Passami l’Alpha-ylangene che ti rendo pepato il vino !

Ecco perché quello Shiraz (nome con il quale si designano in Australia i vini base Syrah) sa così tanto di pepe nero ! Semplice, no ?, a causa del tricyclic sesquiterpene alpha-ylangene, non lo sapevate ?, un composto potentissimo (basta qualche goccia per rendere al gusto di pepe anche una piscina, così dicono…) che è stato individuato ed isolato nei vini rossi dai ricercatori dell’Australian Wine Research Institute e dal Co-operative Research centre for Viticulture in Glen Osmond nel South Australia, dopo ben cinque anni di studi ed esperimenti condotti sulle uve della varietà più emblematica del vino australiano.
Volete scommettere che basta pazientare e dare agli scienziati il tempo per studiare meglio il composto, indagarne la natura, e soprattutto per poterlo riprodurre in laboratorio, che rapidamente ci ritroveremo sul mercato, anche in Italia naturalmente, vini rossi dall’intrigante fragranza di black pepper ? Naturalmente con riferimento a parole d’ordine come ricerca e sperimentazione, come libertà d’intrapresa e d’azione, quelle rivendicate con tanta enfasi da una parte del mondo del vino italiano in un recente Appello….

0 pensieri su “Passami l’Alpha-ylangene che ti rendo pepato il vino !

  1. La legge enologica australiana consente l’uso di prodotti che sono vietati dalla Comunita’ Europea, quindi non c’e’ proprio da stupirsi se laggiu’ i vini si fanno aggiungendo praticamente quello che si vuole. C’e’ qualche produttore di qualita’, ma il resto sono soltanto dei businessmen dalle polverine facili. Occhio pero’ a non confondere l’Australia con la Nuova Zelanda. Questo e’ un Paese molto bello, dal clima simile al nostro, con dei vini eccezionali e una legge vinicola ben fatta, affidabile.

  2. Franco, sei sicuro che dobbiamo solo aspettare? Io di vini italiani con chiari slanci peperini ne sento già parecchi e, o ci hanno aggiunto “la syrah” o “lo shiraz”, oppure l’alpha-ylangene. Dato il non sempre corretto comportamento di molti produttori, verrebbe da pensare alla prima ipotesi, ma io ho assaggiato vini “pepati” da uve che un tempo non avevano queste caratteristiche, e non parlo di pelaverga piccolo o di vespaiola…

  3. L’australia avrà forse leggi diverse..ma vi ricordo che la nostra cara Ue ha autorizzato, con regolamento Ce n.643/2006, l’utilizzo di una strana sostanza, fino a 200 milligrammi per litro: il Dimetilcarbonato. A cosa serve?!…chiedetelo a quei cari signori dell’Appello…io so solo che non si vende in farmacia e attualmente viene impiegato nelle batterie al litio. Beviamoci quindi una buona batteria la prossima volta, possibilmente al profumo di pepe!…Ricordate però che è anche, e sottolineo anche, colpa della vostra categoria se oggi si bevono o si premiano vini di questo genere…
    Ero giovane quando Folonari disse: “ricordate ragazzi che nel vino buono c’è anche un pò di uva”… oggi, ho paura che in troppi casi non ci sia più neppure quel poco…Spiegatelo, voi che potete, che il concetto di qualità è ben lontano da quello che i consumatori pensano ogni qual volta bevono un vino di Antinori o di Masi o di mille altri industriali…

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