Puglia in tavola al Pegaso: gemellaggio riuscito tra il Garda e la Murgia

Merita sicuramente un pubblico plauso, non solo perché è riuscita benissimo e perché si è mangiato (e bevuto) alla grande, ma per lo spirito da cui è nata e che l’ha sorretta, la Serata Puglia in tavola che si è svolta lunedì sera presso la Trattoria Pegaso dell’oste, agitatore sociale, sovversivo del gusto e blogger Adriano Liloni, alias Troglo, in quel di Soprazocco di Gavardo, nell’entroterra collinare che guarda verso Salò ed il Lago di Garda.
Merito delle vere squisitezze, frutto di materie prime sceltissime e di preparazioni all’insegna della semplicità e del gusto, che Caterina e Giulio Cantatore hanno portato, sciroppandosi qualcosa come 850 chilometri (più quelli necessari per il ritorno) dalla loro Enoteca L’Angolo Divino di Ruvo di Puglia in provincia di Bari, ma soprattutto di un feeling e da una comunione di gastronomici e culinari sensi che hanno portato i due osti, Adriano e Giulio, a dialogare, a pensare di poter proporre in terra gardesana un momento conviviale pugliese.
Grazie a questa vicinanza un progetto che poteva sembrare folle, perché Caterina e Giulio da casa hanno portato proprio tutto, dall’olio, l’eccellente extravergine a base di olive cultivar coratina dell’azienda Vetrere (di cui è stato apprezzatissimo anche il profumato, succoso Rosato 2006 Taranta), al pane e ai taralli, cotti nel forno a legna, ai formaggi (mozzarelle, burrata di Andria, Pecorino delle Murge), al capocollo, dolce e appena piccante, di Martina Franca, è invece riuscito. Merito delle due patronne, che hanno lavorato a stretto contatto in cucina, merito della positiva disposizione d’animo di larga parte dei clienti – amici presenti, che per una sera si sono lasciati conquistare da una proposta di cucina tanto diversa da quella normalmente apprezzata al Pegaso, merito dell’atmosfera sempre simpatica, calorosa e caciarona che si respira in questa che non è solo una trattoria, di gusto, ma un vero “centro recupero per clienti insoddisfatti” dove a tavola si mangia e si sta in allegria.
E merito, naturalmente, anche delle cose che, in sequenza, ci sono arrivate in tavola, a partire dalla semplicissima frisa con cipolle dolce tagliate fini, pomodoro, ed un pizzico di peperoncino, per proseguire con la pizza di patate, le diverse focacce con verdure, una leggera, dolce, fondente parmigiana di melanzane. E poi i già citati salumi e formaggi, ben stagionati e saporiti senza mai essere invadenti, per poi arrivare, dopo esserci “strafocati” di assaggi e stuzzichini (quel magnifico pane con l’olio extravergine profumato di carciofo un’assoluta bontà), ai piatti forti.
Innanzitutto un classicissimo della cucina povera come il puré di fave con le cicorie (e un bel velo di olio), quindi i gustosissimi cavatelli fatti a mano con funghi cardoncelli e poi, accidenti, non onorato abbastanza, perché non c’era quasi più posto…, un fantastico agnello della Murgia, cotto splendidamente al forno, ancora succoso, con erbe selvatiche, funghi cardoncelli e dei magnifici peperoni gialli scottati e filettati.
Ovviamente seguiti, prima di arrivare ai dolci, dove la mandorla e la pasta di mandorle erano dominanti, dalle fantastiche ciliegie varietà “ferrovia”, grandi, croccanti, ben polpute, dolci al punto giusto e nervose al palato e da fichi fioroni raccolti solo poche ore prima.
Ad accompagnare tutto questo ben.. di Puglia, ovviamente una serie di vini pugliesi, dal già citato Taranta rosato di Vetrere all’interessante, succoso, originale Susumaniello Nomas 2003 di Lomazzi e Sarli, il blend Primitivo – Aglianico Tatu 2004 di Vigne e Vini, l’elegante, aromaticamente accattivante Aleatico della Tenuta Rubino.
Ad Adriano e Giulio, osti dialoganti e aperti al confronto, e alle loro brave compagne in cucina, il plauso, convinto, di tutti i presenti, persuasi che mancare ad una serata così sarebbe proprio stato un errore…

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