Ma i portali del vino sono in linea con lo spirito del Web 2.0 ? Un’indagine di Kela blu

Interessantissimo interrogativo quello che si pone, in questo post pubblicato sul suo nuovo, ma già vivacissimo, blog Kela Blu, Massimo Bernardi: ma i portali vino-centrici cresciuti e pasciuti nel Mesozoico del Web italiano, non sono forse un pizzico in ritardo con lo spirito dei tempi, con il cosiddetto Web 2.0 o blog – geist ?
Massimo ha passato al setaccio della modernità, verificando se presentassero o meno contenuti tecnologici quali feed RSS, blog, video, Wiki, commenti, tag, che ormai tanti considerano come dei must che non possono mancare in un qualsiasi sito o blog che si rispetti, alcuni dei più diffusi e noti portali del vino italiani, Enotime, Acquabuona, LaVINIum, Perbacco, Tigulliovino, Altrovino, Corriere del Vino e WineReport (toh, esiste ancora ?).
I risultati, sorprendenti, li trovate al termine del post su Kela blu.
E voi cosa ne pensate, si può fare corretta informazione senza tecnologia oppure i più moderni ritrovati della tecnologia informatica sono in-di-spen-sa-bi-li e chi ne è privo, anche se scrive cose interessanti, è un inguaribile provinciale ?
Beh, cosa aspettate a dire la vostra qui e in sede di commento anche sul blog di Massimo ?

4 pensieri su “Ma i portali del vino sono in linea con lo spirito del Web 2.0 ? Un’indagine di Kela blu

  1. In effetti lascia perplessi quest’analisi ma non mi sorprende più di tanto. Secondo me GR a parte in campo web tutti gli “istituzionali” stanno un pò troppo a guardare! Sapessi da quanto è che cerco di smuovere l’AIS! almeno in toscana il presidente si è sbilanciato http://www.aistoscana.it/articoli.php?id=186 quando dice che “Internazionalità ed informatica: queste due strade da seguire nel futuro.”…
    Cmq la critica 2.0 secondo me va riferita a tanti portali italiani e non solo “vinosi”.
    Per il vino il problema semmai è che chi può in questo momento mettersi a fare qualcosa che sia più completo profondo e interessante di una ventina di feed rss “giusti”? Da questo punto di vista secondo me meglio un “aggreagatore” un pò freddo come quello del GR che tanti altri tentativi (tranne forse vinix, non fosse altro per l’entusiasmo di filippo!)

  2. Non sono un tecnico e mi rendo conto di certi limiti, ma confesso che io continuo a credere che i contenuti siano prioritari, se poi c’è anche una facilità di fruizione e una buona tecnologia di supporto non può che far bene. Ma chi reputa davvero indispensabile la presenza di video e wiki? Sinceramente, dai riscontri di chi ci legge, ho verificato che approvano la facilità di fruizione e lettura del sito, per cui vuol dire che i suoi limiti tecnici non sono determinanti o declassanti per i nostri obiettivi. Almeno per ora.

  3. I contenuti restano prioritari. Puoi avere wiki e video e tag ovunque, tecnologie innovative, ma poi se non scrivi cose interessanti e utili allora gli orpelli tecnologici non servono a nulla. E’ bene che ci siano, ma poi ci vogliono i contenuti.
    saluti

  4. La professionalità di un giornalista, oggi,passa anche dalla capacità di utilizzo delle risorse tecnologiche. Su questo non si discute. Ma i contenuti e la passione rimangono e rimarrano prioritari, inevitabilmente e per fortuna. Bene l’interattività, specie se gestita in certi modi. Bene se abbiamo una grafica fresca e piacevole. Come utente, ma anche come giornalista, non considero invece assolutamente indispensabile la presenza di video, strumento che troppo spesso finisce per rendere “passivo” il fruitore del servizio nè l’utilizzo di troppi strumenti che rischiano di appesantire la struttura di un portale e di rendere paradossalmente meno agevole il reperimento di notizie. Per rispondere al quesito posto da Franco, sono convinto che la buona informazione si possa fare anche senza essere in pari con le ultime tecnologie, come dimostrano, ad esempio, “Vino al vino”, “LaVINIum” e “Acquabuona”. La capacità di informare bene passa attraverso il talento, la passione, la competenza e l’onestà intellettuale, cose che non si acquisiscono con nessun 2.0 o simili. Questo non deve ad ogni modo impedirci di cercare strumenti migliorativi tra quelli che la tecnologia web ci mette a disposizione, a patto che questi servano a snellire la struttura di un sito e a rendere più chiara l’informazione.

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