Il vino del giorno, the social way, ovvero il “testimone” del vino

La parola d’ordine, così ha voluto Massimo (Bernardi) per animare ulteriormente il suo Food tabloid Kela blu, e per costruire un piccolo spazio di mini wine tasting, di rapide impressioni d’assaggio di vini è stata semplice: passarsi il testimone come in una staffetta, dire la propria e poi lasciare che sia un altro a dire la sua, all’insegna dell’eterogeneità, della pluralità delle opinioni e delle idee, senza alcuna “estetica” vinosa precostituita, senza nessuna “filosofia” enoica dominante.
Bene, il risultato è “il vino del giorno. The social way”, ovvero un piccolo spazio, 500 battute, un cameo all’insegna di Bacco, dove raccontare, ognuno con il proprio stile, con il proprio linguaggio, la propria verità, quello che un determinato vino gli ha detto, le emozioni, la piacevolezza, il gradimento, oppure l’indifferenza assoluta o la voglia di dire al produttore di quel vino muto e insipido “m.p.n.t.l.b.t.”, ovvero “ma perché non te lo bevi tu?”…
Pochi giorni di vita e già un proprio stile, un modo simpatico, vivo e schietto, di raccontare il vino e subito un’autentica chicca, questo racconto del vino en raccourci, questo dialogo immaginario da enoteca, scritto da un enotecaro blogger di razza e scrittore originale e curioso come Fiorenzo Sartore, impegnato a farci piacere un vino generalmente insopportabile quale il Nero d’Avola. Poche parole, ma tutte azzeccate, tutte al posto giusto.
All’amico Massimo l’augurio che anche gli altri deuteragonisti (o co-protagonisti?), quasi tutti impenitenti e orgogliosi wine blogger, sappiano essere, nelle loro comparsate, dal lunedì al venerdì, su Kela blu, all’altezza. E magari sorprendere, non solo con la loro presenza su quel blog, ma per quello che scriveranno, i lettori…
p.s. intanto se volete leggete questo primo intervento

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