Infami e infamie sul Web: ma è davvero la logica del blog, bellezza ?

Internet e quell’esaltazione dello spirito di Internet che sono i blog hanno il grande vantaggio di permettere una libera espressione del pensiero, soprattutto se indipendente e controcorrente, di proporre un’alternativa ad un’informazione, quella generalista ma anche quella sul vino, molto spesso istituzionale, ingessata, imbavagliata (o autocensurata), ben attenta a non disturbare i manovratori ed i poteri forti.
Questa grande opportunità, questo mettersi in gioco sulla Rete, presenta però, come rovescio della medaglia, di poter essere bersaglio di personaggi vari che si nascondono dietro l’anonimato e possono dire e scrivere tutto e il contrario di tutto, anche sotto forma di insulti, diretti a te o magari a personaggi e situazioni di cui hai trattato nei tuoi post. Parafrasando l’Humphrey Bogart dell’Ultima minaccia (film del 1951 che trattava proprio della libertà di stampa) potremmo dire “è la logica del blog, bellezza!” (interrogandoci però se sia davvero una via obbligata), e quando si concepisce l’informazione sul vino come la concepisco io è normale, fa parte del gioco, anche ricevere qualche colpo basso.
Non pensavo, però, che quel diritto di critica a quanto scrivo, quel diritto al diverso pensare che continuo a ritenere doveroso e sacrosanto e salutare in un corretto e sano rapporto tra chi scrive e chi legge, potendo replicare come accade nei blog, potesse portare qualcuno, sabato mattina, ad inviarmi, come commento a questo articolo che avevo pubblicato qualche giorno fa, e che nei giorni successivi aveva causato un vivace, articolato dibattito sul forum del Gambero rosso, un post di Kela blu ed un mio successivo post, questo testo, dallo stile piuttosto confuso e sgrammaticato, la cui infamia lascio a voi giudicare.
Ha scritto l’anonimo: “Premetto che il mio commento non c’entra nulla con tutta l’epopea di cui sopra, ma io come Gigi (Gigi Portici, autore di un commento al mio originario post – n.d.r.) avrei da chiedere smentita o conferma di un insistente e indiscreto rumore colto diverse volte nel ambiente, emanando da fonti diciamo a secondo dei casi più o meno ben introdotti…
Ecco, si dice che Franco Ziliani ha ormai litigato con tutti ma proprio tutto, che non lavora più, che di conseguenza non si sa come campa (inserire qui ipotesi a piacere…) e che per di più il suo matrimonio sia entrato in una profonda crisi… Le ipotesi conseguenti credo siano abbastanza evidenti che per non riscriverle qui esplicitamente. Sarei molto interessata di conoscere l’opinione dell’autore di questo blog in merito di questa piccola indiscrezione…”.
La cosa ancora più grave è che questo farabutto, questo spregevole individuo sul quale, disponendo della sua IP, sarebbe interessante sentire il parere della Polizia Postale, a corredo di questo suo messaggio inviato con il nickname di barbarescovero (mentre sul forum del Gambero rosso qualcuno, che alcuni hanno ipotizzato potesse essere il sottoscritto, era intervenuto come barolovero) ha indicato un sito Internet che corrisponde ad un produttore di Barbaresco, facendo passare questo produttore, assolutamente innocente e inconsapevole, come l’autore del messaggio. Questo anche se l’indirizzo di posta elettronica che ha indicato (indirizzo rivelatosi fasullo quando gli ho scritto per dirgli quel che penso di lui e quando la mail è tornata indietro – permanent error – trattandosi di un unknown address) non è quello che il produttore indica sul suo sito Internet.
Come si vede, dunque, un episodio squallido, come squallido è il suo artefice, che dimostra a quale livello di imbarbarimento, a quale degrado sia arrivato il cosiddetto “confronto di idee” e “dibattito” su quella cosa che dovrebbe regalarci piacere ed emozioni che è il vino.
Naturalmente il commento, con la mail, fasulla, dello scrivente e con l’indicazione delle pagine Web del produttore (ignaro e innocente) di Barbaresco (che conosco e con il quale ho normali rapporti) non è stato pubblicato e questo testimonia ampiamente la validità della mia recente scelta di non consentire più la pubblicazione automatica di tutti i commenti inviati, ma di filtrarli preventivamente.
Ai lettori di questo blog, se vorranno, un commento in merito, con una domanda che giro loro: ma cosa avevo scritto di tanto grave, in questo blog, quali poteri forti avevo attaccato, quali incongruenze e stravaganze avevo sottolineato, per scatenare una reazione così vile e infame ?
p.s. dimenticavo: mia moglie ed il mio commercialista, che conoscono meglio di me quale sia il volume del mio lavoro e se sia vero quanto sostiene l’anonimo scrivente, ringraziano “barbarescovero” e gli inviano un “simpatico” saluto…

0 pensieri su “Infami e infamie sul Web: ma è davvero la logica del blog, bellezza ?

  1. Carissimo Franco,
    quando avevi deciso di mettere un filtro ai messaggi ero rimasto un po’ perplesso, anzi spiaciuto, perche’ pensavo che un po’ di velocita’ nel batti e ribatti degli interventi in fin dei conti fa bene, ravviva, il dibattito. Ma alla luce di quanto hai scritto oggi (che mi ricorda gli attacchi che hai subito nel forum di Winereport da Fufluns…) non posso che concordare con te che un filtro sia addirittura indispensabile. Peccato perche’, nonostante che tu abbia eretto un tuo sistema di autodifesa, un danno quel vigliacco te l’ha gia’ fatto, e anche grosso, limitando appunto la velocita’ dello scambio di interventi. La Polizia Postale deve sicuramente intervenire, queste iene non possono passarla liscia anche se per insultarti scrivono da altri computer e si credono impunibili. C’e’ sempre un’orario pero’ sui post, che puo’ far risalire gli inquirenti a chi ha utilizzato quell’IP in un dato momento, all’insaputa oppure no del titolare. Un amico della GdF di mare mi diceva di aver fiducia sempre nella Giustizia, perche’ e’ lenta, e’ lunga, ma alla fine paga sempre. Stammi bene!

  2. Qualche anno di esperienza in blog vari mi porta, purtroppo, a dare risposta affermativa alla domanda. D’altronde la libertà ha sempre come lato oscuro della luna la posibbilità di errare. E non credo che il ricorso alla “giustizia” sia una strada auspicabile. L’unica via è “passare oltre” e non dare importanza agli imbecilli.

  3. secondo me più che il blog in sé è in genere la parola scritta che invita alla polemica unito al fatto che nei blog e nei forum si tende a ribattere punto per punto quello che gli altri ti dicono. Per farti un esempio noi come comunità capi del gruppo scout firenze 8 avevamo messo su un piccolo gruppo di discussione per fare riunioni online quando non potevamo vederci. Ecco abbiamo smesso di usarlo perché un paio di capi avevano cominciato a lanciare polemiche e frecciate agli altri ma quello che de visu era una battuta sullo schermo si trasformava in uno strale mortale…ora se questo succede tra persone che si conoscono da una vita in un gruppo scout figuriamoci tra un gruppo di sconosciuti che si frequentano per 2 ore su internet…

  4. Esprimo tutta la mia solidarietà a Franco Ziliani…condanno le barbarie che alcune persone si ritengono in diritto di indirizzare alle persone oneste…cordiali saluti,
    Roberto

  5. Uno si distrae appena per le meritate vacanze ed ecco che i cretini si mettono in moto!
    L’aspetto divertente è che i dubbi sul Gambero, legittimi peraltro, non li avevi neanche posti tu.
    Ti tocca ringraziare per l’accaduto, il sig. Gigi (?).
    Dalle mie parti si dice: fatti i fatti tuoi se c’è chi te li fa fare!
    Tirem’innanz….

    P.s.: Buon lavoro per la stagione appena iniziata.

  6. Purtroppo la comunicazione anonima e imbecille, esiste da quando è stata inventata la scrittura. I blog ed internet forse l’hanno riportata in auge più di prima, ma c’è sempre stata e sempre ci sarà(purtroppo).
    Chi scrive queste cose è per avere una reazione, quindi meglio eliminare il commento e passare oltre.

  7. Censura é censura. A fin di bene o a fin di male, sempre censura rimane e non é nello spirito di internet. Da forum aperto a tutti – anche agli imbecilli – si passa ad un demandare la libera parola alla discrezione del gestore del blog. Questi sará anche la persona piu´corretta al mondo, ma é sempre uno sminuire il senso stesso del blog e la velocitá stessa del dibattito che esso genera.

    Non e´certo un problema semplice e la risposta classica di Tombolini potrebbe ancora fare testo “Il blog e´mio e ci faccio quello che mi pare”.

    Peró si perde un po´ la proprietá del blog al momento in cui si accettano i commenti. Esito un po´ad usare parole grosse, ma credo che sia una delle misure della democrazia ( di cui internet e blog sono espressioni) il dare spazio a tutti. Poi ci sono i sistemi per perseguire chi abusa dello spazio
    gratuitamente concesso. La madre dei cretini e´sempre incinta ma al momento in cui si permette ai suoi figli di cambiare le regole del giuoco, allora forse
    si fá il giuoco dei cretini.

  8. pubblico, solo per non essere tacciato di “censore”, il commento del signor Merolli. Ma poiché il blog é mio, gli insulti li ho beccati io, gli eventuali commenti con insulti rivolti ad altre persone vedrebbero me, “gestore” di questo blog e non lui responsabile, proseguo, mettendo in preventivo dissensi come questo, con la politica che ho scelto. Forse, come lui dice, farò “il gioco dei cretini”, anche se, ancora una volta, faccio fatica a capire quanto utile e democratico sarebbe lasciare libero spazio ad imbecilli come “barbarescovero”

  9. Io credo che si debba fare un distinguo fra il professionista che utilizza un blog strettamente legato alla professione che svolge, con tutti i rischi di denunce che corre proprio in quanto ciò che scrive ha un peso ben preciso, da chi il blog lo usa amatorialmente per esprimere pensieri e opinioni che non condizionano la sua vita lavorativa.
    Aggiungo che scrivere in libertà non significa essere autorizzati a fare illazioni sulla vita privata di chicchessia.
    La storia ci insegna che quando si riesce a far girare false notizie con furbizia si ottengono risultati spesso catastrofici nei confronti di chi ne è vittima. Direi che è un motivo sufficiente per utilizzare un controllo almeno all’interno di un proprio blog. Pratica fra l’altro usata da molti, professionisti e non.

  10. Colgo l’occasione della manifestazione di solidarieta’ a Franco Ziliani per ricollegarmi a un punto del primo commento (quello di Mario Crosta): apprendo che c’e’ qualcuno che dietro lo pseudonimo di Fufluns ha attaccato l’autore di questo blog. Bene (si fa per dire), poiche’ mi e’ capitato piu’ volte di usare io stesso questo pseudonimo (il nome etrusco della divinita’ corrispondente al Dioniso greco) vorrei segnalare che i Fufluns in circolazione sono piu’ di uno (e chissa’ quanti). Questa cosa mi rafforza sempre piu’ nella decisione di ricorrere agli pseudonimi il meno possibile.

  11. Io non mi meraviglierei troppo Franco, quest’infamia è figlia esclusivamente dell’invidia nei tuoi confronti. Certi soggetti che commentano assiduamente più o meno di nascosto nel tuo blog ti invidiano perchè sanno di non avere le tue straordinarie competenze in materia di vino. Di vino ultimamente ne vogliono parlare tutti, scrivono di profumi e sentori ma mai di franchezza e di tipicità proprio perchè certe competenze non sono alla portata di tutti (anche perchè in pochi hanno gli attributi per farsele).
    E’ solo invidia e molti commentatori non si rendono conto di quanto questa sia percepibile nei loro scritti.

    Gli infami poi vanno tutti bannati, così come tutti i disturbatori e perditempo che insozzano i blog. Democrazia è prima di tutto rispetto per gli altri e non libertà di intervenire a proprio piacimento.

  12. Grazie della porecisazione, Filippo. Fufluns era il dio etrusco del vino, percio’ hai scelto un bel nick name, e come te credo anche altri. “Quel” Fufluns non eri certamente tu. Il modo di scrivere, lo stile contorto, una certa voglia di intellettualismo, tutte cose che nei tuoi interventi non ci sono nemmeno a cercarle con il lanternino. Anzi, aveva scelto un nome da uomo ma era sicuramente una donna. Ed era stato preceduto in quel forum da un tizio che era riuscito ad inserire la foto di una donna ignuda, tolta dopo almeno un giorno, proprio perche’ il sito non aveva filtri e non era ben sorvegliato. Sottoscrivo la tua ultima fase. Pensa che io mi firmavo semplicemente Mario finche’ non ho scoperto che di Mario ce n’era un bordello e parecchi con posizioni antitetiche, percio’ adesso buono buono mi rendo reperibilissimo. Ti mando una forte stretta di mano. Anche a Carlo Merolli, con il quale su questo aspetto pero’ non concordo. Se un infame vuole scorazzare su un forum lo stravolge proprio grazie all’anonimato e ne snatura la funzione. E’ gia’ successo, di Don Zacker e’ pieno il mercato. Le precauzioni non sono mai troppe. Mi dispiace solo per la velocita’ che in questo modo si e’ persa, e per l’impegno che Franco si e’ assunto di fare lo stakanovista della tastiera, praticamente incollato al blog anche sabato, domenica e tutte le feste comandate

  13. Dunque: mi sembra che il signor Merolli sia in forte minoranza.
    Che si sia espresso male? a me sembra che non che abbia voluto dire ad un blogger particolare, in questo caso Franco Ziliani, come debba gestire il proprio spazio, bensi´abbia sollevato il problema della censura da parte del blogger. E su questo non credo ci siano alternative. Un po´come la verginitá.

    Ed allora ? bisogna accettare e dare spazio a tutti i cretini gli invidiosi e, peggio, agli infami di turno ? Non é molto meglio ignorarli e condannarli al silenzio ?

    Loro si, sicuramente. Ma cosi´facendo il blogger si arroga la
    facoltá di decidere chi va e chi non va, privando contemporaneamente tutti gli altri della stessa facoltá di
    farsi un’idea, un giudizio, di prendere parte – anche questa,la partecipazione – uno dei fondamenti della libertá di espressione.

    “Ma ” chiede Franco Ziliani ” che c’é di utile o democratico nel dare spazio ai cretini, gli infami etc ?” Beh´ del democratico ne ho parlato – saranno grandi linee, sará preso alla lontana ma non é che il concetto di democrazia possa essere graduato. L’ utile ci sarebbe: indicare a chi passa da queste parti che (a) non si nasconde e non si censura niente
    (b) mettere alla gogna chi si comporta male.

    E come ? Semplice: riportando l’ intestazione del blog e l’indirizzo IP o e-mail dell’offendente corredati da una scritta “Testo offensivo. Censurato dal titolare del blog”.

    Ma, si dirá al signor Merolli che é tempo perso, che é piú pratico sopprimere, che non é che si puó stare ad inzaccherare il blog con cartelli varii e che in fondo ognuno a casa sua fa quello che gli pare.

    Tutto vero, lecito e pratico, risponderá il signor Merolli,
    peró si faceva anche prima, quando la rete non esisteva, e si chiama ancora “censura”.

    Non vorrei che il Signor Merolli facesse la figura di quello che usa il cannone per sparare ai passeri, ma il suo punto non era quello di dar fastidio a Ziliani ma quello di mettere in luce che si comincia a censurare il cretino di turno e si finisce con censurare chi la pensa diversamente.

    Cordialmente

    Carlo Merolli
    PS
    @Mario Crosta : grzie ricambio calorosamente.

  14. Ringrazio Merolli per il suo intervento che é ragionevole, pienamente condivisibile, intelligente. Però la sua proposta é ugualmente impraticabile, perché pubblicando i commenti dei “barbarescovero”, pardon, degli imbecilli di turno, seppure “riportando l’intestazione del blog e l’indirizzo IP o e-mail dell’offendente corredati da una scritta “Testo offensivo. Censurato dal titolare del blog” credo si consenta comunque ai cretini di avere spazio e di vedere soddisfatta la loro voglia di farsi notare. Inoltre, da un punto di vista penale, anche se riportassi con le precauzioni suggerite da Merolli l’eventuale offesa pronunciata dal tizio nei confronti di una terza persona, sarei comunque responsabile della pubblicazione di questa offesa. Per il resto é questione di fiducia, o ci si fida o non ci si fida del gestore di questo blog (come di qualsiasi altro): se ci si fida non si ha motivo di pensare e temere che se “si comincia a censurare il cretino di turno si finisce con censurare chi la pensa diversamente”. Garantito

  15. “..avrei da chiedere smentita o conferma di un insistente e indiscreto rumore colto diverse volte nel ambiente, emanando da fonti diciamo a secondo dei casi più o meno ben introdotti…”
    BAUHAHAHAH Ma come scrive?! :°D
    chissà se ha fatto l’università della lumaca…

  16. Minchia, signor tenente! Due forti strette di mano, una a Carlo Merolli ed una a Franco Ziliani (con abbraccio almeno per te, Franco, che ti conosco, in attesa di conoscere e abbracciare anche Carlo). Con un contradditorio di questo livello arriveremo sicuramente a trovare il modo giusto, condiviso ed utile di far valere la ragione sulla stupidità. Il che in un blog non è facile, ma nemmeno impossibile. Anche Einstein diceva: “ci sono due cose al mondo infinite: l’universo e la stupidità. E non sono sicuro della prima…”

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