San Gimignano 2 – Tra realtà (Vernaccia) e sogno (Rosso), un rosato che non t’aspetti

Intendiamoci subito, così come non credo (vedi) che San Gimignano debba improvvisarsi una natura grossista che non ha, non cadrò di certo nel ridicolo nel delinearne una potenzialità come area produttrice di rosati. Certo gli è che l’essermi recentemente imbattuto, dopo il fantastico, elegantissimo, rosato sui generis, color buccia di cipolla sangue di piccione, prodotto con uve Canaiolo in purezza e sapidità estrema da Elisabetta Fagiuoli a Montenidoli, in un altro rosato davvero rimarchevole, prodotto “con i vitigni della tradizione, come sangiovese e canaiolo”, mi fa pensare – ma la mia è ovviamente la riflessione di un autentico patito dei rosé – che l’area di Montepulciano meriti davvero di rientrare tra le zone più vocate, in Toscana, alla produzione di questa particolare tipologia di vini.
Il rosato che ho casualmente scoperto e che sottopongo inevitabilmente alla vostra attenzione è uno splendente Igt Toscana 2006 che i fratelli Vagnoni, marchigiani (di Offida) trapiantati ormai da decenni a San Gimignano producono nella loro ben attrezzata cantina posta nella vocatissima frazione di Pancole dove elaborano uve provenienti dai circa venti ettari vitati di proprietà.
Pancolino, da Pancole, ovviamente, il nome del rosato, ottenuto con la tecnica classica del salasso da un classico mix di uve tutte toscane comprendente, in rosso, Sangiovese, Canaiolo e Prugnolo gentile e Trebbiano e Malvasia in bianco. Il vino ha tutto per compiacere gli amanti del “vin en rosé”: colore cerasuolo corallo splendente – rosa antico, un naso di bella dolcezza, vivo, succoso, profumato di ribes, mirtillo, ratafià (quella delle mitiche caramelle Baratti della mia infanzia), con venature di bon bon, confetto, mandorla, leggere sfumature floreali che richiamano il giglio ed il mazzetto odoroso e formano un insieme fragrante e di grande allegria.
Ancora più gustoso questo simpatico Pancolino in bocca, dove si dispone dinamico, articolato, carnoso, con un frutto rotondo e ben polputo, ricco, dotato di una sorprendente struttura, persistenza e stoffa, eppure fresco, dotato di una precisa vena sapida, facilitata da un’acidità calibrata, e da un rilievo petroso – minerale che lo fa bere, con il suo contenuto alcolico ben bilanciato (13,5°), con assoluta piacevolezza. 6000 le bottiglie e un costo in cantina, di poco inferiore ai cinque euro, dal grande rapporto prezzo – qualità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *