Carlin saggio del PD: a sinistra si scatena il dibattito

La notizia, Carlin Petrini, lider maximo ed ideologo di Slow Food, inserito tra i quarantacinque membri del comitato promotore del Partito Democratico, organismo che secondo Piero Fassino costiruirebbe “la cabina di regia del percorso costituente” della nuova formazione politica, avrebbe tutti i titolo per ambire al premio di barzelletta dell’anno. E costituirebbe l’ennesima dimostrazione di una dilagante tendenza a prendere un po’ troppo sul serio, come dimostrano iperboli giornalistiche che lo definiscono “l’unico intellettuale italiano capace di spostare 200 mila persone e un numero di ministri quasi equivalente”, il “profeta” del cappone di Morozzo ed il presidiatore del lardo di Colonnata, della pera cocomerina e del fico dottato cosentino.
La presenza di Petrini in questo elenco quanto mai eterogeneo anche se faticosamente costruito con il bilancino della vecchia politica, ha però sollevato un polverone tale da aver creato un autentico caso tra il politico, l’ideologico ed il gastronomico.
Non è bastata difatti un’intervista dove il più presenzialista dei cuochi, quello prediletto da Massimo D’Alema, ovvero Gianfranco Vissani, indispettito per l’esclusione da quell’elenco nel quale riteneva di aver titoli (quali prego ?) di essere compreso, criticava, livido, la presenza petriniana, ma nel dibattito si sono inseriti persino fior di giornalisti, che dall’inserimento del creatore di Slow Food tra i “saggi del PD” hanno tratto spunto per una serie di critiche, feroci, alla sinistra e all’attuale governo.
Ha cominciato Pasquale Laurito, animatore della celebre agenzia d’informazione Velina Rossa, chiedendosi “siamo proprio sicuri che gli ingressi nel comitato di De Cecco e dello Slow Food di Petrini rappresentino davvero l’apertura alla società e Vissani o è stato escluso per sospette simpatie dalemiane?" e concludendo che “così fatto questo presepe non ci piace", e ha continuato, con molto più vigore e con un effetto prorompente l’ex icona della sinistra, il grande giornalista (columnist dell’Espresso) Giampaolo Pansa, che in un’intervista a tutto tondo rilasciata ad Aldo Cazzullo e pubblicata sul Corriere della Sera di domenica 27 maggio, tra i tanti motivi del suo disamore e del suo clamoroso “addio alla sinistra” ha citato proprio anche l’inclusione di Petrini tra i quarantacinque i membri del Comitato promotore del Partito Democratico.

Un fiume in piena l’ottimo Pansa, già violentemente contestato, a sinistra, per i suoi libri (Il sangue dei vinti e La grande bugia) sulla guerra civile e su diverse pagine buie della Resistenza, a tal punto da rilasciare, nel corso di un’intervista che vale la pena leggere con grande attenzione, le seguenti dichiarazioni: “Ho molta stima del direttore di Repubblica, ma non sono d’accordo con il suo ultimo editoriale. Ezio Mauro pensa che la politica e la sinistra possano ancora autoriformarsi. Io no. Né mi pare che il Partito democratico potrà indurmi a cambiare idea. Vedo che il mio Piemonte, la patria della sinistra italiana, la terra dove sono nati o si sono formati Gobetti, Gramsci, Togliatti, Terracini, Bobbio, è ora rappresentato da Carlin Petrini.
Non da Chiamparino, uno dei rari politici seri, forse l’unico che possa presentarsi ai cancelli di Mirafiori senza essere subissato di fischi. Al suo posto ecco Carlin, che già il cuoco rivale Vissani indica come ministro dell’Agricoltura. Mi diranno che sono qualunquista. Mi viene da rispondere: evviva il qualunquismo. Evviva l’antipolitica. La politica italiana si è coperta di discredito con le sue stesse mani. Ha fabbricato la propria rovina”.
Difficile non condividere lo sdegno di Pansa per la preferenza accordata a quello che, molto sobriamente, sulla Stampa, nel corso di Terra Madre, è stato definito di volta in volta un “Gandhi che mangia”, oppure “un visionario, ma di quella razza, più rara della chianina, capace di trasformare il sogno in realtà, Don Chisciotte, ma anche Sancho Panza”, rispetto ad un uomo politico di sinistra serio e solido come il sindaco di Torino Chiamparino, che ricordo presenza attenta, a differenza da Petrini, e simpatico degustatore di Barolo e Champagne, un anno fa a casa di Bartolo Mascarello, in occasione di un bellissimo ricordo del grande vecchio del Barolo.
Sindaco che nel 2004 avevo "sbacchettato" allorché aveva sostenuto la candidatura di Petrini nientemeno che al Premio Nobel per la pace.

Non sono mai stato e con ogni probabilità non lo sarò mai un uomo di sinistra e tantomeno un potenziale elettore del nascente Partito Democratico che nasce dal singolare abbraccio (molto stile compromesso storico) tra quello che resta del vecchio P.C.I. ed i resti della D.C. d’antan e quindi non ho elementi per dire se il capataz di Slow Food ci stia bene, a pieno merito oppure no, tra i 45 saggi che terranno a battesimo la nascita della nuova compagine politica.
Penso solo, condividendo in pieno l’ironia con la quale Stefano Bonilli del Gambero rosso ha dato conto di questa vicenda sul suo blog Papero giallo e dal tono dei commenti che sono scaturiti, che nell’esaltazione della figura e dell’opera di Petrini si stia ormai sfiorando il ridicolo e che manca solo che qualche genietto ne proponga la beatificazione – Santo subito ! – mentre è ancora in vita per completare il cerchio.
p.s. la presenza di Carlin Petrini  tra i 45 membri del Comitato promotore del nascente Partito Democratico ha già sortito, in particolare nel suo Piemonte, significativi effetti, come dimostra l’andamento delle elezioni amministrative di domenica. E così, come ha annotato un editorialista, "Il Partito democratico (e con lui il suo ideatore Romano Prodi) viene travolto soprattutto nelle città settentrionali, in quel Nord industrializzato che vorrebbe rappresentare con un organizzatore di sagre culinarie, Carlin Petrini"…

0 pensieri su “Carlin saggio del PD: a sinistra si scatena il dibattito

  1. E la polemica è ancora più feroce per via della mancanza di facce giovani!
    Vai col Politburo!

    Continuiamo così, facciamoci del male….
    (Nanni Moretti)

  2. “Chi fa sbaglia” dice una massima che ricordo spesso (tra me e me, soprattutto quando sbaglio…).
    E anche il partito democratico, di cui a differenza di F.Z., io sarò con ogni probabilità elettore sta cercando di fare qualcosa di nuovo: ovvero riformare la politica e riformare anche sè stessa (cosa in cui Pansa non crede, ed io spero si sbagli).
    Nessuno sa se ci riuscirà o meno, però è un tentativo che va sostenuto. Meglio dell’immobilismo di altre parti politiche…
    Per quanto riguarda la figura di Petrini: non sono un esperto delle beghe dell’enogastronomia, ma mi sembra che tutti gli attuali esperti debbano molto a Petrini e allo Slow Food. Il fatto stesso che l’Italia abbia più DOP che la Francia penso 8eventualmente smentitemi) sia merito della lungimiranza di Slow Food.
    Insomma, mi sembra che Petrini abbia diritto di considerazione. Soprattutto in un Paese in cui ricordo siedono in Parlamento alcune personcine:
    Cesare Previti, deputato di Forza Italia, condannato con sentenza definitiva per corruzione, con tre gradi di giudizio e interdetto dai pubblici uffici, è ancora in Parlamento.
    Paolo Cirino Pomicino, deputato della Dc di Rotondi, e Afredo Vito di Forza Italia, condannati con sentenza definitiva per corruzione, sono stati addirittura eletti nella Commissione Antimafia della Camera.
    Show girl, presentatrici ed attricette sono state elette nel più grande partito italiano e siedono in Parlamento.
    E ci scandalizziamo per Petrini??? Ma mi faccia il piacere…mi verrebbe da dire. Ma ho troppa stima per F.Z. per dirlo sul serio.

  3. Preferenze personali a parte, caro Franco, vorrei che tu o chi per te stilasse l’ elenco dei demeriti di Carlin Petrini. Cioé delle cose che ha fatto male e le persone che ha danneggiato tanto da non poter essere incluso come saggio i qualsivoglia lista, sia essa di costituendo partito o, che só, di amministrazione condominiale. La domanda non é provocatoria né retorica.

  4. finalmente slow food ha gettato la maschera e si mette a fare politica apertamente, perchè finora l’ha fatto di nascosto, grazie a rapporti molto intimi con le coop rosse (vedi GIV ad esempio). l’ennesima storia italiana senza lieto fine. qui non è questione di essere di destra o di sinistra, ma di avere la spina dorsale dritta. Persone che ostentano da anni la novità della loro attività, esterna a tutto e tutti, e come tale non influenzabile, (non dimentichiamoci di Mojoli e certe sue perle) si scopre entrare nella “vecchia politica” entrando dalla porta principale (non ci vengano a dire che certi rapporti sono nati questa primavera). La verità sta sempre nel mezzo, ma qualcuno ha il coraggio di negare che slow food da anni “gira” (in particolare l’Italia) massacrando tutto quello che fanno gli altri, offrendosi come depositari della verità, salvo incassare per le loro consulenze, soprattutto in campo enologico (sulla conocenza del viticolo ho i miei dubbi), laute ricompense?
    Che strano paese l’Italia. Tutti contro la politica e poi troppi così facilmente ammaliati dala stessa.

  5. Caro Ziliani, premetto che, al contrario di lei (non mi permetto di darle del tu vista la nostra distanza di vedute), non sono mai stato e SICURAMENTE non sarò mai un uomo di destra, né di centro. Devo dire che la notizia della presenza di Carlo Petrini nella lista dei 45 mi ha inizialmente lasciato molto perplesso, come perplesso mi lascia l’azione di governo, per il quale non senza fatica ho votato, finora svolta. Però mi lasciano ancora più perplesso e demoralizzato i soliti vizi tipicamente italiani del disfattismo, del pregiudizio, dell’invidia, del lamento, quindi dell’antipolitica e del qualunquismo. E’ sempre il solito discorso, si fa il processo alle intenzioni, si giudicano gli avvenimenti prima che accadano, le idee e le persone prima che abbiano modo di esprimersi e, soprattuttto, si dicono un sacco di stronzate. Quale logica spiega che la presenza di Carlo Petrini nella lista sia la causa dell’esclusione di Chiamparino? Cosa c’entra? E poi mi chiedo perché non si lascia parlare Petrini prima di sparare a zero. Probabilmente lei, Ziliani, non ha nessuna intenzione di starlo ad ascoltare, mosso da un’antipatia personale e da un pregiudizio ideologico che più volte ha dimostrato. Meglio leggere i proclami del guru revisionista Pansa, uno che è stato sbugiardato in numeroso occasioni. Petrini ha da tempo esternato la sua intenzione di intervenire e di esporsi in prima persona nel calderone politico per promuovere le sue idee, idee che possono essere condivise o meno ma che a me, che ancora nutro profonde perplessità sulla sua scelta e che non ho particolare simpatia per il personaggio e per la sua associazione, sembrano comunque più interessanti e degne di attenzione di tante miserie propinateci a vario titolo da politici, giornalisti, analisti e blogghisti. Pensavo che lo avrebbe fatto più da sinistra. Comunque ha fatto la sua scelta, stiamo a vedere cosa ha da dire e come, poi verrà il tempo di scrivere nuovi blog.

    p.s. Chiara, cosa c’entra il voto di domenica con la scelta di Petrini? Io davvero la vostra logica non la capisco, ora verrà fuori che la destra alleata con fascisti e naziskin ha stravinto al nord per colpa (o merito, per alcuni) di Petrini. A questo punto Berlusconi, dopo quella della P2, farebbe bene a prendere anche la tessera di Slowfood, se non altro per gratitudine…

  6. La cosa tragica ma non seria e’ che, a quanto dice la stampa,e’ stato Romano Prodi in persona a chiamare Carlin Petrini escludendo ogni altro piemontese.
    D’altronde Franco Ziliani non vuole capire che ci troviamo di fronte ad un benefattore dell’umanita’, ad una organizzazione APOLITICA di “volontari” non retribuiti i quali, disinteressatamente ed in strutture pauperistiche e disagiate operano per il bene dell’agricoltura italiana e per la diffusione gratuita della cultura agroalimentare (“Universita’” di Pollenzo) . Quanto agli agganci con le Coop (vino per i “poveri”) e GIV (vino per i “ricchi”) e con altri enti benefici guidati da filantropi tipo Marc De Grazia ed al fatto che si giri per l’Italia a massacrare quello che fanno gli altri sono solo illazioni di gente come Mario C.
    Come al solito, seguendo la massima di Bloch : “se la teoria non concorda con i fatti tanto peggio per i fatti”.
    Speriamo almeno che Carlin spieghi a Prodi che, contrariamente a quanto ha fatto il Presidente del Consiglio per il suo compleanno, lo champagne, come recitano i manuali editi in Via Mendicita’ istruita,non e’ l’ideale per accompagnare la torta.

  7. Gentile Ugo, con il suo commento lei ha testimoniato perfettamente la faziosità di certa sinistra. Definire, come lei ha fatto “guru revisionista” Giampaolo Pansa, uomo sicuramente e profondamente di sinistra e giornalista libero, dimostra quale sia lo spirito “democratico” che anima una sinistra che democratica si definisce, anche cercando di dare vita, a colpi di compromesso storico e di autentico revisionismo (ad esempio inserendo Follini, ex leader dell’Udc già alleata del governo Berlusconi, nella lista dei 45 saggi) ad un Partito Democratico, ma che democratica, nella sua natura più profonda, sicuramente non é.

  8. La cosa tragica ma non seria e’ che, a quanto dice la stampa,e’ stato Romano Prodi in persona a chiamare Carlin Petrini escludendo ogni altro piemontese.
    D’altronde Franco Ziliani non vuole capire che ci troviamo di fronte ad un benefattore dell’umanita’, ad una organizzazione APOLITICA di “volontari” non retribuiti i quali, disinteressatamente ed in strutture pauperistiche e disagiate operano per il bene dell’agricoltura italiana e per la diffusione gratuita della cultura agroalimentare (“Universita’” di Pollenzo) . Quanto agli agganci con le Coop (vino per i “poveri”) e GIV (vino per i “ricchi”) e con altri enti benefici guidati da filantropi tipo Marc De Grazia ed al fatto che si giri per l’Italia a massacrare quello che fanno gli altri sono solo illazioni di gente come Mario C.
    Come al solito, seguendo la massima di Bloch : “se la teoria non concorda con i fatti tanto peggio per i fatti”.
    Speriamo almeno che Carlin spieghi a Prodi che, contrariamente a quanto ha fatto il Presidente del Consiglio per il suo compleanno, lo champagne, come recitano i manuali editi in Via Mendicita’ istruita,non e’ l’ideale per accompagnare la torta.

  9. Eccoci, ancora la più classica delle BANALITA’: la faziosità di certa sinistra. Da quanti anni lo sentiamo ripetere. Banale, banale, banale. Detto poi da uno che inneggia al qualunquismo e all’antipolitica…Riguardo a Pansa ognuno ha le sue opinioni, per me il fatto di definirlo un uomo libero è semplicemente ridicolo, ma ripeto, è una mia opinione. Sarò io libero di chiamarlo revisionista o bandieruola? O no, signor democrazia? Io non sono un comunista (non lo sono mai stato), non sono un democratico (nel senso del PD), Prodi non mi piace, ma stavamo parlando di Petrini o della compagine di governo? Lei dimostra molta faziosità, mi dispiace dirlo, parte da un evidente pregiudizio ideologico (di destra) e questo rende la sua disamina, oltre che banale, alquanto inefficace in quanto di parte. Dispiace perchè l’argomento meriterebbe di più.

  10. P.S. continuate a dire che Petrini è l’unico piemontese della famigerata lista, ma il povero Fassino? Lo so, non è proprio uno che trascina le folle, anche a me dice poco o nulla, ma almeno il fatto che è piemontese (e non mi sembra abbia mai fatto nulla per nasconderlo) riconosciamoglielo…

  11. Ugo insisti? Vai a vedere i risultati e siamo solo all’inizio!
    Ha ragione Pansa. Io dico: Nel ’68 avete distrutto la scuola, nel ’70 avete distrutto lo Stato (altro che Bossi), nel ’89 con il crollo del muro abbiamo scoperto la povertà che avete creato in 50 anni ad Est e ora sta sulle spalle di tutti noi, per non dire della burocrazia, degli enti pubblici, della difesa dei fannulloni. E’ finita perchè siete arrivati all’osso e forse non ve ne sete accorti.

  12. Sono consapevole che trattandosi di una discussione molto politica gli animi si possano accendere, ma invito tutti a rimanere nell’ambito di un civile confronto di idee, seppure appassionato, senza insulti o peggio. Ho già dovuto intervenire due volte per limare i commenti, eccessivi, di qualcuno e non avrò problemi, magari beccandomi del censore, amen, ad intervenire a cancellare qualche commento, se si andrà fuori dal seminato.

  13. Io continuo ad aspettare notizie della querela intentata da Slow Food di Petrini e da Gambero Rosso di Cernilli contro Sangiorgi di Porthos. Il metodo delle querele fra giornalisti non era mai esistito prima, se ben ricordo. Percio’ in quanto a signorilita’ non mi sembra proprio che Petrini, almeno in questo caso, abbia dei meriti.

  14. Chiara, prima di tutto io non mi sono permesso di darle del tu e vorrei che lei facesse altrettanto visto che non siamo conoscenti ne tantomeno amici. Gli argomenti (beceri) che mette in campo in modo superficiale e propagandistico meritano uno spazio di discussione diverso e non mi sembra davvero il caso di portare avanti questo discorso in un blog che dovrebbe parlare di vino. Volevo solo precisarle che, se non altro per motivi anagrafici, io non ho parteciapto ne alla distruzione della scuola nel ’68 (anno in cui sono nato, ma ero troppo piccolo per fare le barricate), ne alla creazione della povertà nei paesi dell’est. Qui mi fermo, perché davvero non mi sembra che ne valga la pena, volevo solo ricordarle che molti di quelli che formano l’attuale POLITBURO di Forza Italia hanno molte più responsabilità del sottoscritto (che, ripeto, non è MAI stato comunista) nei crimini da lei menzionati (Giuliano Ferrara: PCI – Sandro Bondi: PCI – Paolo Liguori: Lotta Continua – Carlo Rossella: Lotta Continua – Franco Frattini: Il Manifesto – Ferdinando Adornato: PCI – Paolo Guzzanti: PCI – Renzo Foa: PCI, solo per citarne alcuni). E’ proprio vero, i comunisti si annidano ovunque…

  15. La politica italiana ha bisogno di persone come Giampaolo Pansa, le sue parole rilasciate al corriere rispecchiano le realtà. Probabilmente sono parole pesanti, come quelle scritte sui suoi libri; parole che a molti fanno male solo perchè racchiudono le verità che si vorrebbero nascondere.
    L’italia della politica sta rasentando il ridicolo, non c’è altra spiegazione; una persona seria, preparata, determinata, corretta e sopprattutto con un grande consenso alle spalle come Sergio Chiamparino non può essere ignorata dalla coalizione che rappresenta in una delle più importanti città d’Italia.

  16. “..Chiara, prima di tutto io non mi sono permesso di darle del tu e vorrei che lei facesse altrettanto visto che non siamo conoscenti ne tantomeno amici..”

    Sig. Lei uno che si presenta così è comunista nell’anima e nella mente, che è la cosa peggiore!!

    Mi scusi per il Tu di solito do il Voi

  17. Comunista nell’anima? Perchè? in base a cosa? Non mi risulta che l’uso del LEI si possa ricondurre in alcun modo all’ideologia comunista (mentre l’uso del VOI mi risulta imposto per legge all’epoca del ventennio fascista) ma, le ripeto visto che ha problemi ad intenderlo, io di ideologia comunista non ne so molto, non ho letto Marx e non mi interessa. Lei sa solo offendere, o almeno tenta di farlo, invece di dare risposte sensate. Oppure pensa che non meriti niente di più. Va bene, lo accetto e, citando un motto sicuramente a lei caro, me ne frego.

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