Wine label design: l’etichetta come immagine. Intervista a Simonetta Doni


Lontani i tempi quando un’etichetta di vino era un semplice rettangolino di carta incollato sulla bottiglia che doveva dirci che vino fosse, di quale annata e prodotto da quale azienda !
Oggi nell’epoca dell’immagine non solo la vera etichetta, quella che riporta le diciture di legge (chi ha prodotto e imbottigliato, il contenuto, la gradazione alcolica, la denominazione d’origine e l’annata) è diventata la retroetichetta, sempre più affollata, gremita di testi a volte illeggibili, ma l’etichetta, sempre più spoglia, essenziale, ridotta all’osso, a contrasti di colore, ad un disegno, insomma, ad un brand, ha assunto la funzione di comunicare e dare l’immagine dell’azienda produttrice.
In questa ottica, creare
un’etichetta è diventato sempre più un lavoro da specialisti che coinvolge intelligenze, culture, linguaggi diversi, e azzeccarla, soprattutto per i vini che finiscono sugli scaffali, delle enoteche, certo, ma soprattutto della grande distribuzione organizzata, è diventato fondamentale.
Perché un’etichetta indovinata, una bella etichetta, così si dice, aiuta a farsi notare e, di conseguenza, anche se nel migliore dei mondi possibili che immaginiamo dovrebbe essere il contenuto, più che il contenitore, a fare la differenza e a motivare il consumatore, a vendere.
Questo lungo e un po’ arzigogolato discorso per segnalare la lunga e credo interessante intervista che ho realizzato con uno dei protagonisti del wine label design, ovverosia dell’arte di creare etichette di vini, quella bella ed elegante signora che è Simonetta Doni, titolare dello Studio Doni & Associati di Firenze che lavora con aziende del calibro di Elisabetta Foradori (sua la splendida etichetta del Granato), Marchesi Antinori, Barone Ricasoli (vedi etichetta del Casalferro) Marchesi Frescobaldi, Tedeschi (vedi l’etichetta dell’Amarone della Valpolicella Capitel Monte Olmi), Bertani, Donnafugata, Mazzei, Marco Felluga, Arnaldo Caprai, Allegrini, Banfi, Gruppo Italiano Vini, Santa Margherita, Sella & Mosca, Argiolas, ecc. Intervista che potrete leggere, qui, nello spazio delle news Le novità dal mondo del vino, del sito Internet dell’Associazione Italiana Sommelier.

0 pensieri su “Wine label design: l’etichetta come immagine. Intervista a Simonetta Doni

  1. Incuriosita sono andata a leggere l’intervista completa…Complimenti Franco e complimenti a Simonetta Doni per la chiarezza dei concetti espressi. Gli acquisti sono in gran parte influenzati dall’emozione che un prodotto ci trasmette e, l’etichetta di un vino attraverso l’immagine, contribuisce a catturare l’attenzione e spinge il consumatore a confrontarsi con le emozioni che essa suscita. Gran bella intervista! Complimenti sinceri.
    Barbara.

  2. la prossima volta Franco chiedigli cosa ne pensa dei critter wines (ovvero i vini con animaletti in etichetta stile yellow tail)…dicono che almeno in USA vanno per la maggior per una grossa fetta di pubblico (ma non ovviamente per chi compra casalferro!)

  3. Si, è vero, l’etichetta di un vino è importantissima, quasi quanto il prodotto stesso, deve trasmettere visivamente le sensazioni di quel vitigno, di quel territorio, deve invogliare l’acquirente ad assaggiare quel prodotto.
    Brava Simonetta!!!!!

  4. Parole sante!
    Anche qui nel nord-est, nonostante la diffusa cultura di impresa, molto spesso i produttori trascurano il valore strategico di una buona creatività per le etichette, affidandosi più all’artista locale che agli specialisti di progettazione visiva e comunicazione.
    Un po’ alla volta…
    : )

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