E se un “V-day” lo dedicassimo a Grillo ?

So bene che questo blog si chiama Vino al Vino e che secondo alcuni dovrei limitarmi a parlare di Barolo, barrique e dei “tre bicchieri”, ma come cittadino italiano, prima che cronista del vino e wine blogger, di fronte alla marea montante dell’indignazione giustizialista, al cosiddetto “grillismo” rampante e vociante, non posso fare finta di niente e non dire la mia.
Ieri sera, per documentarmi ulteriormente sul “fenomeno Grillo”, su quello che significa, mi sono sciroppato, con qualche fatica, perché ogni volta che vedo il “simpatico” Michele (Michele chi, ma Santoro, ovviamente!) e le sue trasmissioni, abilissimamente concepite e condotte, da grande professionista, devo riconoscerlo, qual’è, la televisione di casa corre il rischio di essere scaraventata dal balcone, la puntata della nuova stagione di Anno Zero (Rai Due) dedicata al comico (?) genovese.
Come scrive oggi il Corriere della Sera “nello studio di Rai2, dove Santoro si fa paladino del tritura—politici genovese, si salda l’asse tra il leader dei vaffa—boys e due girotondini della primissima ora, Sabina Guzzanti e Marco Travaglio”, con contorno di vignettisti pseudo corrosivi e di grandi studiosi della politica, e chi non ha avuto la “fortuna” di essere in piazza a Bologna, lo scorso settembre, per il “V Day”, ha potuto capire a chi ci si trovi di fronte.
Ovvero ad un pericoloso demagogo, populista, ad un abile arringatore ed esaltatore di folle (proprio la stessa ggente cui Santoro si rivolge da sempre e di cui interpreta sapientemente le emozioni), non molto diverso, lo stile è lo stesso, dai leghisti più esaltati e irresponsabili che invitavano a mettere il tricolore “in quel posto” e farneticano di padani pronti a “tirare fuori il fucile” perché stufi di pagare le tasse.
Un tipo da maneggiare con cura, quel Grillo, è difatti, pavida, larga parte della classe politica lo sta blandendo, cercando di lisciare, compiacendo, con qualche felice eccezione, ad esempio Walter Veltroni, che ha ricordato che l’Italia ”ha bisogno di soluzioni razionali, non di uno che urli nel tunnel”, oppure il sindaco di Venezia, il filosofo Massimo Cacciari, secondo il quale”il rischio qualunquismo esiste. Laddove fai politica con la raccolta di firme, con i comici in piazza,con gli schiamazzi e le battute è inevitabile. Fare da cassa di risonanza a certe derive populiste non è certo fare buona politica”. Reazioni più meditate di quella di Pierferdinando Casini che ha definito il V-day “la più grande delle mistificazioni”.
Qualcuno, nei giorni scorsi, ha colto bene la potenziale pericolosità non di Grillo, che si sta prendendo un po’ troppo sul serio, ma resta un comico, seppure riconvertito alla causa della democrazia populista, ma di quello che rappresenta e del suo schiumante seguito di ultras della “politica” e della democrazia partecipativa, ad esempio il direttore del TG 2 Mauro Mazza, che in un editoriale di qualche giorno fa, molto intelligentemente osservava: “Cosa accadrebbe se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto? Un tempo c’erano i cattivi maestri, che additavano come nemico un commissario, un giornalista, un magistrato e accadeva che qualcuno, pazzo o meno, andasse e premesse il grilletto e qualche volta uccidesse. Oggi non abbiamo più i cattivi maestri né i buoni, abbiamo solo gli apprendisti stregoni. La storia, si dice, si ripete due volte, una volta in tragedia una volta in farsa.
Ma cosa succederebbe se invece facesse il percorso inverso e da farsa si trasformasse in tragedia? Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno ascoltati quegli insulti contro tizio e contro caio premesse il grilletto?”.
Ragionamento impeccabile, che non fa una grinza, da sottoscrivere al 100%, come quelli contenuti in un lucidissimo articolo del senatore dell’Ulivo e giornalista Antonio Polito, pubblicato l’11 settembre su Il Foglio, dove si invitano a reagire “i media, succubi oggi dei guitti come lo furono ieri dei piemme. Dovrebbero dire che da questa storia il paese uscirà solo un po’ più debosciato di come ci è entrato”.
Bene, come ha reagito oggi, l’arguto arruffapopoli, il Masaniello ai pansoti e al pesto ? Nel corso di uno spettacolo – happening tenuto ieri sera in Friuli, parodiando Mazza quando si chiedeva “Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, ascoltati quegli insulti, premesse all’improvviso il grilletto?” l’arguto arringatore di folle, di certo consapevole del botto” ha aggiunto “e ti sparasse nel culo?”.
Come non sottoscrivere dunque quello che ha scritto Antonio Polito –articolo Polito Il Foglio – ricordando che “ci vorrebbe qualcuno che pronunciasse un sonoro vaffa per Grillo e per tutti i grillini. Qualcuno che osasse dire che la democrazia senza partiti non esiste, che oltre i partiti ci sono solo l’oligarchia della nomenklatura e l’autocrazia del dispotismo, la Cina e la Russia. Dovrebbero parlare quei pochi, nella Casta e fuori, che ancora godono di una qualche autorità morale. Napolitano in persona dovrebbe ergersi contro questa Vandea auspicata e istigata, contro il rischio di delegittimazione morale delle istituzioni. Ricordando che la democrazia è il consenso nelle urne, non l’ammuina nelle piazze; che la sovranità risiede in Parlamento, non nei comizi e nei girotondi; che uno spettacolo comico non è un movimento politico; che Sabina Guzzanti non è Giovanna d’Arco e Beppe Grillo non è Lenin” ?
E se affa… gli italiani che ancora conservano il dono della ragione e non sono né dalla parte della “casta” politica corrotta e indifendibile, che non può essere ne é l’intera classe politica, né dalla parte dell’antipolitica potenzialmente violenta, intollerante, aggressiva e vociante impersonata dal “V-day”, ci mandassero, prima che sia troppo tardi, il signor Beppe Grillo e la sua corte di tricoteuses esagitate sferruzzanti sotto al patibolo?

0 pensieri su “E se un “V-day” lo dedicassimo a Grillo ?

  1. Quello che mi preoccupa un po’, anche se non piu’ di tanto, e’ il palese sostegno a Grillo dell’ex pm Di Pietro. Ci aveva gia’ provato una quindicina di anni fa e ci riprova ancora adesso a sfasciare questa repubblica in nome di una concezione tutta sua del Diritto. C’e’ chi si crede Dio e manda pero’ i giullari in pasto alla folla. Pippo Baudo, che aveva lanciato Grillo anche quando alla RAI non lo volevano, aveva commentato con un “speriamo che adesso non lo rovinino” ed ha ragione.

  2. Ma guarda che come ti avevo scritto c’e’ si da preoccuparsi, pero’ non piu’ di tanto. Ti ricordi quando Di Pietro si era montato la testa e tutti i mass media dicevano che sarebbe diventato addirittura Presidente della Repubblica se entrava in politica perche’ tutte le bigottine di paese stravedevano per questo accusatore istrionico con la faccia tanto perbene? E invece com’e’ finita: un partito da 2 per cento, alle prossime elezioni se non cambia bandiera e non chiude la sua baracca e i suoi burattini deve tornare a fare il magistrato. A me Grillo era piaciuto molto, come comico, parecchie delle battute che dice mi piacciono, come comico, e penso che come tutti i cittadini con un po’ di istruzione abbia anche del buonsenso per suggerire delle cose che riscuotono consensi, perche’ vive come noi e non come i potenti. Ma in politica e’ meglio che non c’entri. Anche un bloggista del Muro di Radio Tandem lo ha definito un Masaniello. Cioe’ una medicina peggiore della malattia. Credo che gli italiani siano abbastanza intelligenti, e magari lui per primo (visto come ha glissato quel volpone di Santoro e come ha rifiutato la ripresa RAI) per fare in punta di piedi un po’ di marcia indietro. se n’e’ reso conto che lo stanno usando. Se va avanti e’ perduto e non fara’ piu’ ridere

  3. Sono sconfortato da questo vostro dialogo…come si puo non condividere i 3 punti che hanno spinto Grillo in piazza??! e poi cosa è il riferimento a Di Pietro e a tangentopoli? Forse non avrebbe dovuto fermarsi visto che c’è gente che ancora la pensa come il sig. Crosta…Ce ne fossero di “Grilli” e anche di “Di Pietri”…meglio il vino và…Al massimo una polemica su slow food! no?

  4. ….e poi sarrebbe un giornalista modello Travaglio (che per noi Italiani del terzo mondo è un giornalista giustizialista, ma che nel resto del mondo civile sarebbe un giornalista che tenta di fare il proprio mestiere e basta) la miccia che farebbe scattare scontri di piazza?…andiamo bene…

  5. Caro Franco, non riesco proprio a capire come tu possa essere per la critica radicale che non scende a compromessi e allo stesso tempo trovare non dico sensato, dico anche solo vagamente proponibile il discorso del direttore del TG2 Mazza! Non ti accorgi che questa e’ l’ennesima riproposizione del bieco ricatto con cui da non so quando ormai viene zittita qualunque critica radicale? Quello che dico prescinde da qualsiasi valutazione nel merito dei discorsi di Grillo. “E se qualcuno preme il grilletto?” ??? E se qualcuno preme quel che vuole, sara’ quel qualcuno ad assumersene in toto le responsabilita’! Ma che scherziamo? Siamo all’allucinante refrain sui “cattivi maestri”? O si trova sempre e comunque un terreno di conciliazione oppure si e’ oggettivamente dalla parte dei terroristi? Eh no. QUESTO e’ terrorismo, dialettico ma pur sempre terrorismo. E del peggiore.

  6. Beppe Grillo non è la perfezione, ma ridurlo a guitto è un modo come un altro per negare verità assolute come quelle di avere liste obbligate o candidati condannati in prima posizione nelle liste. Ci sono cose vergognose a cui tutti siamo soggetti con la connivenza della stampa ufficiale (com’è che nel casi di Cambi nei confronti del Gambero la manipolazione si è “colta”?), ma la cosa peggiore è che noi siamo i primi, da sempre, ad affossare qualsiasi forma di reazione a governi ruffiani e corrotti, etichettandola politicamente e liquidandola senza riflettere sui contenuti.
    E’ stato detto anche che Grillo ha offeso Biagi, cosa che nel video si è dimostrata pura menzogna.
    Entrate nel mondo del lavoro, quello vero, non quello che raccontano in televisione, verificate se il precariato non è la regola principale su cui fanno affidamento le aziende private grandi e piccole. Oggi il lavoro è speculazione, e di gente che grida contro tanta porcherie e svilimento dell’uomo ce ne vorrebbero molte, molte di più. Ma l’immobilismo in Italia, si sa, è prassi consolidata. E guai a chi alza la voce indipendentemente dai poteri forti.

  7. Personalmente ritengo che il fenomeno Grillo sia potenzialmente molto pericoloso. E credo che sia altrettanto pericolosa la reazione del Palazzo, arroccato sulla difensiva in atteggiamenti ipocriti (il Fassino che propone di congelare gli aumenti già congelati…) e nella reiterazione dei viziacci che tanti spunti offrono al “messia” genovese (Burlando che, ancora ieri, prende la superstrada contromano e, fermato dalla Ps, esibisce il tesserino – scaduto – da parlamentare evitando la contravvenzione). Ma Grillo è un prodotto del nulla offerto da una politica lontana dalle esistenze reali delle persone. Mazza, che tanto si indigna, è colpevole almeno quanto lui: il pastone poltico delle 20:30 realizzato con il cronometro alla mano nel corso del quale una battuta non si nega a nessun parlamentare (anche se quello non ha nulla da dire) non è forse antipolitica allo stato puro, non ha forse contribuito ad innescare quel “vaffa” che adesso si è trasformato in qualcosa di preoccupante?
    @Mario Crosta – Signor Crosta, io non ho in simpatia Di Pietro, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare: l’ex magistrato si sta battendo per quella nuova legge elettorale che, in virtù della soglia di sbarramento, potrebbe rappresentare la fine del suo partito. E questa, ammettiamolo, si chiama coerenza. A sfasciare la prima repubblica non è stato il Pm molisano, bensì un sistema politico vergognosamente corrotto. Cosa bisognava fare, lasciare che continuassero indisturbati perché, come disse pubblicamente “qualcuno”, quel sistema era diffuso e riguardava quasi tutti i partiti?

  8. @ Roberto Giuliani – Caro Roberto, nel mio piccolo mi batto contro la precarietà a tutti i livelli (sindacale, ma anche associativo e culturale) dal 1998. Ho gestito vertenze a riguardo, ho firmato accordi, ho partecipato e/o contribuito all’organizzazione di manifestazioni, ho scritto, ho organizzato concerti e cineforum. In quasi dieci anni avrò vinto due battaglie e ne avrò perse cento. Eppure ti dico: Grillo fa bene a sollevare il problema (e lo ringraziamo per questo), ma non sono tanto sicuro che con un gigantesco “vaffa” si possa risolvere molto. Perché quell’insulto rischia di ripercuotersi in maniera negativa su tutto ciò che è politica, ivi compreso quanto di buono c’è nella politica e nella lotta alla precarietà. E perché non è seriamente argomentato, nel senso che richiama l’attenzione sul fenomeno ma non offre ipotesi alternative fondate su basi solide. Il precariato lo vogliono le aziende prima della politica di palazzo, e non credo proprio che un generico “vaffa” possa persuaderle a prendere in considerazione strade alternative.

  9. @ Marco Arturi
    Sei sicuro che quel “vaffa” sia generico? Leggi frequentemente il blog di Grillo? Seri convinto che Grillo non voglia partiti né ora né mai, o voglia semplicemente scuoterli dal loro torpore e dalla loro lontananza? Credi che se un politico, di destra o di sinistra che fosse, prendesse seiamente a cuore il problema, Grillo lo vaffanculerebbe?
    Siamo seri. Guardiamo con chi abbiamo davvero a che fare, poi, e solo poi, possiamo discutere sui limiti e gli errori dell’azione di Grillo.
    Anche il ’68 aveva in sé una serie di valori importanti e giusti, ma è andato a carte 48 (invece che 68) proprio perché nessuno si è preso la briga di prenderli sul serio, nemmeno i genitori dei sessantottini. Ora ce li ritroviamo in politica, figli di una realtà sociale che non ha valori. Allora c’erano ma nessuno se ne è curato.

  10. Ora sembrerà che io condivido o difendo Grillo. Invece non è affatto così, anche perché non ha bisogno delle mie difese. Però bisogna riflettere e chiedersi perché bisogna urlare e mandare affanculo i politici perché qualcuno si accorga che qualcosa non va. Il problema è che, e questo è il nostro sordo sistema, si ascoltano i vaffa e le urla, ma non si sente che cosa quelle centinaia di migliaia di persone hanno da dire.

  11. Roberto, il mio “generico” era riferito solo alla questione della precarietà che, noto con piacere e senza sorpresa, ti sta parecchio a cuore. Io avrò visitato due volte in tutto (peraltro non di recente) il blog di Grillo, che rispetto come artista e pure come “predicatore”, ma che adesso credo stia rischiando di andare oltre le intenzioni, imbarcando qualunquisti e immobilisti. Sì, perché indicare Grillo, magari comodamente seduti in poltrona davanti alla Tv, e dire “Guarda che bravo, finalmente uno che li manda tutti a quel paese questi politici di m…” non credo sia il top dell’impegno politico. Infatti tra quelli che adesso vanno appresso al comico genovese ce ne sono molti di quelli che, giusto qualche annetto fa, guardavano un altro personaggino alla Tv e dicevano “Guarda questo che bravo, si è fatto un sacco di soldi con la sua azienda, vedrai come farà funzionare l’Italia: altro che questi politici di m….”. Uno ha fondato i club, questo comincia già a distribuire i bollini. Andiamo ragazzi, la politica è una cosa seria (quindi è una cosa che non riguarda neppure molti dei nostri parlamentari: sia chiaro che tra Grillo e Mastella o Calderoli scelgo Grillo senza esitazioni): è confronto, divbattito, cultura, impegno, passione. La politica vera sta nel bisturi di Gino Strada, nell'”adesso ammazzateci tutti” dei ragazzi di Locri, nel rifiuto del pizzo della Confindustria di Palermo, nell’orgoglioso NO della Fiom, nella democrazia dal basso della Valsusa e di Vicenza, nell’agire quotidiano di tanti parroci silenziosi, nell’isolamento di Roberto Saviano, nell’impegno di medici e infermieri che ci regalano uno dei migliori sistemi sanitari del mondo a dispetto delle mille difficoltà con le quali devono combattere; la politica sta nelle due-tre ore settimanali che tanti, tanti, tanti italiani dedicano gratuitamente a chi non è fortunato come loro, senza bisogno di urlare “vaffanculo” a nessuno. Non è con un gigantesco insulto collettivo che si può avviare un progetto politico serio e utile al paese, mi spiace.

  12. Ognuno, naturalmente, è libero di pensarla, per quanto le proprie facoltà mentali glielo consentano, nella maniera che meglio crede. Tuttavia, mi permetto, ancora prima di commentare le ragioni, che in questo post vengono esposte, e su cui non sono, peraltro, assolutamente d’accordo, esporre una semplice, quanto rude, osservazione.
    Come cazzo ritiene l’Autore di poter contare sulla disponibilità e pazienza di un lettore di un blog, sbrodolando frasi spezzate da 200 parentetiche (peraltro messe del tutto a caso)? Forse è meglio che continui, solitario e silente, a bere. Gli effetti già si vedono.

  13. Perfettamente d’accordo. Ma cosa ti fa credere che sia questo l’intento di Grillo? La verità è che questo fenomeno finirà presto, come i precedenti (mi riferisco ad esempio ai girotondini). Per ora alcuni politici fanno finta di dare importanza alla cosa, ma appena le acque si calmeranno tutto tornerà come prima. Tutto ciò che hai elencato è sacrosanto, ma manca altrettanto impegno da parte di chi fa politica, ed è a quelli che Grillo si è indirizzato, sono loro che devono essere scossi, devono smetterla di fare i divi in tv, di controllare l’informazione.
    Ti sei chiesto come mai si è fatto tanto scalpore sui voti elettorali che hanno fatto vincere di un pelo il centrosinistra, e nessuno ha alzato gli scudi su una Sicilia interamente forzaitaliota? Non era statisticamente possibile, eppure la cosa è passata tranquillamente.
    Allora ci sono politici corrotti e collusi con i mafiosi, altri non lo sono ma per restare al loro posto rinunciano a tirare fuori i denti, a darsi da fare per smascherarli. Come si può sperare in un Italia migliore in queste condizioni?

  14. Ecco il tipico esempio di reazione misurata e di commento equilibrato di un Grillo fan: ce lo mostra il “signor” Stefano F., dal quale non penso di aver nulla da imparare… Sicuramente non la buona educazione

  15. Ricordo quella volta che sul vecchio blog parlai del Grillo sparlante quando si occupò di vino. Apriti cielo: arrivò un’autentica mandria di suffragette a dispensare democraticissimi insulti (oltre ad allusioni striscianti molto ma molto simili a questa che ti hanno dedicato).
    Non posso che appoggiare quel che scrivi (e anche quel che rispondi commentando).

  16. Signor Stefano F., la prego cortesemente di partecipare, se ritiene di farlo, alla discussione in maniera civile. Qui finché è possibile cerchiamo di evitare l’insulto. Franco Ziliani ha proposto una riflessione e noi, con tutti i limiti delle nostre facoltà mentali, ne stiamo discutendo. Se la cosa non le garba, la rete offre una miriade di luoghi alternativi. Se le interessa, le segnalo il fatto che ce ne sono molti nei quali l’offesa e la mortificazione sono di casa. Da queste parti abbiamo altre abitudini, anche se ci capita di pensarla in maniera diversa su tanti argomenti. Grazie per la comprensione.

  17. @ Roberto – “Come si può sperare in un Italia migliore in queste condizioni?” mi chiedi, e non posso che risponderti: guardando agli esempi che ho elencato sopra e a tanti altri esempi magari meno “eroici” ma comunque significativi.

  18. Come già affermato da Stefano F., confermo che i periodi con molte subordinate sono di lettura “pesante”. E poi, attenzione, qual è non si scrive con l’apostrofo!
    Claudio Marafetti

  19. Purtroppo per le facili categorizzazioni che – umanamente, certo! – anche voi cercate di utilizzare (salvo poi stigmatizzarle negli altri), io NON sono un grillino, e ne critico le presunte soluzioni.

    Ciò non toglie che il dibattito di questi giorni NON verta mai (e certo non in questo blog) su questi aspetti, ma su altri elementi “di corredo”. Questo blog ha di caratteristico solo un uso creativo della sintassi. Mi pare poco.

    Per l’educazione, ahime!, chiedo venia: non pensavo di essere entrato in un convento di educande.
    D’altronde nel post si trovano parole equiparabili al mio c…o (che però non era rivolto all’Autore, mentre l’affa.. è diretto ad una persona che non leggerà questo post e che quindi non può ribattere), ed altre frasi dispregiative (cito solo il “arruffapopoli, il Masaniello ai pansoti e al pesto”) equivalenti al mio invito a proseguire la degustazione di vini.

    Non giochiamo al “sentirsi offesi” per inezie, vi prego! Non sarà per questo che qualcuno avrà avuto ragione…

    O siete anche voi di quelli che “chi critica la legge 30 offende la memoria del povero Biagi!” ?
    A casa mia la definivano ipocrisia…

    Auguri

  20. Invece mi sembra che lei, sig. Stefano F., abbia qualche problema con le virgole. Un po’ troppe, non crede? E anche qualche problema con l’italiano (corretto).
    A quando un suo commento sulle ragioni qui esposte, che pur non condivide? E per favore, senza termini presi in prestito dal linguaggio di strada.

  21. In questa settimana ho avuto modo di vedere in televisione due spettacoli vergognosi:la lotta in senato per la lottizzazione della RAI con i vari ministri e senatori che davano il meglio di loro nel difendere interessi di parte e spartizione di potere. Non bastasse ho visto in varie trasmissioni brani del comizio di Bologna di grillo (l’ho scritto volutamente con la g minuscola.
    Credo che in Italia abbiamo veramente di che meditare e sarei molto curioso di conoscere il parere di qualche osservatore estero che conosce l’Italia.
    Invito inoltre il sig.Stefano F.a non rammentare in tono dispregiativo chi è stato ucciso credendo in quello che faceva e girava senza scorta in bicicletta sotto i portici di Bologna mentre tornava a casa dalla sua famiglia.
    Se a Lei questo blog ed il suo autore non piacciono nessuna la obbliga a seguirli, ma usi per cortesia toni e parole civili perche di gente che ‘urla’ e offende non ne sentiamo il bisogno

  22. Non ci posso credere… è successo davvero !!! Mi lascia ogni volta basìto il bigottismo dei confronti pubblici (come quello che avviene, in piccolo, in un blog).
    E dico > volutamente (tanto lo so, che per voi ormai sono un dannato), perchè mi rifiuto di credere che lo scandalizzato di turno (nel caso, D. Vacca) non dica mai, magari nel chiuso di uno sgabuzzino, le cosiddette “male parole” (come da candida definizione del Direttore del Tg2).

    Faccio outing: ebbene sì, io le dico – e le sento dire anche nei vari contesti lavorativi che frequento!
    E vi assicuro che non sono un terrorista o un cavernicolo, nè ne frequento.

    Ora, se il dire “chi critica la legge 30 offende la memoria del povero Biagi!” viene letto (volutamente, ripeto – chè l’alternativa sarebbe ipotizzare mancanza di capacità cognitiva) come un “rammentare in tono dispregiativo chi è stato ucciso credendo in quello che faceva”, allora di che volete che si parli?
    del tempo? ma senza poter azzardare un “piove, mannaggia…” per non offendere chicchessia…

    E poi, scusate, ma quale sarebbe la discriminante per diventare un “intoccabile”?
    – credere in quello che si fa? nel mio lavoro, io credo in quello che faccio (non so voi), eppure càpita di sbagliare, e di essere criticati per questo.
    – o essere stati uccisi? non fatemi fare esempi di gente uccisa e che tuttavia non è esente da critiche…
    – o il fatto di star tornando dalla propria famiglia, come se vi fosse chi non ne ha una. Ma la “famigghia” si sa, in Italia è sempre una clausula salvifica.

    Come noto, la Legge 30 NON è stata scritta da Biagi (porta la firma di Maroni, che peraltro è vivo e vegeto!), per cui è illegittimo attribuirla a una persona che non può confermare nè smentire la sua adesione.
    Detto questo, tale legge è DISASTROSA. Indipendentemente da chi l’abbia scritta, ispirata, letta, applicata…
    Invidio chi non ha sperimentato i suoi effetti, direttamente o indirettamente (chi ha famiglia, ha magari anche dei figli…)

    Non tutte le leggi riescono bene (o a voi non risulta?), ed è prassi comune emendarle, abolirle… senza che nessuno si debba segnare come di fronte al Maligno.

    Di fronte a “chiusure” al dialogo perbeniste come queste, chi già è frustrato per le proprie condizioni lavorative (e scandalizzato dalle disparità tra gente comune e i rappresentanti di una “casta”) inevitabilmente si esaspera ulteriormente, e trovo comprensibilissimo e (limitatamente a quei momenti) giustificabile il “vaffa…”.
    Se non c’è base di confronto, inevitabilmente si finisce col muro-contro-muro, e personalmente sono convinto che si rischi una escalation. Senza che ciò vi suoni come una mia apologia di reato, o una dichiarazione di adesione a ciò !

    Di che meditare, caro Vacca, c’è davvero molto….
    – Perchè intere piazze si sono riunite SENZA portare bandiere di Partiti?
    – Perchè si sono mescolate fazioni di sinistra e di destra (ho visto personalmente ragazzi Forza Nuova a Roma, e abbiamo sentito la dichiarazione di simpatica verso Grillo da parte un giovane esponente di AN ad “Anno Zero”)
    – Perchè in questi giorni, sui mass media, c’è un brulicare di confronti polemici sul “vaffa” e MAI sui motivi che hanno portato a tale “vaffa”?

    Sulle proposte di Grillo, sono scettico. Come non esserlo?
    MA. Ma bisogna considerare CHI le propone (uno che comunque sia, non è un politico) e DOVE le propone (in una piazza). Andranno certamente distinte, articolate, emendate… un po’ come le leggi, ricordate?

    Un solo punto, il primo, mi pare talmente ovvio da suscitare scandalo (in me) al pensiero che si sia dovuti arrivare a un V-Day per farlo presente: i pregiudicati e condannati in via definitiva DEVONO essere preclusi dalle cariche pubbliche !
    Alla “ggente” normale, una riga sul casellario giudiziario preclude l’accesso a posti di lavoro ben meno strategici e prestigiosi.
    Anche qui, quando (e se! del che, dubito) verrà il momento di formalizzare un dettato legislativo, andranno stabiliti criteri più precisi. Un’infrazione stradale o un furto di caramelle si può ben condonare… Ma qui si parla di abusi in atti d’ufficio, di vilipendio alla bandiera, di corruzione di pubblici ministeri, di tangenti.

    Se si può parlare di questo – non dico qui, ma almeno a livello istituzionale, bene.
    Se invece ci si vuole scambiare i “vaffa” (quello di Polito immagino sia più elegante di quello di Grillo…), vediamo quello che succede. Forse non succederà niente, e allora almeno un “vaffa” di sfogo consentitelo!

  23. @ Signor Vacca – Egregio signor Vacca, io non penso proprio che criticare la Legge 30 (battezzata “legge Biagi” nell’ambito di un vergognoso rigurgito strumentale del centrodestra) equivalga in alcun modo a offendere la memoria di Marco Biagi. Al contrario, sono convinto che opporsi, in maniera anche ferma, al progetto di precarizzazione globale insito in quella legge sia un modo per rispettare la sua figura politica e professionale. E allora qui lo dico chiaro e senza timore alcuno: la Legge 30, in assenza di altre misure di formazione continua ed erogazione del reddito, è semplicemente vergognosa e indegna di un paese che voglia dirsi “civile”, come è altrettanto vergognoso che il governo attualmente in pratica non abbia fatto ancora praticamente nulla per cambiarla, come è stato vergognoso il cd. “Pacchetto Treu” varato dal centrosinistra nel ’97. Dice di no, signor Vacca? bene, allora venga a trovarmi: le farò conoscere giovani laureati (perché a 33 anni in Italia per il mercato del lavoro sei ancora un giovane…) capaci e volenterosi che non possono programmare la loro esistenza per più di tre mesi. Le mostrerò la vita di persone di 50 anni con figli a carico e 2 mesi (si legge: due mesi, signor vacca!) di contratto interinale, colpevoli unicamente di aver visto l’azienda nella quale lavoravano in precedenza chiudere i battenti perché altrove ci sono occasioni di maggiore redditività (si legge: la legislazione di altri paesi ci consente di sfruttare meglio quei lavoratori). Oppure le farò conoscere la mia bambina, nata 15 mesi fa nella data che io e mia moglie – lavoratrice precaria, quindi priva dei diritti basilari e di conseguenza sottoposta a ricatto permanente – abbiamo dovuto programmare in funzione del lavoro che altrimenti avrebbe perso. Abbiamo concepito mia figlia “calendario alla mano”, egregio signor Vacca: la precarietà che Biagi considerava tanto utile al paese è questo e molto altro. Uccidere Marco Biagi è stato folle, criminale, vergognoso, disumano, inutile. E’ stato un atto barbaro e vigliacco, da condannare senza se e senza ma. Essere totalmente acritici nei confronti del suo operato significa darla vinta agli schifosi criminali che lo hanno tolto alla sua famiglia.

  24. Per Stefano F. – Come come come?
    “Non giochiamo al “sentirsi offesi” per inezie, vi prego! Non sarà per questo che qualcuno avrà avuto ragione”…
    signor Stefano F., lei ha scritto:
    “Come cazzo ritiene l’Autore di poter contare sulla disponibilità e pazienza di un lettore di un blog, sbrodolando frasi spezzate da 200 parentetiche (peraltro messe del tutto a caso)? Forse è meglio che continui, solitario e silente, a bere. Gli effetti già si vedono.”
    Le sembrano inezie inoffensive queste? Le pare un modo civile di confrontarsi, questo?
    Inoltre le domando: prima del signor Vacca, al quale ho risposto sopra, chi sarebbe stato l'”ipocrita” che ha tirato in ballo la Legge Biagi? Ho come il sospetto che voi grillisti (o grillosimpatizzanti, o grillofiancheggiatori, o grillovaffanculisti che dir si voglia)stiate utilizzando le cretinate partorite da qualche politicuccio da strapazzo per coprire i difetti fondamentali di tutta l’operazione Grillo: la propensione all’insulto e la demagogia spicciola. Ossia il vuoto politico dell’antipolitica.
    Infine lei scrive: “Questo blog ha di caratteristico solo un uso creativo della sintassi. Mi pare poco.”. Avrà capito che tra le caratteristiche di questo blog non figura però il disprezzo nei confronti del prossimo: quindi la invito nuovamente a cercare altrove un luogo nel quale poter dare libero sfogo alla sua “creatività”. Se vuole restare con noi le chiedo nuovamente di risparmiarsi
    certe uscite che, sarò un’educanda, a me paiono irrispettose e abbastanza inutili ai fini dello sviluppo della discussione.

  25. Per tutti i giornalisti enoici anti-libertà di pensiero: perchè non continuate ad assaggiare vino, almeno fate bene il vostro mestiere!!!!!!!!!!
    Senza rancore.
    Buon lavoro.

  26. Forse ha ragione Giovanni, forse sarebbe stato meglio, visto la piega che ha preso la discussione, che avessi dimenticato di essere innanzitutto un cittadino italiano con le proprie idee, la propria facoltà d’indignarsi, per limitarmi a fare il cronista e commentatore del vino… Ma come dicono a Roma, “quanno ce vo’, ce vo'” e qui, secondo me, “ce voleva”…

  27. Caro sig.Stefano F.(perchè non si firma con il cognome per intero?)ho appena letto la sua risposta e vedo che il mio consiglio e quello di altri non vuole proprio accettarlo.
    Lei in tutti gli interventi si lascia andare ad offese come quella di darmi del bigotto anche senza conoscermi, conoscere la mia storia e quello che ho fatto.
    Io non mi scandalizzo per le male parole, forse nel privato ne dico anche di peggio di quanto Lei possa immaginare ed i buonisti non fanno parte della mia cerchia di amicizie.
    Ma ho l’abitudine quando parlo con qualcuno, specialmente in un blog dove non conosco nessuno, di adoperare un linguaggio civile e cerco sempre di non offendere alcuno specialmente chi non la pensa come me.
    Nessuna legge è perfetta e quindi anche la cosidetta legge Biagi è e dovrà essere rivista, modificate e sorretta da tutte quelle iniziative sociali che vengono sollecitate da più parti. Ma la mia domanda è senza la legge cosidetta Biagi cosa avremmo avuto in cambio? I giovani sarebbereo stati tutti assunti a tempo indeterminato in Italia?
    Ho una figlia di 23 anni che sta per laurearsi e le preoccupazioni del Sig.Arturi che ho letto le condivido in pieno ma non è offendendo la memoria di un uomo e la sua famiglia come leggo sui giornali od ascolto sui TG da parte di certa classe politica e di pensiero che si migliora questa legge.Ho tutto il diritto di indignarmi!
    Il Sig.Marco Arturi ha inteso rispondere al mio commento in maniera del tutto civile pur non condividendo il mio scritto e La invito pertanto, se lo riterrà opportuno, a fare altrettanto ed a non giocare con le offese.
    Da parte mia colgo l’invito di Ziliani a riprendere a parlare di vino.

  28. @Stefano F. – Dopo avere constatato con piacere la sua capacità di dialogare al di fuori dell’insulto, provo a rispondere ai quesiti da lei posti:
    – La Legge 30 non è stata scritta da Biagi, ma si ispira dichiaratamente al “Libro bianco” da lui elaborato, del quale contiene interi stralci. Sbagliato e ipocrita, come lei fa notare, chiamare la 30 con il suo nome; ma è sostanzialmente errato dire che la figura di Biagi non ha molto a che vedere con quel provvedimento legislativo.
    – Grillo critica quella legge e fa bene: però lo fa senza molto costrutto, limitandosi a dire che è un provvedimento sbagliato che incide in maniera pesante sulla qualità della vita delle persone. Così è troppo facile…se il comico genovese crede davvero alla lotta al precariato, perché il 14 novembre scorso non era in piazza a Roma con la Fiom? Perché non presta il suo faccione e la sua fama a chi elabora proposte alternative? Perché non parla di capitalismo cognitivo e reddito di esistenza?
    – Lei chiede perché tanta gente si è riunita nelle piazze senza bandiere di partito e racconta di aver visto esponenti di Forza nuova in quell’ambito. Spero che queste due cose la preoccupino parecchio: FN è un movimento nazifascista che trova consenso in posti come le curve degli stadi, dove il vuoto ideologico sfocia con regolarità in violenza cieca. I partiti, mi permetto di ricordare a tutti, sono istituzioni democratiche. Se ne fa un’uso sbagliato? Bene, caro italiano, allora spegni quella Tv, schiodati dal divano e impegnati, interagisci con gli altri positivamente. Porta la tua energia e le tue proposte in un partito, oppure in un movimento, in un’associazione che potrebbero inidirizzare l’attività di alcuni partiti (vedi No Tav, Beppe Grillo ne sa qualcosa). Il grillismo è un fenomeno fondamentalmente passivo che manca di costruttività. Puntiamo il dito e diamo i voti, un po’ come nelle isole dei famosi o da Maria de Filippi. E’ solo una variante dei reality show. Anzi, è il primo reality di questa stagione televisiva, tanto che in Tv non si parla di altro.
    – I pregiudicati non devo stare in Parlamento. Giusto, almeno in linea di principio. Ma devono essere stati condannati in via definitiva (vale a dire nei TRE gradi previsti dal nostro ordinamento). E bisogna distinguere, credo, tra reato e reato. Del resto lo stesso Grillo è un pregiudicato, come molti che non sono delinquenti.
    – Grillo, come Celentano, ha interpretato in un film di tanti anni fa il ruolo del messia. Non è che si sia calato troppo nella parte?

  29. … mi sembrava strano che non si finisse a (s)parlare di Berlusconi! Ma non é possibile parlare di politica e dintorni in Italia senza tirare in ballo l’ingombrante, onnipresente, Cavaliere ? Suvvia un po’ di fantasia, mi si consenta!

  30. Franco, hai scritto che “quanno ce vo’, ce vo’” e qui, secondo te, “ce voleva”… ma ti sei messo a parlare romano, poffarbacco!!! Non e’ per criticarti, anzi, ma solo per farti osservare che a parlare romano comincera’ presto anche il comico genovese qualora si lasciasse attirare dalle stesse sirene che hanno ammaliato il suo momentaneo compare di strada, il comico ma per altri versi Di Pietro. E’ solo per questo motico che di riffa o di raffa si finisce comunque, come hai ben rilevato tu, per parlare del Cavaliere. Quello che per Di Pietro resta ancora un incubo e che per Grillo invece potrebbe essere un sogno ancora ben nascosto dietro l’attuale apparenza. Non farmi dire quello che non penso, ma e’ notorio che chi sa fare spettacolo non lo va certo a fare a Montecitorio, ma semmai a Milano 2. Ecco perche’ gli intelligentoni del premier mortadella hanno gia’ capito che Grillo e’ una spina nel fianco della sinistra, una spina pericolosa un paio di mesi prima della fine del malgoverno che la sinistra regge con tanta fatica in piedi. Siamo sicuri che questo Grillo non sia una tigre di carta?

  31. Franco, tu sai bene – come chiunque frequenti questo blog – che il mio è un parere per quanto possibile obiettivo: solo in questa discussione ho avuto modo di criticare Marco Biagi, Tiziano Treu e i due governi di Prodi, oltre a Beppe Grillo e alle sedicenti “nuove Br”. Poi magari scrivo cose contestabili, per carità, ma lo faccio in buona fede e senza troppi preconcetti. Se parlo in un certo modo di Berlusconi è perché, se ci pensiamo bene, il “vaffa” di Grillo non è poi tanto diverso dai presupposti che convinsero l'”Unto del signore” (la definizione è sua) a “bere l’amaro calice” (amaro? Ah ah ah…) e decidersi a “scendere in campo” per “farla finita con i professionisti della politica” (affermazioni tuute sue, caro Franco). Certo che lui non avrebbe mai potuto sostenere la campagna contro i pregiudicati, altrimenti del suo partito non sarebbe rimasto moltissimo. A partire proprio dal presidente, condannato per falsa testimonianza: aveva rinnegato di fronte ai giudici la sua affiliazione alla loggia massonica “Propaganda 2”, passata alla storia di questo paese con il famigerato nome di Loggia P2. Il fenomeno Grillo che non ti entusiasma è un prodotto della Tv e del desolante vuoto politico che caratterizza il nostro paese in questi anni bui. Due cose che hanno tanto a che fare con il signor Silvio Berlusconi, a prescindere dal quale in Italia non è (purtroppo) possibile affrontare alcun tema politico.

  32. @ Domenico Vacca
    Anche lei non mi conosce. Si è limitato a rispondere a quanto ho scritto. Giustamente, del resto. Né io posso fare diversamente.

    Capisco che essere in disaccordo dia fastidio. Ci si infervora, e i toni inevitabilmente si alzano. Ma da qui ad arroccarsi dietro la “forma” (che pure ha la sua importanza, sarei ingenuo a negarlo) per rifiutare il “senso”, ce ne corre.
    Scambiare una critica ad una Legge (critica che a me pare sacrosanta, ma che in ogni caso è almeno legittima) per un irriverente – anzi “dispregiativo” – riferimento al suo millantato autore (chè tale non è) implica un salto logico sbalorditivo. E su questo ho espresso la mia valutazione.

    Lo vuole accettare o no il fatto che Marco Biagi non c’entra NIENTE col dibattito sulla precarietà? Neanche se l’avesse scritta di suo pugno !
    Che il suo nome è stato usato strumentalmente proprio per lo scopo che anche lei (spero in buona fede) mostra di utilizzare, ossia bloccare qualsiasi osservazione critica trincerandosi dietro una variante indecorosa del “onora i morti” ?
    Se ha letto sui giornali o ascoltato sui TG tali offese, non le rimproveri a me ! Io non ne ho fatte.

    Purtroppo in Italia ci sono almeno due argomenti su cui è impossibile confrontarsi: il calcio e la politica. È un peccato, perché poi si finisce per parlare tra persone con cui si sa già di essere in accordo.
    Personalmente e professionalmente faccio del confronto – duro se occore, e in ogni caso franco – un aspetto irrinunciabile. Ma viste le cose, forse davvero conviene a tutti cogliere l’invito a tornare ognuno alle proprie occupazioni, come suggerito anche da Giovanni X – a cui, noto en passant, avete dedicato molte meno energie onde riportarlo a forme di espressione più corrette.

  33. @Marco Arturi Premetto che, se vera (e non ho motivo di dubitarne) la storia che racconta testimonia una volta di più della devastazione che la precarietà (certo non introdotta, ma messa a regime dalla L.30) ha portato a gran parte della popolazione. E le sono solidale. Peraltro, qualora fosse necessario qualificarsi, ne sono una vittima anche io.
    Detto questo, le rispondo punto per punto.
    (1) Ipocrita il mio riferimento alla Legge 30? Francamente, non direi. Considerando che tale legge, e le sue nefaste conseguenze, rappresentano almeno il 50% delle rimostranze di Grillo, mi sembrava doveroso citarla. Senza tenerla sul tavolo delle discussioni, cosa resta a cui aggrapparsi per controbattere a tali rimostranze? Il “vaffa..”, guarda caso. Solo quello…
    Detto questo, le confermo la mia totale simpatia per Grillo E la mia estraneità al movimento (come da precedente post). Si può essere d’accordo anche senza essere inquadrato, non crede?
    (2) Sugli insulti (anche dei miei, se insulti poi sono) il qualunquismo e l’antipolitica, si potrà pur dire che ne siamo immersi da anni, con voluttà, e certo da molto prima di Grillo?
    – L’editoriale di Mazza cosa è?
    – Le risposte arroganti di Polito a Travaglio (“lei non si preoccupi…”) e il suo famoso editoriale cosa sono?
    – Il “coglioni” gettato in faccia ad una parte dell’elettorato (che peraltro poi si dimostrò essere la maggior parte, seppur di poco) da un Presidente del Consiglio – non già da un esecrando lettore di questo blog – cosa è ?
    – L’equiparazione della vita di magistrati (rossi, neri, a pois… fa differenza?) al costo delle pallottole da usargli contro, cosa è ?
    E QUI si sta parlando da giorni dei MIEI insulti ?
    Del qualunquismo di una persona che certamente “comico” non è più ma non è (ancora, almeno) un “politico” ?
    Mi pare peraltro che Grillo, nei suoi spettacoli (che lei avrà senz’altro visto) faccia critiche parecchio circostanziate, con nomi date e cifre.
    Il fatto è che Grillo si occupa (o cavalca, usa… per me è indifferente) della “pars destruens”, della critica.
    [NOTA: mi auguro che ciò non venga frainteso da qualcuno come una invocazione all’uso della violenza, che personalmente aborro e che oggettivamente sarebbe controproducente]
    In questo ambito, anche l’insulto, come espressione di insofferenza e frustrazione per l’assenza di qualsiasi interesse per le reali condizioni della popolazione, ha il suo perché.
    Di questa fase c’è solo da augurarsi che si realizzi.
    ALTRI dovranno, poi, proporre soluzioni, “costruire” – con i distinguo che saranno opportuni, e che noto ci vede in gran parte d’accordo.
    Non mi pare che Grillo abbia questa intenzione. Ed è scelta COERENTE (così come giustamente non fu chi tirò monetine nel ‘92 a creare una nuova classe dirigente. Chi fu, e come andò, è altra storia.).
    Se poi non sarà così, vedrò la posizione da assumere, senza avere vincoli di “appartenenza a un movimento”.
    (3) »“è sostanzialmente errato dire che la figura di Biagi non ha molto a che vedere con quel provvedimento legislativo.”
    È giusto invece affermarlo (“molto”, peraltro, non significa “affatto”), se questa minor technicality viene usata come alibi per impedire qualsiasi riflessione critica su tale legge (del tipo: “l’ha fatta Biagi, quindi dato che è morto è sacrìlego parlarne male”)
    (4) »“Perché non presta il suo faccione e la sua fama a chi elabora proposte alternative?”
    Perché non è un politico, e (almeno secondo me, ma per ora non ne ho disconferme) non vuole diventarlo. Ma lo chieda a lui, io non ho intenzione né competenza per parlare in sua vece.
    (5) »“FN è un movimento nazifascista […]”
    Mi preoccupa si, ma almeno conferma (e non è poco, se scorre le critiche che da più parti vengono fatte ai “grillini”) che non si tratta di un movimento posto esclusivamente a sinistra, come da alcuni viene proclamato. Si tratta di una espressione di forte scontento e insoddisfazione – trasversale perché stavolta davvero sperimentata da tutti.
    (6) »“I partiti, mi permetto di ricordare a tutti, sono istituzioni democratiche.”
    Mah… il buon Polito ha dato ad Anno Zero un’altra definizione, di “associazioni a fine di lucro” (l’ha sentito?). Siccome concordo con la sua arrogante definizione, sono estremamente contento che i Partiti non siano stati tirati in ballo. Anche perché, come dicevo, non è (ancora) il momento di sedersi e costruire.
    Giovanni Sartori (su cui spero non si dovrà dibattere) ha ricordato come all’indomani della II GM abbattere lo status quo fu sintomo di spirito veracemente democratico, NON la sua negazione. Questo per dire che non è automaticamente vera l’equazione “no partiti = no democrazia”.
    Mi rendo conto della pericolosità di quella situazione, ma credo che vigilare per impedire una sua deriva verso altro, sia più maturo che strozzare qualsiasi cambiamento per paura di ciò che potrebbe forse accadere.
    (7) »”Il grillismo è un fenomeno fondamentalmente passivo che manca di costruttività.”
    Questo proprio non può dirlo ! Davvero.
    È ovvio che gran parte delle 300.000 persone che hanno firmato ha limitato a questo il loro “engagement” (e comunque basterebbe per darle torto, in un Paese dove si invitava la gente ad andare al mare invece di votare alle elezioni).
    Ma molti, “grillini” e non, sono attivi sul territorio: sono stati i veri realizzatori dei VDay, sostengono la No-Tav (come anche lei sa), si battono per proposte di energie rinnovabili…
    Esclusa l’adesione a Partiti (che peraltro, curiosamente, invoca come sbocco “naturale” dei grillini, fatto salvo poi criticare le mire di Grillo per crearne uno), queste persone stanno cercando di diventare “gruppo di pressione”. Vada a vedere i siti dei vari MeetUp locali (molti sono pubblici) e potrà constatare che cercano di confrontarsi su temi reali. Certo, magari non in questi giorni, dove davvero pare si sia tutti presi dall’isteria collettiva…
    Mi consenta, infine, una battuta.
    » “Grillo, come Celentano, ha interpretato in un film di tanti anni fa il ruolo del messia. Non è che si sia calato troppo nella parte?”
    Se è per questo, Silvio Berlusconi ordinava uno “Stock84”. Che si sia, poi, bevuto il cervello?

  34. Io continuo a vedere analogie sostanziali (e a mio parere preoccupanti) tra Grillo e Berlusconi: l’ex premier insultava il potere giudiziario, questo insulta il potere esecutivo. Tutti e due si atteggiano a nuovi messia. Tutti e due sono ottimi comunicatori e ottimi venditori di sé stessi. Tutti e due fuggono, finché possono, il contraddittorio e il confronto diretto. Grillo professa, come già aveva fatto il Cavaliere, la sua distanza dalla “politica politicante”, ma già comincia a parlare di “liste civiche” e “bollini”. Tutti e due dividono il mondo tra buoni e cattivi. E chi non sta con loro è invariabilmente cattivo… Siamo in Italia, signori, dove la storia ha insegnato che certi giochi (e certi personaggi) sono molto, molto pericolosi.

  35. @ Tommaso Farina: proprio una bestia “nera”, gentile signor Farina, concordo in pieno con lei. E mi permetto di ricordarle che era la “bestia nera” anche di un tal signore che rispondeva al nome di Indro Montanelli. Le dice per puro caso qualcosa questo nome, signor Farina? Le ricorda per puro caso qualcosa, egregio signor Farina? No? Allora la aiuto io: era il nome di uno dei più grandi giornalisti d’Italia, già direttore (prima che “qualcun altro” prendesse il suo posto…) del “Giornale” di proprietà della famiglia Berlusconi, che aveva deciso di lasciare perché indisponibile (a differenza di altri) a fare il maggiordomo, il servo o lo yesman. Quest’uomo coraggioso e realmente libero ha finito i suoi giorni subendo minacce di ogni genere per avere criticato la “Bestia Nera” (la definizione è sua, signor Farina), minacce che arrivavano dalla “brava gente” che poi andava a sfilare impellicciata per le strade di Milano. E questa è storia, è cronaca documentata che qualsiasi cittadino italiano dovrebbe ricordare, signor Farina. E’ vero, lei ha proprio perfettamente ragione, spettabile signor Farina: alla gente come noi Berlusconi non piace per nulla, continuiamo a considerarlo estraneo a qualsiasi cultura democratica. E’ un parere che ho avuto l’onore, come qualche altro milioncino di italiani, di condividere con quel grandissimo giornalista, che poco prima delle elezioni del 13 maggio 2001 e poco prima di morire, disse da Santoro: “Se vince Berlusconi, sento odore di manganelli”. Poche settimane dopo, il 20 e il 21 luglio 2001, le strade di Genova furono teatro di una delle pagine più nere della storia repubblicana, dove ebbe luogo una clamorosa sospensione delle garanzie costituzionali (io c’ero, esimio signor Farina, e ne sono testimone) e i manganelli preannunciati da quella persona civile che rispondeva al nome di Indro Montanelli grandinarono sulle teste di migliaia di persone civili e totalmente inoffensive, colpevoli di esercitare il democratico diritto di manifestare. Ecco perché Silvio Berlusconi è la nostra “bestia nera”. Ma lei pare pensarla in tutt’altro modo, signor Farina, e questo ci dice già molto…

  36. Marco, chiudiamo qui il discorso, perché sta prendendo una piega che ci porterebbe a “litigare”, meglio che io e te continuiamo a parlare di Barolo, che c’intendiamo. Una cosa, però, voglio dire: non permetto alla sinistra di fare un vergognoso e disinvolto uso di Montanelli e della sua memoria, perché negli ultimi tempi Indro criticava, anche aspramente, il signor “mi consenta”. Io c’ero – ho letto il Giornale dal primo numero (e ho smesso di leggerlo e acquistarlo solo da qualche anno) – quando la sinistra diceva di Montanelli le peggio cose. C’ero – ero da poco collaboratore de Il Giornale – quando costole della sinistra spararono, per fortuna solo nelle gambe, a Indro. C’ero e ricordo bene tutto e quando vedo oggi la sinistra fare di Montanelli, che di sinistra non é mai stato e che dalla sinistra é sempre stato pesantemente osteggiato e criticato, un proprio eroe, mi viene solo voglia dire: sporcaccioni senza vergogna e senza dignità! E chiudiamo qui, perché siamo su Vino al Vino e perché non voglio litigare con un barolista.

  37. Franco, credo di essere nel diritto di chiarire alcuni punti:
    – Indro Montanelli, nelle settimane immediatamente precedenti alla sua morte, ha dovuto cambiare numero telefonico, coprire la targhetta del citofono di casa sua e ha ricevuto pacchi intimidatori perfino al ristorante dove stava pranzando con De Bortoli. Non credo sia di sinistra o di destra ritenere vergognoso il fatto che un uomo di 92 anni venga perseguitato a quel modo solo per aver raccontato come era stato cacciato dal “Giornale” che egli stesso aveva fondato ed essere stato sbuguardato dal signor Silvio Berlusconi, uno che di sinistra proprio non mi pare. Ribadisco che “qualcuno” non ha esitato a rimpiazzarlo di corsa per trasformare quella testata in un quotidiano apertamente schierato con la proprietà, vale a dire la famiglia Berlusconi. A minacciarlo giorno e notte sono stati uomini e donne, quella stessa “brava gente” che poi va a fare le ronde contro gli islamici “criminali delinquenti e terroristi”. Questa è storia, Franco, e sono certo che tu la ricordi benissimo;
    – Credi davvero che io abbia condiviso l’attentato a Indro Montanelli? Mi fa specie che tu per rafforzare le tue argomentazioni abbia fatto ricorso a quel doloroso episodio, ma io non devo giustificarmi di nulla a riguardo: mi onoro di operare nello stesso sindacato nel quale lavorava Guido Rossa, un comunista ucciso dalle Br. Un sindacato che, mentre molti in Italia pensavano ai cazzi loro, è sceso in piazza contro il terrorismo a più riprese;
    – Sparare alle gambe a un giornalista è un atto vile, barbaro e disumano; tentare in tutti i modi di mettergli il bavaglio è un atto vile, barbaro e antidemocratico. E qui mi prendo la piena responsabilità di ciò che ho scritto, come è mia abitudine. Se ti garba di più e ti pare meno ipocrita possiamo sempre parlare – tra giornalisti, si intende – dell’editto bulgaro nel quale venne disposta la cacciata di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi dalla televisione di stato;
    – E’ vero, molta sinistra ha fatto un uso ipocrita della figura di Montanelli. Ma questo non significa che nessuno che sta a sinistra, specie se è uno che ha la tessera dell’Ordine dei giornalisti in tasca, possa apprezzare in modo sincero la figura di Montanelli, non credi? Se ci tieni a saperlo, ci sono molti noti giornalisti di sinistra che io non amo assolutamente…
    – Dovresti circostanziare per favore chi sarebbero gli “sporcaccioni senza vergogna e senza dignità” ai quali hai fatto riferimento, perché io non accetto in alcun modo di essere ricondotto a questa categoria. Ma sono convinto che tale definizione non fosse rivolta a me. Sbaglio?

    Come ti ho già scritto e come sai, non è mia abitudine litigare con qualcuno solo perché la pensa in maniera diversa dalla mia, quindi non credo ci sia bisogno di arrivare a tanto con te, persona schietta, indipendente e sincera. Sono altri i personaggi che non godono della mia stima: per esempio quelli che praticano qualunquismo, servilismo, omofobia e razzismo a mezzo stampa, dileggiando chi non la pensa come loro e chiunque sia diverso da loro.

  38. Caro Franco,
    permettimi solo una cosa. Ciò che ha fatto la sinistra di governo (come la destra) può essere (anzi è) molto lontano da ciò che fa e pensa la gente di sinistra (e di destra, almeno quella che conosco io). Se Marco Arturi ha citato Indro Montanelli con grande rispetto, non credo che possa essere associato alla strumentalizzazione che ne ha fatto gente di potere. La cosa grave, gravissima, a mio avviso, è che siamo spesso letteralmente condizionati e incastrati da ciò che fanno delle idee, dei pensieri, dei fatti, le persone di potere di sinistra, di destra e di centro. Il potere logora chi non ce l’ha, diceva Andreotti, ma spesso fa montare la testa di chi ce l’ha, facendogli dimenticare lo scopo originario, ovvero quello di occuparsi della propria gente, di aiutarla a vivere meglio e non solo di svuotargli il protafoglio e rimbecillirla con la televisione.

  39. Marco “gli “sporcaccioni senza vergogna e senza dignità” sono, ovviamente, gli esponenti di certa sinistra, politica e giornalistica che strumentalmente, in nome del loro anti-berlusconismo (atteggiamento che giudico legittimo), hanno “arruolato” nelle loro fila l’ultimo Montanelli, quello che criticava Berlusconi, dopo averlo pesantemente osteggiato e criticato e vilipeso e dopo aver oggettivamente armato quei “compagni che sbagliano”, tolti dall’album della sinistra, che hanno sparato su Montanelli. E’ ovvio, pertanto, che non pensassi che tu possa far parte di quella categoria di ipocriti che profondamente disprezzo. Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

  40. Caro Franco, potreai essere anche piu’ chiaro io. Io facevo il correttore di bozze per Servire il Popolo di Aldo Brandirali alla SAME quando Indro vi stampava il Giornale. Tra noi di estrema sinistra e Indro e i suoi non c’e’ pero’ mai stata una sola occasione di litigio, lo rispettavamo molto, basta chiedere ai titolisti ed ai linotipisti di allora, anzi molte volte su alla mensa qualcuno di noi poteva mangiare caldo grazie a lui. Come idea politica era un uomo perbene, lanciava strali a chi se li meritava, di destra, di centro e di sinistra, ci piaceva proprio per questo. Era un uomo libero, mai schiavo di nessuno, mai domo. Abitava in un albergo quasi di fronte alla SAME ed e’ li’ sotto che gli hanno sparato. Da quel giorno ho odiato le BR, da quel giorno ho capito che non erano “compagni che sbagliano” ma killer prezzolati. Quello che e’ capitato a Indro ha aperto gli occhi a molti extraparlamentari, perche’ il suo modo di scrivere era fenomenale, le sue critiche sempre ben mirate al centro del bersaglio, la sua ironia e la sua verve a volte riesco a trovarle qua e la’ in qualche tuo scritto. Per tornare a Grillo, ripeto che mi piace e mi e’ sempre piaciuto come comico, ma che stia lontano dalla politica, perche’ fara’ male a se stesso, alla politica ed a tutti quelli che lo stimano.

  41. Caro Franco, in quanto giornalista free-lance “non raccomandato” manderei innanzitutto a Vaffa… il direttore del TG-2 Mazza che, da buon ascaro, difende coloro che l’hanno messo al suo posto e lautamente pagato. Forse quest’affermazione mi costerà l’allontanamento dalla RAI per la quale collaboro ma per guadagnare 2 euro a pezzo – come imposto dal contratto “capestro” e subito applicato con molta solerzia dal capo della RAI di Torino “in quota” Margherita dicono i bene informati- posso anche rinunciare . E qualche magistrato che ha un pò di coraggio a fare il suo mestiere e difendere i poveracci. Quanto a Grillo ha espresso il malassere molto diffuso ma la Casta non cambierà, trovera il modo per camuffarsi un pò e darsi un apparente tono migliore. Siamo il paese del Gattopardo, come sai, cambiare tutto per non cambiare nulla.

  42. La casta trovera’ il modo, lo trovera’ di sicuro, hai ragione. Mastella ha gia’ cominciato a colpevolizzare Grillo, cominciando alla larga, con un incidente in fuoristrada guidato da lui dove sono morti in tre. La casta dei bramini e’ spietata. Loro possono fare i porci comodi ma se uno gli si ribella gli fanno scontare uno per uno tutti i casi in cui non e’ stato, fin dalla nascita, dalla parte della ragione. Pippo Baudo l’aveva avvisato. Questo comunque non cambia il giudizio che ho dato sull’operazione Grillo – Di Pietro, quella del vai avanti tu che a me (mi) viene da ridere.

  43. Mario vedo che acconsenti e loro a sinistra continuano ad avere il paraocchi..stamene un amico Ds mi ha fatto rilevare che Prodi ha detto che gli italiani, in fondo, non sono meglio dei politici che hanno. Giusitificazione banale non all’altezza di un premier, ci sono moltissimi italiani onesti. Tra i politici di onesti molto pochi. facciamo le proporzioni? E tu Franco Ziliani spezza veramente una lancia a favore del grido di dolore che arriva dalla piazza, diamine! Contesti Slow Food…

  44. luciano, scusi, ma acconsento a cosa? Di Pietro mandando avanti Grillo vuol buttar giu’ Prodi. A questa politica delle spallate ci ha rinunciato perfino la CdL, perche’ si e’ accorta che e’ un’arma a doppio taglio. Il malgoverno Prodi morira’ piuttosto imploso. Vada a leggersi con maggior attenzione quello che ho scritto in precedenza, e cioe’ che “A me Grillo era piaciuto molto, come comico, parecchie delle battute che dice mi piacciono, come comico, e penso che come tutti i cittadini con un po’ di istruzione abbia anche del buonsenso per suggerire delle cose che riscuotono consensi, perche’ vive come noi e non come i potenti”. Mi sembra che non sia proprio un attacco a Grillo. Ma il disegno di farne un Masaniello sta purtroppo trovando attuazione, anche se penso che lui sia abbastanza intelligente e se ne sia gia’ accorto. Uno Stato che mette al vertice la Polizia o la Magistratura (e Di Pietro e’ stato nell’una e nell’altra), al di sopra del Parlamento che nelle Democrazie e’ l’espressione del popolo sovrano, non mi attira proprio. Non si governa con i processi

  45. Signor Crosta, questo governo è talmente legato alla polizia e alla magistratura che il ruolo di Ministro della Giustizia è stato affidato a Clemente Mastella. Se poi ha la cortesia di spiegare quali sarebbero i processi con i quali a suo avviso “sta governando” sarebbe gentilissimo.

  46. Non abbiamo ancora parlato di dini che entraerò nel gruppo misto del Partito Democratico…così può fare quello che vuole. Ma perchè non va in pensione anche quello lì che ha una moglie mi pare condannata..Proposta: estendiamo la proposta di Grillo anche alle mogli dei condannati in via definitiva..

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