Le Vin… en rosé: 25 settembre, Modena

Innanzitutto, doveroso, il mio coming out: della manifestazione che vado a presentare sono l’ideatore ed il coordinatore insieme agli amici, dal responsabile Luigi Carnevali a Barbara Brandoli, a Rita Ronchetti, dell’A.I.S., Associazione Italiana Sommeliers delegazione di Modena. Denunciato il “clamoroso conflitto d’interessi”, come lo definirà qualche impenitente bischero, non posso che dichiararmi persuaso che quello che si svolgerà nella giornata di martedì 25 settembre nella città della Ghirlandina e dell’Aceto balsamico, ovviamente tradizionale, dalle 17 alle 21 presso l’Hotel Raffaello, sia un evento di non trascurabile interesse per gli appassionati.
E mi auguro possa costituire un punto d’avvio per una nuova, finalmente unitaria, strategia di comunicazione per una tipologia di vini che le guide snobbano, le aziende producono ma senza menarne vanto, i ristoratori e le enoteche tendono a sottovalutare, ma i consumatori, ovvero quelle figure che dovrebbero reggere le sorti del mercato e determinarne gli orientamenti, dimostrano di gradire sempre di più, in Italia e soprattutto all’estero, dove le statistiche di vendita, in Francia, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, li dichiarano, da qualche anno, in forte ascesa.
Sto parlando, perdonatemi la “parolaccia”, sicuramente non gradita agli snob del vino che frequentano forum vinosi e luoghi di dibattito sul vino dove si ostenta suprema libertà di scempiaggine, dei vini rosati italiani, mais oui !, che vedranno un loro magic moment ed una orgogliosa rivendicazione della loro esistenza, della loro validità qualitativa, in un evento, 35 vini rosati di tutta Italia a confronto, o meglio, in libera degustazione, ovviamente con l’abbinamento di cibi adatti, che abbiamo voluto chiamare, con un gioco di parole, Le Vin en rosé, sottotitolo possibile “quanta varietà e quanta piacevolezza e facilità di abbinamento ai cibi, anche ai piatti di tutti i giorni”, ovvero un itinerario ragionato nel variopinto e fragrante mondo dei rosati d’Italia.
A questa grande vetrina del rosato italiano ho voluto fossero presenti vini del maggior numero di realtà produttive possibili: vini provenienti dalle due capitali del rosato italiano, Abruzzo (Montepulciano cerasuolo) e Puglia (Salice Salentino, Brindisi, Galatina, Castel del Monte), ma anche vini prodotti in Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto (l’area classica dei Chiaretti del Lago di Garda), Emilia Romagna, Trentino, Alto Adige, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Calabria.
Vini espressione di vitigni come Montepulciano, Negroamaro, Aglianico, ma anche Lagrein, Nebbiolo, Pelaverga, Barbera, Sangiovese, Ormeasco, Gaglioppo, Groppello, Corvina, Rondinella, Piedirosso, Lambrusco, a dimostrare l’estrema varietà di sfumature e l’ampia tavolozza di uve su cui possono giocare i rosati italiani.
Quanto ai nomi delle aziende presenti, in attesa di rendere presto noto l’elenco completo, con i vini che ci proporranno, voglio solo fare qualche esempio esemplificativo e abbastanza significativo: Pojer e Sandri in Trentino, Cantina Muri Gries in Alto Adige, Guerrieri Rizzardi e Le Fraghe nell’area del Bardolino, Cavicchioli, Bellei e Chiarli in Emilia Romagna, Castello di Ama in Toscana, Masciarelli, Cataldi Madonna e Pasetti in Abruzzo, Mastroberardino, Villa Matilde e Feudi di San Gregorio in Campania, Librandi in Calabria, Candido, Agricole Vallone, Rivera, Botromagno in Puglia.
Questo per citare solo alcuni dei nomi più noti, ma con sicure sorprese, quanto a qualità e fedeltà alla causa dei rosati, che verranno anche da tutte le altre aziende, presenti al banco con i loro vini.
Prossimamente ulteriori dettagli, ma per ora solo un consiglio: se amate i rosati, save the date please !
p.s. la manifestazione é ovviamente aperta a tutti, il costo d’entrata é contenuto in dieci euro

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