Viaggiatore gourmet si dà anche al vino

L’ineffabile Claudio Sacco (nella foto), ovvero Viaggiatore gourmet alias Altissimo ceto (a proposito: mi piacerebbe tanto capire il perché di questo nickname tanto snob…), non pago delle originali iniziative (che abbastanza hanno fatto discutere) delle “card esclusive degli Amici Gourmet” e del “Circuito amici Gourmet” (ovvero quando il food blogger dilettante e appassionato cerca di passare alla cassa e di fare un discreto business…), raddoppia e rilancia, ospitando nel suo blog dal doppio indirizzo di accesso una “rubrica e sezione dedicata al vino”.
Lo spirito è il consueto di Viaggiatore Gourmet, una visita minuziosa in loco, in questo caso da un produttore di vino e non più al ristorante, con assaggi e degustazioni dei vini aziendali, il consueto corredo di fotografie, impressioni, e dettagli tecnici.
La cosa positiva è che ad occuparsi di questo spazio sarà un vero e proprio “enocentrico”, ovvero il giovane e bravo sommelier (vedi foto) in servizio presso il Sole di Ranco, Ivano Antonini.
La prima visita è in Franciacorta, all’azienda agricola Il Mosnel di Lucia e Giulio Barzanò. Beh, a dire il vero, prima di questa visita, ce n’era stata un’altra (leggi), alla cantina di Claudio Icardi a Castiglione Tinella, ma me ne sono accorto solo ora…

0 pensieri su “Viaggiatore gourmet si dà anche al vino

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  2. nome antipaticissimo a parte, non capisco dove sta tutta l’originalità di altissimo ceto, visto che di blog con foto di grandi ristoranti ce ne sono moltissimi.

    E fotografare le aziende vinicole a che serve?
    Si scade nel feticismo.

  3. Comunicazione enogastronomica alla deriva culturale!

    Mamma mia, ho dato uno sguardo alla “carta gourmet”.

    Ora le guide non le fanno quelli che ci capiscono, studiano, ecc…ma quelli pieni de sòrdi.

    Permettimi caro Franco di citare nel tuo blog Moretti (Nanni!…non il brigatista) “ma si! continuiamo a farci del male!”.

    Propongo – scusa di nuovo, dirò una cosa di ultrasinistra! – una guida alle trattorie fatta dai cassintegrati!

    Il conto? Si fa come nel ’77…

  4. via! via!
    dove sono tutti questi siti che pubblicano così esaustivamente le impiattate della alta ristorazione italiana???
    altissimo ceto è l’unica idea vera, democratica, chiara, dell’enogastronomia blogghista di questi ultimi mesi.
    il nome è orrendo, lui, claudio sacchi, non sarà il super blasonato giornalista, ok.
    ma che c’entra? io trovo tremendamente limpide le sue intenzioni.
    e tanto basta per farci distrarre sognando le mille portate che lui fotografa con tanta passione.
    siamo onesti.
    anzi, credo che tra un po’ non gli consentiranno più di scorazzare tanto, in quanto alcune celebri ricette e/o impiattate rischierebbero un certo sputtanamento.
    e questo, forse, è il difetto, unico, imputabile a quest’uomo: la blasfemia.

  5. Quoto. Trovo anch’io l’iniziativa tra le poche realmente interessanti e quotidianamente da me visionate,assieme anche a questo blog,ovviamente……L’iniziativa di affiancare il vino al cibo diventa quasi un’obbligo,e va bene cosi’ visto che si parla e legge ancora troppo poco di vino….anche se è meglio berlo……..

  6. Quoto anch’io , l’unica e vera ventata di novita’ nello stantìo
    mondo dei blog enogastronomici , Sacco ha delle idee e questo puo’ dar fastidio a chi invece ha il fiato corto , il nome? Suvvia un po’ di ironia…..

    Viaggiatore Gourmet avanti cosi!!
    Lucien

  7. Però una cosa mi preme: dove stà l’originalità? OK le foto dei piatti, ma che bisogno c’era di un’ulteriore guida telematica (perchè di questo si tratta, aspettando il supporto cartaceo) di tutti i ristoranti più blasonati d’Italia?
    L’idea vera sarebbe quella di andare a scovare delle perle non conosciute, delle trattorie grandiose di cui finora no se n’èaccorto nessuna guida (chissà come poi?) ma andare alle Calandre e dire che si è mangiato bene può farlo anche il mio gatto.

    Sulle cantine visitate…. per ora Icardi e il mosnel… vabbè lasciamo perdere.

  8. l’originalità sta proprio nelle foto dei piatti, nell’indicazione dei menu->prezzi veri, insomma nel recensire e riportare fedelmente ciò che accade/accadrebbe ad un cliente quasi-qualsiasi, nei ristoranti più blasonati dalle guide.
    tutto il resto, mi pare ovvio, è prosa.

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