Wine & More: quando é un rappresentante di vini a dettare la linea…


Cos’hanno in comune queste due manifestazioni organizzate dal circuito enoturistico Wine & More (
Vino, golf, benessere ed enogastronomia sono i cardini di WINE & MORE, progetto nato con il dichiarato intento di dare risposta anche in Valtellina al turismo del vino) in provincia di Sondrio, la prima vedi programma, lo scorso 25 giugno a Bormio e la seconda, vedi, in programma il prossimo 22 agosto a 2800 metri d’altezza a Santa Caterina Valfurva ?
A parte l’idea, tutto sommato simpatica, di organizzare delle degustazioni in quota, in rinfrescanti e amene località montane, e a parte il coinvolgimento delle aziende Triacca, Rainoldi e Plozza, che sono il partner vinicolo di questo progetto di enoturismo valtellinese, qual’è il nesso tra la degustazione del Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio, dove furono di scena “Otto cantine simbolo di Valtellina (Triacca, Plozza, Rainoldi), Langhe (Clerico, Sottimano, Bruno Rocca), Roero (Malvirà) e Gattinara (Antoniolo)” e la degustazione del prossimo 22 agosto che oltre al trio dei “blasonati vini di Valtellina (Triacca, Plozza, Rainoldi)”, prevederà, riporto sempre testualmente, “l’eccellenza della Franciacorta (Monte Rossa)” e “l’alta qualità del Soave (Inama)” ?
Insomma, perché a parte i valtellinesi hanno scelto, con discutibilissima scelta, per quanto riguarda i vini base Nebbiolo piemontesi e lo stesso Franciacorta, proprio quelle aziende e non altre ?
La risposta è semplice – e sconfortante – il filo rosso, l’elemento comune è che quelle aziende, le piemontesi, la franciacortina e la veneta non sono state scelte perché portabandiera di un inattaccabile, elevato concetto di qualità, perché producono vini indiscutibilmente buoni, ma, molto più semplicemente, e terra terra, perché quei vini sono tutti rappresentati in terra di Valtellina dallo stesso agente di commercio, dallo stesso rappresentante.
Uno per i quali i Barolo tradizionali, affinati in legno grande, di aziende che ovviamente non distribuisce, sono tutti delle ciofeche. Peccato che costino molto meno e si bevano molto più volentieri di quelli, presunti grandi, che lui vende. O tenta di vendere.
Inevitabile, pertanto, la domanda per i signori di Wine & More ed i loro amici e interlocutori e partner: ma la linea qualitativa, la “filosofia” di queste degustazioni, la selezione dei vini e delle aziende da presentare è giusto e corretto sia demandata, con tutto il rispetto per la categoria, ad un rappresentante che inevitabilmente sarà portato a curare i propri interessi commerciali?
Insomma: con queste manifestazioni si cerca di fare veramente della cultura del vino, selezionando il meglio, o semplicemente del normalissimo, ordinario business?

0 pensieri su “Wine & More: quando é un rappresentante di vini a dettare la linea…

  1. Miiiiii…dottore, ma li vogghiamo far lavorari questi bravi picciotti o no? ‘O bisnesse è cosa importante, non da sottovalutare, la filosofia, ‘u terruar, sono cose d’auci tempi, oggi bisogna badare alla sostanza, che è l’unica che premia veramende.

  2. dai io non sarei così cattivo…a me è capitato spesso per motivi economici fare serate sulla francia pescando ad esempio solo da meregalli o da heres… E pure una serata sfida tra grandi autoctoni italiani con melini terre degli svevi e nino negri, tutti della ormai famigerata GIV. Che cosa devo fare per espiare franco?:-)!

  3. Conosco bene il deus ex machina di Wine&More, la sua passione e la sua voglia di far qualcosa per questa apatica valle (anche se con solo tre aziende nostrane alle spalle). Conosco anche il rappresentante al quale si fa riferimento. Ora, a parte considerazioni di merito che lascio fare ad altri ma che ho già sentito in più di un consesso più o meno formale (e che non condivido), debbo riconoscere, da appassionato, che sono in pochi, in provincia di Sondrio, a darsi da fare per la promozione del vino. In pochi a dare una scossa a un mondo che, al contrario, ormai vivrebbe solo di Vinitaly o di Calici di Stelle. Testimonia, tra l’altro, la bontà degli avvenimenti in Alta Valle l’egida di un’associazione che, fino a prova contraria, continua a essere seria come è l’Ais, nel lavoro del delegato provinciale e del suo staff. Ben venga l’intraprendenza, dunque, e un minimo d’imprenditoria, che non fa mai male. Se poi uno promuova (e si promuova), questo penso possa far parte delle regole del gioco, perché di missionari, in giro, se ne vedono sempre di meno. Meglio andare, quindi, a una degustazione “marchiata” e di valore che non restare a casa per assenza di eventi. Grazie.

  4. Devo fare una piccola premessa , io sono abbastanza estraneo al mondo vino , ma comunque mi piace assaggiare o meglio degustare vino stando in un’ ambiente rilassante e accogliente… e l’ altra sera all’ evento organizzato al resort sunney valley ho trovato tutto questo .
    Una manifestazione organizzata ottimamente, secondo il mio modesto parere sotto tutti gli aspetti , ottima accoglienza , posto spettacolare , ma quel che più conta ottimo vino e persone preparate che hanno fatto capire anche a me (povero ignorante del settore) qualcosa di più su quello che e’ il vino.
    Tra parentesi anche la qualità e il servizio del ristorante merita un’ elogio
    (carne alla griglia buonissima).
    Spero proprio che di questi eventi ne organizzino ancora , sempre piu’ spesso e sempre di più , un plauso agli organizzatori …bravissimi …
    Alessandro.

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