Dolce Puglia: ancora una volta gli assenti hanno avuto torto…

Conto di ritornare più diffusamente, in questa sede, oppure qui, sull’andamento della manifestazione Dolce Puglia (vedi presentazione) che si è svolta ieri presso il bellissimo complesso, di recente ristrutturazione, dell’Antica Masseria di Conversano. In questo commento a caldo, voglio solo sottolineare due aspetti importanti. In primo luogo lo splendido lavoro dell’A.I.S. Murgia che in Vincenzo Carrasso e Felice Tinelli ha i propri vertici, ma che può contare, e lo si è notato in particolare in un’occasione del genere, su un team affiatato ed efficiente di giovani e appassionati collaboratori.
Dalla scelta della location (come si dice per fare fino), all’impostazione della giornata, suddivisa in un momento di conoscenza e dibattito ed in uno di edonistico apprezzamento di vini dolci made in Apulia e di prodotti della nobile arte pasticcera pugliese, allo spirito dato a questo incontro, con l’A.I.S. Puglia nel ruolo di chi stimola riflessioni e interrogativi e una volontà di saperne e capirne di più, tutto è stato, e non lo dico certo per piaggeria, essendo stato ospite, accolto da amico da amici, impeccabile.
Il secondo aspetto che intendo rilevare in questo primo, veloce bilancio a caldo, è l’adesione convinta ed il supporto fornito da una bella serie di aziende, di antica e più recente storia, al momento gustativo, con una bella serie di vini dolci pugliesi (la più ricca, credo, che si potesse avere la possibilità di degustare in un’unica occasione) a disposizione del pubblico di appassionati presenti (davvero tanti, anche al convegno, sebbene si trattasse di una splendente, solare domenica pomeriggio).
Purtroppo, però, a fronte della presenza di una quarantina di aziende (ovvero:Cantine La Pliniana, Angiulli Donato, Az. agr. Melillo, Barsento, Cantine Canosine, Cantine De Falco, Cantine Del Colle, Cantine Due Palme, Castel di Salve, Cantolio, Conti Zecca, Carlo Guarini, D’Alessandro, D’Alfonso del Sordo, Giuliani, L’Ancella, Le Fabriche, Leone De Castris, Lomazzi e Sarli, Milleuna, Mottura, Perrini, Polvanera, Rivera, Santa Barbara, Santa Lucia, Santi Dimitri, Soloperto, Tenuta Viglione, Tenute Zicari, Tenute Rubino, Torre Quarto, Torrevento, Valle dell’Asso, Vigna & Vini, Vinicola Mediterranea, Vinicola Savese) ha fatto da contraltare, clamorosa e deludente, l’assenza, ingiustificata, di una serie di importanti e storiche aziende pugliesi, tanto per non restare nel vago, Candido, Botromagno, Agricole Vallone, Taurino, Masseria Monaci, Consorzio Produttori Vini e Mosti, che, chissà perché, non hanno ritenuto di partecipare.
E di presentare vini, quali l’Aleatico ed il Paule Calle per Candido, il Gravisano per Botromagno, il Passo delle Viscarde per Agricole Vallone, Le Ricordanze per Taurino, Le Briciole per Masseria Monaci, Il Primitivo di Manduria dolce per il Consorzio Produttori, che rappresentano un sicuro punto di riferimento nell’ambito della produzione di quei vini dolci o da meditazione o da fine pasto, che secondo la felicissima definizione dell’enologo Leonardo Palumbo, presente al convegno, rappresentano “la linfa dolce che collega tutta la penisola”, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.
So benissimo che gli impegni, soprattutto di domenica, sono molteplici, e che non sempre si può essere dappertutto, ma dato il carattere di “summit”, di ampia vetrina, di momento di studio e di discussione sulla realtà, i problemi, le prospettive, della tipologia dei vini dolci in una regione solare e luminosa quale la Puglia, realizzata con intelligenza dell’A.I.S. Murgia, credo davvero, come si suol dire, che gli assenti abbiano avuto clamorosamente torto. Perdendo una valida occasione di testimoniare la nobilitate ed il carattere di eccellenza, indubbia, dei loro vini dolci e non dimostrando di sentire e vivere quello spirito di “squadra”, quella voglia di operare insieme, di fare gruppo, che mi auguro davvero contagi positivamente le menti, i cuori e soprattutto la buona volontà del comparto vitivinicolo pugliese.

p.s. di Dolce Puglia si parla anche sul forum, attivamente frequentato da sommelier A.I.S., Rex Bibendi

0 pensieri su “Dolce Puglia: ancora una volta gli assenti hanno avuto torto…

  1. Io c’ero!!
    Bella serata interventi interessanti, ed un Bravo a tutti gli “AIS”!
    Concordo sulla mancata presenza dei “grandi”, dovuta forse al fatto che non si rendeno conto di avere dei veri tesori in cantina!
    Più consapevolezza per il futuro e lavorare uniti, senza star lì a chiedere alle istituzioni il miracolo del “Marketing”, ché marketing è anche partecipare ad eventi come questo, pieno di operatori, appassionati e con la presenza di un giornalista attento come pochi.

    E se qualche produttore la prossima volta che va a cena in Puglia si sente proporre a fine pasto “amaro o limoncello”, si incazzi, per favore, e chieda al ristoratore la “carta dei vini da dessert”!!
    Ah, il marketing, questo sconosciuto!

  2. Caro Franco, le Cantine Botromagno, non hanno mai mancato ad un appuntamento organizzato dagli amici dell’A.I.S. capeggiati dall’impareggiabile Enzo Carrasso.

    La nostra è stata un’assenza forzata causata dal totale esaurimento del Gravisano 2001, dalla mancata produzione dell’annata 2002 per le ragioni meteorologiche che ben conosci e dal fatto che il 2003 sta richiedendo un tempo maggiore per venire alla luce dal profondo della nostra barricaia (ma quando nascerà vedrete!!!!).

    nessuna excusatio non petita, solo la volontà di ribadire che noi ci crediamo.

    Poi una fastidiosa influenza mi impedì di presenziare sia pure per salutare solamente l’amico Franco Ziliani.
    alla prossima.
    con affetto
    Beniamino

  3. Mario, mi fai arrossire, così dicono in tanti, tranne alcune celebrate guide.
    macchissenefrega, sono i consumatori i veri giudici il resto è fuffa :-))

  4. Non arrossisca, Beniamino. Continui semplicemente cosi. Anche la buonanima di Taurino era piuttosto snobbato dalle guide, ma godeva del sostegno sincero dei consumatori. Voi vi siete guadagnati tutto sul campo, non dietro le quinte. Quando si beve il vino di due aziende cosi’, a volte non ci sono nemmeno le parole, si sta semplicemente bene, si gongola di piacere, si manda affanc… tutti i grattacapi. E vien voglia di far l’amore. Di vini sinceri oggi ce n’e’ pochi, ma quando ce n’e’ si puo’ davvero far festa. E coi tempi che corrono, non e’ poco. Avete restituito al vino una caratteristica che si credeva ormai persa, quella del piacere di berlo. E non e’ un complimento, anzi Franco sa benissimo come la penso e pure da qualche anno. A ciascuno il suo. Bravi!

  5. Che dire Mario, ed ovviamente il Franco Tiratore che ci ospita, commenti come il suo non fanno che confermare a persone come me di aver scelto il più bel mestiere del mondo (e glie lo dice uno che nella vita ha fatto tanti mestieri).
    Essere accostato poi al compianto amico Cosimo, che considero il mio padre putativo nel mondo del vino, è la carezza più dolce che avrei mai potuto ricevere.

    p.s. neanche a farlo apposta, a proposito degli effetti dei nostri vini, proprio oggi, dopo pranzo, un amico architetto mi ha proposto di chiamare un mio vino VIA AGRA….chissà perchè. l’aspetto in azienda, magari con Franco.

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