Italiani ancora discriminati in Alto Adige? E allora niente vacanze, lassù, nemmeno quest’anno

E’ da qualche tempo, dopo aver tratto le debite conclusioni da quanto, nel gennaio del 2006, sul mio vecchio blog, il taccuino del franco tiratore, avevo invitato a fare, ovvero smettere di andare in vacanza in Alto Adige,  almeno sino a quando gli italiani, i residenti locali e anche i turisti, continueranno ad essere trattati in maniera diversa dai cittadini e dai turisti di lingua tedesca, che mi ripromettevo di rompere il mio personalissimo embargo. In altre parole di tornare a frequentare quella terra bellissima, che amo come poche altre e che avevo assiduamente frequentato, dal 1982 in poi, e ai cui vini e alla cui cucina avevo dedicato decine e decine di articoli, da cui manco, per i casi della vita o perché ho voluto mantenere fede alla mia presa di posizione, dal novembre del 2005, dall’edizione di quell’anno del Wein Festival di Merano.
Cominciavo davvero a sentire una forte nostalgia di quelle montagne splendide, di quel verde inimitabile e unico, di quelle distese di vigneti, di quei panorami mozzafiato, dove quasi ogni anno, per oltre quattro lustri, avevo trascorso almeno una settimana – dieci giorni di vacanza ogni anno e dove avevo sperimentato la magnifica sensazione di riuscire a ricaricare le pile e di ritrovare serenità e pace, complici le lunghe passeggiate, l’aria finissima, il silenzio dei boschi, ad ogni visita.
Probabilmente, mi ero detto, le cose sono cambiate, quel clima di estraneità, quel sentirsi in fondo stranieri in terra italiana, ché territorio italiano la provincia di Bolzano in fondo resta, anche se tutto, dalla cultura, alla lingua, alla storia, testimonia la fortissima impronta austro – tedesca e tirolese, magari si è attenuato e dopo la sparata dei sindaci, che avevano avuto l’impudenza di chiedere, in una terra dove la minoranza linguistica è super garantita e protetta, al punto da essere diventata maggioranza – padrona, la tutela allo Stato austriaco, le cose saranno tornate al buon senso, alla civile convivenza tra i due diversi ceppi linguistici, tra le due culture ed etnie, che sino a cinque- dieci anni fa era prassi comune in Alto Adige.
Recentemente ero tornato a scrivere, come ho fatto per anni, di qualche buon vino altoatesino, e a segnalare, su questo blog, valide iniziative organizzate da comuni e pro loco e pensavo di raccogliere l’invito, fattomi da qualche amico produttore di vino, di tornare a fargli visita in cantina. Con mia moglie stavamo addirittura pensando di ritornare, quest’estate, in Süd Tirol, per salutare un’amica albergatrice poco sopra Merano o ritrovare l’incanto delle lunghe camminate tra Meltina e Avelengo o l’antico splendore della Valle d’Anterselva, quando stamani le illusioni sono volate via ed il pensiero di un ritorno è prontamente stato messo da parte.
E’ bastata la lettura di questo lungo articolo, scritto da un fior di giornalista come Stefano Lorenzetto e pubblicato su Il Giornale di oggi, domenica 20 maggio, per farmi capire che quelle cose che non tolleravo, il trattamento apertamente discriminatorio praticato dalla potente Provincia autonoma di Bolzano e dai suoi amministratori, ovviamente di lingua tedesca, nei confronti della cittadinanza italiana, non solo non si era attenuato, ma era diventato, ormai, prassi consolidata, regola generale.


Per questo motivo, leggendo del modo in cui un ferroviere di origini italiane di Laces, Giulio Mecarone, è stato trattato, di fatto impossibilitato ad usufruire, come è accaduto invece con un suo collega di lingua tedesca di Ciardes, di un beneficio a favore dei propri dipendenti, italiani o tedeschi, previsto dalle Ferrovie dello Stato, ovvero della possibilità di acquistare l’alloggio un tempo proprietà del demanio e oggi ceduto alla Provincia autonoma (leggete sino in fondo l’articolo di Lorenzetto ed indignatevi, come me, anche voi), ho deciso, alla vigilia delle vacanze estive, quando molti turisti italiani stanno magari progettando di prenotare un soggiorno in qualche bella località altoatesina, che valesse la pena, anzi, che fosse doveroso da parte mia, riproporre e rilanciare, perché i motivi di allora sono gli stessi motivi di oggi, l’invito che avevo lanciato nel gennaio del 2006.
In altre parole una sorta di appello ad evitare accuratamente, anche se le vallate sono splendide, di andare in vacanza in provincia di Bolzano, soprattutto se si proviene da quella terra che molti altoatesini chiamano, con una malcelata forma di disprezzo, “l’Italia” (come se loro, volenti o nolenti, non ne facessero parte), sino a quando i nostri concittadini italiani continueranno ad essere fatti oggetto di discriminazioni come quella, vergognosa, che ha colpito il ferroviere Giulio Mecarone, testimoniata dall’articolo di Stefano Lorenzetto.
L’avevo già scritto e lo ripeto: vogliono fare i prepotenti, non vogliono rispettare i legittimi diritti di chi, anche se non è nato in Süd Tirol e non vanta avi germanici, in Süd Tirol risiede e lavora da decenni, e concorre ugualmente a determinare, anche se non è iscritto alla SVP, il tessuto sociale di questa terra magnifica e crudele ?
Benissimo, lo facciano pure, ma non con la nostra complicità e la nostra indifferenza, e soprattutto senza beccarsi quei soldi che avremmo speso, tra alberghi, masi e rifugi, trascorrendo un periodo di vacanza nel loro territorio. Colpiamoli nel portafoglio, in quella voce “turismo” che è tanto importante per l’economia altoatesina, facciamo sentire loro il nostro sdegno per quel modo di fare tracotante e prepotente che caratterizza i loro amministratori pubblici.
Amate la montagna, non potete fare a meno di un periodo di soggiorno trascorso tra boschi e passi alpini ? Benissimo, allora andate in Valle d’Aosta, dove la minoranza linguistica francese non si sogna minimamente di discriminare la componente italiana e dove cultura italiana e cultura francese dialogano perfettamente in un clima di civile convivenza, oppure fermatevi in Trentino, dove i posti bellissimi non mancano, oppure se non potete rinunciare allo scenario delle zone ai confini con l’Austria, andate direttamente in Austria, in Tirol (e non nel Süd Tirol), dove i turisti italiani sono trattati splendidamente e non certo accolti come degli intrusi o degli estranei.
Certo, l’Alto Adige è bellissimo, i suoi vini, in molti casi, eccellenti, la cucina gustosa, la ristorazione di ottima qualità, ma, come ha osservato Giulio Mecarone in chiusura dell’articolo di Lorenzetto , anche se i tirolesi “curano l’Alto Adige in maniera egregia, è meglio entrare in una città sporca e trovarci un po’ d’umanità o entrare in una città pulita e trovarci solo sepolcri imbiancati?”
Ecco perché, anche per quest’anno, niente vacanze in
Süd Tirol

20 pensieri su “Italiani ancora discriminati in Alto Adige? E allora niente vacanze, lassù, nemmeno quest’anno

  1. ..perchè non boicottare anche i prodotti? Con gli speck fatti al 90% con mediocri maiali olandesi.Ma poi perchè ci meravigliamo questo è il paese abituato a sputare sul piatto dove ha mangiato e mangia tuttora.

  2. Caro Franco;
    Ma perche’ fare tutta quella strada per poi essere trattati cosi’??
    Con tutto quell che abbiamo nella nostra Italia, non ne vale proprio la pena di arrancare la sopra………
    Comunque qui i loro vini si vedono con il binocolo, hanno provato in passato a portarli, ma sono finiti nelle ceste a -25% con 1 cm di polvere.
    Ancora mi vengono in mente le storie dei miei coscritti Alpini, che sono finiti a Merano, Malles, Vipiteno, una tristezza unica……e rara.
    Il essere diversi c’e l’hanno nel DNA, e forse il risultato di mancanza di identita ??
    Grazie
    Angelo

  3. Angelo, ho la nettissima sensazione, e lo dico con tutta la moderazione del caso, che tu non sappia di cosa stai parlando.

    Ho vissuto 10 anni a Bolzano ed alcune delle cose di cui parla Franco le ho vissute sulla mia pelle.
    L’atteggiamento verso gli italiani residenti è un po’ discriminatorio.
    Ma le cose che dici tu sui vini nelle ceste o quelle che dice l’altro sulle più o meno contraffazioni del cibo non stanno ne in cielo ne in terra. Fatti un giro di cantine o di agriturismi/malghe poi ci racconti.

    Per Franco: è vero che gli italiani residenti subiscono qualche discriminazione, è ciò è profondamente ingiusto. È vero anche che gli italiani turisti subiscono qualche discriminazione.

    Ti garantisco però che la qualità della vita a Bolzano, anche per un italiano, è strepitosamente più alta che in moltissime altre parti d’Italia. E ti segnalo (non posso garantirlo perché trattasi di opinione) che anche sul fronte turismo la qualità del servizio si colloca su standard tutt’altro che mediocri.

    Ciao
    Glue Nic

  4. Nic, la qualità della vita che tu dici è dovuta al fatto di essere in Italia. Vogliamo andare a vedere la Storia di questi signori fatta solo di calci nel culo e fame quando non erano Italia. Da quando il Sig. Andreotti le ha concesso di vivere con tutti quei privilegi ecco che cresce anche la qualità della vita. L’80% del turismo di quelle zone è dato da turisti Italiani, Vipiteno posto sconosciuto con 5 anni di ritiro della Roma è diventato metà sia del turismo della Capitale che di altri. Spero che un governo di vera destra riporti pari diritti tra italiani e tedeschi cosa profondamente giusta e poi che gli stessi privilegi di questi “signori” vengono concessi anche a tutti gli abitanti di zone sperdute dell’Appennino che sono dovuti emigrare per vivere, lasciando molte zone completamente deserte. Chi non vuole stare in Italia può accomodarsi fuori , chi ci vive con ampi privilegi e sputa (come dice Furio) sul piatto dove mangia va trattato come merita, perchè è una persona viscida e schifosa.

  5. Romano, per qualità della vita non intendo “sole pizza e mandolino”, ma servizi pubblici che funzionano, sanità di alto livello, senso civico e rispetto delle regole ai massimi livelli, offerta culturale elevata (quantomeno a Bolzano città), tolleranza, pulizia e ordine ovunque. Rispetto dell’ambiente efficace e senza fanatismi.

    Se vogliamo parlare di questo, parliamone.
    E parliamo anche di alcuni episodi poco edificanti citati da Franco e che, ripeto, ho vissuto anche io.

    Se invece la vogliamo buttare sul nazionalismo da faccetta nera, mi ritiro un buon ordine.

    Ciao
    Glue Nic

  6. Glue Nic, nessuno intende dare alla questione, che é seria, una connotazione da “nazionalismo da faccetta nera”. E’ con scuse come queste che le autorità politiche altoatesine cercano spesso di eludere i problemi, dicendo che chi li pone é un “fascista”. Parliamo, seriamente, dell’episodio raccontato da Lorenzetto nel suo articolo sul Giornale, della richiesta dei sindaci di ricevere tutela dall’Austria, di tanti altri episodi che testimoniano senza possibili discussioni dell’esistenza di una seria “questione italiana” in provincia di Bolzano !

  7. Nic
    ma conosci tu la qualità della vita di Viterbo? Ma conosci la qualità della vita di Siena?E quella di Treviso?E quella di Lecce? Senso civico di chi non sa dirti buongiorno in un bar? Senso civico si chi non sa cosa sia solidarietà? Senso civico di chi non sa fare un favore?Provi a dire a 10 persone se preferiscono vivere a Bolzano o ad Ancona?Poi vedi!Vada a vedere il senso civico che c’è a Norcia una cittadina in mezzo all’Appennino dove si sono ricostruiti da soli le case dopo il terremoto, dove le piccole aziende vanno avanti perchè sono capaci e con enormi sacrifici e non come in quei posti dove tutto quello che vede è frutto di assistenza a fondo perduto frutto del lavoro degli Italiani. L’arroganza di questi signori fu a suo tempo sottolineata anche da Andreotti ( uno che passa tutti i Natali a Merano)e che ha contribuito in maniera determinante a questo squilibrio.Qualità della vita in una città con un tasso di alcolismo che fa paura. E si ricordi che la ns. cucina fatta anche da “pizza e mandolino” ha conquistato il mondo. Chi sono stati, che cosa sono questi? Niente! Talmente mediocri da non essere riconoscenti di quello che gli abbiamo dato. Prima solo fame e calci in culo.Forse l’Austria aveva capito più di noi.

  8. Forse il signor Romano si riferisce a Rumor. Il famoso “pacchetto” che effettivamente dava ai sudtirolesi garanzie che nessuna altra minoranza linguistica in Europa al tempo godeva, porta il nome di Rumor.
    Non avrei capito molto bene cosa e’ che “gli avremmo dato” ai sudtirolesi, a parte quel pacchetto che (ci renderemo conto spero) agli occhi di un irrendentista non e’ altro che il minimo dovuto (al di la’ di quello che io o voi possiamo pensare sia giusto): una italianizzazione forzata? Che altro? Con questo non intendo dire che simpatizzo con il razzismo antitaliano dei sudtirolesi. Dico solo che posso anche capirlo. Di portare il confine al Brennero prima del 1918 non era nemmeno nei sogni piu’ selvaggi degli irredentisti.

    Comunque queste beghe SudTirolo-Roma sono abbastanza obsolete. Ora come ora la dialettica, il contrasto campanilistico di moda e’ fra Tirolo e SudTirolo. E’ per questo che sta risorgendo l’intolleranza sudtirolese: procede dalla frustrazione. La frustrazione di essere stati scaricati dalla loro ex-madre patria. E il “populismo alpino” che oltralpe ha prodotto Heider e al di qua produsse una forte componente del leghismo bossiano, in Sud Tirol prende quella forma.

    Quanto alle considerazioni sulla “destra vera”, vorrei innanzitutto sapere se il Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale di Giorgio Almirante, ex della Difesa della Razza, ex repubblichino, poteva considerarsi “destra vera” oppure no. Nel caso (come immagino) affermativo, vorrei chiedere allora com’era che quella “destra vera” giustificava le proprie alleanze locali con la SVP. Questo per non chiedere anche come quella parte politica aveva giustificato il proprio schieramento a fianco dell'”alleato germanico” dopo l’8 settembre 1943, il quale, e’ bene ricordarlo, non si limito’ all’ _occupazione_, bensi’ realizzo’ l’ANNESSIONE al Terzo Reich dell’Alto Adige E del Cadore (italiano dal 1866, si noti; si vede che erano in vena di punire l’Italia e di riprendersi quello che il Bismarck ci aveva regalato).

  9. Che tristezza… ricordo quando, a Merano per lavoro, in una giornata di pausa volli fare un giro turistico nella ridente cittadina. Chiesi dunque una cartina del paese alla reception dell’hotel, chiaramente in italiano – visto che siamo in italia – e mi sento rispondere “Bitte?”. Ora, parlo un po’ di tedesco, ma personalmente mi rifiuto di parlarlo in Italia, con un receptionist italiano che forse di italiano ha solo il passaporto. Pretendo quindi di non capire cosa mi dice. Senza speranze, perso nei suoi “Bitte” si decide a chiamare un collega anziano, il quale, parlando italiano, anche se molto stentato, mi capisce, mi porge finalmente la mappa e mi permette di passeggiare su e giù per le varie “strasse”…

  10. Franco, se sei a conoscenza, come lo sono io, di un po’ di storia locale altoatesina, converrai che l’invocazione della VERA destra e per trattare come meritano queste persone viscide e schifose, non può lasciare indifferenti. Non so se il termine scherzoso di “nazionalismo da faccetta nera” sia adeguato, però un certo senso di deja vu è innegabile.

    Queste cose poi ti portano a dire che il loro vino resta invenduto e impolverato (questa almeno, da grande intenditore, avrà ridere anche te).

    Per par condicio, ho un amico che invoca un governo di VERA sinistra per mettere a posto i ristoratori che non pagano le tasse. A me fa paura uguale.

    Ripeto: sull’episodio hai ragione. E ti garantisco che a Bolzano ha avuto e sta avendo una vasta eco. Ma l’approccio “altoatesino sanguisuga che dovrebbe abbandonare la sua cultura e italianizzarsi” non è, a mio avviso, quello vincente.

    Per Romano: no, non conosco la qualità della vita nei posti da te citati. Ho vissuto solo in 4 province diverse e di questo posso parlare.
    Se vogliamo trovare un criterio un po’ più oggettivo della mia o della tua percezione o preferenza, proviamo a usare la notissima classifica che viene pubblicata ogni anno a cura del Sole 24 Ore basata su decine di parametri: Bolzano è da sempre nelle primissime posizioni, nel 2006 è terza sul 103 province.

    Ciao
    Glue Nic

  11. Caro Glue
    io alle statistiche (a riguardo niente può esemplificare più del pollo di Totò)preferisco l’esperienza diretta a quella distorta di un qualsiasi giornale.Rimane un mio pensiero personale sia ben chiaro, io preferisco vivere a Siena che a Bolzano.Qui non si vuole italianizzare niente , qui si vuole che su un territorio dove esistono 2 etnie ci sia parità di trattamenti.Questi signori sono diventati “ricchi” sotto l’Italia, “ricchi” per i vantaggi enormi che lo Stato gli ha concesso, “ricchi” per l’economia che noi stessi gli portiamo con il turismo. Questi signori negli anni ’60 hanno sparato ai carabinieri non per tornare sotto l’Austria, ma per avere vantaggi materiali, per ingozzarsi dopo secoli di fame,botte e bracconaggio. Io li avrei rispettati se avessero fatto una guerra di liberazione “dall’ oppressore Italia”, ma non è stato così. Se al discorso chiaro , netto limpido del Dott. Ziliani rispondiamo con il folklore della Lega mi viene da ridere.”..agli occhi di un irrendentista non e’ altro che il minimo dovuto..” dice qualcuno, allora al ferroviere Italiano il minimo dovuto quale è? Una signora tedesca di Vipiteno, funzionario delle FF SS, moglie di un mio parente, è stata 4-5 anni fa trasferita alla Stazione Termini di Roma con relativo figlio di anni 14 dopo 6 mesi la signora voleva tornare al paesello , il figlio non ha voluto tornare per gli amici e per il gruppo che si era creato in poco tempo. La qualità della vita sta qui non sulle classifiche del Sole ( di cui sono fedele abbonato da oltre 30 anni), un ferroviere dopo 30 anni non ha gli stessi diritti di un suo collega.Ma cosa vogliamo difendere !

  12. Un paio di domande da un senese a chi porta Siena come modello di qualita’ della vita: dove preferite vivere a Siena? All’Acqua Calda? Al Petriccio? O a San Miniato con vista policlinico?
    Quanto si puo’ essere disposti a pagare al metro quadro?

  13. Vorrei innanzitutto ringraziare Franco Ziliani per la sua solidarietà. Questi sono gesti che commuovono e ti aiutano ad andare avanti con più serenità. Vorrei, nonostante tutto, dire che la qualità della vita qui in Alto Adige non è poi così male. Dipende sempre cosa si intende per qualità della vita. La freddezza della gente del posto è si elevata ma tutto è rapportato anche al proprio comportamento. Io con le persone “normali” non ho mai avuto problemi. Certo, basta che si rispetti la loro cultura e non si cerchi di imporre la propria. Io (del Lazio) con mia moglie (del Veneto) pur con culture diverse ci siamo sempre rispettati.
    Purtroppo sono i contrasti politici il cancro altoatesino. Il danno è il rivangare odi passati per propri tornaconti, che fanno perdere di vista i veri valori, piuttosto che costruire un futuro migliore per tutti. Io, mio malgrado e purtroppo, sono capitato sono capitato in questo ingranaggio.
    Con gratitudine, Grazie ancora Franco.
    Da Laces (BZ).
    Giulio Mecarone

  14. Egregio Giulio
    non credo che la diversità di culture dipenda dalla latitudine, a mio avviso sono altri fattori :intelligenza, apertura mentale, rispetto civico,curiosità, cultura del sapere e del leggere.Tu con Tua moglie ti rispetti per queste cose non per la differente provenienza territoriale, stiamo parlando di due territori italiani. Stiamo andando indietro questa è la drammatica verità.Non solo economicamente ma soprattutto culturalmente .L’altra sera la Gabanelli su Reporter ha rilevato i dati di una ricerca del Censis dove si evince un aumento dell’analfabetismo dal 1960 ad oggi. Sia ben chiaro non riferito al non sapere l’inglese o ad non sapere accendere un computer, no sapere ne leggere e ne scrivere!Il regionalismo esasperato, il localismo ha creato , soprattutto in alcune zone d’Italia, una chiusura mentale da brividi, cosa che non avevano neanche i ns. padri e i ns. nonni. La crisi della politica nasce da pochi masanielli che di questo “spezzatino” ne hanno fatto la propria ricchezza sulle spalle degli ingenui senza cultura. Un cancro che sarà difficile da debellare.

  15. Ho letto l’articolo sul ferroviere italiano e devo dire che giustifico il comportamento tenuto dalle autorità altoatesine e vi spiego perchè:
    Loro non sono e non si riterranno mai italiani, la loro storia, la radice culturale è germanica che a differenza di quella italiana non scende a compromessi come lo scambio di favori, voti di scambio, privilegi, corruzioni, voltagabbana, inciuci vari e quant’altro che caratterizza la vita politica italiana.
    E’ un caso forse che in quei posti tutto funziona per il meglio, vale a dire i trasporti funzionano, la sanità è all’avanguardia e ben organizzata (non mi pare di aver sentito parlare di malasanità da quelle parti come invece succede in italia!), smaltimento dei rifiuti funziona bene (non come a napoli) e tutti gli altri servizi funzionano (o per lo meno cercano di funzionare) mentre nel resto d’italia…..
    Forse è proprio questo che li fa sentire “superiori” agli italiani: loro dicono ” Da noi questo funziona, è efficente mentre da voi italiani no, punto.
    E perchè non funziona? Ma e ovvio, perchè in italia c’è la politica clientelare, la corruzione, la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta (quante volte ce lo siamo sentiti dire all’estero: italiano? mafioso!!) tutta robaccia tipica della gente italiana non centra niente con noi.”
    Io, quando sono stato da quelle parti e anche in Austria e Germania non sono mai stato trattato male da nessuno perchè mi sono sempre comportato bene e ho sempre rispettato tutto e tutti. Ma quando vedo degli italiani che in quei posti si comportano da maleducati, bifolchi e cafoni e fanno casino senza rispettare la gente, allora giustifico pienamente il comportamento della gente del posto anche perchè mi fanno solo vergognare di appartenere allo stesso paese di quella gentaglia.

  16. Cittadino italiano nato e cresciuto all’estero, per lo più in una minoranza linguistica (Svizzera francofona), posso capire alcuni atteggiamenti dei sudtirolesi germanofoni (e non tedeschi, l’aggettivo corretto è “germanofoni”). Prima di tutto, a loro non è mai stato chiesto, dopo la caduta dell’impero austro-ungherese, se volessero diventare italiani. OK, da quel tempo hanno ottenuto molti vantaggi economici e politici grazie allo statuto di autonomia. Ma, come lo dice giustamente Tony, la loro cultura non scende facilmente a compromessi come lo scambio di favori, ecc… A differenza della zona dove vivo ora, vicino al Canton Ticino, dove molti di quelli orgogliosi esponenti della “Padania” sarebbero pronti a passare sotto il governo di Berna per qualche centinaia di euro (o franchi) di più al mese, o per una manciata di servizi gestiti con più efficienza. Polemiche a parte, sono stato trattato bene quella volta che sono stato a Bressanone, o piuttosto Brixen. Gente antipatica se ne trova ovunque. Ultima cosa riguardo a ciò detto in questo blog: in Valle d’Aosta non c’è più una minoranza francofona (ormai estinta), ma vige un bilinguismo artificiale (qualità del francese che varia da abbastanza buona a pessima stile traduttore automatico Google), usato per onorare l’eredità del passato (secondo molti valdostani) oppure per giusticare il risucchio di soldi legati all’autonomia (secondo la stampa torinese).

  17. A quattro anni di distanza da questo articolo lasciatemi cari fratelli italiani dire due parole. Un conto è il diritto di vivere la propria cultura, pur in una situazione che è frutto di passate vicende storiche e politiche.. e un conto è essere dei cittadini italiani, anche se di cultura tedesca, avendo dei privilegi fiscali totalmente ingiusti nei confronti di tutti gli altri cittadini del resto del paese. E’ giusto che lo stato italiano permetta agli altoatesini di vivere la propria cultura: ad esempio di imparare il tedesco a scuola, ma perche in una provincia italiana, come lo è la provincia di Bolzano, debbono tornare indietro il 90 per cento delle tasse pagate, mentre nel resto del paese ne torna solo il 20 per cento?
    Insomma questo è ingiusto.
    Oggi agosto 2011 c’è la crisi economica! E allora? dobbiamo ancora lasciare questi privilegi? No!
    Se “basta” fare saltare i pali della luce e fare atti terroristici, come ne avvenivano in provincia di Bolzano negli anni ’60, per piegare lo stato italiano a concedere privilegi fiscali: allora povera Italia!
    Io personalmente abolirei tutti i privilegi fiscali dal Trentino Alto Adige alla Sicilia.
    Davanti a Dio siamo tutti uguali! Basta privilegi!

  18. A distanza di un ulteriore anno, sono d’accordissimo con Massimo Moltrasio.

    Parte del Tirolo è stata annessa all’Italia nel 1919 ed è diventata Alto Adige. Da questo non si può prescindere. Altrimenti l Italia oggi dovrebbe rivendicare l Istria o il Nizzardo o la Corsica che pure erano geograficamente, culturalmente e linguisticamente italiani e che sono stati de-italianizzati brutalmente e strappati (o nel caso della Corsica mai annessi) allo stato italiano.
    In Alto Adige da decenni c’è un grado di autonomia che altre minoranze (nel Paese) si scordano. Che non diventi arroganza. Non esiste che dei madrelingua italiani siano discriminati, a maggior ragione sul territorio del loro stesso stato.

    Sto valutando molto molto seriamente di sostituire Bressanone con qualche località austriaca nel piano delle mie prossime vacanze estive.
    Giorgio

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