Tra natura e passione. Montalcino e il Brunello di Gianfranco Soldera

Ne ero già abbondantemente convinto prima di tornare a Montalcino venerdì 27, (per una degustazione verticale di 45 Brunello dal 1967 al 1997 di cui scriverò presto) e ne sono ancora più convinto oggi: c’é modo e modo oggi a Montalcino di intendere e “vivere” il Brunello. C’é la via dominante e, come dire, marketing oriented, pronta a compiacere, in qualsiasi modo, la potente stampa internazionale, le sue predilezioni stilistiche ed i limiti culturali e di gusto, anche a costo di modificare, anzi stravolgere sino a rendere irriconoscibile e aliena, la natura e l’identità dei vini che il glorioso marchio Brunello riportano in etichetta.
E c’é poi il modo di chi invece, anche senza intendere la tradizione in maniera immobile e museale, cerca di interpretare con fedeltà assoluta, senza accettare compromessi e condizionamenti, la verità di quella grande e difficile uva utilizzata, il Sangiovese, e di consentire ai migliori terroir, che a Montalcino non sono tantissimi, ma ci sono, di esprimere la loro voce.
Tra questi personaggi, che con determinazione e coraggio si sono fatti servitori e araldi del vero Brunello e di una grande e responsabile idea dei vini di Montalcino, il più emblematico, accanto al “grande signore del Brunello” Franco Biondi Santi (da leggere assolutamente il bellissimo libro, pubblicato da Veronelli editore, che gli ha dedicato l’amica e collega wine writer Kerin O’Keefe), é, senza alcun dubbio, Gianfranco Soldera, che ha reso Case Basse, la sua tenuta acquistata nel 1972, uno dei luoghi più magici esistenti nel mondo del vino.
Un posto unico, dotato di un fascino incredibile dove “la Natura la fa da padrone” e dove nasce non solo il più grande Brunello esistente, (che purtroppo alla degustazione di venerdì non era presente) ma uno dei migliori, e più veri, vini del mondo.


Personaggio geniale, difficile, complesso Soldera, sostenitore di un concetto di “qualità assoluta” che presuppone rigore, armonia, eleganza e che, occorre dirlo, non é da tutti né per tutti. Per cominciare a conoscere il suo mondo, il suo modo appartato, severo, rigoroso di intendere il Brunello, un magnifico strumento é il volume che un suo amico, Angelo Tondini Quarenghi, autore dei testi e delle bellissime fotografie, gli ha dedicato con il titolo Tra natura e passione. Montalcino e il Brunello di Gianfranco Soldera (110 pagg. 29 euro Veronelli editore).
In questo libro i lettori troveranno tutto Soldera: la sua storia, l’incredibile percorso verso la grandezza compiuto, le idee tenaci e ben chiare, il suo gusto per la bellezza, il senso dell’amicizia, e poi l’unicità splendente di quel luogo magico, dotato di un terroir unico, di una luce incredibile, di un ambiente incontaminato, dove ha avuto la geniale intuizione di scegliere di lavorare e di elevare a topos di una grandezza possibile, basta volerlo, basta avere coraggio, forza, determinazione, orgoglio e rispetto di se stessi, a Montalcino.
Dopo averlo letto, dopo essere entrati idealmente in questo mondo, fatto di vigneti gestiti con amore e rigore, di un giardino (due ettari), regno della Signora Graziella, assolutamente incredibile, di una cantina essenziale come poche, dove il vino respira in un’atmosfera naturale di assoluta purezza, sarà davvero difficile resistere alla tentazione di visitare Case Basse, di entrare in questo mondo magico , ma vero dove il sogno di un grande vino, di un vino vero, di un Brunello supremo e splendente, fedele al proprio nome, alla propria storia, al proprio mito, si é fatto realtà.

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