Rosso di Montalcino 2005 da scoprire

Costantemente relegato in secondo piano dalla celebrità e dallo strapotere del Brunello, il secondo vino di Montalcino, il Rosso di Montalcino Doc quest’anno merita particolare interesse. Non elevato il livello dell’annata di Brunello, la 2002, da poco entrata in commercio e solo settecentomila le bottiglie, spesso proposte a prezzo molto elevato, della riserva 2001, ai consumatori appassionati dei vini base Sangiovese di Montalcino non si può pertanto che consigliare, in attesa di annate migliori, di concentrarsi proprio sul Rosso. L’annata commercializzata, la 2005, é ottima, le bottiglie disponibili sono tante, circa 4 milioni e mezzo, i prezzi in molti casi convenienti e comunque (salvo rare eccezioni) nell’ordine dei 10, 12 euro massimo in enoteca, allora, data l’affidabilità e la piacevolezza di questo vino perché non riservargli finalmente tutte quelle attenzioni che siamo soliti dedicare al fratello maggiore ?
Buoni Rosso di Montalcino, nel corso della presentazione del Benvenuto Brunello, lo scorso febbraio, ne ho assaggiati e apprezzati diversi.


Voglio citare il Rosso di Gianni Brunelli, colore rubino violaceo vivo squillante, naso vivo vinoso ampio aperto, dotato di una succosa dolcezza del frutto, di notevole calore, ampiezza e persistenza al gusto e tannini ben sottolineati, quindi il Rosso de Il Colle, rubino violaceo intenso, naso fitto, complesso, dalla lieve speziatura, dotato di una polpa, di una ricchezza e di una persistenza quasi da Brunello, e poi il vino di Salicutti, molto floreale, aperto, elegantissimo con una polpa fruttata carnosa e vibrante, freschissimo e giovane nel suo porsi ed il Rosso di Gorelli Le Potazzine, dal naso cremoso, denso e profondo profumato di ciliegia e mora di gelso, godibile e molto saporito.
I due vini che mi hanno però più colpito sono il Rosso 2005 della Tenuta di Sesta rubino violaceo brillante, naso fresco, aereo, fragrante molto ciliegioso, dotato di un frutto succoso nitido, croccante di bella immediatezza, grande equilibrio e contagiosa beva.
Forse il migliore tra tutti quelli degustati é il Rosso di Montalcino 2005 di Lisini (produttore del mitico cru Ugolaia) colore rubino violaceo di magnifica vivacità e brillantezza, elegante, sinuoso, pimpante nei profumi, venati di sottobosco, accenni minerali, viola ed iris, dotato di una magnifica polpa al gusto, e nonostante il notevole impegno e la consistenza ed un carattere brunelleggiante, dotato di una sapida freschezza, grazie ad un bellissimo gioco dell’acidità che equilibra e rinfresca la materia importante. Un grande Rosso, affinato in botti di rovere di Slavonia di media capacità, da gustare su preparazioni a base di carne arrosto o alla griglia.

0 pensieri su “Rosso di Montalcino 2005 da scoprire

  1. Diverse cantine hanno deciso di produrre solo Rosso di Montalcino nel 2002, quindi questi vini hanno beneficiato delle uve destinate normalmente al Brunello, cosa che e’ successa per Biondi Santi. Ecco perche’ nelle annate minori spesso i vini base sono decisamente migliori del normale.

    Il Rosso di Gianni Brunelli e’ talmente buono che sembra davvero un Brunello. E’ strano a dirsi ma questo vino non solo si mostra giovane, ma ha delle ottime potenzialita’ di invecchiare e di migliorare ulteriormente. Se queste sono le premesse, mi aspetto un grandissimo Brunello 2005. Spero vivamente che abbiano fatto anche la riserva!

    Antonio

  2. Vorrei segnalare una piccola cantina della frazione Centine di Montalcino: l’azienda Cupano. Questo Rosso di Montalcino é un vino fuori dal comune, sia per la qualità, l’eleganza, la polposità, sia per come viene prodotto: rese bassissime, uve certificate biologiche, vinificazione in barriques vecchie.
    Il risultato é al pari di un Brunello, un vino altrettanto longevo. La fascia di prezzo é sopra alla media, ma si tratta di una piccola produzione. Dimenticavo, il vigneròn é …francese!

  3. assaggiato il Cupano al Vinitaly: buono veramente, e soprattutto barrique usate come Dio Vino Comanda, ovvero come botte e non come dado da brodo.
    Max Pigiamino Perbellini

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