Grandine sulla Valpolicella 2007: a buon intenditor, poche parole…

Le cronache di questi giorni ci riferiscono che la grandine che si è abbattuta la scorsa settimana nell’area di produzione dell’Amarone e del Recioto della Valpolicella, avrebbe “devastato, in alcune aree, fino al 90% dei grappoli da destinare all’appassimento per la produzione dei due rinomati vini veneti”.
Così dice la Confederazione Italiana Agricoltori, la quale, dopo una prima verifica nei vigneti della Valpolicella, definisce “pesante il conto pagato nell’arco di territorio collinare che va da Caprino Veronese sino a Montecchia di Crosara e in altre zone della Valpolicella e della Val d’Alpone dove si stimano perdite sino al 55-60% delle uve destinate all’appassimento e una percentuale di danno attorno al 30-40% del prodotto ottenibile nella zona”.
Nell’esprimere rammarico per l’accaduto e solidarietà ai viticoltori colpiti dai danni, particolarmente gravi in questa fase, dovuti alla grandine, –
l’evento imprevisto costerà ai vitivinicoltori veneti decine e decine di milioni di euro che per molti piccoli agricoltori non coperti da un’assicurazione anti grandine si tramuteranno in un durissimo colpo difficile da riassorbire – mettiamo doverosamente in archivio la notizia di questi danni, che un’associazione di categoria definisce “pesanti”, perché causa di “mancati redditi delle aziende agricole che si stimano in non meno di 55 milioni di euro.
Archivio da cui, altrettanto doverosamente, ritireremo la notizia, per ricordare la cronaca, allorché qualche furbetto, tra qualche anno, dovesse definire eccezionale la vendemmia 2007 e straordinari gli Amarone della Valpolicella 2007 (è già successo altre volte, con uno stravolgimento dei fatti che è nauseante), e qualora il quantitativo di Amarone della Valpolicella 2007 imbottigliato e commercializzato dovesse, ipoteticamente, mantenere le dimensioni raggiunte in questi anni. A buon intenditor, poche parole…

0 pensieri su “Grandine sulla Valpolicella 2007: a buon intenditor, poche parole…

  1. Caro Franco;
    Diversi Produttori della Valpolicella Classica invece della vigna a spalliera, usano ancora il sistema pergola, e io penso che quest’ultimo dovrebbe salvare o almeno proteggere i grappoli piu discretamente, o sbaglio !
    Grazie
    Angelo

  2. Ho ricevuto da Antolini la notizia che non farà il suo cru Moropio a causa della grandine che ha devastato la vigna. Penso che una dichiarazione del genere non potrà dare adito a futuri mutamenti.
    Ciò non toglie che i furbetti non mancheranno…

  3. Quando la “tempesta” picchia non c’e’ pergola che tenga.
    Bastano pochi acini colpiti per rendere praticamente impossibile l’appassimento in fruttaio dei grappoli. L’appassimento si puo’ fare solo con grappoli sani.
    Comunque la grandine pare abbia infierito in Val d’Illasi
    ,Grezzana,Tegnago, parte alta di Marano, parte alta di Negrar.
    Altre zone ad esempio Sant’Ambrogio, Pedemonte, Jago di Negrar non sono state toccate.

  4. Vedremo, se Dal Forno lo farà tutti gli andranno dietro, come nel 2003. Ma anche nel 2003 Dal Forno aveva le uve sane, gli altri no. E tanti saluti al consumatore da parte del Consorzio.

  5. Consorzio che tramite il suo ineffabile Presidente (per inciso, l’amministratore delegato di quel G.I.V. che riceve regali di Stato e fa riesumare le Partecipazioni Statali) quest’anno ci ha già raccontato la “favoletta” che il 2003 per l’Amarone era una grandissima annata. Ma chi la (lo) vogliono dare a bere ?

  6. Confermo quello scritto da cantabruna, in sostanza la Valpolicella “allargata” (o non classica) é stata pesantemente colpita (a parte le zone di pianura) mentre l’area Classica ha subito notevoli danni in zone limitate, anche se molto importanti, come Marano (ma non Valgatara), parte est della vallata di Negrar (da San Peretto a Montecchio) ma non Jago. Praticamente indenni Sant’Ambrogio (con tutta l’area della Grola), Gargagnago, Fumane (Palazzo della Torre, Sant’Urbano parte alta) e la collina di Castelrotto-Corrubio, Valgatara-Masua e, come già detto, Negrar-Jago più le aree di pianura.
    Grande annata? Aspettiamo qualche settimana, per qualcuno potrebbe anche diventarlo, per altri assolutamente no!
    E’ certo che se vi sarà la produzione di Amarone degli ultimi anni l’influenza del raccolto di pianura (non voglio lanciare sospetti su altre provenienze) sarà notevolissimo, e buona pace per qualità e caratterizzazione…
    Per quel che riguarda il discorso di Angelo sull’allevamento a pergola, più che per la grandine quest’anno ci si é accorti della sua strategicità per la capacità di evitare le scottature del grappolo durante i giorni caldissimi di metà luglio, scottature molto più frequenti nelle sempre più diffuse coltivazioni a spalliera. Si sarà capita la lezione?

  7. La zona dove Dal Forno ha i vigneti risulta una delle piu’ colpite, Sara’ veramente dura fare, non dico l’amarone ma il piu’ semplice dei Valpolicella.

  8. C’e’ in corso un dibattito sullo stesso tema da Lizzy su Vinopigro. Ho segnalato nei commenti di quel post che c’e’ anche questo tuo post molto bello sul quale intervenire. Perche’ e’ vero che qualcuno vendera’ l’Amarone 2007 al doppio del suo prezzo sostenendo che la resa e’ stata ridotta notevolmente, in quantita’ quasi da collezionista, per via di una grandinata…

  9. Mi dispiace dirlo perché i viticoltori seri non se lo meritano, ma vedrete che gli altri troveranno il modo di “fare ” l’amarone lo stesso.
    Se il Consorzio fosse un’istituzione seria, si metterebbero intorno ad un tavolo per decidere di declassare le uve. Ma ho seri dubbi…
    Ricordo che alla fine di agosto del 1971, una violenta grandinata distrusse quasi tutta la produzione di Chateau d’Yquem. Il Conte di Saluzzo inviò un fax agli importatori stranieri scusandosi perché non poteva fornirgli un vino qualitativamente pari almeno alle annate precedenti. L’anno successivo le richieste quadruplicarono!
    Anche per questo la Francia é la Francia.

  10. @PAOLO;
    Grazie per la chiara inquadratura delle zone colpite dalla grandine, e quelle non.
    Voglio anche aggiungere che in ogni modo, l’Amarone resta tra uno dei vini piu richiesti e invidiati al Mondo, specialmente Nord-America e adesso anche America Centrale, tipo Brasile, Venezuela ecc.
    Saluti
    Angelo

  11. Mi permetto comunque sempre di dire che i vigneti di alcuni produttori di mia conoscenza del valore di Tedeschi, Igino Accordini, Carlo Boscaini, Monte dall’Ora non sono stati per nulla colpiti.
    Il problema sono certi “altri” e quando i “sorveglianti” dovrebbero essere i primi sorvegliati…….
    Honni soit qui mal y pense”.

  12. Sarà interessante vedere in quanti faranno la denuncia di grandine per ottenere i risarcimenti.
    A tal proposito (di denunce intendo) pare che in una certa zona della Toscana non grandini da secoli!
    Se non ci credete visitate il sito di un “famosissimo” vignaiolo, le cui schede tecniche dei vini, diligentemente disponibili anno per anno, cominciano quasi sempre con “nonostante le abbondanti piogge nella zona, la collina dove produciamo il vino XXX è rimasta perfettamente asciutta e soleggiata”!

  13. Dopo un giro di telefonate ho appurato che anche la zona del Soave e del Durello ha avuto seri danni, non é andata persa solo l’uva, ma anche molte piante. A Montecchia di Crosara ci sono danni superiori al 50%. Anche gli ulivi sono stati pesantemente danneggiati, a Caiò, Mezzane, Illasi, Grezzane e Stallavena é andato perso tutto.

  14. Debbo confermare che i danni nella zona del Soave ci sono stati, nel cuore della Zona classica ( Costeggiola, Castelcerino), ma soprattutto nella zona allargata dove si confina con la DOC Valpolicella: Colognola ai Colli e Ilasi.
    Debbo anche dire che il Consorzio del Soave non si piange certo addosso:
    http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/20070903-Assoenologi-conferma-previsioni-positive-vendemmia-2007-doc-Soave.asp.
    Insomma, i danni ci sono, ma ci siamo rimboccati le maniche! Via a salvare il salvabile. Certo, si produrrà meno Recioto, per alcuni è proprio compromessa del tutto, la produzione. Tuttavia qui non diremo mai che il 2007 è l’annata del secolo per il Recioto. Faremo onestamente il Soave, faremo onestamente meno recioto e qualcuno m’ha gia detto che nemmeno ci proverà.
    M.Grazia

  15. Dal sito Winenews.it del 15/09/07 che cita i risultati della vendemmia 2007:
    “Le previsioni di Ismea e Unione Italiana Vini (Uiv), stando alla ripartizione geografica, rilevano che in Piemonte, la grandine ha colpito la zona di produzione del Nebbiolo da Barolo; in Lombardia, Veneto e Liguria, la perdita è abbastanza contenuta (-5%) e la qualità é buona…” NO COMMENT!!

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