ProVinea: il presidente Triacca ed il direttore Faccinelli “dimissionati”

Avete presente quell’eccellente cosa, estremamente utile per la tutela e la salvaguardia di quella particolare viticoltura, che non è eccessivo chiamare “eroica”, che è la viticoltura di montagna della Valtellina, che è stata, dalla sua nascita, il 28 luglio del 2003, sino ad oggi, la Fondazione onlus ProVinea Vita alla Vite di Valtellina ?
Creata, “per volontà dei produttori associati al Consorzio di tutela dei vini di Valtellina con lo scopo di tutelare, senza fini di lucro, il territorio, il paesaggio e l’ambiente viticolo terrazzato della provincia di Sondrio, dove si sviluppa l’area viticola terrazzata di montagna più estesa d’Italia, e di tutelare e valorizzare le tradizioni storico-culturali, i beni culturali ed ambientali”, ProVinea in questi anni ha messo a segno risultati indubbiamente di innegabile rilievo, agevolando e rendendo possibili azioni di salvaguardia del versante retico terrazzato, mediante “un fondo di rotazione dell’importo di 4.500.000 € destinato a finanziare interventi preventivi di manutenzione del versante Retico terrazzato”, e gestendo, quale “attore principale” importanti risorse finanziarie fondamentali per il mantenimento dei terrazzamenti vitati e di tutto ciò che essi significano in termini culturali, sociali ed economici per la Valtellina”.
Non bastasse questo, non fossero sufficienti questi interventi che si sono tradotti in sistemazione di muri di sostegno, di rampe d’accesso ai terrazzamenti, di scale e in ripristino di drenaggi e scoli di acque meteoriche, pulizia di incolti, interventi fondamentali che hanno avuto un ruolo di presidio del territorio montano valtellinese, oltre ad aver promosso “studi e ricerche multidisciplinari legate ai saperi della montagna e dell’area valtellinese”, contribuito a valorizzare le “tradizioni storico – culturali, dei beni culturali ed ambientali” valtellinesi, aver dato vita a convegni, premi, progetti di formazione, corsi per operatori del territorio vitato terrazzato, ProVinea ha contribuito fortemente a mettere a segno due obiettivi formidabili.
Parlo della procedura di formalizzazione e presentazione delle candidature della zona dei vigneti terrazzati del versante retico della Valtellina e della Ferrovia Retica nel paesaggio culturale Albula – Bernina per il Patrimonio mondiale Unesco, due progetti forti, qualificanti, importanti che hanno visto ProVinea collaborare con Istituzioni ed Enti vari e proporsi come un soggetto attivo, efficiente, affidabile, autorevole e stimato (fede ne fa la rassegna stampa dei moltissimi articoli dedicati alla Fondazione), come un punto di riferimento imprescindibile nel panorama valtellinese.
Questo bilancio assolutamente in attivo in una situazione normale avrebbe valso alla ProVinea e ai suoi responsabili, il presidente Domenico Triacca (produttore di alcuni dei migliori vini valtellinesi) e al direttore Sandro Faccinelli, il plauso unanime e convinto di tutti i soggetti, in campo politico, ammininistrativo, vinicolo, che agiscono in Valtellina e che dovrebbero avere a cuore un’immagine alta della sua viticoltura ed enologia.
Invece, come si apprende dalla stampa locale, da La Provincia di Sondrio alle pagine di Sondrio de Il Giorno, nel corso dell’ultima riunione del Consiglio di Amministrazione di ProVinea, svoltosi un paio di giorni orsono, sia il presidente che il direttore di ProVinea hanno ritenuto (possiamo dire che sono stati costretti ?) di dover presentare le loro dimissioni e di togliere il “disturbo”.


I motivi di questa decisione non sono noti, perché da signori quali sono Triacca e Faccinelli preferiscono, per il momento, non commentare, ma da un articolo apparso sulla pagina di Sondrio de Il Giorno, si apprende secondo quanto dichiara Pietro Nera, storico produttore valtellinese, che “c’era malessere tra ProVinea e Consorzio tutela vini e direi che questa è la conclusione”. Nera afferma inoltre che “il direttore di ProVinea aveva accusato pesantemente in modo spiacevole l’operare del Consorzio e il suo presidente. C’era malessere e una situazione insostenibile”. Nera non entra nello specifico dei motivi del contendere, però osserva “d’altro canto se il direttore, che è un dipendente, si è mosso in un determinato modo, il presidente non poteva non saperlo”.
Anche un altro produttore, Alberto Marsetti, consigliere del Consorzio vini, spara su Faccinelli “sapevo che per il direttore tirava una brutta aria. Faccinelli ha mosso delle critiche pesanti al Consorzio. Ultimamente gli abbiamo chiesto anche chiarimenti sull’attività dell’Onlus e risposte ufficiali non ne sono arrivate”.
In un altro box, pubblicato sempre sulle pagine de il Giorno Sondrio Valtellina, si avanza l’ipotesi che le duplici dimissioni siano maturate “dopo che è stata chiesta la testa del direttore, richiesta alla quale Triacca si sarebbe opposto” e si dice, apertis verbis, “che Faccinelli si sia fatto diversi nemici, anche all’interno di quel Consorzio Vini che ha creato ProVinea nel luglio del 2003” e viene riportato un parere del vice-presidente di ProVinea Severino De Stefani, assessore all’agricoltura della Provincia di Sondrio, secondo il quale Faccinelli “non godeva più della fiducia del cda. Sono state fatte delle puntualizzazioni sul suo conto”.
Registrando lo sconcerto in merito “all’azzeramento dei vertici di ProVinea espresso dalla Cisl di Sondrio, che “ha aderito sin dall’inizio a ProVinea per sostenere gli scopi che la Fondazione si prefiggeva, perché li riteniamo importanti e strategici per la valorizzazione e la tutela del nostro paesaggio e della nostra cultura” e che giudica il lavoro sin qui svolto “apprezzabile” esprimendo “pieno consenso all’operato della dirigenza della Fondazione”, osservando che le dimissioni dell’intero vertice “fanno presupporre motivazioni gravi e pesanti”, faccio mia la richiesta di urgenti chiarimenti avanzata dal segretario generale Daniele Tavasci.
Esprimendo la piena solidarietà agli amici Domenico Triacca e Sandro Faccinelli, due galantuomini e seri professionisti e due persone per bene che hanno costantemente agito nell’esclusivo interesse della Fondazione e del mondo del vino valtellinese, non posso che chiedermi, alla luce di quanto dichiarato da Pietro Nera, se davvero il Consorzio tutela vini Valtellina ed i suoi responsabili abbiano determinato, e come, la situazione che ha portato alle duplici dimissioni.
E’ fondamentale capire quali siano le “critiche pesanti” che Faccinelli avrebbe rivolto al Consorzio criticando, come dice Nera, “in modo spiacevole l’operare del Consorzio e il suo presidente”, capire esattamente di cosa si sia trattato, se di un “delitto di lesa maestà” nei confronti di qualcuno che si ritiene intoccabile e che non può essere criticato, pena la scomunica, o di che altro.
Ci vorrebbe insomma, una volta tanto, un pizzico di chiarezza, quella trasparenza, quella disponibilità a dialogare con il prossimo, ad accettare rilievi e critiche, che da parte del Consorzio di via Piazzi a Sondrio continua decisamente a mancare e che ha generato la pesante situazione che ha di fatto normalizzato e ridotto al silenzio, creando seri interrogativi sul suo futuro, una realtà di fondamentale importanza come ProVinea.

p.s. perplessità sulle dimissioni di Triacca e Faccinelli sono espresse anche sul sito Internet Tellusfolio in questo post
p.s. 1 Anche il portale Internet Valtellina on line ha fatto sue le mie perplessità sul “dimissionamento” di Triacca e Faccinelli in questo articolo

0 pensieri su “ProVinea: il presidente Triacca ed il direttore Faccinelli “dimissionati”

  1. Insomma, Ziliani, qui se c’è un vincitore (oltre a MauMau, naturalmente) è proprio lei! Che tempo fa ha sollevato la “questione Valtellina” a più riprese, ricevendo come risposta un assordante silenzio e pure qualche critica del tipo “si faccia gli affati suoi che ai nostri ci pensiamo noi”. Forse qualcosa non va nel mondo del vino di Valtellina. Siamo al regolamento di conti? (economici, naturalmente)

  2. Esprimo anche la mia solidarieta’ e simpatia per Domenico Triacca e Sandro Faccinelli, augurandomi che nel Consorzio si riesca comunque a fare quella pulizia che sembra ormai indispensabile. E ringrazio te, Franco, che da sempre sostieni gli ottimi vini e gli onesti vitivinicoltori di quella valle benedetta dove le condizioni di lavoro in molti posti sono pero’ maledette, anche perche’ da alcuni mesi eri (e forse lo sei e lo sarai ancora) sottoposto a veline e veleni da parte di certi oscuri personaggi che in quel mondo remano spudoratamente in senso opposto. Sei sempre la voce della chiarezza, ma vedo che non sei solo

  3. la stampa locale valtellinese TACE… SI STA COMPORTANDO COME UNA SERVA??? ESPRIMO TUTTA LA MIA SOLIDARIETà A FACCINELLI E TRIACCA, CHE TANTO HANNO FATTO. SABATO 5 MAGGIO A TIRANO, IN PIAZZA STAZIONE, C’ERANO 5MILA PERSONE… UNA GRANDE FESTA, ORGANIZZATA DA PARTE ITALIANA PROPRIO DA FACCINELLI. HO AVUTO MODO DI INTERVISTARE TRIACCA PER UN ARTICOLO CHE APPARE QUESTO MESE SU “TIRANO & DINTORNI”. NE ESCE AMORE, TANTO, PER IL TERRITORIO, PER QUESTA VITICOLTURA EROICA DI MONTAGNA, PER FAR AVERE AGLI AGRICOLTORI I GIUSTI MERITO. SONO SCANDALIZZATA DA QUANTO SUCCESSO, ACNHE SE, PARLANDO CON FACCINELLI, ERA PREVEDIBILE. IN VALTELLINA CHI NON FA IL “LECCHINO”, IN QUESTO MOMENTO POLITICO, SUSCITA LE IRE DI QUALCHE ARROGANTE POLITICO AL POTERE???? E’ SOLO UN QUESITO, ME LO CHIEDO, NON QUERELATEMI, VI PREGO. CRISTINA CULANTI

  4. Del Triacca che la vendemmia passata non ha ritirato l’ uva di molti agricoltori? Passa inosservata la questione?

  5. Ma scusi,se per Lei questo non e’un problema grave mi permetto di farLe questa domanda: “Ma perchè Lei i suoi articoli li pubblica? O ancor meglio perchè Lei per quello che svolge viene pagato? A nessuno piace lavorare gratis e non vedere le propie fatiche esser ripagate in tutti i sensi. Inoltre se l’uva viene ritirata dalle cantine e venduta sottoforma di vini ecc.. un agricoltore lavora e mantiene il territorio altrimenti va tutto in rovina Le pare?

  6. Questa storia del ritirare o meno le uve dai viticultori, io ne so davvero poco, meriterebbe un approfondimento o un contributo anche da parte di altri… non é che per caso funziona come piccolo (piccolo?) ricatto nei confronti della parte debole (i viticultori che non fanno vino)? Come funziona? Si cono contratti vincolanti oppure i vari produttori di vino decidono secondo convenienza o come tira il vento se comprare o meno le uve? E a che prezzo? Il medioevo é passato da un pezzo… o no?

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