L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare ! Il sito Internet di Scavino non supera il “beta testing” del professorino…

Nel mondo del vino accontentare tutti è difficile dato il sano individualismo che caratterizza non solo i produttori, ma anche i consumatori.
E’ difficile fare il vino che accontenti e metta d’accordo tutti, che piaccia indistintamente, ma diventa arduo, di fronte al dilagante “espertismo” che coinvolge un determinato tipo di appassionati, che a volte, quando incontrano un produttore pretendono di “spiegargli” i suoi vini, spaccando concettosamente il capello in tre, meglio di quanto lo stesso autore sappia fare, anche nel caso di quel semplice strumento di comunicazione che è un sito Internet aziendale.
Abbiamo già trattato, segnalandone la novità caratterizzata dalla rivendicazione dello status di “sito d’autore” delle pagine Web dell’azienda agricola Paolo Scavino. La quale possa piacere o meno il risultato, che, come ho detto, a me piace, (e premetto che non sono in alcun modo coinvolto nella realizzazione di questo lavoro) si è tradotta in qualcosa di diverso, con la realizzazione delle fotografie (bellissime) affidata al bravo Davide Dutto e dei testi al giornalista e blogger Michele Marziani.
Anche su questo blog, a commento di quanto ho scritto, ci sono state critiche, ad esempio qualche rilievo tecnico sull’opportunità di adottare, ancora nel 2007, la modalità flash, oppure sull’uso “di popup regolarmente bloccati dal browser”. 
Rilievi sulla facilità di navigazione e sulla migliorabilità (tutto del resto è migliorabile, dal sito Internet XY ai testi e allo stile di questo blog…) a parte, quel che a me premeva sottolineare e credo sia passato è il discorso sull’innovazione costituita dalla sottolineatura del ruolo decisivo avuto da Marziani & Dutto, e sulla volontà dell’azienda di non fermarsi alla semplice formula della versione catalogo via Web, ma di fare qualcosa di nuovo, che regalasse, posso dirlo ?, delle emozioni.
Promosso dunque il sito di Enrico Scavino e della sua famiglia ? Niente affatto, perché questo lavoro lungamente meditato e non banale si è scontrato nel semaforo rosso, nel pollice verso, nel rimando a settembre rappresentato dal “beta testing” (sic !) di un professorino in vena di sbacchettature che in un commento – esame del sito è arrivato ad annotare puntuto e inflessibile nell’ordine:
che “tutte le pagine hanno il medesimo tag title il che non è necessariamente un male ma senz’altro non è un bene”;
che “c’é lo scrolling obbligato verso il basso”;
che “mancano i tag keyword e description, ma almeno c’è un tag alt sull’immagine (bonus !);”
infine che “magari uno slideshow “on demand” non guasterebbe. Il che magari farebbe “Molto chic, poco 2.0.”.
Sfoggio di tecnicismi e webismi a parte, possibile che mister “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare !” su questo sito non abbia proprio nient’altro da dire ?

0 pensieri su “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare ! Il sito Internet di Scavino non supera il “beta testing” del professorino…

  1. Che strano, un tempo il vino si faceva in vigna e se ne parlava con il bicchiere in mano.
    Adesso tutto dipende da “come lo presenti” e dalle capacità di “marketing”.
    Il sito di Scavino è splendido, con qualche limite nella fruibilità, fra l’altro quasi sempre inevitabile.
    Io però, come ho già detto, auspico in una comunicazione diretta fra chi fa il vino e chi lo beve; non potendo tutti quanti andare a trovare Scavino in azienda, il modo più semplice è comunicare via web, con un mezzo ormai molto conosciuto come questo, il blog. Ferma restando la bontà e, perché no, l’utilità di un sito che sappia affascinare per le immagini e la presentazione dei contenuti, sarebbe bello che, finalmente, i produttori (che oggi non sono più dei semplici “contadini”) provassero, anche solo per curiosità, a “scendere in campo” (si lo so, il termine è stato usato già con conseguenze assai discutibili) e diffondere in prima persona la conoscenza della loro realtà, interloquendo con tutti i mezzi che la moderna tecnologia offre.
    Gli utenti-acquirenti gliene saranno infinitamente grati.

  2. Mi trovo d’accordo col sig. Giuliani, in quanto, per quanto bello, il sito dell’azienda Agricola Paolo Scavino rimane uno strumento di marketing e io di emozionante ci vedo ben poco, non nel sito in particolare ma nel marketing in generale… Trovo che invece sia molto valida l’idea del blog, dove credo che un dialogo effettivo con chi in vigna lavora la terra e il vino lo in cantina faccia trasparire la passione, le difficoltà e le soddisfazioni che tale lavoro comporta, e che mi fanno apprezzare ancora di più un buon bicchiere di vino.
    Le faccio i complimenti per il blog e la saluto.
    Buona giornata.

    Gabriele

  3. Franco, non ti fa certo onore bollare come tecnicismi quelli che sì sono tecnicismi ma sono anche importanti parametri di valutazione di un sito web.
    Dovresti avere maggiormente in considerazione la professionalità e la specializzazione di chi fa il mestiere del web, che come tutti i mestieri ha il suo linguaggio tecnico.

    Forse ti farebbe piacere che le tue degustazioni venissero bollate di tecnicismo da chi non è competente sul vino perché usi dei termini molto specifici e tecnici ma essenziali nella descrizione del vino?

  4. a me il sito di scavino non fa impazzire però lo trovo almeno particolare…e sul discorso blog, pur essendone un grandissimo fan e utilizzatore dico che non tutti i produttori di vino possono mettersi a fare un blog! Dipende dal carattere della persona e dal carattere dell azienda. Paglia e poggio argentiera mi vanno bene ma gaja o il marchese frescobaldi non me li vedo a descrivere le loro giornate in giro per il mondo o i pranzi in famiglia…magari si potrebbe fare dei compromessi tipo una sezione in flash skippabile e una parte informativa con schede e foto linkabili così non devo impazzire per i miei post. Un sito come ruffino o sette ponti o marchesi mazzei sono molto 1.0 ma hanno un sacco di info utili per bere i loro vini

  5. non dico sia una questione di tempo tenere un blog…dico dipenda dal carattere e dalla voglia che si ha di raccontare i fatti propri e infine quanto si è disposti a mostrare di sé e della propria azienda! Microsoft ha diversi blog tenuti anche da alti dirigenti mentre la apple per scelta sembra di jobs stesso non ne nemmeno uno decente. E se uno non ha voglia di scrivere di fatti un pò intimi della propria azienda se si sforza di farlo giusto per essere 2.0 ottiene dei risultati dal comico al pesante…poi si può essere 2 0 anche in altri modi ma è un altro discorso!

  6. Come ho scritto anche sul blog di Tigullio Vino, rimango stupito e perplesso dalla differenza di reazione avuta da Franco Ziliani rispetto a due post di segno analogo, a commento del sito web – autoproclamatosi “d’autore” – di Paolo Scavino.

    Antonio Tombolini afferma: “il sito è semplicemente un disastro, bocciato su tutta la linea” (http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2007/08/il-sito-di-paolo-scavino-sucks-sorry-michele.html) e Ziliani commenta: “Antonio, rispettabile punto di vista il tuo, se il sito non ti piace é giusto che tu lo dica”.

    Quando invece è Filippo Ronco a muovere una serie di motivati appunti al sito (http://www.tigulliovino.it/blog/2007/08/post_15.html#more), ecco che Ziliani si produce sul suo blog in una vibrante “filippica” degna di miglior causa (V. sopra).

    Due pesi e due misure?

    Giuliano Boni

  7. Nessun doppio registro, perché l’articolo di Tombolini é una critica, circostanziata, che non condivido, mentre il beta testing é solo una pedante, noiosa, serie di tecnicismi, che sembrano messi lì tanto per far capire che il “webbese” lui sì che lo mastica… Da qui, come l’ha definita un carneade, la mia “sbacchettatura” (niente di personale, beninteso) di Ronco.

  8. Accetto la spiegazione, anche se mi sembra un po’ “bizantina” (l’oggetto del contendere del resto non invoglia a dedicarci altro tempo).

    Mi sembra evidente che il motivo della sua acredine con Filippo Ronco sia tutt’altro, ma questi sono problemi (se lo sono) soltanto vostri.

    Cordialmente.

    Giuliano Boni

  9. Sai cosa credo Franco? Che fare delle critiche intelligenti sia difficile. Nell’altro sito, anzi nel forum, dove la questione è trattata in maniera così poco elegante che non riesco nemmeno a pensare come si possa intervenire senza venir sommersi da sputi telematici, c’è persino uno che dice che i contenuti sono discutibili. Sono discutibili? discutili allora, scrivi cosa trovi di sbagliato. Solo per dire che sento un gran parlare a vanvera e che non credo che la modernità ad ogni costo sia un valore. Quando Alessandro Rivoira, il web designer che ha costruito il sito, mi ha detto che era in flash anch’io ho storto il naso. E lui mi ha spiegato. E io sono rimasto perplesso. Poi ho visto il sito e ho detto: bello. Non avrò sufficiente webgusto, ma come vedo, non sono da solo. Grazie Franco per non pensare tecnologico.

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