Pasdaran, guardie armate della Chiocciola, dove siete ?

Stravagante davvero l’universo del Web ! Non appena ti azzardi a criticare la celebre, premiata, imprescindibile associazione golosa di Bra, ad ironizzare sul culto del lider maximo, manco fossimo nella Cuba di Castro, Carlin, a scherzare sul fatto che, improvvisamente, come folgorata sulla via del cappone di Morozzo (ça va sans dire presidio S.F.) il ministro Turco scopre che negli ospedali italiani i pazienti generalmente mangiano male e per risolvere il problema si affida nientemeno che agli ex arcigolosi, ad esprimere qualche dubbio sulla “collaborazione strategica” con Eataly, immediatamente, come per riflesso pavloviano, ecco sorgere le guardie rosse della rivoluzione, i pasdaran, gli Hezbollah. Giù le mani dalla chiocciola !, Carlin non si tocca, chi lo critica è un provocatore al servizio del capitale, Slow Food è “buona pulita e giusta”, al di sopra di ogni sospetto, le loro parole d’ordine.
Vabbé, incassi le loro rampogne, anche da parte di lettori emersi dal nulla, che si sono materializzati solo dopo che avevi accennato all’associazione di Bra per poi scomparire e non commentare più, ti convinci che, una volta di più, a non usare solo l’incensiere ed il turibolo, a non guadagnarti la nomination al “lecchino d’oro” sei ancora una volta solo tu, o al massimo quell’altro spiritaccio libero di Antonio Tombolini. Accade invece, come ieri, che senza alcun intento provocatorio, ma con la semplice volontà di fare qualcosa di utile, ti azzardi a lanciare la proposta, indirizzandola alla grande eminenza grigia dell’associazione, al socio di maggioranza, di creare un nuovo presidio, dedicato a quel vitigno e vino da tutelare, che è la Nascetta di Novello, e dai pasdaran, dai difensori d’ufficio, a prescindere, di Slow Food, da quelli che si dilettano a darti contro comunque non appena tocchi Carlin, solo un assordante silenzio, una totale latitanza.
Suvvia guardie rosse di Petrini, pasdaran della Chiocciola, hezbollah della Terra Madre, “fenomeni” del pettegolezzo e della diceria via “blog”, perché non vi fate sentire e non dite la vostra ? Per avere vostre notizie, per sentire che siete ancora vivi non dovrò mica ricorrere a “Chi l’ha visto?” ?

0 pensieri su “Pasdaran, guardie armate della Chiocciola, dove siete ?

  1. Magari la ragione e’ la piu’ semplice: forse per una volta sono tutti d’accordo con te. Gli iscritti ad un’organizzazione che vuol presidiare ogni bonta’ a rischio di estinzione come potrebbero non sostenere anche un presidio per queste uve (non c’e’ soltanto la Nascetta, pero’, perche’ una volta con Alberto Zaccone in Piemonte ne abbiamo contate una novantina…), nonostante sia stato proposto da te? Certo che al silenzio sarebbe preferibile piuttosto un impegno effettivo, chenneso’… una mozione, uno scritto per la dirigenza della chiocciola, insomma qualche passo concreto che renda concreto il percorso verso uno o piu’ presidi di uve in via di scomparsa.

  2. Credo che il problema risieda nel fatto che lei sia troppo avanti, … che arrivando prima degli altri tolga loro l’occasione per “apparire” più lungimiranti di quanto forse in realtà non lo siano.
    E’ davvero una brutta bestia la gelosia: il suo lavoro lei, lo prende davvero sul serio … non perde tempo, come invece è italianissimo costume.
    Troppo avanti lei, per questo paese e questo specifico comparto.
    Quindi incassi pure … ma poi (per amor di cronaca) dia loro il resto ;o) è questo ciò che si aspetta chi, come me, poco scrive e molto legge …

  3. Ziliani imita blobfood? Primo post: nessun commento. Bene . Allora secondo post per scaldare un pò le tastiere, ma dai.
    Saluti

  4. PS
    Una via molto,molto più semplice è mandare una e-mail alla solita premiata ass. di Bra e vedrà che le daranno indicazioni molto , molto precise. Sicuro.

  5. una prima “guardia rossa” della Chiocciola si é fatta viva, con un commento che… si commenta da solo. Vedremo se anche altri tenaci difensori, a priori, dell’associazione golosa di Bra si faranno sentire. Io ho seri dubbi in merito…

  6. Ah, ah, Ziliani, sempre simpatico. Non c’è nulla da difendere.Comunque complimenti perchè sta capendo come far salire il contatore del suo blog. (io faccio la mia parte). Sarà pure un commento che si…commenta da solo ma il suo doppio post, stia sicuro non è da meno, anzi.. E comunque sulla e-mail a SF non era una battuta, la invii se veramente le interessa la questione e le spiegheranno come funziona il tutto.
    Ha visto come si alimenta un blog? Così come stiamo facendo ora.
    Saluti.
    ( mi raccomando non tagli perchè salvo tutto prima – a parte questa parentesi)

    N.B. aggiunta di Franco Ziliani. Pubblico, così i lettori possono prendere atto del modo di ragionare dei pasdaran della chiocciola…

  7. E no, … allora una cosa la vorrei dire, me lo permetta Ziliani: … riguardo alle “sicure risposte” di cui parla Giovanni … sono mesi che invio mail su mail alla premiata associazione per chiedergli, assai umilmente, di voler “almeno ascoltare” una proposta di collaborazione … se volessero ricevere “almeno una piccola campionatura” di alcuni ns. articoli che, lo sottolineo per chi non lo sapesse, non mi sembra siano davvero “buccia di lumache” come si dice, in quanto si tratta di una produzione esclusiva che, negli Usa, è rappresentata da Evan Lambert presidente di http://www.starwine.net e, tra l’altro, si tratta degli “unici” gadget didattici scelti dal gruppo di http://www.maremmawineandfood.com, che non mi sembra un gruppo di sprovveduti …
    Se tanto mi dà tanto, Giovanni, come mai gli sciuri della premiata associazione non si sono degnati di dire – a ragion veduta visto che tra l’altro sono lì proprio per svolgere questo importante ruolo di tutela e quindi promozione dell’enogastronomia – no, grazie, i vs. sottobicchieri didattici sono davvero brutti, e poi noi di didattico abbiamo già i ns. libri da vendere … che diamine: paghiamo fior di intellighenzia per spiegare la classificazione e la degustazione del formaggio e poi arrivate voi con una ruota e in quattro e quattr’otto … no, no, slow, slow …
    Ma tant’è … risposte zero.
    Mi sa che Giordano o Tavernello siano più interessati: grande distribuzione=grande divulgazione!!! altro che S.Food … anzi Giordano per la verità già al Vinitaly ci ha chiesto di collaborare … ma adesso mi sa che glielo propongo per davvero: sarebbe davvero un gran bel vedere.
    A volte Giovanni bisognerebbe essere meno lumache e più felini.

    Lascio a lei formulare altre ipotesi meno paranoiche della mia.

  8. Mi viene in mente una ricerca di qualche anno fa …
    “Quando un movimento smette di essere tale, e si istituzionalizza, diventa pachidermico e perde il suo carisma originario”.
    Parole grosse, lo so … ma è il rischio che corre ogni movimento.
    Speriamo di no … naturalmente.
    Ma non dipenderà dal caso se questo accadrà o meno, ovviamente, ma dalla capacità critica dell’uomo.
    L’aiuto di Ziliani, acuto osservatore – simpatico o meno poco importa – è questo, e non dovrebbe essere snobbato.
    E’ una dritta, la si raccolga, magari si ringrazi, perchè no? E poi via sulla strada comune, ognuno a raccogliere quel che ha seminato. …

  9. @ Pierpaolo Paradisi
    Non metto assolutamente in dubbio quel che scrivi “email su email ma risposte zero”, il fatto è che io mi riferivo spcecificatamente alla questione vini-presidi.
    Lumache o felini? Senza dubbio le prime, ma alla parigina.
    Grazie Ziliani per il suo N.B. Grazie

  10. Ah, capisco … quindi secondo lei Giovanni è corretto non rispondere alle mie mail che propongono di far proprio un nuovo metodo divulgativo … capisco … non mi devo meravigliare … se invece scrivessi di tutelare un nuovo presidio … perchè la benemerita associazione è solo di quello che si occupa, nevvero … ? Quindi tutto quel pò-pò di produzione che ruota loro intorno, Giovanni, da dove arriva? a che serve? a cosa mirano le loro guide sui ristoranti sotto i 30 euro? e tutte le loro altre attività, anche commerciali?
    Suvvia, non giriamo intorno alla realtà: se lei è di SF lo tenga presente quel che ho sopra scritto: Quando un movimento smette di essere tale, e si istituzionalizza, diventa pachidermico e perde il suo carisma originario.
    Il ruolo di SF non è solo quello della tutela dei presidi, vivaddio, ma è molto, molto più ampio e articolato.
    Il non degnarsi di rispondere alle mail di un artigiano che produce e vende ad importantissime realtà enogastronomiche nazionali ed estere, come lo inquadra lei, Giovanni? E’ giusto così? E’ corretto? E’ nello spirito se non del web 2.0, almeno in quello dei semplici e normali rapporti umani e sociali?
    Glielo dico con una battuta: Slow-Food è accessibile al cittadino quanto lo è un ministero.

  11. Intervengo un poco in ritardo e me ne scuso. Ma quando, navigando per internet, venni attratta da questa appassionata mareggiata non potei resistere! “Presidi slow-food: wow!” Io sono appassionata di storia e culture, tutto per me è importante recuperare: come un cimelio però, come qualcosa di importantissimo che è stato e magari ora non è più.
    Perchè ciò che si salverà è ciò che saprà mutare con le epoche. Ciò che invece resterà sempre uguale pian piano si estinguerà magari lasciando un lieto ricordo.
    Preferisco pensare i vostri vitigni preziosi come qualcosa che ha fatto il suo naturale corso piuttosto che un moribondo con i flebi attaccati che voi, sapienti medici, volete a tutti i costi mantenere in vita, forse solo, per vana gloria.
    Non capisco assolutamente perchè continuare ad intuire la Storia come qualcosa da difendere fisicamente ma non emozionalmente eppure le emozioni saranno l’unica cosa che comunque resterà.
    Ma più probabilmente io sono giovane e non capisco i vostri sforzi per mantenere alta la cultura enogastronomica Italiana!

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