Cosa rispondereste se vi chiedessero di spiegare cosa sia per voi un buon ristorante ? Per quel che mi riguarda, ovviamente, è un posto dove si mangia bene, dove vengono proposti piatti gustosi e digeribili, dove si pone grande attenzione alla qualità delle materie prime utilizzate, privilegiando, qualora possibile e qualora esistano delle eccellenze gastronomiche locali, quelle del territorio dove ci si trova.
E’ un posto, il buon ristorante, dove si spende il giusto e non si viene spennati, dove a ricevere maggiore gratificazione, contrariamente a quanto pensano certi sapientoni che cianciano di cucina destrutturata o molecolare, dovrebbero essere la pancia – e le papille – più che il cervello, ma anche e soprattutto è un posto dove la gente sta bene e si sente a proprio agio, come fosse a casa propria. Un posto dove non viene messa sotto esame o deve superare dei quiz per tentare di capire quel che ha nel piatto, ma dove si concede il piacere, che è viscerale, profondo, sentito a pelle (proprio come certe antipatie o allergie) del mangiare, della convivialità, del rilassarsi, per alcune ore, a tavola.
E’ per questo motivo, per questa capacità, davvero rara, di far star bene le persone, gente che magari ritorna, arrivando dall’estero, anno dopo anno da decenni, di regalare loro il gusto e la soddisfazione di essere trattati come degli ospiti, prima che come clienti paganti, che ogni volta che mi trovo in Langa, e per mia fortuna mi accade spesso, cerco di sostare, almeno una volta (se potessi mi ci fermerei per dei giorni) ai tavoli di quel ristorante che non ho esitazioni – l’ho già fatto e lo ribadisco – a considerare il mio preferito nell’amatissima zona del Barolo.
Ci torno, Da Felicin a Monforte d’Alba, molto spesso cenando da solo e godendomi lo spettacolo della soddisfazione e della felicità che traspare visibilmente dai volti delle persone che gustano quanto viene loro proposto e sembrano già pensare e pregustare il piacere a quando torneranno, perché non c’è nulla in questo locale, che non concede nulla alle mode, dall’arredo molto old style, ma con gusto, al tipo di servizio, confidenziale simpatico, al menu dove spiccano preparazioni classiche e consolidate, che non mi piaccia tantissimo, che non mi faccia stare, ma per davvero, a mio agio.
L’ultima volta che ci sono tornato, settimana scorsa, per concedermi un finale in gloria stile Magnificat dopo tre giorni e mezzo fitti di visite, degustazioni, scambi di idee, discussioni, trascorsi tra i vigneti e le cantine di Serralunga d’Alba, è stato divertente trovarmi unico italiano o quasi in una sala appannaggio quasi esclusivo di svizzeri e tedeschi dalla mezza età in su, gente che su Felicin indirizza senza esitazioni la propria bussola golosa, sapendo di non correre avventure e di andare sul sicuro e di poter anche bere copiosamente e gioiosamente, potendo poi riposare nelle accoglienti stanze al piano di sopra o collocate nel magnifico, elegantissimo residence di recente completamento, alto sulla collina, da cui si gode, oltre che di perfetto confort e tranquillità, anche di un magnifico panorama su sorì e vigneti.
Non capivo niente, non conoscendo il tedesco, dei dialoghi ai tavoli, di quello che Nino Rocca, patron e chef bravissimo (e sono certo che non mi faccia velo l’amicizia, sincera, che ci lega, nel giudicarlo così, perché bravissimo è davvero), raccontava, descrivendo piatti e vini, scherzando, piazzando lì la battuta simpatica al momento giusto, creando nel cliente la giusta aspettativa, l’acquolina in bocca, rispetto a quella preparazione o a quel cru che sarebbe arrivato di lì a poco in tavola, proposto in maniera semplice, senza inutili pompe, ma impeccabile.
Vedevo però che, così come accadeva al mio tavolo, i piatti venivano “spazzolati” con gran gusto, che il vino fluiva allegramente dalle bottiglie o dai decanter dove le bottiglie più importanti vengono puntulmente versate per aprirsi e respirare dopo il lungo riposo in cantina, nei bicchieri e poi in gola, che la carta dei vini era continuamente consultata alla ricerca delle moltissime perle, quanto a qualità, annate e ricarico onesto, che presenta, che i consigli di Nino venivano seguiti e accolti con soddisfazione. Si creava, insomma, quel circolo virtuoso, fatto di epicurea felicità, allegria, voglia di star bene e dimenticare per qualche ora i problemi del mondo e quelli personali, quell’atmosfera sorridente che si dovrebbe sempre respirare, tangibilmente, in ogni ristorante degno di questo nome.
Lasciando fare a Nino, che conosce i miei gusti e le mie predilezioni e di cui mi fido, perché ricordandosi quello che ho mangiato la volta precedente cerca di non ripropormi a breve la stessa cosa (anche se io non mi priverei mai dei suoi tajarin con verdure, inarrivabili e supremi, del suo tonno di coniglio, del merluzzo come lo fa lui e degli gnocchi di patate) e di stuzzicarmi con altre proposte, questa volta mi sono arrivate sul tavolo e mi hanno portato nel paradiso dei golosi, acciughe liguri diliscate, appena marinate e lasciate succose, polpute, piene di sapore, accostate ad un bagnet vert e ad un quid di pomodoro fresco, quindi del paté di fegato al Marsala su pan brioche ed una squisita marmellata di cipolle, dolce il giusto e fondente.
Poteva mancare, nella terra dove con gli antipasti si fa pasto, tanto lunga e cadenzata può essere la sequenza delle cose buone che ti possono essere proposte, un terzo antipasto, e potevo forse rinunciarvi ? Niente affatto ed ecco, accompagnato come per i due che l’avevano preceduto, da un bicchiere di Riesling alsaziano di quelli nervosi, schietti, minerali, che si fanno bere e fungono bene da apripista prima dei vini più “seri”, stuzzicanti meravigliosi pezzetti di pollo allo zenzero e ceci ravvivati da un’insalatina fresca, pezzetti di frittata e carciofi crudi croccanti tagliati sottilissimi, uno di quei piatti, come le acciughe, che uno vorrebbe mangiarsi tutti i giorni e magari farci scarpetta con il pane (che qui è squisito e fatto in casa, come i grissini), tanto sono buoni.
Da Felicin poi, perché a Nino, nonostante i suoi 40 anni e più e quattro figli, avuti da una moglie meravigliosa, Silvia, all’attivo, piace ancora giocare e dar libero sfogo ad una sua componente ludica che ancora meraviglia i suoi genitori, Giorgio e Rosa, che sembrano osservarlo, divertiti e incuriositi da quel che potrebbe combinare, come si guarda ad un ragazzo e non ad un figlio cresciuto e fatto uomo, il vino non è mai quella cosa seriosa e solenne che è diventata, magari allontanando la gente, e facendo dimenticare che il vino è gioia, allegria, emozione, in troppi ristoranti, ma un qualcosa che cambia le carte in tavola e afferma la propria capacità di essere imprevedibile.
Ecco dunque, come è d’abitudine sui tavoli dove Nino sa di godere di carta bianca – fai tu, gli dicono – e dove accade puntualmente a me, ogni volta che gli faccio visita, il gioco del vino servito in forma del tutto anonima, servito in un bel decanter dove respira e punta solo sulla propria forza intrinseca, su quello che ha da dire e da dare, e non sulla notorietà dell’etichetta, sul blasone del produttore, per convincere le persone cui viene proposto.
Due decanter per me, questa volta sul tavolo, e nessuna indicazione sulla loro identità salvo l’espressione divertita di Nino nel dirmi “vedrai, se non resterai sorpreso”.
Il primo vino, proposto proditoriamente a me che non amo l’innovazione e che berrei sempre Barolo ancien régime, se possibile di almeno dieci anni, che poi scoprirò essere nientemeno che un Barolo Ciabot Mentin Ginestra 1997 di Domenico Clerico, proveniente da un magnum aperto il giorno prima, già proposto, con abbinamento felicissimo, su dei freschissimi raviolini del plin ripieni di spinaci e un pizzico di ortiche su letto di porri appena saltati e lasciati croccanti.
Il secondo, letteralmente sbalorditivo e che solo un “incosciente” di genio come Nino poteva avere il fegato di proporre, contando sulla validità delle proprie scelte e su una cantina perfetta, avviata dal nonno Felice (il mitico Felicin), fatta crescere e qualificata da suo padre Giorgio e poi mantenuta ad altissimo livello, con autonomia di giudizio, originalità, competenza, da lui, nientemeno che una Barbera d’Alba Bricco delle Viole 1987, dicasi 1987 ovvero vent’anni di vita, di Aldo Vaira, proposta su un altro di quei piatti che da soli varrebbero il viaggio, un coniglio che, mi si passi la definizione, definirei alla cacciatora, ovvero prima arrostito poi servito in abbinamento ad un passato di verdure stile brasato, piatto di sublime semplicità ed intelligenza, con tutto il sapore che hanno, quando sono buoni, i polli ed i conigli di Langa.
Due vini profondamente diversi tra loro, freschissimo, profumato di menta, liquirizia, cacao, balsamico e rotondo, giocato molto sul frutto, con una vena ancora presente, ma non oppressiva di legno, il vino di Clerico, piacevolissimo in sé, anche se a mio avviso non proprio la quintessenza del Barolo; complessa, baroleggiante quasi, profumata di terra, funghi secchi, tabacco, tartufo, ginepro, goudron, cremosa nella sua tessitura aromatica, nervosa, minerale e a sua volta freschissima, con quella meravigliosa spina dorsale dell’acidità ad innervarla, a renderla scattante, piena di energia, nonostante i vent’anni, e godibilissima (diversi i bicchieri che mi sono concesso, sempre più ammirato per la sua tenuta e per l’azzardo riuscito di Nino), la Barbera d’Alba d’altura (targata Vergne con i suoi circa 400 metri d’altezza) di Milena e Aldo Vaira.
Ma in quale altro ristorante di Langa, se non in questo posto concepito per la gioia di buongustai e golosi e quindi non portato più di tanto in palma di mano dalle varie guide, poteva accadere, com’è prassi normale a questi tavoli, vedersi proporre tesori enoici dimenticati, sorprendenti rivelazioni, vini da annate considerate piccole che poi si rivelano perfettamente equilibrati e godibili, ai quale l’intelligenza della famiglia Rocca ha consentito di raggiungere il pieno equilibrio, lasciandoli maturare, senza far loro fretta, nella tranquillità della cantina ?
Che siano altri locali, in questa magnifica Langa tutta da godere, a fregiarsi di stelle, award, riconoscimenti (spesso dovuti alla presenza di determinati vini “must” in carta e ad una sinergia tra guide e mondo del vino che andrebbe raccontata): qui, quel che più conta, è il cliente, felice e soddisfatto, a dire bravi !
Questo blog rifiuta la commistione tra contenuto e pubblicità. La gestione è affidata al network di raccolta VinoClic che seleziona gli inserzionisti sulla base della qualità degli stessi e consente ad ogni editore di rinunciare ad una o più campagne sgradite dando pieno controllo all'autore su cosa sponsorizzare o meno.
- Sofia su Vini autoctoni siciliani in degustazione domani a Monreale Aspettando Radici del Sud
- silvana biasutti su Crescono i consumi, ma il vino negli States rimane roba da bianchi
- Trentino Wine Blog » Trentino Territorio: Charmat o Metodo Classico? su Identità vitivinicola trentina: LaVis lancia il progetto dell’anti-prosecco
- Roberto Morelli su Vini autoctoni siciliani in degustazione domani a Monreale Aspettando Radici del Sud
- MASSIMO MAGNANI su WineWebNews 19 marzo 2012 Negli States è ancora il Cabernet il vino più richiesto
- francesca su Eloro Pachino riserva Nero d’Avola Doc Archimede 2008 Marabino
- lionca su Nemo propheta in patria. Nessun rosato pugliese vincitore al Concorso rosati d’Italia
Wine Blog Internazionali
- 50 States of wine
- 750 ml blog
- A glass after work
- Aepicurus
- Alawine wine blog rankings
- All for wine wine for all
- Andrew Jefford blog
- Avvinare
- Benito's wine review
- Berry's wine blo
- Besotted ramblings and other drivel
- Billigt Vin
- Blog au vin
- Carnet de Bord(eaux)
- Caroline Gilby on Wine
- Carpe Diem Club
- Catavino
- Charles Scicolone on wine
- Chrisoscope
- Chroniques vineuses
- Confessions of a Wino
- De vinis cibisqve
- Diario del Gourmet de Provincias
- Dirty South Wine
- Do Bianchi - Jeremy Parzen
- Do nariz à boca
- Dr.Vino
- El bloggo torcido
- Elevage
- Enobytes blog
- Enofilicos - Vinos de Galcia
- Epicurious
- Extremely pale rosé
- Fermentation
- Food & Wine blog
- Food and wine - Globe
- Good Grape: a wine manifesto
- Good wine under 20$
- Grand Hotel Garden
- Historias del vino
- Il vino da tavola
- In vino veritas
- Inside Italian Wine Merchants
- Italian wine blog Wine90
- Italian wine geek
- Jim's Loire
- Jordi Melendo blog
- Juicy tales
- L'Enoteca ma petite entreprise
- La bande des vins
- La otra botella
- Las Flores Wiew point Squirrel blog
- Le blog d'Olif
- Le vin parfait
- Learn Italian wines
- Learn Italian wines
- Lenndevours
- Les 5 du vin
- Les blogs du vin
- Les Delices
- Michael Edwards wine pages
- Miss Vicky wine
- Mondosapore
- Mosaic wine
- My life italian
- My wine and cellar
- Napa Valley wine radio
- Nectar
- New York Cork Report
- Non solo di vino
- Oenologic
- On the wine trail in Italy
- Passion for bubbles
- Patricia Guy
- PoLaKia
- Polish wine guide
- Q Vinho
- Reflections on wine
- ReThink wine blog
- Review of great Italian wines
- RJonwine.com
- Samantha Sans Dosage
- Serious about Wine
- Show Viniste
- Snooth
- Sobre vino
- Sommelier consultant
- Sotto la pergola
- South American Wine Group
- Spittoon
- Spume
- Steve Heimoff blog
- Tasting room
- The (Z)infidel
- The Blend blog
- The Burgundy Journal
- The Crush
- The Gray Market Report
- The Pour by Eric Asimov
- The Wine Blog
- The wine case
- The Wine Connoisseur
- The Wine Conversation
- The Wine economist
- The Wine Front
- The Wine Knows
- The Wine Offensive
- The World of Fine Wine
- Tinto y blanco
- Tom's wine line
- Tong Magazine
- Veritas in vino
- Vinagenturet
- Viniculture
- Vinissima
- Vino freakism
- Vino nostrum
- Vinodiversity
- Vinography
- Vinorama
- Vinosseur
- VinoWire
- Vinvenio
- Vivi's Wine Journal
- Wannabe Wino
- Wine & Spirits magazine blog
- Wine Anorak blog
- Wine Blog
- Wine blog
- Wine blog Juicy Tales by Jo Diaz
- Wine blog list by Vinography
- Wine blog watch
- Wine Curmudgeon
- Wine Dude
- Wine Indulgence
- Wine Life Today
- Wine Naturally
- Wine Sediments
- Wine Teraphy
- Wine Wisdom
- Wine Without Borders
- Wine woman and song
- Wine-blog-Atlas
- WineAbout
- Winecast
- Winefriend's blog
- Winery Website Report
- Wines and the city
- WineSomm
- Winicjatywa
- Wino Girl
- Worcester sauce
- World Wine News
- Zoomvino
Food Blog Italiani
- Anna in Saluzzo
- Cavoletto di Bruxelles
- Consumazione obbligatoria
- Corsari del gusto
- Cuochi di carta
- Delicious
- Fior di zucca
- Fratello Sole
- Gastrosophia
- Gazzetta Gastronomica
- Geisha Gourmet
- Gli onesti piaceri
- Gustoblog
- I sapori dei ricordi
- Il gastronomo riluttante
- Il maiale ubriaco
- Il Mangiaweb
- Il papero giallo
- Io cucino naturale
- Kitchenstories
- La cuoca petulante
- La piccola cuoca
- La voglia matta
- Le curiosità golose
- Lo spazio di Staximo
- Mani di cuoca
- Occidente Gardesano
- Pane al Pane
- Papille clandestine
- Peperosso
- Pianogrillo
- Quinto quarto
- Scienza in cucina
- Un tocco di zenzero
- Viola melanzana
Wine Blog Italiani
- Acquabuona blog
- Amici di vini
- Appunti di gola
- Appunti di viaggio
- Aristide
- Armadillo bar
- BarDoc - un blog per il Bardolino
- Blog A.I.S.
- Buongiorno Brunello
- Campino del paiolo blog
- Daniele Tombolini un arbitro enologo
- Degustazioni a grappoli
- Di Vini
- Di Vino scrivere blog
- Diario Enotecario
- Elogio dell'invecchiamento
- Eno blog
- Enofaber's blog
- Enophilia
- Enoteca letteraria
- Esalazioni etiliche
- Euthimya
- Gli amici del bar
- Glocal wine & terroir
- I colori del Brunello
- I numeri del vino
- il taccuino del Franco tiratore
- Il viandante bevitore
- In difesa dell'identità del vino Cirò
- Insoliti percorsi
- Io non sputo
- La botte a pedali
- Lady Wine
- Lemillebolleblog
- Marketing del vino
- Mercati del vino
- My wine marketing
- Nicolò Regazzoni
- Play wine
- Simo di vino
- Sommeliers Sauro e Gianni
- Soul and food
- Stralci di vite
- Terra Uomo Cielo
- Trentino wine blog
- Viaggiogustando
- Vino by Rizzari e Gentili
- Vino pigro
- Vino Roma
- Vino24.tv
- WebWineFood
- Wine Blog Association
- Wine Community blog
- Wine digest
- Wine Marketing digest
- Wine Stories
- Winemining
- Wino
Nice Stay - bei posti dove soggiornare
- Agritourisme La Vrille
- Agriturismo Nico Bresaola
- Agriturismo Solive
- Albergo Falterona
- Albergo Piccadilly
- Albergo Ristorante Il Giglio
- Antica Casa dei Rassicurati
- Borgo Egnazia Resort
- Cascina delle Rose
- Case Vacanza Bergamo
- Casino di Caccia
- Corte Verzé
- Country House Cefalicchio
- Grand Hotel des Iles Borromées
- Hotel Aquila d'Oro Trento
- Hotel Baraglia
- Hotel Bellevue
- Hotel Belmare
- Hotel Benaco Salò
- Hotel Diana
- Hotel Federico II Jesi
- Hotel La Giara
- Hotel La Perla Corvara
- Hotel Lago Bin
- Hotel Maratscher Lagundo
- Hotel Meridiana
- Hotel Napoleon Melissa
- Hotel Risorgimento Resort Lecce
- Hotel Ristorante Edelweiss
- Hotel Ristorante Giardino
- Hotel Riva del Sole Moniga del Garda
- Hotel Rivalago
- Hotel Villa Bartolomea
- Il Giardino di Margot
- L'Aube Safran
- La Fontanina wine hotel
- La Peschiera
- Lama di Luna biomasseria
- Locanda Altavilla Bianzone
- Locanda dell'Orso Bevitore
- Locanda delle Mura
- Masseria Barbera
- Masseria Le Fabriche
- Masseria San Giovanni I luoghi di Pitti
- Monte Tondo bed and breakfast
- Palazzo Cavalli B & B
- Peppe Zullo
- Pratello agriturismo
- Principe di Piemonte Hotel Viareggio
- Ramada Lake Garda
- Relais Franciacorta
- Relais Il Melograno
- Residence Da Felicin
- Risorgimento Resort Lecce
- Torre Barolo
- Via Paradiso
- Villa Lauri Hotel dei 4 vini
Siti Vino Internazionali
- Able grape
- American wine consumer coalition
- Anthony Rose wine
- Appellation America
- Burghound Allen Meadows
- Burgundy Report
- Cervim
- Clive Coates
- Club Barolo plus
- Dani Vino Enoteca no barrique
- Decanter
- Eccevino
- Eleonora Scholes web site
- Enobytes
- Exploring wine
- Giornale del vino
- Grape Crafter
- Grapevine
- Harpers
- Jancis Robinson
- L'Avis du vin
- La passion du vin
- Laurie Daniel Mercury news
- Le Journal du vin
- No Merlot
- Pour l'honneur du vin
- Tar and roses
- The Wine Gang
- The Wine Hub
- Vino Vinace
- Wine & Spirits Daily
- Wine and Spirit magazine
- Wine Business Monthly
- Wine Enthusiast unreserved wine blog
- Wine Marketer
- Wine Review on line
- Wine Spectator
- Wines and Vines
Siti Vino Italiani
- A.I.S.
- Acquabuona
- Barbera meeting
- Barolo di Barolo
- Enogea
- Enoidentità
- Enopedia
- Focus wine
- il franco tiratore su WineReport
- Il vino buono
- Info Wine
- Internet Gourmet
- Italia tv wine & food
- LaVINIum
- Luciano Pignataro
- MilleVigne
- Onav News
- Paolo Baracchino
- Perlage
- Slowine
- Teatro Naturale
- Terre di Vite
- Vinarius
- Vini di montagna Piemonte
- Vini di Puglia
- Wine Surf
0 pensieri su “Da Felicin: quando andare al ristorante è davvero un piacere”
Lascia un Commento
Commentando l'articolo accetti i termini della Privacy Policy.






Un pezzo davvero ispirato ed evocativo. Complimenti all’autore e al Felicin (che non vedo l’ora di andare a trovare) per aver trovato un così brillante aèdo.
Posso dire che oltre alla sublimazione del palato, ti senti coccolato, sia dai titolari che dai camerieri??
Grazie
Francesca, lo può dire tranquillamente: da Felicin non si viene trattati come dei semplici clienti, ma come degli amici. Difficile, a mio personale parere, trovare un altro ristorante, nell’amatissima terra di Langa, dove si stia meglio