Pillole di Montalcino parte prima: moderatori con cane, assenti e presenti e un’ottima vineria

Ancora stanco per gli oltre 1200 chilometri compiuti tra giovedì, quando da Bergamo sono andato a Torino per la fantastica verticale di otto annate del magnifico, inimitabile Barolo Monfortino di Giacomo e poi Giovanni e ora Roberto Conterno, per poi partire a mezzanotte alla volta di Montalcino, dove alle 9.30 mi attendeva la degustazione del Quarantennale del Consorzio del Brunello per poi ritornare sabato a Bergamo, non me la sento di entrare nel dettaglio tecnico e nel merito di queste due interessantissime occasioni d’assaggio, di questi due viaggi vinosi a ritroso, vendemmia dopo vendemmia, nella storia dei due più importanti vini italiani, il Barolo ed il Brunello.
Per ora voglio fare il punto sulla mia esperienza ilcinese con tre semplici annotazioni in forma di pillole, di spunti e osservazioni veloci, che potrebbero, volendo, costituire il punto di partenza per analisi più impegnative.
Moderatore con cane: é più trendy !
Cari colleghi cronisti del vino non preoccupatevi se vi invitano ad una degustazione, a condurre una serata, a parlare ad un convegno e ad un dibattito e non sapete dove collocare, a chi affidare o semplicemente non volete separarvi, nemmeno per un giorno, dal caro animaletto che vi tiene compagnia a casa, in ufficio, accanto al computer, mentre scrivete. Dopo che l’illustre collega di Repubblica Licia Granello si è tranquillamente presentata venerdì pomeriggio, a moderare il dibattito “Brunello di Montalcino: centovent’anni di storia, quarant’anni di denominazione, strategie per il futuro”, in compagnia del suo simpatico cagnolino, presente sul palco, quasi una guest star, insieme al Ministro De Castro, all’Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, all’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Siena, al professor Taiti del Censis Servizi, al Segretario della Commissione Agricoltura della Camera, possiamo andare tranquilli. Se la collega di Repubblica si presenta a moderare in compagnia del suo “Fuffi”, come non potremmo noi, che importanti redattori e cronisti del quotidiano romano non siamo, presentarci nelle più diverse occasioni di lavoro, convegni, wine tasting e dibattiti compresi, in simpatica compagnia dei nostri amati gattini, pappagalli, canarini, pesci rossi, di tartarughine, criceti, iguane, lucertole e serpenti (possibilmente non velenosi) e di tutta l’Arca di Noé ? Chissà, presentarsi con l’animale più simpatico, singolare, stravagante, potrebbe aprire una moda, scandire una svolta trendy e animalista in grado di fare tendenza…

Degustazione del Quarantennale: chi c’era e chi non c’era
Alla degustazione del Quarantennale sulle oltre 200 aziende inserite nell’elenco dei produttori associati imbottigliatori di Brunello, hanno ritenuto di presentare un campione (la partecipazione era libera e aperta a chiunque) solo 40 aziende, 33 con un solo vino e 7 con due vini. Nel gioco del “chi c’era e chi non c’era”, tra i presenti più noti possiamo citare innanzitutto Biondi Santi, con due splendidi vini d’antan del 1964 e del 1970, e poi nomi noti quali Argiano, Banfi, Barbi, Camigliano, Campogiovanni, Castelgiocondo, Cinelli Colombini, Col d’Orcia, Costanti, Giulio Salvioni, Greppone Mazzi, Pian delle Vigne, Poggio Antico, Tenimenti Angelini, Tenuta Caparzo, Tenute Silvio Nardi.
Altrettanto importante, però, e dispiace molto, il parterre degli assenti, formato da Case Basse, Altesino, Capanna, Caprili, Eredi Fuligni, Gianni Brunelli, Il Poggione, Lisini, Mastrojanni, Pieve di Santa Restituta, Poggio di Sotto, e tra le più recenti star brunellesche Casanova di Neri, Siro Pacenti, Salicutti.
Nasce spontanea una domanda: perché questi produttori non hanno voluto partecipare a questa grande occasione di festa di tutta la denominazione, a questa degustazione che doveva consentire (ma l’ha davvero fatto ?) di illustrare, annata dopo annata selezionata, la grandezza del Brunello nel corso dei primi quattro decenni di storia del Consorzio ? Qualcuno di loro non avrà forse fatto il ragionamento del protagonista di Ecce bombo di Nanni Moretti, il quale, invitato ad una festa, si chiede "mi si vede di più se non vengo o se vengo e mi metto in disparte?" ?
E poi, chi ha sbagliato di più, chi non ha avvertito il dovere morale di offrire il proprio contributo al successo di questa verticale che doveva essere memorabile oppure chi non è riuscito a convincere gli associati dell’importanza di questa partecipazione doverosa comunque e a prescindere ? Una denominazione, tanto più una prestigiosa come quella del Brunello di Montalcino, non è forse patrimonio comune di tutti gli associati ?
Il vino al centro della ristorazione: l’esperienza della Vineria Le Potazzine
Ho già detto molte volte che considero Gigliola e Giuseppe Gorelli degli ottimi produttori, tra i più validi e interessanti della nuova generazione, con la loro piccola azienda Gorelli Le Potazzine che esprime Brunello e Rosso di grande personalità e piacevolezza e di saldo carattere. Questa volta devo però complimentarmi con loro per la scelta, intelligente e lucida, di trasformare il loro valido ristorante, collocato in una delle posizioni più strategiche di tutta Montalcino, la piazza Garibaldi, in una meno impegnativa, ma ugualmente votata alla qualità, Vineria Le Potazzine. Un posto simpatico dove si possono gustare salumi e formaggi selezionati e una serie di primi piatti e zuppe, oltre che una buona scelta di dolci, in un arco di tempo ampio che va dalle undici del mattino alle 21 circa.
Con questa scelta hanno deciso, forti anche dell’esperienza di produttori e proprietari della adiacente Enoteca Montalcino Produce, che ha da poco festeggiato i suoi primi anni vent’anni di attività, di offrire un ottimo servizio a quel grande flusso di enoturisti e golosi (sono due milioni ogni anno) che convergono a Montalcino in ogni periodo e che, soprattutto gli stranieri, desiderano poter mangiare un piatto caldo, ben fatto, anche a metà pomeriggio e che sinora faticavano a trovare a Montalcino un’offerta del genere.
Una decisione da imprenditori capaci, che ha l’intelligenza di collocare la proposta del vino, che a Montalcino deve per forza essere centrale e prioritaria, ancora più al centro della loro idea di ristorazione, mediante l’ampio e ben rifornito lungo scaffale, posto proprio al centro del locale, davanti ai tavoli interni, dove é collocata con i prezzi, calibratissimi, con ricarichi minimi, in bella mostra, una vasta scelta di vini di Montalcino, che possono essere acquistati nel locale e bevuti (con un ricarico di 5 euro a bottiglia rispetto al prezzo dichiarato sul cartellino) nel locale. Vineria dove il servizio a bicchiere, di una vasta scelta di Rosso e Brunello di Montalcino, è prassi diffusa e incontra il favore della clientela.
In una celebrata Città del Vino dove sulla ristorazione si potrebbe fare davvero di più e dove spesso i locali offrono piatti che si ispirano al modello deteriore del menu del turista stile anni Settanta, è questo il modo di fare ristorazione, nonché di andare incontro alle esigenze (di spesa e di tempo) della clientela, che più mi piace !     

0 pensieri su “Pillole di Montalcino parte prima: moderatori con cane, assenti e presenti e un’ottima vineria

  1. carissimo franco, vogliamo parlare di chi c’era e chi non c’era tra i giornalisti? un tecnico di montalcino mi ha confidato che le aziende non hanno nemmeno provato stappandole prima le bottiglie della degustazione per non sprecarle. e poi alla degustazione c’erano diversi posti vuoti. i complimenti vivissimi al consorzio.

  2. Proprio ieri sera ho ricevuto i complimenti di amici gourmet per la bottiglia di Brunello di Montalcino Le Potazzine 2001 che ho portato per cena.
    Una recente amicizia, anche per motivi di lavoro, mi lega a Gorelli, sono contento quando sento parlare bene dei miei amici.
    A febbraio Gianpaolo Paglia aveva parlato molto bene di “Benvenuto Brunello”, forse si organizzano troppi incontri con il vino, meglio pochi ma buoni, altrimenti è comprensibile che i produttori non possano presenziare a tutti.
    saluti

  3. caro franco..
    noto con piacere che anche questa volta non mi hai inserito tra i nomi dei produttori di brunello “importanti” assenti alla manifestazione. Mi spiace davvero che tu insista a non considerare Il Marroneto un brunello tra i più importanti e se non altro storici su montalcino…

    Mi spiace davvero perchè ho una buona stima di te e leggo sempre attentamente le cose che scrivi nei tuoi forum.

    Che ne diresti di venire un giorno a fare una visita nella mia azienda e calarti davvero nella produzione del vero brunello e non in qualche cosa che ne prende solamente il nome quando in realtà è tutta altra cosa??????

    credo che potrebbe essere davvero interessante per te… sia sotto l’aspetto personale che professionale…

    in altra sede e in altro luogo Ti spiegherò la mia opinione sulla manifestazione appena conclusasi a montalcino e sul perchè della mia assenza e di quella di altri importanti produttori come me….

    Un abbraccio
    Alessanro Mori

  4. Caro Alessandro, pura dimenticanza la mia, perché considero quello del Marroneto uno dei Brunello di Montalcino più eleganti ed interessanti. Quanto al tuo invito – provocazione di farti visita per carlarmi “nella produzione del vero Brunello e non in qualcosa che ne prende solamente il nome”, sfondi una porta aperta perché sono anni che mi batto in difesa del vero Brunello contro gli stravolgimenti più disinvolti…Fede ne fanno i molti articoli che in difesa della vera identità del Brunello ho pubblicato.
    Quanto ai perché dell’assenza tua e di altri produttori alla degustazione del Quarantennale, penso che possiate esprimerli pubblicamente, anche su questo blog se volete: c’é libertà di opinione e di critica a Montalcino, non siamo mica nell’Urss degli anni Cinquanta, no ?

  5. Ho svolto la mia tesi di laurea sul marketing vitivinicolo ma purtroppo sono venuta in contatto solo con grandi produttori.
    A mio parer i piccoli produttori come ‘Il marroneto’ dovrebbero avere piu visibilità nel panorama enologico, poichè “Chicche” come il brunello citato meritano ampia considerazione.
    Rossana

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