L’unione fa la forza: più tasse per favorire la promozione dei vini di Washington State

Cari produttori di vino italiani, volete creare le condizioni perché i vostri vini siano maggiormente conosciuti e quindi si possano vendere di più anche al di fuori dei confini regionali e nazionali ? Bene se avete questo legittimo obiettivo di aumentare il business e l’immagine delle vostre produzioni, non vi resta che imitare quello che viticoltori e vinificatori uniti hanno deciso di fare, insieme, dall’altra parte del mondo, nello Stato di Washington, dopo la California il secondo più importante stato produttore di vino negli Usa, con oltre 12 mila ettari vitati, 460 aziende vinicole (erano solo 20 nel 1981), 350 produttori di uve, 14 mila persone coinvolte a diverso titolo nella locale industria vinicola. Cos’hanno fatto nello Stato di Washington ? Niente di speciale e niente di nuovo, ma molto di commendevole, ovvero decidere, con parere unanime, di spendere di più e aumentare le quote che pagano per finanziare la loro partecipazione alla Washington Wine Commissionun’agenzia che si occupa della promozione e dello sviluppo dell’industria vinicola di Washington.
La commissione, con il voto favorevole del 97 per cento delle aziende e del 55 per cento dei viticoltori, ha deciso di aumentare i diritti corrisposti al fondo comune della Wine Commission
passando da 4 ad 8 centesimi per gallone per le aziende e da 6 a 12 dollari per tonnellata d’uva nel caso dei viticoltori.
In tal modo la Wine Commission potrà disporre di un budget annuale che passa da 1,6 a 3,5 milioni di dollari, che consentirà di fare più pubblicità, comunicare meglio, promuovere in maniera più organica i vini di Washington, Stato che dispone di nove AVA o American Viticultural Areas (AVA) e la cui produzione, da varietà quali Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, Cabernet Franc, Sangiovese, e poi Chardonnay, Riesling, Sauvignon Blanc, Semillon, Viognier, vede una quota maggioritaria, del 57%, di vini rossi, in larga parte collocati nel segmento dei premium wines (vini venduti da 8 dollari in su).
L’obiettivo della Washington Wine Commission è di favorire una maggiore conoscenza e un maggiore consumo negli States, così come regolarmente già accade con i vini californiani e australiani o quelli europei, ma senza precludere la possibilità di presentare la produzione vitivinicola di Washington anche all’estero.
Non é forse un esempio da seguire ?

0 pensieri su “L’unione fa la forza: più tasse per favorire la promozione dei vini di Washington State

  1. Il problema italiano, vale per il vino ma probabilmente per la maggior parte delle altre cose italiane, non sono i soldi, ma come vengono spesi.
    Mentre uno si può immaginare che, anche senza conoscere i fatti nel dettaglio, questa Wine Commission si dia da fare in modo serio e professionale per la promozione del vino dello stato di Washington, i nostri equivalenti, ICE, Buonitalia, assessorati provinciali, comunali, camere di commercio, enoteche regionali, non sempre (sbaglio se dico quasi mai?) sono all’altezza della situazione. E avrei molte testimonianze per avvalorare quello che dico.
    Il fatto è che, probabilmente, la Wine Commission si muove con l’obiettivo di avere dei risultati tangibili in rapporto a quella che è lua mission dichiarata (la promozione del vino dello Stato di Washington), i tanti nostri piccoli, medi e grandi istiuti di promozione, spesso sembrano avere delle finalità più autoreferenziali che di efficacia.
    Sono sicuro che lo sanno un po tutti.
    Come si esce da questo? I soldi dei produttori devono essere usati da organi costituiti per gran parte e diretti da produttori. E anche questo andrebbe visto bene come farlo, visto che la tentazione di usare qualsiasi trampolino a disposizione per finalità politiche (con la p meno che minuscola) è spesso irrefrenabile, basti guardare quello che succede in alcuni Consorzi di Tutela oggi. E’ il male italiano.

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