Julio (morto nel 1993) di quella grandissima azienda, la E & J Gallo Winery che si è progressivamente imposta come un impero del vino californiano e mondiale. A necrologi e obituaries il compito di ricordare la figura e l’opera di questo grande imprenditore, la sua capacità di partire dal niente, da un prestito di 5900 dollari, avuto nel 1933, sino ad arrivare ai milioni di bottiglie prodotte e allo status di colosso mondiale del vino.

A noi corre obbligo ricordare però, accanto alle cose importantissime realizzate da questo tenace uomo del vino di origine italiana, giunto in California dal natio Piemonte, e allo sforzo tenace compiuto per “per migliorare la qualità del vino californiano e per mettere sulle tavole degli americani un vino migliore a un prezzo accessibile”, cosa che indubbiamente la Gallo ha fatto, un episodio molto sgradevole che vide i Gallo protagonisti.
Mi riferisco alle pressioni e all’azione legale minacciata negli anni Novanta nei confronti del Consorzio del Chianti Classico e di due produttori friulani, che di cognome facevano e fanno tuttora Gallo, Fabrizio e Gianfranco Gallo, e che oggi si propongono all’estero rispettivamente come Vie di Romans e Masut da Rive, “colpevoli” di commercializzare negli Stati Uniti con il cognome di nascita e con lo storico nome del Consorzio Chiantigiano, Consorzio del Gallo nero e di accusati utilizzare in maniera impropria un nome, Gallo, che doveva essere patrimonio esclusivo della potentissima Gallo Winery. Un modo di comportarsi tracotante e sfrontato che non va assolutamente dimenticato, anche ora che Ernest Gallo, pace all’anima sua, è morto.

0 pensieri su “La morte di Ernest Gallo, pioniere del vino californiano

  1. Franco, e’ la prima cosa che ho pensato quando ho letto la notizia. E me ne sono un po’ vergognato, dico davvero, per il solito discorso che i morti eccetera. Non posso quindi che ringraziarti per averlo fatto te, non parte in causa, questo discorso.

  2. Caro Filippo, e io che sono notoriamente “senza vergogna” e spudorato, prontamente l’ho ricordato. Credo che sia il miglior modo di ricordare e rendere omaggio ad una persona scomparsa non sottoporla a processi di beatificazione ma ricordare esattamente quanto ha fatto, nel bene e nel caso ricordato nel male…

  3. Gentile Franco;
    Si proprio cosi, speriamo, pace all’anima sua ……….
    Aggiungo; ricordiamo la guerra infinita (con diversi attacchi di cuore)che ha fatto a suo fratello Joseph, morto 2 settimane fa’, perche usava il nome Gallo sui formaggi che vendeva in giro per gli USA.
    Un Azienda Australiana, che fa Galli di cognome, per esportare negli USA, devono usare un etichetta diversa.
    Allora cosa dovrebbero fare i cognomi Bianchi o Rossi !!
    Sei sicuro che siano di origine Piemontese ?
    Io sapevo che erano Siciliani !
    Grazie
    Angelo

  4. Certo che fare tutto questo casino sul marchio, per poi essere conosciuto in Italia solo per un prodotto mediocre come il cabernet sauvignon venduto all’esselunga a 5 euro e che sembra rosolio annacquato… Gallo ha portato avanti una concezione industriale e finanziaria del vino che non mi è mai piaciuta, e che penso che sia incompatibile col vino stesso.

    Comunque pare che la questione del prestito sia una leggenda messa in giro da loro stessi. I Gallo dovrebbero essere figli di emigrati piemontesi, ma nati negli stati uniti, quando la famiglia già produceva vino ed era abbastanza agiata.

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