In Valtellina… largo ai giovani ! Pietro Nera (72 anni) prossimo nuovo presidente di ProVinea

La Valtellina del vino assomiglia sempre più al Politburo dell’Unione Sovietica ai tempi di Breznev. Un ristretto sinedrio (per non chiamarlo gerontocrazia) di persone in su con gli anni che troviamo ovunque in prima linea a comandare e dominare, anche contando su sostanziosi appoggi politici, a non perdersi una poltrona laddove una posizione di potere si liberi.
Ricorderete sicuramente le vicende che hanno portato allo scandaloso “dimissionamento” dei vertici della Fondazione ProVinea, del presidente Domenico Triacca, indiscutibilmente il produttore di riferimento di questa magnifica zona vinicola di montagna (colpita oggi, accidenti !, da una rovinosa grandinata), e del direttore Sandro Faccinelli. Bene, come avevamo già scritto, avendo la sola incertezza su a chi potesse toccare il ruolo di presidente e a chi quello direttore, quello che era nell’aria si è avverato.
Ieri alle 17 era prevista la riunione del Consiglio di amministrazione del Consorzio vini Valtellina e con qualche ritardo, dovuto ad una riunione “carbonara” effettuata in precedenza, alla quale avrebbero partecipato il presidente del Consorzio vini di Valtellina Casimiro Maule ed i consiglieri Bettini e Marsetti, oltre a Pietro Nera, la riunione si è tenuta e ha visto la nomina di Pietro Nera, patron dell’omonima casa vinicola di Chiuro e gia candidato di Forza Italia, lo stesso partito dell’Assessore De Stefani, vicepresidente di ProVinea, alle ultime amministrative provinciali, in sostituzione di Triacca nel Cda di ProVinea. L’unico voto contrario a questo che, come vedremo, è un ritorno, è stato di Andrea Zanolari della Plozza.

Unica condizione che sarebbe stata posta a Nera per la sua nomina a consigliere e, con ogni probabilità, a nuovo presidente, (nomina che dovrebbe avvenire settimana prossima) è quella di dimettersi da consigliere del Consorzio, cosa che Nera avrebbe promesso di fare, anche se non esiste alcuna certezza che questa “clausola” dell’accordo venga effettivamente rispettata. Spieghiamo ora perché quello di Nera è in qualche modo un ritorno.
Il 23 maggio del 2005, come risulta al registro decreti n°43 della Provincia di Sondrio presieduta dal senatore Fiorello Provera, Pietro Nera venne nominato quale membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Fojanini di Studi Superiori in rappresentanza della Provincia di Sondrio. Insieme a lui anche Claudio Introini, all’epoca enologo della Sertoli Salis e non ancora presidente della Fondazione.
Passano pochi mesi ed il 2 ottobre del 2005, come attestato dal registro decreti n°85, “avendo assunto il suddetto Pietro Nera comportamenti contrastanti con indirizzi e linee di intervento secondo quanto espressamente indicato dall’Amministrazione Provinciale; ritenuto che detti comportamenti abbiano snaturato gli indirizzi operativi a base dell’azione della stessa Amministrazione Provinciale compromettendo il rapporto fiduciario, requisito fondamentale per la designazione del Signor Pietro Nera da parte dell’Amministrazione stessa, non si può che censurare le azioni assunte a titolo personale e non a nome dell’Amministrazione Provinciale che rappresenta; che questo comporta la revoca dell’incarico allo stesso conferito con proprio decreto n°43 in data 23 maggio, DECRETA, per le motivazioni specificate la revoca del Signor Pietro Nera quale componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Fojanini di Studi Superiori di Sondrio in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale. Firmato il presidente Senatore Fiorello Provera”.
Questo decreto di revoca veniva inviato anche a Claudio Introini per conoscenza ed evidentemente come parte interessata.
Quali siano stati i motivi di questa revoca non si sa esattamente, in Valle si dice perché Nera avrebbe tentato di fare il presidente al posto del candidato ufficiale della Provincia. Questa volta, speriamo che sia quella buona, Nera entra nel Cda di ProVinea e si accingerebbe ed esserne il presidente con la direzione, da dipendente stipendiato, dell’ex “rivale” Introini che di anni, essendo nato nel 1946, ne ha solo 61. ProVinea conterebbe quindi su una regia di “saggi” che totalizza 133 anni d’età, mentre il presidente del Consorzio, nato nel 1949, non ha ancora raggiunto i sessanta. Quel che si dice largo ai giovani e avanti con il rinnovamento, avanti con volti nuovi e nuove forze !…

0 pensieri su “In Valtellina… largo ai giovani ! Pietro Nera (72 anni) prossimo nuovo presidente di ProVinea

  1. richiamo tutti al rispetto delle elementari norme di buona educazione. Commenti liberi, sarcastici, graffianti, ma nei limiti della buona educazione e del rispetto degli altri. Critica sì, insulti assolutamente no, altrimenti, mio malgrado, sarò costretto a censurare.

  2. Questa é la classica dimostrazione di come funzionano ancora le cose in Italia. Gestire il mondo del vino e dell’agroalimentare in genere, in questo modo e con questi enti/carrozzoni da fiera di paese é da suicidio!
    I giovani possono solo prendere esempio per fare esattamente l’opposto. Poi non ci si lamenti quando i valtellinesi che vendono nella GDO hanno le bottiglie impolverate sugli scaffali, mentre il peggior prodotto cileno va via come se fosse acqua minerale.
    Per fortuna che qualcuno, lassù, fa ancora il vino seriamente e non faccio nomi per non scatenare altre polemiche.

  3. Allora, come già fatto altre volte, i nomi dei produttori di riferimento li faccio io, che non ho problemi a scatenare polemiche e ad assumermene le responsabilità:
    Arpepe, Triacca, Le Strie, Rainoldi (non tutti i vini), Sertoli Salis (non tutti i vini e vedremo ora con il cambio di enologo e l’arrivo dei consulenti toscani), Fondazione Fojanini, sono i produttori che consiglierei a chiunque volesse avere un’idea chiara e netta di come si esprima il Nebbiolo in un regime di viticoltura di montagna. Ci sono poi quelli che non mi piacciono per niente, ma inutile citarli, tanto per chi mi legge sono ben noti…

  4. Far parte, dirigere Pro Vinea significa amare i vigneti.
    Amare l’elegante nebbiolo di montagna. I muretti, i pendii scoscesi sull’Adda. Andiamo a vedere i vigneti di questi produttori? Su Franco, organizza una visita guidata tra le vigne! mezza giornata. Così, su e giù per i muretti…
    Nebbiolo? Cabernet? Merlot? Vigne? Zerbi? Pensa che parlano di 1200 oreettaro. Da troppi anni in Valtellina contano solo le carte, le parole, conta essere della Parrocchia. Visitiamo i vigneti di questi signori. Se dimostreranno cura dei propri vigneti, avranno cura anche dei quelli degli altri, altrimenti….altrimenti che stanno li a fare? Chissà.. Poi facciamo una bella degustazione. Un assaggio rappresentativo della produzione valtellinese di lor signori. Non quelle che riguardano il 5% della loro produzione. Andiamo al Crai, li c’è fino al 30 giugno un bel grumello a 4,00 euro. Salendo, per piacere, ti fermi alla Coop e prendi un super Sforzato. Docg, mi raccomando! Con poco più di 15,00 te la cavi. All’Iperal trovi quindi le riserve. Se poi fosse troppo caldo, invece, andiamo a Livigno. Con 4,00 euro ci prendiamo una bella riserva del ’96. Sempre vini di lor signori..
    PRO VINEA? QUALE VINEA? o DI CHI?
    Fortunamente è arrivato il caldo, i bianchi dell’Alto Adige ci daranno sollievo. Quando li bevo rivivo la semplice armonia di quelle valli, tanto vicine, tanto lontane…
    ULISSE

  5. Il nome non l’ho fatto, ma l’avete fatto voi e mi fa piacere che apprezziate il vino di una persona che, prima di essere un mio fornitore, é una mia amica. La miglior leva per il marketing é quando il prodotto parla da solo, alla faccia dei soliti nomi. Io intanto ho pasteggiato con un Rocce rosse, gli altri non so.
    Prosit!

  6. …prendendo spunto dall’intervento di Ulisse va effettivamente registrata l’inadeguatezza del gruppo di giovani entrato nel CDA del Consorzio (vedi composizione CDA http://www.consorziovinivaltellina.com/index.php?option=com_content&task=view&id=14&Itemid=32). Del bel gesto di alcuni “produttori anziani”, che un anno fa si sono fatti da parte per un ricambio generazionale, se ne è approfittato Maule che invece sono 5 o 6 anni che “promette” di non ricandidarsi come presidente e poi è sempre lì… Ormai ci crede solo lui alle balle che racconta.
    Avanti così Casimiro, facci divertire ancora un po’!
    Per la serie senza vergogna…

  7. ma nessuno ha ancora capito la verità? De Stefani dopo 3 anni di inutilità istituzionale ha lanciato l’idea del Consorzio dei consorzi (un altro carrozzone inutile che vorrebbe mettere insieme consorzi di tutela che si guardano in cagnesco da sempre). oltre e prevedere per questo nuovo ente un altro direttore over 70 (si parlava anche qui di Introini) questa idea ha sempre trovato l’opposizione di Maule, cioè del consorzio vini perché ne è “il padre padrone”. Maule essendo stato attaccato e smascherato nel 2007, giustamente viene da dire, come mai nella sua carriera alla Negri (vicina alla fine per motivi di età) si è sentito accerchiato e isolato (dopo una vita di cattiverie anche i più diplomatici come Triacca lo hanno abbandonato con le sue manie di grandezza) e pur di mantenere appoggio e posto ha ceduto alle richieste di De Stefani, che ha bisogno di far vedere che riesce ad avere un’idea in vista delle prossime elezioni, chiedendo in cambio però l’eliminazione del più grosso elemento di disturbo e di critica al suo operato che sicuramente era Faccinelli, a cui il coraggio di dire la verità di certo non mancava. Riuscire poi a eliminare anche Triacca che appoggiava l’operato del suo direttore e che si sapeva non lo avrebbe abbandonato, è stato comunque il vero obiettivo di Maule. del resto negli ultimi anni la sua azienda ha perso molto mercato a favore dell’azienda di Campascio e qualche rimedio doveva pur trovarlo. quello che fa pensare è cosa si aspetta dalla vita l’enologo di Chiuro quando, tra non molto, andrà in pensione. se semini zizzania raccogli tempesta

  8. Casimiro rispondere… Sarà tutto a preso ad indagare su chi, come, quando. A pensare da quali complotti nasca tutto questo malcontento nei suoi confronti…
    L’unico che fa complotti è il sig. Maule che è una vita che fa il furbetto di quartiere… Povero Casimiro, purtroppo per lui quello che leggo è condivisibile al 95%. Che si faccia un serio esame di coscienza, anche se sarà sempre troppo tardi…

  9. Bella etichetta, bel nome (Diaul), tappo in sughero (se non ricordo male), vino morbidone e piacione che fa contenti tutti… prezzo medio, quel prezzo di mezzo che il consumatore (dalle ricerche) considera essere il limite della qualità (sotto ai 4 Euro, la qualità scade, pensano i consumatori e forse hanno ragione), ma anche il limite della spesa (sopra i 5 euro al consumatore medio da supermerato sembra troppo per una bottiglia di vino). Cosa c’è dietro? E soprattutto cosa c’è dentro? Chi sa parli. Il popolo è indeciso se prendere il solito Inferno Negri quello con l’etichetta Nera (!) e Arancione o se passare al Diaul che costa meno e ha un look più giovane. (MauMau, parla… esci dal tuo isolamento… del doman non vi è certezza…)

  10. “coscienza” ? E cosa diavolo é, cosa significa ? Certa gente gli “esami di coscienza” non sa proprio cosa siano…

  11. Benché io ritenga lecito che ognuno abbia e palesi le proprie opinioni, trovo molto maleducata la riposta del sig. Farina e non condivido per nulla la plateale esibizione del suo astio nei confronti di Ziliani; tuttavia condivido la sua critica – benché non sia d’accordo sui termini che usa – perché mi sembra che troppo spesso si siano accantonate le regole della buona educazione. Premettendo che non simpatizzo per nessuno dei due, i signori Pietro Nera e Casimiro Maule hanno i loro nomi, coi quali credo sia più intelligente chiamarli invece di servirsi di soprannomi stupidi che non fanno ridere nessuno e misurano il calibro delle persone che li usano.

  12. Non ho nessun astio contro Ziliani, che rispetto profondamente come collega. Solo, mi è sembrato che volesse svillaneggiare in qualche modo quel che ho scritto, come dire “Hahah, gli piacciono i vini di Negri, guardatelo!”. E allora, gli ho risposto un po’ sulla stessa lunghezza d’onda, anche perché lui non disapprova risposte anche dure quando ci va giù duro. Fa parte della normale dialettica, e sono assolutamente convinto che lui non mi abbia ritenuto maleducato, esattamente come io non ho avuto la stessa impressione leggendo il suo intervento.
    Se poi mi sono sbagliato, pace, faccio ammenda e mi cospargo il capo di quaresimale cenere. Ti assicuro, nessun astio. Qualora dovesse venirmi dell’astio per cose del genere, ritieniti autorizzata a mandarmi un TSO psichiatrico sotto casa.

  13. E comunque, nel mio primo intervento intendevo dire esattamente quel che ha detto Sara. Facile prender la gente per i fondelli protetti da pseudonimi come “ingenui” o “essere precisi” o amenità simili. Facile tirar fuori speculazioni paranoidi protetti dall’anonimato. Qui, se uno dei signori citati dovesse offendersi, a rimetterci penalmente e civilmente per colpa delle vostre buffonate sarebbe soltanto Franco (e Antonio Tombolini, che gli offre lo spazio). Quindi penso possiate anche andarci piano.

  14. … prendo atto che Farina jr, cui piace tanto stare dalla parte dei potenti, sembra evocare, in qualche modo, se non augurarsi interventi in campo penale e civile di persone che sono state fatto oggetto di critiche o sui cui nomi qualcuno, esagerando, si é permesso giochi di parole. Io non preso alcuno “per i fondelli” avvalendomi di pseudonimi, ho mosso delle critiche circostanziate, ho esposto fatti e ho fatto della cronaca. Di più, sono intervenuto pubblicamente in un commento, che per chiarezza riporto e che é tuttora on line – “richiamo tutti al rispetto delle elementari norme di buona educazione. Commenti liberi, sarcastici, graffianti, ma nei limiti della buona educazione e del rispetto degli altri. Critica sì, insulti assolutamente no, altrimenti, mio malgrado, sarò costretto a censurare” – invitando tutte le persone che intervengono a mantenersi nell’ambito della critica e ad astenersi da insulti o altro. Di più, in alcuni casi sono intervenuto eliminando alcuni eccessi verbali, che non condivido e che non reputo in alcun modo giustificati. Quanto a Farina, l’ho più volte invitato ad astenersi da postare commenti su questo blog, perché o ci dice che l’acqua é bagnata e che tutto va bene madama la marchesa, oppure non arriva a capire, con effetti di involontaria comicità, di cosa si stia parlando… Spero che questa volta, come é già successo con un altro personaggio che, fortunatamente, da un po’ non si fa più sentire, capisca…

  15. Haha, ma di che potenti parli? Di quelli vinicoli o di che altro? Pensi davvero che me ne freghi qualcosa di farmi amici o nemici in qualche consorzio o associazione o enti similari? Ritieni seriamente che quando scrivo un articolo io pensi davvero ogni volta a come tenermi buono e non turbare Terpandro Giancazzi, vice-vice-direttore dell’Associazione no profit per la tutela della scorzonera cerulea di Vergate sul Membro? Cosa ti fa supporre che eventuali vantaggi dalle amicizie di cui sopra (o eventuali ritorsioni a cause di inimicizie) siano di un’entità tale da indurmi a pormene il problema? Tutto sta nel dare alle cose il peso che hanno. E io a queste cose non attribuisco nessun peso. Dico semplicemente quello che penso, quello che mi piace. E se a qualcuno non va giù, alla notte riesco a prender sonno ugualmente.
    Comunque, è curioso sostenere che io sia “amico dei potenti” solo per la lettura di un breve pezzo ove esprimo alcune preferenze vinicole… Di chi sia o come si chiami il produttore del vino me ne frega assai. Quello che conta, perché io ne parli bene, è che piaccia a me, non che piaccia a te, a Cernilli, a Massobrio o a mia nonna in carriola.

    Spiace comunque vedere che mi ha frainteso sulla faccenda dei commentatori. Penso semplicemente che, nell’eventualità che a qualcuno venisse voglia di rompermi le scatole per qualcosa di scritto sul mio sito, mi seccherei molto se ciò succedesse per colpa di un commentatore. Una volta un tizio inserì un commento volgare e offensivo nei confronti di Luciano Pignataro. Io mi scusai con lui e cancellai il commento, perché se l’avessi lasciato (e se Luciano non fosse un amico capace di leggere tra le righe, cioè di capire che quel commento era solo l’illazione di un anonimo di passaggio) Pignataro avrebbe potuto sporgere querela contro di me.

    In ogni caso, per la legge dei grandi numeri, qualche rara volta riesco anch’io a dire qualcosa di condivisibile, e, incredibile dictu, forsanco di intelligente: l’ammettesti tu stesso… Se poi sono anche comico, la cosa non può che essere positiva: una sana risata di tanto in tanto può far bene, e te ne accorgerai il primo luglio, se ci sarai anche tu da Liloni.
    Ci vediamo, e non te la prendere troppo per delle inezie, ché non è il caso.

  16. Notizie sulle nomine Provinea dai media locali.
    L’Assessore all’agricoltura della provincia di Sondrio Severino De Stefani è il nuovo Presidente della Fondazione Provinea, vicepresidente Fabio Bresesti. Come ipotizzavo (vedi sopra) l’amministrazione provinciale ha fatto un passo indietro su Nera.
    Il direttore sarà Claudio Introini, attualmente:
    – pensionato
    – presidente della Fondazione Fojanini
    – sindaco del Consorzio Vini
    Si prevede di conseguenza un impegno minimo in qualità di direttore di Provinea…

  17. Ebbravo Bacco! E grazie. Il più informato della Valle a quanto sembra. E quindi anche preveggente. Certo che chi ci capisce è bravo. Gli organi che “amministrano” la piccola Valtellina sembrano la corte di Re Sole… un via vai di nomine, contronomine, vicenomine, riunioni carbonare, riunioni ufficiali, che avranno mai tutti da agitarsi a qual modo? (senza
    per altro concludere molto in favore dei vini di valtelllina e del turismo) Saranno per caso
    i soldi e il potere (il potere, mi viene da ridere) a creare tutto ‘sto movimento? Com’è piccolo il mondo… e non sto parlando di ettari.

  18. attenzione ai navigatori.
    gira voce che la fondazione provinea verrà trasferita molto presto come sede presso la fondazione fojanini, presieduta casualmente dal direttore della fondazione provinea, ma che è anche revisore del consorzio vini e consigliere della strada dei vini. fondazione fojanini finanziata dalla provincia di sondrio il cui assessore all’agricoltura è presidente della fondazione provinea e consigliere della strada dei vini. ma perchè non portarla alla camera di commercio, dove il segretario generale è anche revisore del consorzio vini e della fondazione fojanini, oppure usare la stessa sede della strada dei vini, cioè la camera di commercio, tanto il coordinatore della strada è sempre il segretario generale della camera di commercio. sarebbe contento anche il vicepresidente di provinea che è nella giunta della camera di commercio oltre ad essere presidente degli artigiani. sicuramente allora sarà contento anche il cognato del vicepresidente della fondazione provinea che è vicepresidente del consorzio vini, che tra l’altro ha la sede presso la camera di commercio, il cui vicepresidente è revisore della strada dei vini, e magari sarebbe contento anche il vicepresidente degli artigiani che è assessore al turismo della provincia, che finanzia la fondazione fojanini, oltre ad essere presidente del consorzio turistico provinciale e consigliere della strada dei vini…
    l’unico non contento dovrebbe essere il presidente del consorzio vini che è solo consigliere della strada dei vini…

  19. bacco si è sbagliato sul poco impegno che Introini metterà nell’incarico di direttore di provinea. altrimenti non si spiega il contratto da duemila euro al mese che ha appena firmato con la fondazione. comunque sia alla foianini che al consorzio l’incarico che svolge è gratuito e dopo la fine della collaborazione con la azienda sertoli salis aveva molto tempoa a disposizione, come del resto in foianini sanno visto che si era offerto come amministratore delegato a tempo pieno.

  20. “Me cojoni!” direbbero a Roma (Ziliani, la prego, non mi censuri il gergo, non si tratta di volgarità, ma di idioma dialettale italiota). Che stipendi stupendi che girano in valle! Grazie Ugo per averci resi edotti di cotanta generosita provinciale (intesa come elargizione di amministrazione provinciale). Molte chiese e molti altarini, sembrerebbe, nella fulgida Valtellina…

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