Alba Wines Exhibition 2007: Barolo 2003 e Barbaresco 2004 alla prova assaggio

Quando leggerete questo post sarò già, da domenica 6, ad Alba, capitale delle Langhe (finalmente raggiungibile in tempi rapidi da Asti grazie al primo tratto di 18 chilometri della costruenda autostrada Asti – Cuneo), dove resterò sino a venerdì 11. L’occasione è quella consueta che tutti noi amici del Nebbiolo (il vitigno che l’amico e collega spagnolo Juancho Asenjo dice di avere nel sangue…) attendiamo, ovvero l’annuale incontro – verifica con le nuove annate dei vini che maggiormente nel cor mi stanno, ovvero Monsù Barolo ed il suo degnissimo fratello Monsù Barbaresco.
Per quattro giorni (periodo durante il quale questo blog verrà difficilmente aggiornato) insieme ad una quarantina saremo impegnati, in vere e proprie full immersion scandite da qualcosa come 60-70 vini in degustazione al giorno, negli assaggi dell’edizione 2007 di Alba Wines Exhibition la bella manifestazione (posso dire senza che nessuno si offenda, la migliore occasione d’assaggio professionale offerta a noi giornalisti del vino ?) congiuntamente organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi (ovvero tutti coloro che utilizzano la mitica antica bottiglia albeisa creata nel 1973) e dall’agenzia di comunicazione Wellcom di Alba, che da molti anni ormai ci offre la possibilità di farci un’idea di quel che l’annata ha da dire sui vini base Nebbiolo di Langa.
Barolo e Barbaresco, ça va sans dire, ma anche Roero, la terza espressione del grandissimo vitigno che simboleggia la nobiltà vitivinicola ed enologica di questa celeberrima parte del Piemonte.

Cominceremo le nostre degustazioni la mattina di lunedì 7, iniziando con i campioni di Roero 2004 presentati dai produttori che hanno aderito ad Alba Wines, per proseguire nella stessa giornata con una prima parte di Barbaresco 2004 e continuare martedì con la seconda parte dei Barbaresco 2004 e la prima serie di Barolo 2003 che saranno il tema conduttore, insieme ad una serie di Barolo riserva 2001, delle sedute d’assaggio di mercoledì e giovedì.
Il tutto inframezzato, tanto per dare l’idea di come per quattro giorni saremo completamente assorbiti dallo spirito magnifico della Langa del vino, da altre degustazioni pomeridiane, dedicate anche agli altri vini (Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Nebbiolo d’Alba, ecc.), da cene in cantina, visite ed incontri con produttori.
Perché quando si è in Langa si vorrebbe assorbire tutto il possibile e cercare di cogliere tutto quanto è dato “spremere” dal confronto con questa terra unica ed i suoi protagonisti.
Come saranno i vini ? Personalmente (promettendo di dare ampio resoconto su questo blog e altrove dei risultati degli assaggi, che effettuerò come sempre rigorosamente alla cieca) mi aspetto grandissime cose, le più entusiasmanti, dai Barbaresco della grande, classica annata 2004, e, spero, anche da Roero 2004 che si ricordino di essere Roero e che non scimmiottino malamente altri modelli.
Quanto al Barolo, mi auguro di essere smentito positivamente dai vini e che le mie paure di trovarmi di fronte, in un’annata calda, anzi torrida, come il 2003, a vini “cotti”, molto maturi, carenti di quell’eleganza e di quella finezza aromatica che determinano, insieme alla particolare struttura dei tannini, il carattere unico del re dei vini, siano smentiti da vini in grado di rispondere alle legittime aspettative di tutti gli appassionati e che possano essere bevuti non solo giovani, ma soprattutto essere conservati e lasciati maturare armoniosamente in cantina.
Vedremo e soprattutto assaggeremo e che Bacco ce li mandi buoni…. i vini !  

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