Cile del vino tra sovrabbondanza ed espianti

Il vino cileno nonostante una popolarità senza precedenti sta affrontando la sua peggiore crisi da vent’anni a questa parte. Moltissimi produttori sostengono che in occasione di questa vendemmia lasceranno l’uva a marcire nei vigneti piuttosto che raccoglierla. Una lunga serie di anni caratterizzati dall’aumento delle superfici vitate e raccolte molto generose hanno portato ad una vera e propria sovrabbondanza di uve in Cile, il maggiore esportatore di vino dell’America Latina. Secondo il presidente dell’Associazione dei produttori di uva della Valle di Colchagua (nella foto), una delle principali zone vinicole cilene, “le grandi aziende commerciali cilene stanno attualmente pagando una ridicola cifra di 60 pesos per ogni chilogrammo di uva” e con una moneta da 100 pesos possono acquistare quei due chili di uva necessari per produrre due bottiglie di vino.
Nel corso della festa della vendemmia a Colchagua, zona di produzione posta a 180 chilometri a sud di Santiago, hanno intentato vibranti proteste per sensibilizzare ai loro problemi i turisti. I 60 pesos per chilogrammo di uva sono una cifra ancora inferiore ai 70 pesos liquidati lo scorso anno e di molto minore ai 200 pesos che venivano liquidati sino al 2004-2005. E con un costo per la raccolta dell’uva stimato in 120 pesos al chilogrammo, sono molti i produttori che, a conti fatti, preferiscono lasciare l’uva sulla pianta.
Una crisi così grave che il governo cileno si è sentito in dovere di offrire un contributo di 7500 milioni di pesos (10,5 milioni di dollari) come premio di estirpazione di 5000 ettari di vigne. Anche se questo piano di sostegno avesse successo, rimarrebbero comunque in produzione qualcosa come 110 mila ettari di vigne, molti di più di quanto effettivamente servono: alcuni esperti sostengono che il Cile dovrebbe estirpare qualcosa come 30 mila ettari.
Una questione, questa, che ha origine dal 1990, quando il vino cileno cominciò a crescere sui mercati esteri, arrivando ai 467 milioni di litri del 2004 dai 74 milioni di litri del 1992. Il boom delle esportazioni spinse i viticoltori a massicci nuovi impianti per soddisfare la richiesta delle grandi aziende, ma presto le esportazioni cominciarono ad essere messe in discussione dell’apprezzamento del peso sul dollaro.
Secondo il presidente dell’Associazione
Viñas del Valle de Colchagua, il governo cileno invece di dare sussidi ai viticoltori perché spiantino i vigneti dovrebbe sostenere le esportazioni “migliorando l’immagine del vino cileno all’estero”. A suo parere l’Argentina sta investendo il triplo rispetto al Cile nella promozione dei propri vini all’estero, ottenendo ottimi risultati. Le esportazioni di vino argentino sono molto cresciute negli ultimi anni, favorite dalla svalutazione della valuta argentina nel 2002. Quanto al Cile, ovviamente a beneficiare dell’abbondanza di uve sono le grandi aziende, per i prezzi molto basse delle uve. Non è chiaro però se queste aziende trasferiranno ai consumatori, con prezzi finali dei vini più bassi, i minori costi di acquisto delle uve…

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  1. Il vino cileno diventa sempre più interessante e allo stesso tempo invitante anche quando si parla di vigne piccole e non di multinazionali.
    L’esempio evidente sono i vini e la vigna che troverete analizzati qui sotto.

    SAUVIGNON BLANC VIÑA SÁNCHEZ DE LORIA – FUNDADA 1890 – DOÑA TADEA PANQUEHUE – VALLE DEL ACONCAGUA – VINO DE VIÑEDOS PROPIOS PRODUCIDO Y ENVASADO POR VIÑA SANCHEZ – SAN FELIPE – V REGION – CHILE – PRODUCCIÓN LIMITADA
    2008 12%

    NARIZ: una buena nariz aunque no sea tipológica. Las notas olfativas que se individuan son: vanilla, yerba mojada, manzana amarilla, margarita y flores del campo.

    BOCA: casi suave y equilibrado en la boca.

    MARIDAJE: lenguado al azafrán

    OPINIÓN PERSONAL: la acidez transformada en suavidad hace particular y casero el producto conduciendo directamente hacia el concepto de empresa familiar y vino hecho en casa según antiguas tradiciones

    CABERNET SAUVIGNON RESERVA VIÑA SÁNCHEZ DE LORIA – FUNDADA 1890 – D.O. PANQUEHUE ACONCAGUA VALLEY – VINO DE VIÑEDOS PROPIOS PRODUCIDO Y ENVASADO POR VIÑA SANCHEZ – SAN FELIPE – V REGION – CHILE – PRODUCCIÓN LIMITADA 2007 13%

    NARIZ: nariz con una bella fruta, tipológico y con un agradable terciario. Los olores que se perciben son: frambuesa, mora, confitura, yerba, pimentón, leño mojado y geranio.

    BOCA: en la boca estamos cerca del equilibrio gustativo; el cierre es con fruta y leño.

    MARIDAJE: pichanga

    OPINIÓN PERSONAL: un vino para empezar una parrillada mixta en una avanzada tarde del invierno. Te captura la nariz con la fruta de bosque, te calienta cuanto basta con su sensación pseudocalórica no invasora, por ende es el justo saludo de bienvenida para los amigos que se reúnen alrededor del barbecue.

    CABERNET SAUVIGNON RESERVA OIDOR VIÑA SÁNCHEZ DE LORIA – FUNDADA 1890 – D.O. PANQUEHUE ACONCAGUA VALLEY – VINO DE VIÑEDOS PROPIOS PRODUCIDO Y ENVASADO POR VIÑA SANCHEZ – SAN FELIPE – V REGION – CHILE – PRODUCCIÓN LIMITADA 2004 13,5%

    NARIZ: los aromas terciarios y la fruta te capturan inmediatamente las papilas olfativas. Los aromas que se captano son: cera, vanilla, confitura de moras, yerba, pimiento verde, leño y rosa seca.

    BOCA: seguramente un vino robusto y con un cierre de leño con fruta realmente correspondiente con lo que se había percibido a la nariz.

    MARIDAJE: anticuchos mixtos

    OPINIÓN PERSONAL: el agrado de la nariz se transforma en un casi equilibrio de boca con un cierre a leño y fruta correspondiente con la nariz. Se trata de un vino amigo hasta con las recetas más sencillas.

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