Pagine Web di Nebbiolo grapes: una questione di cultura

Anche se ci sarà immancabilmente qualche bischero – scelgo questa tipica, colorita espressione toscana che tanto amo, anche se questi bischeri saranno magari lombardi, trentini, romani, veneti o piemontesi: la bischeraggine non ha confini – che non mancherà di liquidare la mia uscita sulla misteriosa sparizione delle pagine Web del sito Internet del convegno internazionale Nebbiolo grapes come un mio fatto personale con il Consorzio di Valtellina e con i suoi responsabili, tentando, così facendo, di metterle il silenziatore, di depotenziarne il significato, di eludere risposte che sono chiaramente ineludibili, sono persuaso che la questione che ho sollevato costituisca una questione di interesse generale.
Voglio difatti credere che ad avvertire come assurda, priva di significato, stravagante, la decisione di dismettere, come un ferrovecchio, come qualcosa che ha fatto il suo tempo e non serve più, le pagine Web relative al Convegno internazionale Nebbiolo grapes, che richiamò nelle sue due edizioni, nel 2004 a Sondrio e nel 2006 ad Alba, grandi esperti e studiosi di ampelografia, viticoltura, enologia, oltre che appassionati e “innamorati” del vitigno Nebbiolo, nelle sue diverse espressioni, provenienti da tutto il mondo, non sia solo il sottoscritto, che secondo qualche “bischero” avrebbe un “conto in sospeso” (e mi piacerebbe sapere quale ed in che cosa consista) con il Consorzio di una delle zone vinicole italiane che maggiormente amo.
Voglio augurarmi, anzi, sono certo, che considerano inspiegabile questa decisione, che ha consentito ai suoi artefici di risparmiare solo qualche centinaio di euro, tutte le persone, dotate di una normale sensibilità, per le quali rottamare un sito Internet, non lasciare traccia nella Rete di un lavoro lungo e importante che ha coinvolto e riguardato tante professionalità e che si è espresso in due occasioni scientifiche di rilevante importanza, che hanno lasciato traccia nella storia degli studi scientifici sul Nebbiolo, costituisce una vera e propria offesa all’intelligenza.
Non voglio esagerare i termini della faccenda, ma credo che quella che ho voluto porre all’attenzione di tutti coloro che il Nebbiolo amano e che vorrebbero capire e avvicinare sempre di più, sia una vera e propria questione di cultura e costituisca la migliore testimonianza di come, in determinati ambienti, si guardi al fenomeno vino e di quali significati gli si attribuiscano.


Un approccio dettato da spessore culturale, quindi curioso, intelligente, sensibile, aperto, avrebbe dovuto suggerire, archiviate (ma quando si archivia si conserva, si organizza in modo razionale, atto a facilitare il ritrovamento e la consultazione, il materiale, non lo si distrugge…) le due edizioni 2004 e 2006 del convegno, di lasciare traccia sulle pagine Web di Nebbiolo grapes di tutto quanto era stato prodotto e presentato in occasione delle due assise scientifiche. Quindi il programma delle due edizioni dunque, l’elenco dei relatori, il testo completo, scaricabile in formato word o pdf, delle relazioni scientifiche, l’elenco dei vini presenti in degustazione, tutte le notizie, le acquisizioni scientifiche, le ipotesi di lavoro relative al vitigno Nebbiolo che erano state presentate nelle varie, intense e laboriose, giornate di studi del 2004 e del 2006.
Ma anche, secondo una visione che qualcuno definirà utopica e molto ottimistica, quindi più facile da enunciare che da realizzare, e che avrebbe dovuto vedere il depositario del marchio e del dominio, il Consorzio vini Valtellina, riuscire a coinvolgere e rendere compartecipi altri soggetti, dal Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero alla Fondazione Fojanini all’Istituto di virologia vegetale del CNR, a facoltà universitarie di viticoltura ed enologia, anche per distribuire su più “spalle” il necessario impegno finanziario, realizzare qualcosa di grande.
Penso, ad esempio, ad un forum permanente dove dare conto, via via, di tutti gli studi, le ricerche, le sperimentazioni in campo vitivinicolo ed enologico, condotte in Italia e nel mondo su quell’uva Nebbiolo che, non mi stancherò mai di dirlo, costituisce l’emblema, il simbolo, la forza, il carattere distintivo (quando ci si ricorda di onorarlo ed esaltarlo) dell’eroica viticoltura di montagna valtellinese.
Ideando Nebbiolo grapes, avendo avuto la fantasia e l’intelligenza di concepire la prima edizione sia come grande momento di riflessione scientifica sul Nebbiolo sia, oggettivamente, come grande momento promozionale dei vini di Valtellina, il Consorzio aveva compiuto un’operazione grandiosa, incontestabile, esemplare. Operazione lungimirante, perché organizzare la prima edizione di Nebbiolo grapes a Sondrio invece che ad Alba era stata un’orgogliosa affermazione di coraggio ed un atto di fede nel Nebbiolo, una scelta che aveva messo gli albesi e gli uomini del vino della Langa, superati con abile slalom dai valtellinesi, nella condizione di dover replicare, di dover a loro volta organizzare, con pari impegno, la seconda edizione del convegno.
La stessa lungimiranza, la stessa attenzione, l’identica capacità di guardare al di là del proprio naso, di ragionare in grande (o quantomeno evitare questa oggettiva brutta figura…), di dare un seguito a questo loro exploit avrebbero dovuto, compiendo una riflessione doverosa su cosa significhi comunicare e comprendendo il valore di Internet quale strumento di comunicazione universale, mantenendo in vita – la spesa non era proibitiva – il sito Web di Nebbiolo grapes, facendone un fiore all’occhiello, un motivo di vanto, un simbolo dell’azione del Consorzio.
Così purtroppo non è stato, per i motivi che sarebbe giusto e doveroso a questo punto, per correttezza, per trasparenza e correttezza dell’informazione, senza voler peraltro mettere nessuno all’indice e senza voler emettere condanne, sbagliamo tutti, l’importante è non ripetere gli errori, conoscere.
Penso e mi auguro che altri la pensino come me e che si facciano a loro volta sentire per sollecitare un riscontro, che una risposta chiara, sincera, onesta, sia doverosa e dovuta. Lo è, a mio avviso, nei confronti di tutte le persone, e sono tante, che hanno collaborato al successo delle due edizioni del congresso internazionale Nebbiolo grapes, degli studiosi che hanno elaborato e prodotto, per quelle due occasioni, importanti relazioni, degli appassionati del Nebbiolo che hanno partecipato, a Sondrio e ad Alba, alle giornate di studio, della stampa internazionale che seguì il convegno, degli enti pubblici e degli sponsor che hanno finanziato Nebbiolo grapes.
E magari, e spero di non sbagliarmi, di tutti i soci del Consorzio vini Valtellina, che si sarebbero molto volentieri risparmiati una così brutta figura, compiuta da quell’ente che dovrebbe tutelarne gli interessi e rappresentarli, difendendo la loro immagine, al meglio.

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